Pasqua e pasquetta in zona rossa, piazze e parchi chiusi, ma supermercati aperti. Presidenti delle regioni facciano ordinanze di chiusura

Comunicato stampa

A Pasqua e Pasquetta potremmo ritrovarci all’interno di un paradosso folle, insensato e pericoloso. L’Italia in zona rossa, con sindaci e prefetti che si affrettano a chiudere piazze e parchi pubblici mentre la normativa vigente consentirebbe alle attività commerciali: negozi, discount, supermercati e ipermercati del settore alimentare (anche all’interno dei centri commerciali), catene dell’elettronica, ferramenta, negozi di abbigliamento per bambini, articoli sportivi ecc di rimanere aperti in quanto “essenziali” e grazie anche alla liberalizzazione delle aperture nei giorni festivi.

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Rifondazione: Bergamo, rivelazioni di “Domani” confermano che anche governo Conte responsabile della mancata zona rossa

L’inchiesta della giornalista Francesca Nava sul quotidiano Domani conferma quello che come Rifondazione Comunista abbiamo sempre sostenuto. Anche Conte e Speranza sono responsabili della mancata istituzione della “zona rossa” nei comuni di Nembro e Alzano in provincia di Bergamo.

L’anno scorso la giunta regionale lombarda di destra e il governo nazionale M5S-PD-LEU hanno deciso di non fare la zona rossa per non far arrabbiare Confindustria. Ricordiamo che gli industriali dissero che non si potevano chiudere le fabbriche e la politica li accontentò.

Conte avrebbe anteposto il «costo politico» di una decisione che vedeva la contrarietà di Confindustria alla tutela della salute. Dopo la riunione riservata del 2 marzo, rivelata da Francesca Nava, il ministro Speranza il 4 marzo dell’anno scorso incontrò la giunta leghista lombarda. Il resto è noto, lo scaricabarile inutile. La giunta di destra lombarda ha seguito indicazioni degli industriali, il governo pure.

La subalternità della politica al potere economico ha prodotto una strage che si cerca di rimuovere.

Quando diciamo che c’è bisogno di una sinistra che sia alternativa ai poli esistenti vogliamo dire, per esempio, una sinistra che non prenda ordini dal padronato.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Francesco Macario, segretario provinciale di Bergamo di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

L’articolo di Francesca Nava – Clicca per ingrandire

Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa. Il tempo è ora – ASSEMBLEA ONLINE

*** DOMENICA 28 MARZO, dalle ore 15.30 alle ore 20.30 – Pagine facebook Partito della Rifondazione Comunista e Maurizio Acerbo

Il governo Draghi esprime la convergenza di centrodestra, centrosinistra e movimento 5 stelle attorno alle politiche neoliberiste. Non si tratta di una novità assoluta: le diversità tra i poli politici oggi esistenti hanno il loro baricentro all’interno del “pensiero unico”. Il bipolarismo è servito principalmente ad espungere la rappresentanza delle classi popolari e dei loro interessi dal sistema politico, a sostituire l’alternanza all’alternativa. In questo contesto è maturato un distacco tra popolo e istituzioni rappresentative che mette a rischio lo stesso quadro democratico. Crisi sociale e democratica si intrecciano pericolosamente.

Noi, compagne e compagni del Partito della Rifondazione Comunista, impegnate/i a costruire la più ampia e unitaria opposizione al governo Draghi, riteniamo urgente aprire una fase di dialogo e di ascolto reciproco fra tutte le donne e gli uomini che condividono l’urgenza della costruzione dell’alternativa. Confidiamo che questa “chiamata di emergenza” possa essere utile alla definizione e alla nascita di una prospettiva unitaria, in un confronto aperto e all’altezza della gravità di questo momento drammatico per il paese e per l’umanità tutta. La sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale ed è stata pesantemente amplificata dalla gestione privatistica di sanità ed industria farmaceutica, sottolinea la necessità di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente. Occorre cambiare direzione, non tornare a prima!

Il principale elemento di controtendenza, in questa situazione altrimenti desolante, è costituito da un esteso tessuto di pratiche sociali, culturali e politiche – in cui siamo quotidianamente impegnate/i anche noi di Rifondazione Comunista – che alimenta dall’esterno del parlamento il conflitto di classe e ambientale, la dialettica sociale e democratica, il mutualismo e la solidarietà, le pratiche femministe e le campagne per la pace, i diritti e contro ogni discriminazione e razzismo. Vi sono reti, intelligenze e soggettività – associazioni, comitati, settori sindacali conflittuali, movimenti, partiti, liste ed esperienze civiche legate al territorio – che operano positivamente senza però avere quel profilo politico comune che è necessario al fine di costituire uno stabile punto di riferimento per le classi popolari e per larga parte del paese.

Si tratta di aprire una nuova fase.

Vogliamo cooperare per lo sviluppo di un movimento che, dall’opposizione al governo Draghi, a partire dalle questioni sociali, ambientali, democratiche, da quelle legate alla differenza di genere, porti alla costruzione, tanto difficile quanto necessaria, di una aggregazione, di una soggettività che da sinistra, insieme a forze ambientaliste e civiche, si batta per l’alternativa alla barbarie neoliberista e ai poli politici oggi esistenti. Si tratta di socializzare la politica e politicizzare il sociale, superando steccati e diffidenze che da tempo ostacolano la costruzione di un vasto movimento politico e sociale per l’alternativa, senza la pretesa di cancellare le differenze o di ridurre ad uno la pluralità delle diverse esperienze, ma ben consapevoli che nessuna delle forze della sinistra di alternativa esistenti ha oggi la forza o l’autorevolezza per realizzare questo obiettivo.

Vi invitiamo quindi ad affrontare insieme un percorso processuale di dialogo e cooperazione che valorizzi tutte le esperienze che operano sul piano sociale, culturale e politico e si muovono nella prospettiva di trasformare in modo profondo e radicale un sistema che antepone il profitto ai diritti delle persone e alla tutela della natura e dei beni comuni. Un percorso con l’obiettivo di porre le basi per una aggregazione unitaria e plurale, per una soggettività che per dimensioni e credibilità possa rappresentare una alternativa ai poli politici oggi esistenti.

Siamo consapevoli delle difficoltà da superare: prendiamoci il tempo necessario, senza l’incombere di precipitazioni elettoralistiche, ma con la coscienza di non dover perderne altro: il tempo è ora!

Noi ci siamo e vi proponiamo di aprire il dialogo. A tal fine vi invitiamo ad un primo momento di incontro on line per il giorno 28 marzo, dalle ore 16 alle ore 20,30.

Per informazioni e adesioni: opposizione.alternativa@rifondazione.it

Frana di Tavernola. Garantire la sicurezza ambientale e l’occupazione non i profitti del Cementificio

di Ezio Locatelli (*)

Solo degli incoscienti, degli irresponsabili possono ipotizzare che il disastro della frana del Monte Saresano debba dare corso alla riapertura dell’attività del Cementificio di Tavernola, dando ad esso la possibilità  di utilizzare il materiale buono della frana. Che è come dire: “più distruggi più guadagni”.

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Istat, Draghi a Bergamo e 6.218 morti


L’Istat ha diffuso i dati sulla mortalità riferiti a tutto il 2020, confrontati con la media del quinquennio 2015-2019, variamente disaggregati e presentati in agili tabelle interattive.

La provincia di Bergamo nel 2020 è stata quella che ha avuto il più alto aumento della mortalità (+60,6%) rispetto al quinquennio precedente; a seguire nella graduatoria altre 8 province della Lombardia, che – come risaputo – è quella che nel 2020 ha registrato la più alta variazione di mortalità (+36,6%).

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Bergamo. Affermazioni diffamatorie nei confronti del Prc: sporgeremo querela

Abbiamo riscontrato sulle pagine social (Facebook) del signor Luca Fusco, presidente del comitato “Noi denunceremo”, reiterate affermazioni diffamatorie nei confronti del Partito della Rifondazione Comunista.

Dichiarazioni con cui si tende ad attribuire al PRC una qualche paternità o responsabilità per le minacce inviate l’anno scorso ad alcuni esponenti di Confindustria. Azioni in realtà compiute da ignoti che però per il signor Fusco sono identificabili tout court con il PRC.

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NOI SAPPIAMO… A PROPOSITO DELLE PERQUISIZIONI IN CORSO OGGI A BERGAMO

Noi sappiamo cosa è successo all’inizio dello scorso anno nella provincia di Bergamo!

Noi sappiamo di chi è la responsabilità sulla mancata zona rossa in bassa Val Seriana. Sappiamo chi incitava, in una incredibile campagna pubblicitaria, la produzione a correre a non fermarsi. Sappiamo chi continuava a far fare ai dipendenti avanti e indietro nelle le aree contaminate dal Covid. Sappiamo chi non voleva fermare la produzione nelle aziende anche quando le bare venivano portate via con i camion militari. Sappiamo chi rilasciava dichiarazioni fallaci, pastrugnava con i codici ATECO e vendeva certificati di filiera fasulli pur di continuare a produrre, anche prodotti superflui, per ira di profitto.

Lo sappiamo noi e lo sanno le bergamasche e i bergamaschi, soprattutto le lavoratrici e i lavoratori, che queste cose le hanno viste con i loro occhi.

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8 MARZO 2021: SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE

Guai a chi per l’8 marzo si permette di evocare feste, mimose o anche di enumerare conquiste quotidianamente disattese. La crisi sociale scatenata dalla pandemia tocca in modo drammatico la vita delle donne: fra novembre e dicembre 2020 hanno perso il lavoro 99.000 donne, malgrado ammortizzatori sociali e blocco dei licenziamenti. Precarie, part-time spesso involontarie, partite Iva, piccole artigiane e commercianti escono dal lavoro e spesso rinunciano a rientravi, se è vero che sempre in quei mesi le disoccupate crescono di 20.000 unità e le inattive di 60.000; sono quelle che hanno perso la speranza di trovare un lavoro e non lo cercano più.

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DELLA BERGAMO-TREVIGLIO, OVVERO: SE NON È ZUPPA, È PAN BAGNATO!

di Francesco Macario (segretario Prc/Se di Bergamo e provincia)

Da anni assistiamo a una radicale trasformazione dell’area della bassaBergamasca che è divenuta un nuovo terreno di affari speculativi attraverso la BreBeMi. Li si sta perpetuando una vecchia idea dello sviluppo simile a quella degli “anni sessanta”, quella del “faccio le infrastrutture poi arriveranno le fabbriche e la ricchezza”. Persegue cioè lo stesso modello di sviluppo che ha contraddistinto, e distrutto, la fascia pedemontana regionale ai tempi del boom economico. Un’aspettativa che sembrava destinata al fallimento, vista l’attuale fase di deindustrializzazione, ma che ha invece incrociato l’ascesa della logistica.

Alla BreBeMi si sta ora aggiungendo l’autostrada Bergamo-Treviglio, o meglio Dalmine–Treviglio (nota anche come IPB -Interconnessione Pedemontana-Brebemi). Questa autostrada nata come ipotesi di raccordo tra la BreBeMi e la Pedemontana, attraverserà zone agricole della pianura asciutta, quindi di basso valore fondiario, che potrebbero risultare economicamente competitive con quelle “valorizzate” dalla BreBeMi, innescando una competizione al ribasso per attrarre qui le piattaforme della logistica.

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Stop Big Pharma. La salute prima dei profitti

L’intervento di Manon Aubry, France Insoumise, parlamentare europea del GUE, contro Ursula Von Der Leyne e la Commissione Europea che hanno sottoscritto con le multinazionali del farmaco contratti per la fornitura dei vaccini totalmente sbilanciati a loro favore.

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