Tavernola – Colpe e responsabilità per la montagna che frana

di Ezio Locatelli (Direzione nazionale Prc/Se)

La montagna sopra Tavernola Bergamasca, prospiciente il Lago d’Iseo, sta venendo giù. Una massa enorme di rocce e materiali terrosi quantificata in un milione di metri cubi si sta staccando dal Monte Saresano mettendo a rischio l’abitato, le acque del Senino, l’incolumità delle persone. Chiuse le strade, evacuate case, chiuso lo stabilimento del Cementificio, sospese le attività di cava, isolato il comune di Parzanica in attesa del peggio. Una “situazione grave” per usare le parole del sindaco di Tavernola.

Mai come questa volta possiamo gridarlo forte: l’avevamo detto, denunciato a più riprese nel corso di un’aspra battaglia portata avanti con le comunità locali contro le attività smodate di estrazione della marna di cemento. Una battaglia durata quasi 15 anni, a partire dall’85, portata avanti tra minacce e aggressioni varie, prima in qualità di consigliere provinciale di Democrazia Proletaria e poi di consigliere regionale di Rifondazione Comunista.

Le attività estrattive, di produzione oltre che speculative del Cementificio hanno goduto della copertura di chi doveva e poteva (Regione Lombardia in testa) porre un limite al saccheggio delle risorse e alla distruzione ambientale con la solita scusa che tutto ciò andava a beneficio dell’occupazione.

Questo è il risultato disastroso con cui, prima o dopo, si doveva fare i conti. Gli anziani di Tavernola, Parzanica, Vigolo lo sapevano e lo dicevano. Purtroppo è sempre la solita storia: sull’altare del profitto si è disposti a sacrificare tutto fino a che ci si trova di fronte all’irreparabile. Una storia che deve finire. Per questo non bisogna mai smettere di lottare in difesa dell’ambiente e della giustizia sociale. (25.02.21, Ezio Locatelli, Direzione nazionale Prc/Se)

3 commenti

    • Ivo il 26 Febbraio 2021 alle 14:28

    Compagni, abbiamo dedicato dal 1984 al 91 anni di lotta; quando la cementifera ha promesso “mare e monti ” al Sindaco/amministrazione di Parzanica, il mondo ci e crollato sulla testa. Promesse di una strada nuova, una montagna di proprietà comunale da poter inopinatamente cavare, noncuranza di un fronte attivo che scivolava a valle già negli anni 70 (basta vedere la casa che galleggia sulla frana) per capire che abbiamo perso tutto, non solo le elezioni comunali per soli 6 voti, ma tutto, sopratutto l’ impossibilità di far capire quali erano i guai che ci aspettavano. Ma lungimiranza vuole che se crolla la montagna fuori dall’area dello stabilimento, questi si trovano il materiale pronto per fare altro cemento, i padroni verranno additati ancora come i salvatori della patria; ” x fortuna “che ci sono loro”! SIC! Avanti, avanti, soldi, soldi e ancora soldi! Solo ora si accorgono che il monitoraggio deve essere fatto con sismografi utilizzati sui vulcani! Ma di cosa stiamo parlando? Di inettitudine, demenza gestionale, arbitrio, oltraggio alla scienza della terra e alla prevenzione! Diabolico, semplicemente diabolico.

  1. Ciao, Ivo.
    Grazie e un abbraccio
    (sono Maurizio Mazzucchetti)

    • Silvestro Danesi il 28 Febbraio 2021 alle 8:37

    L’articolo ed il commento mi hanno riportato in toto nel periodo, mi ha riportato alla mente mio suocero Gigi Longa che lotto’ dando la vita per il paese che amava più di ogni cosa. Ho le lacrime agli occhi.
    Fu una lotta contro i mulini a vento e contro la prepotenza ed arroganza
    Avevo 11 anni quando si manifestò il primo evento, ed a distanza di 49 ora si trema è la giusta vendetta della natura
    Pensate poi che quando barattarono la cava per la strada oltre che a lottare contro questo osceno baratto mi opposi anche al progetto della strada mettendo nero su bianco che l’idea di attraversare e scendere nella miniera Ognoli era pura pazzia con una frana in agguato nella parte sovrastante.
    Presentammo pure un progetto alternativo evitando la miniera Ognoli ma fu ignorato da tutti comprese le istituzioni Stato, Regione, Provincia e Comuni limitrofi.
    Ed ora ecco che la montagna stanca delle umiliazioni dell’homo dementis che con le sue volate, fornelli e finta marna di titolo primo, ci ha ripensato e vuole cancellare il tutto trascinando a lago le ferite inferte.
    Il male di oggi è dato dalla incompetenza degli uomini del passato.
    Essere sordi e ciechi contro la natura volutamente non paga il tempo purtroppo questa volta lo sta dimostrando.
    Il risultato di tutto ciò è che la comunità di Parzanica deve pagare la fattura più onerosa con l’impoverimento del territorio, il depauperamento e l’isolamento .
    Arriviamo a lago intervenendo sulla mulattiera se vogliamo il bene di questa comunità.
    Un caro saluto a tutti coloro che uniti lottano con veri e grandi ideali.
    Silvestro Danesi

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