Archive for marzo, 2020

NASCE “SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale”

ASCE “SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale”

Con l’aiuto generoso di un folto numero di professionisti parte una grande impresa: uno sportello sociale virtuale per costruire solidarietà ed autorganizzazione per l’emergenza sanitaria, perché non ci siano pazienti di serie A e pazienti di serie B, ma una sanità per tutte e tutti. Lo #sportello si rivolge a chi ha perso lavoro e reddito, a chi soffre di solitudine e di ansia, alle donne che subiscono violenza. Aiutateci a farlo conoscere, a farlo vivere come punto di riferimento per coloro che sono stati colpiti dalle politiche neo liberiste e che la crisi futura rischia di colpire con maggiore violenza.
Passate la voce è il tempo della solidarietà e della autorganizzazione.

SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale

 

SOS Diritti COVID 19:Uno sportello virtuale, una voce solidale per rispondere alle tue esigenze, perché i diritti non vanno in quarantena:

  • sei stata/o licenziata/o, o lasciata/o a casa senza stipendio, o in ferie obbligate, hai dovuto sospendere la tua professione? Hai il problema immediato di un reddito?
  • devi lavorare, ma non ti danno i dispositivi di protezione individuale?
  • sei a casa da tempo e ti assale l’ansia per la tua salute e dei tuoi cari e in genere per il futuro?
  • sei una/o malata/o cronica/o e ti sembra che l’emergenza sanitaria marginalizzi le tue cure e le tue visite?
  • nella tua casa ci sono disabili e non ce la fai più a gestire la quotidianità nell’obbligo di stare a casa?
  • la coabitazione obbligatoria in famiglia crea tensioni e contrasti insopportabili e pericolosi? Temi il tuo compagno e la sua violenza?

SOS Diritti COVID 19Chi siamoUn gruppo di avvocati/e, medici, psicologi/e, consulenti, attivisti/e sociali con una grande passione per il proprio lavoro e consapevoli del disastro umano e sociale che arriverà a causa dello smantellamento del benessere e dei diritti del lavoroLa difficoltà che il sistema ha avuto nell’affrontare il COVID 19 è una dimostrazione drammatica. Il futuro riapre questa partita ma nulla ci verrà regalato. In un momento cruciale della storia del nostro paese decidiamo di impegnarci in prima persona per costruire solidarietà e autorganizzazione sociale.Nessuna / o deve restare solo.-

Telefona a: 347 685 3729 – 339 739 4825 – 338 828 9089 – 392 459 7791
Scrivi a: sos.diritti.covi19@gmail.com

Ti rispondiamo e insieme cercheremo di risolvere il tuo problema.

SOS Diritti Covid 19

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Decreto “chiusure” – Il governo cede ai ricatti di confindustria, i profitti “contano” più della salute

La speranza di milioni di lavoratori e lavoratrici impiegati in attività economiche non essenziali di poter restare a casa a tutela della salute propria e dei loro cari, è stata frustrata.

Gravissime le decisioni del governo che appena sabato aveva promesso, dopo colpevoli ritardi, provvedimenti centrati sulla difesa della salute e della vita prima di tutto e invece ha ceduto su tutta la linea alle pressioni degli industriali.

Il concetto di “essenziale” è stato letto dal punto di vista degli affari e così l’elenco delle attività consentite si gonfiato in modo abnorme e ingiustificabile: dall’aerospazio agli studi professionali, dagli alberghi alla gomma, dall’industria militare all’estrazione del carbone.

Così milioni di persone si trovano a vivere una doppia vita: il sabato e la domenica, come cittadini, per difendersi dal contagio non possono nemmeno fare due passi nel parco, il lunedì come lavoratori affolleranno autobus e tram e andranno a lavorare esponendo sé stessi e vanificando le misure ci contenimento del contagio sull’insieme della popolazione.

Non ha insegnato niente il caso di Bergamo in cui proprio per il prevalere della logica del profitto ad ogni costo si è lasciato crescere irresponsabilmente il numero dei contagi  prima istituendo la zona rossa e poi continuando le attività produttive come nulla fosse?

Il Presidente Fontana, corresponsabile della strage di Bergamo, lascia agli industriali lombardi la decisione su come autoregolamentarsi.

Di fronte a tanta interessata irresponsabilità invitiamo i lavoratori delle produzioni non indispensabili per la salute e l’esistenza nel nostro paese a scioperare per obbligare al governo a mettere davvero al primo posto il diritto costituzionale alla salute e alla vita e fermare definitivamente le attività.

Il servizio sanitario nazionale, il cui ruolo tutti oggi celebrano dopo aver passato anni a smantellarlo, fu conquistato con anni di scioperi dalla classe lavoratrice.

Contro la presa in giro auspichiamo che tutti i sindacati indicano lo sciopero. 30 anni di arroganza di Confindustria ci hanno fatto regredire.

La salute, la sicurezza, la vita prima dei profitti!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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CHIUDERE IN TUTTA LA BERGAMASCA LE ATTIVITA’ NON ESSENZIALI!!!

CHIUDERE IN TUTTA LA PROVINCIA LE ATTIVITA’ NON ESSENZIALI!!!

Il coronavirus si sta manifestando nella bergamasca in maniera disastrosa: siamo al top (mondiale!) della diffusione del virus.

Molteplici sono le responsabilità, ma certo non avere istituito una zona rossa in tempo utile nella Val Seriana (quando era chiaro che la situazione locale era paragonabile a quella lodigiana), e avere indotto nei cittadini una sottovalutazione dei rischi (invitandoli ad andare nei ristoranti e a fare spese) è stato fatale.

Ora la situazione in Bergamasca precipita: i casi dichiarati sono una piccola parte dei reali contagiati che sono semplicemente confinati in casa e che non rientrano nelle statistiche. Basta guardare quello che succede nei vari paesi o anche sfogliando gli annunci mortuari dell’Eco di Bergamo: è una Caporetto, siamo diventati un enorme lazzaretto.
A seguito del Dpcm dell’8 marzo, siamo tutti chiusi in casa, ma il governo non ha chiuso le produzioni e solo alcune aziende bergamasche lo hanno fatto spontaneamente. Molti imprenditori si sono isolati nelle loro ville in montagna o al mare da cui ordinano che nei reparti la produzione prosegua. Siccome molti dei contagiati non lo sono ufficialmente, o lo sono in forma asintomatica, le fabbriche sono diventate ora l’ambiente principale di diffusione del virus. I lavoratori, le lavoratrici tornano nelle abitazioni in cui sono confinati i parenti diffondendo ulteriormente il contagio tra anziani, ragazzi, bambini.

In questo contesto la politica si rimpalla la colpa tra Governo ed enti locali sulla mancata zona rossa in val Seriana. Ma nessuno fa nulla di concreto. Oggi, più seriamente, la Regione Emilia Romagna ha dichiarato il paese di Medicina zona rossa chiudendo obbligatoriamente le produziopni non essenziali.

E’ ora che il governo intervenga sulla bergamasca dichiarando anche qui la zona rossa in tutta la provincia, e se non lo fa il governo lo faccia subito la Regione Lombardia seguendo l’esempio emiliano. Basta polemiche sterili e balletti sulle responsabilità, le responsabilità un amministratore non le deve rinfacciare ma se le deve assumere. I bergamaschi cosi duramente colpiti non vogliono più sentire piagnistei e filastrocche, ma da persone concrete quali sono vogliono i fatti.

Bergamo, 16.03.20  

Rifondazione Comunista

Federazione della provincia di Bergamo

 

Francesco Macario, segretario provinciale Prc/Se di Bergamo

Per comunicazioni: f. macario 3922963429

Trasmette: ufficio stampa, tel. 3389759975 (maurizio mazzucchetti)

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La vita delle persone e dei lavoratori vale più dei profitti dei padroni! Se ci costringono a lavorare nonostante tutto cosa aspetta il sindacato a dichiarare sciopero generale?

In assenza di risposte volte alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori si deve andare ad una protesta generale.

Lo chiedono in queste ore molte realtà di fabbrica. Le ultime misure del governo che riguardano le attività produttive e di ufficio, sono a dir poco insufficienti perché, in materia di lavoro, lasciano l’ultima parola ai padroni: i lavoratori prendano le ferie o siano costretti a lavorare a loro rischio e pericolo.Nei confronti dei lavoratori mancano misure di protezione.

Assurdo e criminale che in alcune aree a forte industrializzazione e contagio come la bassa Valseriana (Bergamo) i lavoratori siano stati costretti a lavorare e si continui ancor oggi a lavorare privilegiando gli interessi delle aziende. Lo si è fatto con l’assenso di tutte quelle forze, Lega di Salvini in testa, che un giorno dicono una cosa e un giorno ne dicono un’altra.

Intanto gli infettati e i decessi aumentano in tutto il Paese. Interrompete le attività in tutti i settori che non hanno a che fare con la lotta al coronavirus, con i servizi essenziali, la sussistenza delle persone. Lo si faccia in piena garanzia del reddito per chi lavora. La vita delle persone e dei lavoratori vale più dei profitti dei padroni! Se ci costringono a lavorare nonostante tutto cosa aspetta il sindacato a dichiarare sciopero generale?

Ezio Locatelli – Segretario Federazione PRC Torino

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Coronavirus: videoconferenza con Vittorio Agnoletto

Non potendo tenere incontri pubblici le segreterie regionali del PRC di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna hanno organizzato un’incontro on line con Vittorio Agnoletto per provare a discutere rispetto a quanto sta accadendo con le il “corona virus” e per proporre, partendo da queste criticità, misure di rilancio del Sistema Sanitario Nazionale. La diretta ha avuto circa 20.000 visualizzazioni. Socializziamo il video molto interessante.

https://youtu.be/DYIBqcTE71c

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