Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Archiviate le accuse contro Pia e Gianfranco. Sul Covid a Bergamo c’è bisogno di verità e di giustizia, non di teoremi strampalati

Comunicato stampa

Apprendiamo con soddisfazione che la Procura di Brescia ha chiesto l’archiviazione dell’indagine nei confronti dei compagni Maria Pia Panseri e Gianfranco Fornoni dopo che nel marzo scorso le loro abitazioni erano state perquisite nell’ambito dell’indagine sulle lettere di minacce al presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia e a quello di Confindustria Lombardia Marco Bonometti. (cfr. https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_22/proiettili-confindustria-bergamo-maria-pia-panseri-gianfranco-fornoni-chiesta-l-achiviazione-1ed0f68c-7b74-11ec-830f-a689bbf9b7cc.shtml)

Decadono quindi le assurde ipotesi di reato (associazione con finalità di terrorismo, di eversione dell’ordine democratico e minacce aggravate) formulate nei loro confronti che sono risultate prive di ogni benché minimo fondamento.

Come noto, sia Gianfranco che Pia, quest’ultima in qualità di responsabile sanità della Federazione di Bergamo del Partito della Rifondazione Comunista, sono stati e sono fra quanti maggiormente hanno denunciato le responsabilità di Confindustria, Regione Lombardia e Governo nella disastrosa gestione dell’emergenza Covid a cominciare dalla mancata “zona rossa” in Valseriana e nella Bergamasca. Una vicenda riportata alla ribalta dalla consulenza del professor Crisanti depositata presso la Procura della Repubblica di Bergamo nei giorni scorsi dove si afferma che l’istituzione della zona rossa avrebbe risparmiato ai bergamaschi migliaia di vittime.

Con l’archiviazione dell’indagine si evidenzia platealmente l’inconsistenza dell’operazione mediatica che – a seguito delle perquisizioni – era stata orchestrata per screditare coloro che si sono esposti contro la gestione criminale della crisi Covid in Bergamasca e l’altrettanto disastrosa riforma sanitaria della Moratti voluta dalla Regione Lombardia a trazione Leghista.

Ora, mentre anche la più prestigiosa rivista scientifica medica mondiale (Lancet) riconosce il ruolo positivo svolto dai vari comitati di cittadini e parenti che si sono mobilitati nella bergamasca, questa ridicola montatura si sgonfia. Ma al contempo il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli si affretta grottescamente a dichiarare che “è doveroso che la ricostruzione dei fatti sottostanti alle singole vicende avvenga nel modo più approfondito possibile. È però parimenti doveroso che la valutazione giuridica dei fatti come ricostruiti si compia, come sta avvenendo, asetticamente, senza cioè subire alcun tipo di condizionamento di natura emotiva”. Se l’asetticità è quella che abbiamo potuto constatare nella vicenda di Pia e Gianfranco i bergamaschi possono iniziare seriamente a preoccuparsi. Naturalmente ci riserviamo di agire legalmente contro tutti coloro che su questa vicenda hanno indegnamente speculato arrivando sino al punto di identificare il nostro partito come una organizzazione terroristica.

Come Partito della Rifondazione Comunista nel ribadire la nostra piena solidarietà a Pia e Gianfranco ci impegniamo a proseguire con sempre maggiore determinazione la battaglia per la verità e la giustizia per le vittime del Covid e per una Sanità pubblica, gratuita ed efficiente.

22 gennaio 2022

Maurizio Acerbo (segretario nazionale)

Fabrizio Baggi (segretario Prc/Se Lombardia)

Francesco Macario (segretario Federazione di Bergamo e provincia)

LA SINISTRA PER GORI E LA FINE DI UN’ILLUSIONE

La parabola della lista “Ambiente Partecipazione Futuro” inizia con la decisione di appoggiare la candidatura di Giorgio Gori per un secondo mandato come sindaco di Bergamo nelle elezioni amministrative del maggio 2019.

I temi del programma della lista e anche i toni della campagna elettorale erano assai diversi da quelli del programma di Gori, ma ferrea è stata la decisione di apparentarsi con Gori: “per contare” e per “consentire un “voto utile” come hanno più volte ribadito gli esponenti della lista. Lista che raccolse poi il 2,6% dei voti, eleggendo un consigliere comunale nella persona di Roberto Cremaschi.

Che la lista dentro la coalizione di Giorgio Gori avrebbe contato poco lo si è capito subito. In un’intervista (a Lucia Cappelluzzo, Bergamo News – 06 giugno 2019) l’”agguerrito” consigliere Cremaschi dopo essersi vantato di essere “riusciti a far spostare dei voti che nel 2014 erano per Rocco Gargano a Gori (e non a Francesco Macario)”, poi denunciava, con toni degni di un’esponente del defunto pentapartito, che “delle quattro liste a suo sostegno (di Gori – nda) passate il turno, tre sono rappresentate in Giunta, noi invece siamo rimasti a bocca asciutta”. Ma si consolava col risultato di avere ottenuto da Gori l’istituzione dell’assessorato alla partecipazione, assegnato però a Giacomo Angeloni.

Cremaschi indicava nell’obiettivo di una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei cittadini (su temi importanti come ParkingFara, mobilità, sostenibilità ambientale e Porta Sud) il centro dell’iniziativa della sua lista. Ribadendo che “la Giunta è stata eletta per decidere, ma è importante arrivare a decisioni con condivisione e partecipazione”. Peccato che oggi, col senno di poi, possiamo solo constatare che proprio l’assessorato alla partecipazione è certamente quello più fallimentare dell’intera amministrazione Gori: basti pensare a vicende come quella del Parco Ovest, di Boccaleone o anche della presentazione del nuovo PGT.

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Consiglio Provinciale di Bergamo. Tutti insieme appassionatamente… Il draghismo in salsa orobica

Nella prima riunione del neo eletto Consiglio Provinciale sono state approvate all’unanimità (dalla Lega al Pd, passando per i moderati e per il Consigliere vicino a Fratelli d’Italia ) le linee programmatiche. Il Presidente, in modo bipartisan, ha distribuito le deleghe a quasi tutti/e i/le consiglieri/e di qualunque forza politica presente in Consiglio. Tra queste il gruppo leghista e quello dei “Civici moderati”, il primo di destra e il secondo di centro, ottengono deleghe pesanti: addirittura “Opere pubbliche ed infrastrutture” ai padani e ” Patrimonio e pianificazione scolastica”, su cui l’ente Provincia ha da sempre grandi competenze essendo proprietario o gestore di molti plessi delle scuole superiori pubbliche e dei Cfp della bergamasca, ai moderati.

Deleghe che non lasciano prefigurare nulla di buono. Ci troviamo di fronte ad un calderone indigeribile dove c’è tutto e il contrario di tutto, per accontentare e tacitare l’intero caravanserraglio politico-istituzionale.

In politica che un programma venga approvato unanimemente da destra e sinistra (o presunta tale) non è per niente un fatto positivo. In politica ci sono programmi e idee diverse che si confrontano, si scontrano e che possono trovare sintesi parziali su alcuni temi ma non su tutto. Siamo al consociativismo puro, che era già nelle corde dell’ avere un candidato unico presidente. O meglio: siamo al “draghismo” in salsa orobica, dove le forze politiche, come attori del film “tutti insieme appassionatamente”, dichiarano a parole di operare per il bene dell’intera provincia ma di fatto fanno il bene solo di qualcuno (Confindustria e potentati vari).

Siamo nel segno inequivocabile del liberismo che disegna un territorio fatto di grandi infrastrutture (come l’autostrada Bergamo/Treviglio, agognata in modo bipartisan) inutili, distruttive di ambiente, lavoro e qualità della vita. Uno sviluppo distorto che era già fallito prima del covid e che oggi, di fronte ai drammi aperti dalla pandemia e alle ingiustizie sociali che si sono aggravate, è perfino ridicolo e di cattivo gusto riproporre.

Come Rifondazione Comunista ci dissociamo pertanto da questo modo di procedere battendoci affinché venga abolita la legge Del Rio e tornino i/le cittadini/e a votare Presidente e Consiglio Provinciale su programmi ben definiti ed alternativi l’uno all’altro.

Anche questa istituzione, come tutte, necessita per vivere che vi circoli aria fresca e movimentata da un confronto vero, per non imputridire autoreferenzialmente nel chiuso di asfittiche stanze di potere sempre più lontane dal corpo vivo della società.

Per Rifondazione Comunista – commissione enti locali

Marco Sironi e Tiziano Belotti

(senza titolo)

LA NUOVA LEGGE SULLA SANITA’ DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA NON GARANTISCE IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI/E (art. 32 della Costituzione)

Il 30 novembre, il Consiglio Regionale ha approvato (con i voti favorevoli della maggioranza di centro destra) il progetto presentato dalla Giunta di revisione della legge regionale 23/2015 (la cosiddetta “riforma Maroni”) che regolerà la sanità pubblica in Lombardia per i prossimi anni.

La nostra valutazione è che la Giunta Regionale sembra non avere imparato la tragica lezione della pandemia covid 19, che ha prodotto –non lo dimentichiamo- 35000 morti in Lombardia, di cui 6000 nella Bergamasca.

Nella nuova legge regionale sono, infatti, di nuovo completamente assenti la programmazione socio-sanitaria territoriale, la medicina preventiva, il coinvolgimento dei territori, la tutela dell’ambiente, mentre la sanità privata viene addirittura integrata nel “Sistema Sanitario Regionale” e viene attribuita al “privato” la possibilità di “concorrere alla istituzione delle Case e Ospedali di Comunità” previste dal Piano di Ripresa e Resilienza Nazionale (PNRR).

Per una reale riforma del Servizio Sanitario Regionale Lombardo è necessario:

1) garantire il diritto alla salute come previsto dall’articolo 32 della Costituzione e dalla legge 833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale;

2) ripartire da una Programmazione Socio-Sanitaria Territoriale che coinvolga nelle scelte i cittadini e gli enti locali (i Comuni, i Consigli di Rappresentanza dei Sindaci, ecc.);

3) i Servizi Pubblici vanno organizzati in Distretti, Dipartimenti, Presidi Ospedalieri, con integrazione degli aspetti sanitari con quelli socio-assistenziali e quelli attinenti alla salute mentale;

4) le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, previsti dal PNRR, devono essere a gestione pubblica e disponibili in ogni distretto socio-sanitario.

5) predisporre un piano straordinario di stabilizzazione ed assunzione di personale sanitario per le strutture Pubbliche (né il PNRR né la Finanziaria del governo Draghi lo prevedono mentre oggi in Italia mancano 45000 medici e 75000 infermieri).

6) realizzare un piano di recupero dei controlli, visite, interventi specialistici (10 milioni di visite specialistiche ed esami clinici saltati nel 2020) per rientrare nei tempi di attesa previsti dai LEA, con abbattimento delle liste di attesa.

7) l’accreditamento e l’autorizzazione delle strutture private devono essere legati ai bisogni di salute della popolazione e stabiliti dalla programmazione socio-sanitaria del Servizio Sanitario Regionale, e non a piacere dei grandi gruppi sanitari privati.

COSA POSSIAMO FARE NOI CITTADINE E CITTADINI?

OPPORCI alle chiusure e/o alle riduzioni di servizi delle strutture pubbliche (ad esempio l’Ospedale di San Giovanni Bianco) e all’affidamento alle gestioni private comunque denominate (ad esempio cooperative di medici di base, ecc.) delle cronicità, della diagnostica e degli esami di laboratorio.

PRETENDERE di accedere a visite specialistiche, esami strumentali e di laboratorio in tempi brevi e comunque entro i limiti di tempo massimi fissati a livello regionale/nazionale.

SOSTENERE le associazioni e i comitati di cittadine/i, di medici e infermieri che, soprattutto in seguito alla pandemia, in questi ultimi due anni non hanno mai smesso di battersi in difesa del diritto alla salute, partecipando alle loro iniziative.

Coordinamento bergamasco per il Diritto alla Salute “Dico 32” tel. 035225034 coordsalutebg@libero.it

Tavolo della Salute di Bergamo tel. 349 396 7466 tavolodellasalutebg@libero.it

Bergamo , dicembre 2021

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COVID. STRAGE DI BERGAMO: per una vera commissione parlamentare d’inchiesta. Diretta streaming (11.12.2021)

INVITO A CONFERENZA STAMPA. Presentazione del Convegno “Covid. STRAGE DI BERGAMO: PER UNA VERA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA”.

Venerdì 10 dicembre, ore 11.30. Conferenza stampa di presentazione del convegno regionale promosso da Rifondazione Comunista (Bergamo, sabato 11 dicembre ore 15.30, Centro La Porta – Via Giovanni XXIII, n. 30)

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IL COMPAGNO PIERLUIGI POLI CI HA LASCIATO

[Venerdì 17 dicembre alle ore 14.30 presso il cimitero di Bergamo commemoriamo il compagno PIERLUIGI POLI – 15.12.2021]
 
Un altro compagno ci ha lasciato: Pierluigi Poli, classe 1945, iscritto a Rifondazione Comunista dalla nascita del partito, prima al circolo della Grumellina e poi a quello di Dalmine.
 
Di professione operaio, è stato sempre presente nelle lotte politiche e sindacali per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Compagno disponibile, non è mai mancato il suo importante contributo alle feste del partito.

La sua militanza è stata importante in tutte le iniziative che il partito ha organizzato sulle tematiche del lavoro, dell’ambiente e dei diritti sociali e civili, non mancando mai a nessun banchetto e volantinaggio.
 
Di carattere franco e schietto, ha sempre portato il suo contributo, anche critico, durante le discussioni del circolo.

Ci mancherai caro compagno Poli (come amavi essere chiamato) e sarai sempre con noi nelle nostre lotte per costruire un mondo migliore.

Che la terra ti sia lieve.

Un abbraccio alla moglie Santina e alla figlia Barbara.
 
Seguiranno comunicazioni sulla commemorazione funebre.

I compagni e le compagne di Rifondazione Comunista – circolo di Dalmine e federazione provinciale

Dalmine, 9 dicembre 2021

La scomparsa del compagno LUIGI MAGNI

LUIGI ci ha lasciato nel pomeriggio di ieri sabato 4 dicembre. La sua salma è ora esposta presso la Casa del Commiato in Via 25 Aprile 5 ad Osio Sotto. Qui lo saluteremo tutte e tutti insieme per l’ultima volta MARTEDI’ 7 DICEMBRE alle ORE 10.30

***

Apprendiamo con grande dolore della scomparsa del Compagno Luigi Magni della Federazione provinciale di Rifondazione Comunista Bergamo e provincia.

A nome di tutto il Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia esprimiamo le più sentite condoglianze e ci stringiamo alla famiglia e alle/i amiche/i ed ai Compagni della Federazione per la perdita di Luigi.

Che la terra ti sia lieve caro compagno. (Milano, 5 dicembre 2021,Prc/Se segreteria regionale della Lombardia)

CIAO LUIGI

Ho appena appreso della scomparsa di Luigi Magni, compagno della prima ora di Rifondazione Comunista di Bergamo. Luigi, ex operaio, omone gande e buono, aveva 84 anni.

Finché ha potuto è stato uno dei compagni che più ha partecipato alla vita politica del partito. Lo ha fatto con grande dedizione e generosità nel ruolo, per lunghi anni, di segretario del Circolo di Osio Sotto nonché di membro degli organismi provinciali di partito. Luigi, nella sua semplicità ma anche nella sua determinazione, non mancava mai di intervenire. Lo faceva per lo più sulla base di interventi scritti che una volta svolti mi venivano consegnati a dimostrazione di un’applicazione personale non di poco conto.

Sono scritti che conservo ancora oggi per rispetto di un compagno che ha fatto fino in fondo la sua parte per migliorare questo mondo. Con lui scompare un amico caro oltre che un compagno nel senso pieno del termine. In questi ultimi dieci anni di mia permanenza a Torino non mancava mai di chiamare alla vigilia delle feste di fine anno per fare gli auguri e ricordare il nostro sodalizio politico. Ci teneva, giustamente, a ricordare il tanto lavoro fatto insieme per dare vita a Rifondazione Comunista in una provincia bianca.

Questa chiamata non ci sarà più ma rimarrà forte il pensiero e il legame per un compagno che è stato importante nella vita politica, e non solo, di tanti di noi. (Ezio Locatelli, 4 dicembre 2021)

LUIGI MAGNI, UN COMPAGNO GENEROSO…

Ultimamente ci sentivamo solo per telefono viste le sue precarie condizioni fisiche dovute all’età che gli impedivano di partecipare attivamente alla vita politica del partito e del suo.terrotirio, come aveva fatto per tutta una vita di vero militante Comunista.

Fino a pochi anni fa riusciva, accompagnato dal compagno Ettore Ghifotti, a venire alle feste e al ricordo del partigiano Brach ad Endine ad agosto. Poi le uscite si sono fatte più rade. Luigi, il primo a sinistra nella foto, è stata una delle figure principali della federazione bergamasca del Partito della Rifondazione Comunista. Della classe del 1937, da sempre profondamente radicato nella sua Osio Sotto, allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, non accettando la sciagurata svolta occhettiana, aderì da subito convintamente a Rifondazione Comunista. Per Luigi il partito era un pezzo fondamentale della sua vita, una missione a cui dedicarsi per migliorare il territorio in cui viveva, le condizioni delle classi popolari e per costruire un altro mondo possibile.

Quando ero Segretario provinciale usava mandarmi in anteprima i suoi discorsi da tenere ad un’assemblea o a una riunione degli organi dirigenti, al fine di avere il mio parere. Erano lunghi fogli a quadretti scritti a mano in bella scrittura, come si faceva una volta, che nel linguaggio semplice dimostravano l’enorme profondità di quella classe operaia, da cui lui orgogliosamente proveniva, che voleva diventare classe generale capace di cambiare lo stato di cose esistente. Lui non lo ha mai saputo, ma piu volte dai suoi scritti ho preso spunto per le mie relazioni. Luigi leggeva tantissimo, specialmente la stampa Comunista come il nostro giornale Liberazione di cui era instancabile lettore e difensore. Nel periodo di Genova, nei primi anni del secolo nuovo, Luigi, per il suo modo diretto e immediato, entrò nel cuore dei/le giovani/e comunisti bergamaschi/e. Ragazzi di meno di vent’anni che apprendevano da lui, che poteva essere loro nonno, la passione per la militanza politica e per la lotta.

Compagno Luigi, tu rimarrai sempre nelle nostre lotte. Che la terra ti sia lieve. (04.12.2021),Marco Sironi per i compagni della federazione provinciale e del circolo di Dalmine del Prc)

Ciao Compagno e amico Luigi, è passato tanto tempo da quando nella bassa bergamasca, lottavamo per cambiare le cose; ma il tuo carisma, il tuo essere Comunista ha sempre, anche oggi, condizionato in positivo il mio essere Comunista.

Ciao Compagno, martedì sarò lì al tuo fianco per un ultimo saluto a pugno chiuso. (Davide Canto, 05.12.2021)

PROGETTO TRENO PER L’AEROPORTO DI ORIO

COMUNICATO

In una comunicazione del 12 gennaio 2007 il Consiglio della allora Circoscrizione n.6, comprendente le aree comunali ora interessate dal progetto commissariato del cosiddetto Treno per l’aeroporto di Orio, chiedeva con testo approvato all’unanimità “che nelle ultime aree libere o dismesse, si eviti di collocare attività incompatibili con la vivibilità dei quartieri a vocazione prettamente residenziale perché le grandi opere non sono l’affermazione della qualità della vita”.

La stessa Circoscrizione n.6, che pure aveva dato parere favorevole nel 2008 all’idea e al percorso del futuro treno (ma non al progetto, all’epoca non ancora esistente), ha più volte richiesto al Comune di farsi promotore di un Piano d’Area, aperto al pubblico nella forma di bilancio partecipativo e realizzato con la partecipazione di tutte le componenti presenti sul territorio, quali comitati di cittadini, forze politiche, istituzioni, attività economiche, investimenti imprenditoriali, etc., per programmare lo sviluppo urbano della città di Bergamo includendovi corridoi ecologici ed aree a verde, mantenimento delle caratteristiche autonome dei quartieri etc. .Piano d’Area mai nemmeno impostato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute da allora.

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