AUMENTANO LE TASSE A TREVIGLIO. 29/03, h. 18.00, presidio davanti a comune

Mentre a livello nazionale assistiamo ad un aumento dei costi della vita mostruoso, con la benzina oltre i due euro, i generi alimentari e il costo della vita in crescita costante, invece le pensioni e i salari rimangono fermi. E, anche a causa della pandemia e della crisi economica conseguente, i servizi sociali, salario differito, sono sempre più ridotti per mancanza di fondi.

Con la crescita del costo della benzina, generato come ci ha spiegato il ministro competente non dai mercati ma dagli speculatori di guerra, lo stato incasserà in più per addizionali e IVA circa 2 miliardi di euro. Il governo e l’Europa non hanno voluto colpire gli extraprofitti, cioè i capitalisti che speculano, ma scelgono di aggiungere nuove tasse all’aumento speculativo. Si tratta di un aumento di tassazione secca ancora più iniquo perché colpisce uniformemente poveri e ricchi, e non c’è nulla di più ingiusto della parità in un regime di ingiustizie pregresse. Ora il governo Draghi, visto il malessere sociale, sta discutendo di dare un sostegno ai cittadini e imprese per un miliardo (sui due che lo stato incasserà). In sostanza ci stanno prendendo in giro.

Ci dicono che non ci sono soldi, ma la camera dei deputati ha votato (391 favorevoli e solo 19 contrari) un provvedimento proposto dalla Lega Nord, e sostenuto da PD, FI, IV, M5S e FdL, che prevede l’incremento delle spese militari al 2% del PIL. Si passa quindi da una spesa di 25 miliardi attuali (68 milioni di euro al giorno) a 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). Soldi prelevati dei fondi della sanità, istruzione e ricerca e cultura. Per fare la guerra i soldi – a quanto pare – li trovano sempre.


Anche a Treviglio le cose non vanno meglio, nel nuovo bilancio di previsione. La maggioranza di centro destra ha deciso di alzare la tassazione dell’aliquota comunale sull’IRPEF dallo 0,65 allo 0,8, il massimo possibile. I cittadini di Treviglio dovranno complessivamente pagare 800.000 euro in più di tasse. E per fortuna che il centrodestra era contrario a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
È una scelta che viene dopo l’aumento delle tasse sul commercio, che ricadrà con ulteriori costi sui consumatori, e del un nuovo piano della sosta che prevede il raddoppio, entro un anno, dei posti a pagamento, che peserà ancora sui cittadini. E per fortuna che il centrodestra era contrario a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

D’altro canto, come molti cittadini hanno costatato, il sindaco ha già fatto cassa inasprendo i controlli sulle strade e emettendo draconianamente multe a tutto spiano. E per fortuna che il centrodestra era contrario a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Il sindaco del centrodestra Juri Imeri motiva la decisione di aumentare l’aliquota IRPEF dicendo che è necessaria per mantenere i servizi ai cittadini. Tuttavia, gli squilibri di bilancio non sono determinati dal costo dei servizi, ma dall’aumento dei costi energetici – gli stessi che stanno colpendo i cittadini e che sono il frutto delle manovre degli speculatori finanziari – e dai costi esorbitanti delle opere faraoniche, e spesso inutili, varate dalla sua giunta. Imeri quindi mente ai cittadini sapendo di mentire.

Il centrodestra ha avviato costose operazioni urbanistiche come quella di Piazza Setti o la nuova Fiera (che al di la dei costi di investimento, costa oggi alle casse comunali 200.000 euro l’anno di interessi sui mutui e manutenzioni). Altre ne sta per varare come l’intervento su Piazza Cameroni. In tempo di carestia i trevigliesi si possono permettere una giunta di cicale?

Ma entriamo nel merito del provvedimento sull’aumento dell’aliquota IRPE

Il sindaco afferma che Treviglio è l’ultimo grande comune della Bergamasca ad alzare al massimo l’aliquota IRPEF. Si dimentica però di dire che mentre a Treviglio la quota di esenzione della nuova tassa è fissata per le famiglie con reddito inferiore ai 10.000 euro, in molti altri comuni è fissata tra i 15.000 e i 18.000 euro. Quindi a Treviglio tutti i lavoratori dipendenti saranno colpiti da questo aumento delle tasse.

Va inoltre osservato che Treviglio applicava già un’aliquota unica del 0.65, che ora sarà portata a un’aliquota unica del 0.8. Ciò è anticostituzionale e vessatorio nei confronti dei ceti più poveri.
E’ anticostituzionale perché la Costituzione impone in Italia che le tasse siano progressive per scaglioni di reddito, secondo il principio che chi più ha più deve contribuire. A Treviglio i miliardari pagano invece con lo stesso coefficiente dei semplici lavoratori.
E’ vessatorio nei confronti dei ceti popolari. Facciamo un esempio. Una famiglia con un reddito di 15.000 euro pagherà 120 euro (cioè con un’incidenza mensile di 10 euro per questa sola tassa su un reddito mensile di 1250 euro) mentre una famiglia con un reddito di 100.000 euro pagherà 800 euro (con un’incidenza mensile di 66.6 euro per questa sola tassa su un reddito mensile di 8333,3 euro). In sostanza questa tassa, che si somma a tutte le altre, colpisce non solo di più i lavoratori e i pensionati per il noto fenomeno della evasione e dell’elusione fiscali che accomuna imprenditori, commercianti e artigiani, ma colpisce in eguale forma poveri e ricchi: un conto è vivere con a disposizione 8.300 euro al mese e un conto è vivere con 1250 euro al mese e con le spese in vertiginoso aumento, come sta avvenendo ora.

Ecco perché siamo contrari, per merito e per metodo, al provvedimento voluto dalla giunta Imeri di centrodestra di Treviglio. Gli orrori (la guerra) e gli errori (amministrativi) non li possono pagare sempre i ceti popolari!

  • Per tutto questo proponiamo a tutti i cittadini di mobilitarci il giorno in cui la giunta Imeri porterà questo provvedimento in votazione al Consiglio comunale: martedi 29 marzo, ore 18, fronte Palazzo comunale, piazza Manara n° 1 a Treviglio.

Fabio Cochis e Valli Morlotti (segretari Rifondazione Comunista Treviglio)
Francesco Macario (Segretario provinciale Rifondazione Comunista Bergamo)
Fabrizzio Baggi (Segretario regionale Rifondazione Comunista Lombardia)