RESTITUIRE L’OSPEDALE ALLA VAL BREMBANA. Via la legge 23 sulla sanità in Lombardia. Sì al rilancio della sanità pubblica. No ai decreti sicurezza

Togliere alla Valbremaba l’unico ospedale presente è parte del disegno perseguito dalla regione Lombardia che mira all’indebolimento della sanità pubblica legata al territorio a vantaggio della sanità privata basata sul profitto.

L’Ospedale di San Giovanni Bianco va rilanciato e qualificato così come le altre strutture ospedaliere legate ai territori che nella bergamasca e in Lombardia sono state soppresse o che si vogliono smantellare, in particolare nelle zone montane.

I cittadini e le istituzioni della Valle hanno intrapreso una lotta per il proprio ospedale.

E’ una lotta contro il disinvestimento e il disimpegno progressivo delle regioni e dai governi che si sono succeduti in questi anni nei confronti della sanità pubblica e della medicina territoriale, di base e preventiva, che hanno generato mala gestione e disservizi che la tragedia del COVID ha messo in luce e che purtroppo abbiamo pagato tutti in modo pesantissimo.

Assurdo e inconcepibile che i cittadini e i sindaci che hanno partecipato alla pacifica manifestazione del 7 agosto, vengono colpiti e sanzionati pesantemente in forza del decreto sicurezza 2018 (decreto Salvini) voluto dal primo governo Conte e confermato dai governi successivi.

Decreto famigerato pensato per colpire i migranti in primis, ma anche per reprimere proteste e lotte di lavoratori e cittadini.

Nell’esprimere la nostra piena solidarietà alla lotta intrapresa dai cittadini e dalle istituzioni della Valle ribadiamo che l’Ospedale di San Giovanni Bianco e tutte le altre situazioni che vedono sotto attacco le strutture sanitarie e quindi la salute pubblica, hanno bisogno della massima allerta e della solidarietà di tutte e di tutti.

Non servono però i giochini delle tre carte di chi ha deciso e persegue lo smantellamento della sanità pubblica e di chi ha voluto o tollera le aberrazioni dei decreti sicurezza.

Per essere credibili bisogna cambiare rotta, togliendo di mezzo la famigerata legge 23 sulla sanità in Lombardia, nonché i decreti sicurezza che colpiscono i migranti e prevedono multe e repressione indiscriminata per chi si mobilita contro le ingiustizie.

Bergamo, 27.08.21

Francesco Macario, segretario Prc/Se Bergamo e provincia
Pia Panseri, Coordinamento per il Diritto alla Salute – Bergamo

(10.08.21) Endine Gaiano (bg), Ricordiamo GIUSEPPE BRIGHENTI, il partigiano Brach, nel 25° anniversario della scomparsa

  • Martedì 10 agosto, ore 10.00 presso il Cimitero di Endine.

Giuseppe Brighenti (Endine G. 1924- Bergamo 1996), il partigiano ” Brach” della 53a Brigata Garibaldi, sindaco di Endine all’indomani della Liberazione, è stato dirigente della Cgil e del Pci a Bergamo, deputato dal 1958 al 1968, fondatore del Partito della Rifondazione Comunista e primo segretario della Federazione di Bergamo.

(Da www.anpiendine.it)

Endine Gaiano 4 agosto 2021

Cari Tutti,
Martedì 10 agosto 2021 ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Brighenti, il partigiano “Brach”. 
Con i figli e i parenti, i compagni e gli amici lo ricorderemo in una suggestiva cerimonia presso il cimitero di Endine Gaiano, martedì 10 agosto 2021 alle ore 10.

l ritrovo è previsto nell’area antistante al Monumento all’Emigrante, sotto il portico della chiesa di San Remigio.
Così come nelle precedenti cerimonie, depositeremo un fiore al Monumento all’Emigrante, eretto nel 1992 proprio su desiderio ed interessamento di “Brach” per ricordare le numerose persone che anche da Endine sono emigrate tempo addietro per sfuggire alla quotidianità di stenti e miseria, cercando all’estero condizioni di vita migliore da poter offrire ai loro familiari. L’opera si è potuta realizzare anche grazie alla generosità di molte persone e famiglie, compreso lo scultore Alberto Meli, autore della scultura, grazie alla disponibilità del Comune di Endine Gaiano di destinare il luogo scelto e predisporlo per la collocazione del monumento, alla cava Cantamessa per la donazione della pietra di cui è costituito.

La targa posta sul monumento ha incise le seguenti e significative parole:

A RICORDO DI COLORO
CHE EMIGRARONO
ALLA RICERCA DI UN LAVORO
VANTO E ONORE PER L’ITALIA
7 NOVEMBRE 1992 GLI ENDINESI

In corteo poi, con le bandiere delle sezioni Anpi, delle Associazioni presenti, e di tutti coloro vorranno intervenire raggiungeremo le tombe di Pasquale Lampugnani e di “Brach” per lasciare un fiore come segno d’affetto. Esprimeremo attraverso gli interventi dei presenti anche un pensiero per chi ci ha lasciato recentemente ma rivive nel ricordo con il gesto di una semplice e commossa testimonianza.

In questa occasione ricorderemo le persone recentemente scomparse:

  • Bottani Renato. Negli anni settanta giovane attivista della civica “Lista Endinese” e collaboratore alla stesura del giornaletto: ”Enden”. Seguendo poi una brillante carriera lavorativa ha trascorso parte della sua vita lontano da Endine ma appena poteva ritornava volentieri al paese per ritrovare gli amici di sempre e portare un fiore sulla tomba della madre.
  • Zoppetti Luigi primo porta bandiera degli anni della costituzione della sezione Anpi Endine. Di poche parole, aveva ben chiaro il suo ruolo e le ragioni di sostegno ai nostri ideali e, fino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, non mancava mai alle ricorrenze istituzionali del 27gennaio, 25 e 27 aprile e del 4 novembre.
  • Bosio Luigi, padre di Sabrina Bosio, scomparso nello scorso febbraio.
    Attivissimo sostenitore sin dai primissimi anni di fondazione della sezione di Endine, assieme ai suoi famigliari e alla famiglia Duca, ha saputo trasmettere, con il sorriso, il carattere del “Resistente in tempo di pace” infondendo ad ogni azione impegno, solidarietà ed altruismo nell’affrontare le avversità della quotidianità.

Un abbraccio.

Il presidente
Andrea Brighenti

ANPI Ednine Gaiano (Bergamo)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
SEZIONE “GIUSEPPE BRIGHENTI”
ENDINE GAIANO (BG)


Segreteria: Via Partigiani, 21 24060 Endine Gaiano (Bg) tel. 035 826242  www.anpiendine.it

La Lediberg (Boost) non deve chiudere!


Possiamo impedirlo con l’unità
e la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori!

MERCOLEDI’ 4 AGOSTO, partecipiamo al presidio dei lavoratori/-trici Boost-Lediberg indetto dalle ore 10.00 all’entrata dei tornelli della fabbrica a San Paolo d’Argon (Via Colleoni)

Se l’imprenditore – a causa delle sue scelte imprenditoriali e finanziarie o dei suoi errori – non è più grado di garantire la continuità produttiva e nemmeno il pagamento degli ultimi due mesi di salario, non possiamo permettere che venga cancellata la Lediberg che tra San Paolo d’Argon e Cenate Sotto ha 50 anni di storia e quasi 900 occupati.
Questo purtroppo è il rischio, grave e concreto, dopo che negli ultimi anni la Lediberg (ora Boost) è finita nel mirino dei giochi della politica e della finanza, del tutto disinteressati all’avanzamento tecnologico, produttivo e lavorativo.

Gli impianti produttivi Boost sono anche di chi ci lavora tutti i giorni: non possiamo permettere che – nei periodi di festa, ferie o distrazione – vengano smontati e, letteralmente, portati via come tante volte è successo nelle realtà produttive italiane. L’unica garanzia che ciò non avvenga viene solo dal presidio permanente dell’azienda da parte dei lavoratori. Bisogna occupare la fabbrica, come è nella tradizione delle lotte operaie del nostro Paese.

Più in generale chiediamo l’intervento del pubblico (Stato e Regione), avendo ben chiaro che rifiutiamo la logica degli ammortizzatori sociali stanziati senza alcuna reale prospettiva di rilancio produttivo. Non è accettabile che gli ammortizzatori sociali vengano usati solo per fare assistenzialismo e tener buona la gente, senza ricercare alcuna reale prospettiva produttiva, mentre si distruggono posti di lavoro, professionalità e potenzialità produttive.
Vogliamo invece che le risorse pubbliche – compresi i fondi previsti nel PNRR – servano per predisporre un serio piano industriale, a innovare i prodotti e il sistema produttivo, a migliorare le condizione di lavoro (anche riducendo l’orario di lavoro a parità di salario) e a garantire occupazione certa ai giovani e a chi non è più giovane. Anche alla Lediberg-Boost.

La lotta deve cominciare: respingiamo gli inviti, più o meno espliciti, al “si salvi chi può”; stiamo invece uniti perché senza unità non si ottiene mai niente e la controparte ci schiaccia. Richiamiamo l’attenzione della stampa e della magistratura affinché vengano chiarite le oscure cause che hanno generato questa grave crisi aziendale. Colleghiamoci e diventiamo parte del movimento delle lavoratrici e dei lavoratoti che in questi giorni in tante parte d’Italia si sta battendo con determinazione e responsabilità contro i licenziamenti e le chiusure delle fabbriche voluti dai padroni, da Confindustria, e dal governo Draghi.

Adottiamo la parola d’ordine dei lavoratori della Gkn Driveline di Campi Bisenzio (Fi): INSORGIAMO! Viva la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Lediberg (Boost)!

L’Alternativa – San Paolo d’Argon / Rifondazione Comunista Bergamo e provincia
www.prcbergamo.it www.alternainsieme.net – rifondazionebergamo@yahoo.it


FINANZIARIE, IMPRESE, TITOLI TOSSICI, PIANI INDUSTRIALI INESISTENTI E TUTELA DEL LAVORO

Si viene sempre più spesso a sentire di aziende con il bilancio in attivo che vengono chiuse perché la loro proprietà è una finanziaria che, in base a misteriosi ragionamenti contabili, decide che guadagnerà di più speculando nell’altrettanto misterioso sistema della “Borsa Internazionale”; oppure che aziende per decenni stabili ed attive finiscono nelle mani del “figlio/genero del padrone” o di una qualche cordata (più o meno ai limiti della legalità) che prima le svuota completamente e poi le chiude perché “non si può fare altrimenti visto che le banche non fanno più credito”.

In entrambi i casi la conclusione per i lavoratori è il licenziamento.

Qualcuno sarà più abile e fortunato e riuscirà a trovare un altro lavoro analogo prima del licenziamento vero e proprio, ma la maggior parte cadrà nella situazione di “mobilità” tanto oggi decantata in cui l’assegno di “Naspi” o di Cassa Integrazione, comunque a tempo, finirà con l’essere tolto se non si accetterà un nuovo posto di lavoro che verrà offerto, insieme alle nuove condizioni da accettare obbligatoriamente, qualunque esso sia e ammesso che ci sia. Il tutto condito dalle ultime richieste della associazione degli industriali di “introdurre una competizione alla pari tra centri per l’impiego pubblici e agenzie per il lavoro private”, visto che il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR” – stanzia quattro miliardi di euro per i servizi di collocamento al lavoro e non è per niente definito come saranno allocate queste risorse che fanno gola a tanti.

Continua a leggere

STOP LICENZIAMENTI, STOP SFRATTI, STOP PRIVATIZZAZIONI. PRESIDIO, sabato 31 Luglio, dalle 18.00, Treviglio, Piazza Manara (davanti al Municipio)

PER LA RIPRESA DELLA LOTTA UNITARIA. LAVORATORI E INQUILINI IN DIFESA DI LAVORO, CASA, DIRITTI SOCIALI.

Il governo Draghi sta mostrando la sua vera faccia antipopolare. La guerra dei ricchi contro i lavoratori e ceti popolari non ha tregua.Dobbiamo reagire.

Licenziamenti: Lo “sblocco” deciso negli scorsi giorni – fra “raccomandazioni” puntualmente disattese – ha aperto la strada ad un’ondata di licenziamenti di massa. Alcune importanti aziende hanno attuato licenziamenti di massa non perché la crisi le abbia messe in difficoltà, ma perché puntano ad aumentare i profitti sulla pelle dei lavoratori. Ai tempi del Jobs Act (di renziana memoria) e senza più art. 18 purtroppo privare le gente del lavoro basta una mail e addirittura un semplice clic.


Sfratti: Anche il blocco degli sfratti è stato tolto e stanno per riprendere gli sgomberi. Come è noto, sempre più grande è il numero delle famiglie che non riescono più a pagare affitti. Da tempo il nostro Paese ha bisogno di una nuova legislazione sulla locazione e ha bisogno di un piano per l’edilizia pubblica, perché la gente non riesce più ad avere o a conservare un’abitazione. Ma è da decenni che non si fa più una nuova edilizia sociale pubblica, mentre quella esistente è sottoposta a processi di disinvestimento, cattiva gestione e ipotesi di progressivo smantellamento che hanno reso difficile la vita anche a chi vive nelle case popolari.


Giustizia sociale: In Italia il 10% detiene più del 50% della ricchezza nazionale, questo governo rifiuta di istituire anche solo una modesta tassa sulle grandi ricchezze, ma non si fa scrupolo di aumentare le tariffe del gas (+ 15%) e della luce (+ 10%) che andranno a gravare pesantemente sulle categorie più povere.

Sanità: Nella bergamasca nel 2020 le stime parlano di 6.000 morti per la Covid-19, come una guerra. All’origine vi sono state le criminali politiche volute dal padronato che in nome del profitto non ha voluto chiudere quando bisognava chiudere. Tanti morti anche perché la sanità pubblica – da decenni progressivamente depauperata e privatizzata – non ha saputo rispondere all’emergenza. Tanti morti perché non si è voluto curare in tempo con farmaci già esistenti lasciando le persone da sole chiuse in casa in “vigile attesa” con la tachipirina senza neanche la possibilità di vedere il proprio medico di base. Una “solitudine attesa” che ha permesso alla malattia curabile di progredire sino al punto del non ritorno per osannare poi la necessità di una vaccinazione di massa che, essendo sperimentale, ha consentito alle grandi lobby farmaceutiche di ottenere dai governi la commercializzazione di questi vaccini senza assumersi la responsabilità sui loro prodotti. Ora le principali forze di governo sono unite per stoppare la commissione parlamentare di inchiesta che dovrebbe far luce sulle responsabilità e sono impegnate a lasciare la sanità come prima, cioè riducendo ai minimi termini la sanità preventiva e quella di base e consegnare ancor di più la salute dei cittadini alla sanità privata per la quale la malattia è solo occasione di profitto. E questo sulla pelle di tante persone malate, condannate – ancor di più dopo la Covid – a lunghe attese prima di avere una visita o un’operazione.

Nella bassa Bergamasca, investita da trasformazioni incontrollate da progetti speculativi che stanno devastando ambiente e rapporti sociali, questi problemi gravano ancor più pesantemente sui lavoratori e i ceti popolari.

E’ sul piano della lotta sindacale e politica che le lavoratrici e i lavoratori potranno riconquistare quanto è stato loro sottratto in questi decenni. La mobilitazione che ha investito nella zona i lavoratori della logistica e importanti fabbriche come la Same o la Brembo di fronte all’orrendo omicidio di un sindacalista durante un picchetto operaio a Biandrate (NO) rappresenta un forte momento di controtendenza. Questa unità di azione e mobilitazione va ampliata e rafforzata, come condizione essenziale per riconquistare un ruolo che non possiamo delegare a nessuno.

La crisi economico e sociale sta colpendo pesantemente e per far fronte a questa situazione e difendere i nostri interessi c’è bisogno di organizzarci e mobilitarci. Proponiamo come primo passo l’istituzione di uno SPORTELLO SOCIALE che sui temi del lavoro, casa, sanità e reddito sia in grado di raccogliere le problematiche nel territorio e di concorrere ad organizzare una risposta immediata alle necessità e ai bisogni più gari e impellenti dei ceti popolari.
Per discutere e confrontarci su questi temi: PRESIDIO, sabato 31 luglio, a partire da ore 18, a Treviglio, in piazza Manara (davanti al Municipio).
Alle ore 18 – Conferenza stampa
Promuove: Comitato unitario lavoratori e inquilini
Aderiscono: Associazione “Sos Diritti” Bergamo, Sol Cobas – Sindacato degli Operai in Lotta Cobas Bergamo , Unione Inquilini Bergamo , Rifondazione Comunista Bergamo , Possibile Bergamo.

Per adesioni: 338 97 59 975 / alternainsieme@yahoo.it.

SOLIDARIETÀ CON CUBA. BERGAMO, SABATO 24 LUGLIO, dalle ore 16.30, PRESIDIO in PIAZZA VITTORIO VENETO

PER L’ELIMINAZIONE DEL BLOCCO DEGLI USA, CONTRO LE MANIPOLAZIONI E INGERENZE ESTERNE. BERGAMO, SABATO 24 LUGLIO, dalle ore 16.30, PRESIDIO in PIAZZA VITTORIO VENETO.

Comunicato Italia Cuba / Circolo di Bergamo

Tanti Paesi investiti dalla pandemia stanno vivendo situazioni di pesante crisi economica e sociale. Fra essi Cuba, l’isola delle Antille, in cui la crisi  viene pesantemente accentuata dal blocco (“bloqueo”) che le è imposto da quasi sessanta anni dagli Usa. Un blocco che è stato ripetutamente condannato dall’Onu, ultimamente dalla quasi totalità dei Paesi che ne fanno parte, tanto che l’ex-presidente Obama si era impegnato a rimuovere, mentre Trump l’ha aggravato e Biden lo ha infine confermato nella versione esasperata escogitato dall’avversario Trump.

Piaccia o non piaccia il modello socialista dello stato e della società cubana, tutto il mondo ha dovuto riconoscere gli importanti risultati conseguiti nella sua storia dalla Cuba socialista: nella sanità e nell’istruzione, nonché sul piano tanto dei diritti sociali quanto dei diritti civili che fanno della piccola Cuba un unicum a livello mondiale, punto di riferimento ancora oggi di tantissimi movimenti sociali e  paesi in via di sviluppo.

Noi italiane e italiane ricordiamo bene come medici, infermieri e infermiere mandati dal governo e dal popolo cubano siano accorsi in nostro soccorso nei mesi più drammatici della pandemia in Italia. Medici e infermieri che hanno operato con la straordinaria professionalità acquisita nelle numerose esperienze di solidarietà internazionale condotte nel corso degli anni là dove – specialmente nei paesi poveri – si erano manifestate le peggiori crisi sanitarie.

Quando avevamo più bisogno, Cuba è accorsa subito. Ora è Cuba ad aver bisogno di noi, e non può venir meno la nostra riconoscenza, innanzitutto denunciando e isolando la campagna internazionale che – prendendo a pretesto la crisi economica – in corso punta apertamente e subdolamente a destabilizzare lo stato e la società di Cuba non nascondendo di valer arrivare alle azioni di forza.

In secondo luogo possiamo e dobbiamo fare la nostra parte anche sul piano della solidarietà  concreta: i cubani, per effetto del bloqueo, non hanno la disponibilità di un numero sufficiente di siringhe per vaccinare tutta la popolazione; aderiamo quindi e sosteniamo la campagna  della nostra Associazione nazionale che attraverso donazioni di cittadini, lavoratotrici e lavoratori, associazioni vuole raccogliere i fondi necessari a far pervenire a Cuba almeno un milione di siringhe. Per estendere questa campagna anche a Bergamo ci troveremo lunedì 26 luglio alle ore 21 in via Borgo Palazzo n. 84/g invitando chiunque sia interessato. Aderiamo inoltre alla campagna internazionale per riconoscere il Nobel della Pace alle Brigate dei medici cubani, che da anni esportano salute in tutto il mondo.

Scendiamo in piazza insieme all’associazione “Italia-Cuba” in solidarietà di Cuba, della sua Rivoluzione, del suo governo e del suo popolo e contro il bloqueo imposto dagli Usa.

Invitiamo pertanto tutti/e a partecipare  sabato 24 luglio  dalle ore 16,30 alle ore 19,00al presidio a Bergamo in piazza Vittorio Veneto.

Promuove: Associazione d’amicizia “Italia-Cuba” Circolo di Bergamo. Hanno finora aderito: Movimento al Socialismo della Bolivia (Mas-Ipsp Italia), Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano, Progetto Aurora Bergamo, Sinistra per un’Altra Seriate, Unione Inquilini, Possibile, Bergamo in Comune, Unione Sindacale di Base (Per adesioni inviare a alternainsieme@yahoo.it)
Bergamo, 22.07.2021. Per Italia-Cuba/ Bergamo trasmette: Vittorio Armanni, tel. 3477969101

RIFONDAZIONE COMUNISTA E’ AL FIANCO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DEL COVID A BERGAMO E PROVINCIA

Condividiamo l’indignazione espressa dall’avvocata Consuelo Locati per la scelta di limitare l’attività della commissione parlamentare di inchiesta al periodo precedente all’esplosione della pandemia in Italia.

In sintesi Pd, M5S e Lega vogliono indagare su Wuhan e insabbiare quanto accaduto a Bergamo e in Lombardia.

Temono che emergano le responsabilità bipartisan nella gestione dell’emergenza covid e del numero enorme di vittime del covid in provincia di Bergamo e in Lombardia.

Quanto sta accadendo è vergognoso ma non ci stupisce.
I parlamentari bergamaschi di Lega e Pd che hanno proposto emendamenti che limitano l’attività della commissione al periodo antecedente al 30 gennaio 2020 non vogliono che si faccia luce su quanto è accaduto nel nostro paese.

La decisione di non istituire la zona rossa nei comuni del bergamasco per non disturbare industriali fu condivisa da giunta lombarda, sindaci come quello di Bergamo e governo. Per questo preferiscono parlare d’altro.

Chiediamo verità e giustizia per le vittime evitabili del covid.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Fabrizio Baggi, segretario regionale Lombardia
Francesco Macario, segretario federazione di Bergamo
del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

(16.07.21) NO LICENZIAMENTI. Toccano uno, toccano tutti! DHL Azzano San Paolo – Presidio solidale

Stop licenziamenti. Stop ai padroni e al loro governo

Venerdì 16 luglio, dalle ore 7.45: PRESIDIO SOLIDALE contro il licenziamento di 1 lavoratore della DHL (Azzano San Paolo , in Via Grassobbio 2)

Dopo lo sblocco deciso dal governo, i licenziamenti stanno colpendo selvaggiamente lavoratrici e lavoratori. I casi della Gkn (Firenze) 500 licenziamenti, Gianetti Ruote (Brianza) 152, o della Whirpol (Napoli) 327 licenziamenti sono solo la punta di un iceberg. I padroni licenziano per poter “ristrutturare” a loro piacimento e fare così più profitti; licenziano per intimorire e ricattare l’insieme delle lavoratrici e lavoratori!

Hanno fatto male quei sindacati che hanno avvallato nei giorni scorsi lo sblocco dei licenziamenti; hanno fatto male quanti negli anni scorsi si sono rifiutati di reagire in modo adeguato alla cancellazione dell’articolo 18, voluta proprio dallo schieramento politico, bipartisan e filo-padronale, che oggi col governo Draghi non ha più remore nel favorire i padroni (anche con le ingenti risorse del Ricovery Fund) e penalizzare sistematicamente le condizioni di vita dei ceti popolari (sfratti, bollette, lavoro più precario…).

E’ in questo clima che sono maturate le aggressioni sistematiche contro i picchetti dei lavoratori che intendono rispondere agli attacchi alle loro condizioni di lavoro e di vita. L’assassinio di Adil – lavoratore e sindacalista – ucciso nel corso di un picchetto del settore della logistica dà il segno della gravità della situazione in atto.

Soltanto la risposta solidale e determinata, quella che nasce da basso e da chi ne è più direttamente coinvolto e minacciato può contrastare e fermare questa deriva.

Noi sosteniamo che ogni licenziamento tocca tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici; e chi ne è colpito va difeso ovunque e comunque, unitariamente, da tutti sindacati e da tutti coloro che abbiano a cuore di ritti del lavoro. Senza se e senza ma.

Nei prossimi giorni è prevista la manifestazione nazionale a Firenze promossa dai lavoratori della Gkn.

Ma il messaggio che possiamo e dobbiamo dare è che in ogni luogo di lavoro, anche quando il licenziamento è di un singolo lavoratore come è avvenuto nei giorni scorsi alla Dhl, la multinazionale della logistica che opera nel nostro territorio, dobbiamo reagire tutti insieme.

Per questo come Rifondazione Comunista partecipiamo e invitiamo a partecipare, nella mattinata di domani venerdì 16 luglio, al presidio solidale indetto davanti alla DHL di Azzano San Paolo (Via Grassobbio 2) dalle ore 7.45.

(Ps: la delegazione di Prc/Se sarà presente al presidio almeno dalle ore 8.30 alle ore 10.00)

CUBA. CHIUDERE CON IL “BLOQUEO” CHE VIOLA I DIRITTI UMANI. Ordine del giorno del Comitato politico Prc/Se di Bergamo

Ordine del giorno di solidariera a Cuba e alla Rivoluzione e per chiedere la revoca del bloqueo…l’odg è stato approvato all’unanimità dal CPP di Rifondazione Comunista – Federazione di Bergamo

Il Comitato Provinciale del Prc di Bergamo esprime solidarietà al governo e al popolo cubano sotto attacco dell’imperialismo yankee.

Rispetto agli avvenimenti degli ultimi giorni a Cuba, sotto forma di manifestazioni con lo slogan di “SOS Cuba”, il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ricorda che, in un flagrante attacco ai diritti umani, dall’arrivo della pandemia gli Stati Uniti hanno indurito il blocco economico, commerciale e finanziario. Un blocco il cui principale obiettivo è quello di soffocare l’economia dell’isola. Nella logica del “tanto peggio, tanto meglio” si cerca di provocare una rivolta sociale per destabilizzare il governo cubano, nei confronti del quale ribadiamo la nostra solidarietà.

Solo pochi giorni fa, l’ONU ha votato massicciamente contro il blocco con solo due voti contrari, gli Stati Uniti e Israele. Si tratta del 29° voto all’ONU contro il blocco, senza che finora sia stato fatto nulla per rimuoverlo. Solo da aprile 2019 a dicembre 2020, il blocco ha causato a Cuba perdite di circa 9.157,2 milioni di dollari. La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente acuito le sue conseguenze nei confronti dell’isola, e l’amministrazione statunitense di Biden non ha mostrato nessuna volontà di allentare le misure coercitive unilaterali. Al contrario, rimangono intatte le 243 misure imposte dall’amministrazione Trump e la ridicola inclusione di Cuba, da parte del governo degli Stati Uniti, nella lista dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo. Ciò, nonostante la solidarietà delle brigate mediche cubane, la ricerca scientifica per sviluppare diversi vaccini contro il Covid-19 o la donazione gratuita dei suoi vaccini a Paesi terzi, con grandi sforzi nel mezzo di una pandemia.

Sarà un caso che pochi giorni dopo la missione in Colombia e Brasile del capo del Comando Sur degli Stati Uniti, almirante Craig Faller e del direttore CIA, William J. Burns, il continente latino-americano sta vivendo momenti di forti tensioni (Haiti, Venezuela, Perù, Colombia ed ora Cuba…) ?

Sono 59 anni che gli Usa impongono un ingiusto e criminale blocco economico commerciale e finanziario e quindi devono porre fine all’ingerenza imperialista facendola finita con il bloqueo che viola i diritti umani e colpisce direttamente la popolazione per la mancanza di medicine, di pezzi di ricambio o di energia, in mezzo a una pandemia.

Per questo il Comitato Politico Provinciale del Prc di Bergamo, si unisce a quanti esigono l’eliminazione immediata del blocco criminale ed illegale, principale misura contro il diritto alla salute, all’alimentazione ed il ritorno alla normalità, affinchè siano i cubani a decidere il loro presente e futuro.

Noi stiamo con Cuba socialista e con la Rivoluzione.

Accogliamo l’invito del governo Cubano, rivolto a tutti gli amici di Cuba in tutte le parti del mondo, a mobilitarsi a difesa della sovranità di Cuba e per la revoca dell’inumano bloqueo.

Aderiamo inoltre alla campagna “10 milioni di siringhe per Cuba” al fine di permettere a Cuba, che ha prodotto i vaccini anticovid, di poterli somministrare. Il delinquenziale bloqueo, attuato anche dallo scandaloso governo italiano, non permette a Cuba di ricevere un sufficiente numero di siringhe mettendo a rischio la campagna vaccinale.

Auspichiamo infine e sosteniamo la campagna affinché ai medici cubani, che da decenni esportano salute nel mondo e che l’anno scorso sono venuti in Italia volontariamente a prestare la loro opera in piena pandemia come atto di solidarietà verso il nostro popolo, venga riconosciuto il Premio Nobel per la Pace.

Hasta la Victoria Siempre.

Il Comitato Politico Provinciale di Rifondazione Comunista di Bergamo

Bergamo, 13 luglio 2021

“LE RADICI E LE ALI”. 11° congresso Prc/Se. Convocato per martedì 13 luglio il Comitato politico provinciale che darà avvio all’iter congressuale della Federazione di Bergamo

Alcune istruzioni per l’uso

Sono praticamente cominciate le operazioni che stanno dando vita al nostro 11° Congresso: prima i congressi dei circoli, poi quelli delle federazioni provinciali e infine il congresso conclusivo, quello nazionale, che si terrà il 24,25 e 26 settembre prossimi.

Tutti i documenti e i materiali, a partire dalle Tesi congressuali “Le Radici e le Ali. Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa, con il contributo “Tesi eccedente – Rifondazione femminista, per l’intersezionale comunista”, sono pubblicati nel sito nazionale rifondazione.it al link https://www.rifondazionecomunista.org/xi/, che riporta anche le tesi aggiuntive e alternative presentate.

A Bergamo, martedì 13 luglio ore 20.45, presso la sede provinciale di Via Borgo Palazzo 84/g, è convocato il Comitato Politico provinciale (Cpp) per l’avvio della fase congressuale della nostra federazione. I membri del Cpp potranno partecipare, intervenire e votare anche collegandosi alla piattaforma Zoom, di cui è stato trasmesso il link.

All’ordine del giorno la nomina della Commissione congressuale, la sottoscrizione delle tesi congressuali e le eventuale sottoscrizioni delle tesi alternativa o aggiuntive.

Il documento congressuale sarà presentato dal compagno segretario regionale Fabrizio Baggi. Potranno eventualmente intervenire come relatori – secondo i termini previsti dal Regolamento congressuale – i presentatori delle Tesi sostitutive e aggiuntive.

Anche le compagne e i compagni iscritti potranno seguire i lavori del Cpp sia presso la sede di Via Borgo Palazzo 84/g sia inviando le propria mail a rifondazionebergamo@yahoo.it per richiedere il link del collegamento a Zoom.