SULLE ELEZIONI LOMBARDE

Le proposte di Maiorino e del centro-sinistra sono fotocopie.

Sono solamente un po’ meno selvagge di quelle della Moratti e di Fontana: avanti con il privato.

È il lascito della sbornia liberista degli anni ’90.

La sussidiarietà non è niente altro che la versione lombarda delle politiche di Reagan e dei Chicago Boys, il centrosinistra non l’ha mai messa in discussione.

Ricette che non hanno mai funzionato, hanno solo arricchito pochi generando differenze sociali inaccettabili.

Il PD era per applicarle, ma con moderazione, cercando di avere meno contraccolpi sociali.

Queste politiche non hanno mai realmente funzionato, nemmeno elettoralmente per il centrosinistra. Infatti di fronte alla copia l’elettore vota l’originale cioè Fontana.

Ma il problema è nella sostanza ed è la politica liberista di privatizzazione che in generale non funziona.

L’esempio più eclatante è la sanità.

Il privato non ha alcun interesse a prevenire le malattie come sarebbe nell’interesse del cittadino e dello Stato, ma a curare i malati in ospedale, facendoci un profitto.

La sanità convenzionata non ha alcun interesse ad erogare efficientemente le prestazioni in tempi brevi quando nelle stesse strutture in tempi corti e efficacemente puoi svolgere le stesse cose facendoti però profumatamente pagare.

Un medico non si accontenta di uno stipendio pubblico quando nel privato può essere pagato tre volte tanto.

Il mercato è in sostanza la negazione dell’interesse pubblico.

È sufficiente organizzare meglio la sanità pubblico/privata e pianificarla, come dice oggi il PD?

No, è evidente.

Gli interessi economici in gioco, anche solo nelle elezioni lombarde, sono tali che il sistema ormai viene totalmente condizionato dall’interesse privato e non c’è forza politica o ente pubblico che abbia oggi la forza di riprendere in mano la questione dei rapporti tra pubblico e privato.

Ecco perché chiediamo ai cittadini di dare forza con un voto radicale a noi che sosteniamo la totale ripubblicizzazione della sanità, se vogliamo avere un servizio sanitario universale, gratuito e efficiente.

L’obiezione delle destre, compreso il PD è che non ci sono le risorse.

Già, per il sociale non ci sono mai, per finanziare armi e guerre però le trovano in un amen.

Comunque oggi in Lombardia chi paga si cura, gli altri aspettano.

Direi che come efficienza ed efficacia come tutti i cittadini quotidianamente costatano siamo a zero.

Sui costi del sistema che oggi contengono anche ampi margini di profitto lasciamo stare.

Se non cacciamo i mercanti dal tempio, o meglio dagli ospedali, non cambierà nulla.

Per questo dobbiamo attaccare la destra.

Quella politica di Fontana e quella economica di Moratti e Maiorino.

Perchè destra sono tutti coloro che oggi cincischiano ancora con la sanità privata e con i poteri forti che in quell’ambito si sono radicati.

Alle elezioni amministrative del 2024 è probabile che i due schieramenti in cui si è oggi divisa la destra economica (PD e Calenda/Renzi) si ricongiungano contro la destra politica, noi abbiamo un altro compito: dire con chiarezza che esiste una proposta della sinistra.

Con buona pace di tutti coloro che sostenendo concetti giusti e che poi si accoccolano ai piedi di chi gli concede una miserevole visibilità e, soprattutto, un po’ di posti di sottogoverno ininfluenti a cambiare realmente le cose.

Basta!

Quindi “vale attaccare ancora Majorino”?

Si, certo, tanto quanto vale la pena attaccare l’altra destra di Fontana e della Moratti perché non bisogna riscrivere una pagina, ma c’è la necessità di cambiare libro.

Bergamo, 08.II.2023

Francesco Samuele Macario, detto Cocò

(da http//: www.bergamoinconune.it)

UNIONE POPOLARE. Verso le elezioni regionali: APPUNTAMENTI 6-10 febbraio 2023

MALEGNO (Valcamonica), Lunedì 6 febbraio, ore 20.30. Circolo Arci “Sul palco”, Via Sant’Andrea 32. La candidata presidente MARA GHIDORZI incontra la cittadinanza sul tema delle disiguaglianze in termini di reddito, opportunità e qualità della vita nella regione considerata la più ricca d’Italia.

TREVIGLIO, Martedì 7 febbraio, davanti alla fabbrica SAME, dalle ore 17.00 alle ore 18.30. PRESIDIO: interverranno i compagni PAOLO FERRERO e GIORGIO CREMASCHI, del Coordinamento nazionale di Unione Popolare

BERGAMO, Mercoledì 8 febbraio, Piazzale della stazione di Bergamo, dalle ore 7.30. Volantinaggio sui temi del diritto alla mobilità e sulla condizione del trasporto pubblico in Lombardia.

TREVIGLIO, Mercoledì 8 febbraio, alle ore 20.30, presso Spazio Hub in Piazza Garibaldi, Mobilitazione a sostegno del servizio sanitario naazionale promossa da FP CGIL. Interviene per Unione Popolare il candidato Francesco Macario

ALBINO. Mercoledì 8 febbraio. Volantinaggio al mercato dalle ore 9.00 alle ore 12.00

ROMANO DI LOMBARDIA, Govedì 9 febbraio, volantinaggio al mercato dalle ore 9.30 alle ore 12.00

Giovedì 9 febbraio dalle 18.00 alle 20.00. Evento Facebook. Il Distretto di economia sociale solidale (Dess) si confronta con i candidati sui temi delle comunità energetiche, del turismo sostenibile, del consumo di suolo e delle logistiche, delle infrastrutture, della partecipazione e del protagonismo dei cittadini e delle comunità locali. Interviene per UNIONE POPOLARE il candidato Francesco Macario

NEMBRO, Giovedì 9 febbraio, volantinaggio al mercato settimanale dalle ore 9.00 alle ore 12.00

(14.01.23) Elezioni regionali. UNIONE POPOLARE: la lista provinciale di Bergamo

A Bergamo e provincia sono state raccolte e certificate 1324 firme per presentare la lista di Unione Popolare a sostegno di MARA GHIDORZI per le elezioni regionali di febbraio.

L’ Ufficio Centrale Circoscrizionale del Tribunale di Bergamo ha quindi deliberato l’ammissione della lista.

Ringraziamo tutte le compagne e i compagni che con uno sforzo enorme hanno partecipato a questo importante momento democratico, nonostante le difficoltà tempistiche e spiacevoli episodi di ostruzionismo.

Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno sottoscritto, nonché le autenticatrici e gli autenticatori che si sono resi disponibili per aiutarci in questo compito.

Parte così la nostra campagna elettorale, per far conoscere la nostra lista e i nostri contenuti a tutte e tutti coloro che non si riconoscono e non si rassegnano alla finta contrapposizione fra centrodestra e centrosinistra, entrambi responsabili di privatizzazioni, cementificazioni e smantellamento del welfare in Lombardia.

Unione Popolare – Bergamo

. . . . . . . ...


CANDIDATE/I (luogo e data di nascita, domicilio, professione)

CARA’ Silvia, San Pellegrino Terme (bg), 04/12/1967 – Bergamo, insegnante presso centro per l’educazione degli adulti (CPIA) FOTO

BARONI Sebastiano, Caravaggio, 18.05.1948 – Caravaggio, pensionato (già operaio settore costruzioni) FOTO

CARUBIA Patrizia, Clusone (bg), 21/10/1974 – Bergamo, operatrice socio -sanitaria presso Ospedale Asst Bergamo Est – Alzano Lombardo FOTO

MACARIO Francesco Samuele, Lovere (bg) 23/10/1958 – Borgo di Terzo, libero professionista FOTO

MENI Lorenza, Casazza (bg) 18/05/1956 – Spinone al Lago, pensionata (già operaia tessile) FOTO

ROVETTA Maurizio, San Gallo (Svizzera) 28/07/1959 – Torre Boldone, pensionato (già impiegato collaboratore amministrativo presso Comune di Bergamo) FOTO

MORLOTTI Valli’ Alida, Bergamo 10/03/1955 – Treviglio Pensionata già impiegata presso Ats Treviglio FOTO

SANTINI Simone, Bergamo 09/01/1994 – Bergamo, insegnante scuola superiore FOTO

KAUR Sukhwinder, Nangal (India) 13/01/1978 – Castelli Calepio, Mediatrice culturale FOTO

SEGHEZZI Massimo, Gazzaniga (bg) 04/07/1973 – Pedrengo, operaio Tenaris Dalmine FOTO

Candidata Presidente della Lombardia

MARA GHIDORZI, Milano, 25.04.1981 – Milano, progettista e ricercatrice sui temi dell’inclusione sociolavorativa , cittadinanza attiva e parità di genere FOTO

“IMMAGINARE IL FUTURO, CAMBIARE IL PRESENTE” Conferenza nazionale di organizzazione Prc/Se Roma 14-15 gennaio

Note introduttive di EZIO LOCATELLI (*)

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. ù

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. (Antonio Gramsci)

Iniziamo questa Conferenza di Organizzazione con una bella notizia. Abbiamo centrato l’obiettivo della raccolta firme e della presentazione delle liste di Unione Popolare alle regionali del Lazio e della Lombardia. Buona compagna elettorale alle nostre candidate presidenti Rosa Rinaldi e Mara Ghidorzi.

Come dare seguito a questa traiettoria di lavoro – questo il punto da approfondire – in una situazione che non consente più a nessuno di ragionare come se fossimo in una continuità di fase. Siamo in un passaggio epocale segnato, per stare solo agli ultimi due anni, dalla pandemia, dalla crisi climatica, dalla rapida radicalizzazione della crisi economica e sociale, dalla guerra. Noam Chomsky usa il termine “precipizio” – questo è il titolo di uno dei suoi ultimi lavori – per descrivere la condizione di urgenza e di alto rischio del momento. Una condizione che ci obbliga a ri-tematizzare il senso stesso di crisi, termine sinora usato in chiave di una possibile evoluzione, aggiustamento, adattamento invece che nei termini di una crisi sistemica del capitalismo la cui portata investe la nostra stessa sopravvivenza. È esattamente questo scenario – l’esaurimento di un ciclo vitale – che non consente più a nessuno di svilire il tema del cambiamento nei termini offerti da una certa pseudo sinistra che via via è passata dall’idea della trasformazione a quella della governabilità, dalla prospettiva dell’alternativa a quella dell’alternanza. “Una politica senza visione, senza speranza di alternativa”, per stare a Donatella Di Cesare, che è all’origine del sistema corruttivo – altro che mele marce – emerso in queste settimane a livello di Parlamento europeo con il coinvolgimento di esponenti di primo piano del centrosinistra.

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Per rafforzare davvero la sanità pubblica, firma e vota per Unione Popolare

Basta con la logica del profitto. Io sono

per una sanità pubblica, di alta qualità

e totalmente gratuita” (Gino Strada, 1948-2021)

Il taglio della spesa per il Servizio Sanitario Nazionale sta portando a disservizi e a disagi crescenti: in tutta Italia mancano medici e infermieri negli ospedali; in Lombardia mancano più di 1000 medici di base e i cittadini affollano i pronti soccorso che già sono in deficit di personale medico; i servizi di prevenzione sul territorio sono da lungo tempo insufficienti, si allungano i tempi delle liste di attesa per visite specialistiche ed esami clinici, aumentano le persone che rinunciano alle cure perché non ne hanno i mezzi economici.

I tre principali schieramenti che si contendono la guida della Lombardia nelle elezioni regionali (12-13 febbraio prossimi) non mostrano di volersi discostare da questo quadro particolarmente desolante, che in Lombardia più che nelle altre regioni è l’esito di un pesante processo di privatizzazione della sanità che perdura da due decenni e che l’ultima legge regionale (2021) ha perfino peggiorato.

Il centro-destra di Fontana intende gestire la sanità Lombarda secondo i medesimi indirizzi che hanno portato alla tremenda catastrofe del Covid, per le cui responsabilità si è autoassolto.

Moratti, con la sua lista sostenuta dal centro confindustriale di Calenda e Renzi, inaugura Case e Ospedali di Comunità con i fondi del PNRR semplicemente cambiando le targhe a strutture che già esistevano, ma senza aumentare i servizi sanitari offerti e senza prevedere assunzioni pubbliche di medici e infermieri per farle funzionare: privatizzare è la sua missione (Confindustria privatizzerebbe anche l’aria, se fosse possibile)

Il centrosinistra, silente nella crisi Covid e impegnato con la destra ad impedire la Commissione parlamentare d’inchiesta, ha scelto di garantire gli interessi della sanità privata candidando proprio una figura di primo piano di un grande gruppo della sanità privata; tale schieramento – guidato da Majorino – ha in questo modo, di fatto, liquidato sia il professor Agnoletto sia Medicina Democratica, animatori qualificati del movimento di cittadini, infermieri e medici schierato in questi anni per la difesa a sanità pubblica.

Per il diritto alla salute di tutte e tutti, contro la privatizzazione della sanità lombarda, per il rilancio della sanità pubblica, universale ed efficiente: sostieni Unione Popolare e firma per la presentazione della lista (03.01.2023, Unione Popolare Bergamo)

Unione Popolare – elezioni Lombardia 12-13/02/23. METTICI LA FIRMA! Dove si firma

ABBIAMO BISOGNO DELLA TUA FIRMA PER LA DEMOCRAZIA IN LOMBARDIA
PORTIAMO DENTRO LE STANZE CHIUSE ED OTTUSE DELLA REGIONE LA VOCE E LE RAGIONI
DI CHI VUOLE CAMBIARE LE COSE

PER QUESTO CANDIDIAMO COME PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA
MARA GHIDORZI, LAVORATRICE CHE TUTTI I GIORNI AFFRONTA I PROBLEMI DELLA VITA DELLE PERSONE COMUNI E, CON LEI, DONNE E UOMINI CHE OGNI GIORNO SI DANNO DA FARE PER GLI ALTRI SENZA GODERE DI VANTAGGI, PRIVILEGI, PROTEZIONI, VALIGIE DI SOLDI.

UNA LEGGE E ELETTORALE TRUFFA IMPONE A NOI DI UNIONE POPOLARE DI RACCOGLIERE LE FIRME PER POTERCI PRESENTARE ALLE ELEZIONI. I PARTITI DEL PALAZZO SI SONO MESSI D’ACCORDO PER NON DOVERLO FARE

AIUTACI A COSTRUIRE L’ALTERNATIVA!
FIRMA PER L’UNICA LISTA INDIPENDENTE DAL CONSOCIATIVISMO TRA CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA.

CONTRO LA GUERRA, PER LA GISTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE

FIRMA PER

  • UNA SANITA’ PUBBLICA E DI QUALITA’ PER TUTTI
  • UN TRASPORTO PUBBLICO ED EFFICIENTE
  • UN PIANO DI VERA EDILIZIA POPOLARE E PER LO STOP AL CARO AFFITTI E BOLLETTE
  • PER UN AMBIENTE SALUBRE E PER LO STOP AL CONSUMO DI SUOLO
  • PER UN TERRITORIO LIBERO DALLE SERVITU’ MILITARI E DALLE BOMBE ATOMICHE

Lista provinciale di Bergamo

Silvia CARA’, insegnante, Bergamo — Sebastiano BARONI, pensionato (già operaio) – Caravaggio — Patrizia CARUBIA, operatrice socio-sanitaria – Bergamo — Francesco S. MACARIO – libero professionista – Borgo di Terzo — Lorenza MENI – pensionata (già operaia) – Spinone al Lago — Simone SANTINI – insegnante – Bergamo — Valli’ MORLOTTI – pensionata (già impiegata) – Treviglio — Maurizio ROVETTA – pensionato (già impiegato) – Torre Boldone — Sukhwinder KAUR – mediatrice culturale – Castelli Calepio — Massimo SEGHEZZI – operaio – Pedrengo

Gli ultimi banchetti di questa ultima settimana ( le liste si presentano venerdì 13 e sabato14 entro mezzogiorno):

BERGAMO: Mercoledì 11 gennaio, dalle ore 9 alle ore 18, piazza Matteotti 2, davanti al Municipio

BERGAMO: Mercoledì 11 gennaio, in P.za S. Anna dalle 9 alle 18

TREVIGLIO: Mercoledì 11 gennaio , davanti a Ipercoop Via Monte Grappa dalle ore 15 alle ore 18

CASAZZA: Mercoledì 11 gennaio, dalle9 alle 12 al mercato in piazza Carlo Alberto dalla Chiesa

TORRE BOLDONE: Mercoledì 11 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 12 al mercato

TREVIGLIO: Giovedì 12 gennaio, davanti Ipercoop, Via Montegrappa dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle 18

DALMINE: Giovedì12 gennaio, dalle 9 alle 13 entrata principale del mercato di Via Kennedy.

ROMANO DI LOMBARDIA: Giovedì 12 gennaio, mercato dalle 9 alle 13 Piazza Roma sotto i portici davanti farmacia

LOVERE: Giovedì 12 gennaio, dalle 9 alle 18 piazza 13 Martiri vicino monumento

NEI SEGUENTI COMUNI, presso gli uffici demografici, negli orari di apertura:

N.B: nella settimana prossima (dal 10 gennaio e successivi) i comuni saranno aperti per le pratiche elettorali al mattino e pomeriggio con orario continuato. Invitiamo firmare al più presto

ALBINO – ALZANO LOMBARDO – AZZANO SAN PAOLOBAGNATICABERGAMO (uffici comunali in P.zza Matteotti 4 – chiedere all’entrata) – BOLGARE – BRIGNANO GERA D’ADDABRUSAPORTOCALCINATECALVENZANO CAROBBIO DEGLI ANGELI – CASAZZA – CASTELLI CALEPIO – CASTRO – CENATE SOPRA – CENATE SOTTO – CENE -CHIUDUNO – CIVIDATE AL PIANO – COSTA VOLPINO CREDARO – ENTRATICO – FARA GERA D’ADDAGAZZANIGAGORLAGO – GRUMELLO DEL MONTE – LEVATE – LOVERE – LUZZANA – MONTELLO – MORNICOAL SERIO – NEMBRO – PIANICO – PRADALUNGAPREDORE RIVA DI SOLTO – ROMANO DI LOMBARDIA SAN PAOLO D’ARGONSARNICO – SERIATE – SPINONE AL LAGO – STEZZANOTRESCORE BALNEARIOTAVERNOLA BERGAMASCATREVIGLIOTREVIOLOVILLA DI SERIOVILLONGOZANDOBBIO – ZOGNO

IL GOVERNO MELONI È CONTRO LE LAVORATRICI E I LAVORATORI

Meloni continua con la guerra ai poveri (non alla povertà), in perfetta continuità con il suo predecessore Mario Draghi.

E lo fa con una manovra che non dà risposte al lavoro e non ha una visione delle politiche industriali; non parla di emergenza salariale e rinnovo dei contratti, contrasto alla precarietà e superamento dei voucher. Anzi.
Quella varata dal governo è una legge finanziaria che colpisce i poveri, premia gli evasori, aumenta la precarietà, non sostiene salari e redditi da lavoro e penalizza le pensioni.

Il 16 dicembre saremo quindi in piazza con le lavoratrici e i lavoratori in occasione dello sciopero generale nazionale (con articolazione regionale) proclamato dalla CGIL per opporci a questa ennesima umiliazione ai danni di chi da troppo tempo paga i costi della crisi, aggravata dalla pandemia e dalla guerra.

L’appuntamento per le compagne e i compagni del Prc sarà alle ore 15 di venerdì 16 dicembre al presidio indetto da Cgil e Uil davanti alla Prefettura di Bergamo (Via Tasso 8).

Francesco Macario – Segretario provinciale Rifondazione Comunista

Marco Sironi – Responsabile commissione lavoro Rifondazione Comunista

DECIMA BOLGIA, OTTAVO CERCHIO

E’ stato particolarmente rivelatore lo sguardo diretto in camera con cui, ancora ieri, Giuseppe Conte ha provato a negare la verità. Negare all’infinito un provvedimento da lui stesso voluto per cercare un’assoluzione impossibile. Ha fatto tornare alla mente la strategia grottesca e suicida del presidente Clinton all’epoca dello scandalo Lewinsky, solo che in quel caso si trattava di negare un’infedeltà coniugale, mentre nel caso del nostro si tratta di rimuovere una responsabilità legata a una tragedia ambientale con vittime umane.

La protervia del Conte di oggi rivela tutta la sua spregiudicatezza, alla faccia dei principi di onestà che stanno alla base del percorso di rinascita della politica voluta dal suo movimento e da lui stesso. L’avvocato del popolo sta dimostrando quali possono essere le insidie ipocrite della strategia populista in mano ad apprendisti stregoni. Oggi con la vittoria “sindacale” ottenuta alle ultime politiche intorno alla difesa del reddito di cittadinanza si dispone a incrociare le spade con Bonaccini per l’egemonia nel centro sinistra, ma ieri con tutta evidenza era disponibile, per plasmare il suo popolo, per presentarsi come il vero rappresentante dei suoi valori, a suonare una tastiera ben più ampia. Ampia sino a comprendere gli interessi più biechi e inveterati di questo Paese, quelli sintetizzabili nelle logiche del condono.

Conte nel 2018 fu in grado di riesumare in pieno la cultura della governabilità modernizzatrice, quella contraria a lacci e lacciuoli, incarnata dal famigerato duo Craxi e Nicolazzi. E’ stata la stessa Legambiente per bocca del suo presidente Ciafani a dire parole di verità su questo dopo il disastro di Ischia. Il condono voluto da Conte c’è stato ed è rintracciabile nell’ultima frase del primo comma dell’articolo 25 del cosiddetto decreto Genova. Quella frase stabilì che le pratiche di sanatoria inevase fino ad allora venissero giudicate in base al condono Craxi del 1985.

Ci fu chi provò ad opporsi a quella norma gravida di conseguenze e ne pagò le conseguenze politicamente o semplicemente venne ignorato. Paola Nugnes, allora parlamentare del M5S, venne letteralmente accerchiata dai suoi compagni per evitare che potesse presentare un emendamento soppressorio. Gregorio de Falco dovette lasciare il movimento per la sua contrarietà. Un segnale non da poco per chi volesse incominciare a tracciare un bilancio della cultura politica espressa nel tempo dai cinque stelle. Le associazioni, i rappresentanti dei costruttori, dei lavoratori edili, dei comuni colpiti dal sisma, degli architetti e dei geologi e degli studenti, che tentarono un’offensiva democratica per non vedere quella norma approvata sperimentarono la loro trasparenza di fronte alla scelta finale di Conte.

La faccia di bronzo dell’ex Presidente del Consiglio rappresenta plasticamente dunque due nodi irrisolti. Il primo riguarda la perdurante impossibilità di fare i conti con le derive delle culture politiche, sino al punto di non riuscire mai a riconnettere le parole ai fatti, in un contesto mediatico che finisce per replicare il bisogno perpetuo di nuove risposte populiste. Il secondo riguarda la costruzione di risposte politiche credibili in grado di interrompere tale avvitamento. Risposte in grado, ad esempio, di incrociare la disponibilità di quei soggetti variegati e ancora determinati, di quel popolo, che a Conte aveva chiesto udienza inascoltata prima che il condono passasse. Un cimento, credo, per Unione Popolare. (28.11.2022. Alberto Deambrogio, – Prc/Piemonte)

Alberto Deambrogio

CIAO, COMPAGNO MAURO. CI MANCHERANNO IL TUO ENTUSIASMO E LA TUA FANTASIA

Una notizia tremenda. Questa mattina, per un arresto cardiaco, è morto a soli 43 anni il nostro compagno Mauro Chiari. Una brutta malattia l’aveva colto da tempo ma era riuscito a stabilizzarla ed era convinto di poterne uscire, di sconfiggere il male che lo divorava.

Proprio sabato scorso, all’ultimo nostro banchetto, l’avevo abbracciato e con una pacca sulle spalle gli avevo detto, “Mauro guarisci perché noi ti vogliamo bene, io ti voglio bene”.

Mauro era dotato di una fervida fantasia che metteva anche nel suo impegno politico. Recentemente aveva anche creato di sua iniziativa due gruppi facebook per i compagni e le compagne che si riconoscono nel progetto di un’Altra Seriate, un città più giusta e solidale.

Di estrazione operaia, metteva in politica l’entusiasmo profondamente giovanile e un’incrollabile fede nell’ideale comunista. Fin quando è stato bene, anche sul lavoro ci metteva la faccia, sempre, nelle lotte della fabbrica e nell’impegno sindacale. La bandiera rossa era il suo vessillo, quasi il suo abito; e la falce e il martello i simboli che più amava.

Gli volevo bene, mi piaceva il suo modo non convenzionale e sincero di rapportarsi alle persone e a noi, suoi compagni e compagne di lotta. Amava tantissimo la sua compagna e i suoi figli. Molte volte portava con lui in sede e alle tante nostre iniziative suo figlio più piccolo, Samuel, di una somiglianza incredibile al suo amato papà.

Per noi Mauro non morirà mai e vivrà sempre nel Paradiso del nostro cuore.

Un abbraccio sincero alla sua compagna Natascia, alla figlia Arianna, al figlio Samuel, ai genitori e alla sorella.

  • La salma è presso la Casa del commiato in via Dante a Seriate. Il funerale si terrà lunedì 28 novembre alle ore 10,00 nella Parrocchiale di Seriate.

Marco Sironi per le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista e di Sinistra per un’Altra Seriate

NOI LA GUERRA NON LA VOGLIAMO E NON LA PAGHIAMO

L’incancrenirsi del conflitto in Ucraina provoca gravi ripercussioni nella vita quotidiana di tutti noi.

Aumento delle bollette, degli alimentari, degli affitti, dei mutui e dei servizi. Una dinamica inflattiva che consuma i risparmi e gli stipendi, i redditi di prima non bastano più. Le stesse aziende e il commercio vacillano sotto i colpi di una situazione economica insostenibile.

Questa guerra voluta dalle classi dirigenti (i ricchi) come al solito la pagheranno i soliti (gli ultimi e i penultimi). Artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti e pensionati vedono giorno per giorno peggiorare la qualità della loro vita. Coloro che sostenendo il conflitto, da ambo le parti, hanno generato questa situazione devono risponderne a chi ne subisce le gravi conseguenze economiche e sociali.

Due imperialismi si scontrano per ragioni geopolitiche che attengono agli interessi delle due classi oligarchiche al potere nei due blocchi contrapposti. Ma ciò è in contrasto con gli interessi dei popoli che aspirano alla pace e a una vita dignitosa. Invece oggi il conflitto macina vite umane in Ucraina e macina anche la vita di molti comuni cittadini in Europa e in Italia.

Chi ha sostenuto questo conflitto, in sfregio alla nostra Costituzione (stia oggi in minoranza o in maggioranza), ne deve rispondere al popolo italiano. Chi dall’inizio del conflitto si è schierato con una delle due parti in lotta, al posto di tentare di svolgere un ruolo di mediazione, ha compiuto una scelta sciagurata le cui devastanti conseguenze sociali si stanno per ora solo inizialmente dispiegando. Rammentiamo a tutti che il sindaco della nostra città Giorgio Gori è stato, con l’appoggio del PD, uno dei più solerti sostenitori del fronte interventista occidentale arrivando a indire manifestazioni di massa nella nostra città al fine di legittimarsi.

L’interventismo oggi lascia cadere la maschera. Dentro questo conflitto c’è chi fa lauti guadagni (multinazionali energetiche, speculatori finanziari e venditori di armi) e chi deve tirare la cinghia per arricchirli. È già successo in passato, sta succedendo ora. Chi si è piegato a queste logiche deve risponderne.

Fermiamo la guerra: non un soldo, né un soldato, né un’arma per la guerra
Vogliamo pace, lavoro e una vita dignitosa per tutte e tutti

(20.10.22, Prc/Se Bergamo e provincia)