Stamattina abbiamo presentato all’Ufficio protocollo del comune le osservazioni in merito al “PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA denominato intervento EX GTS” . Di seguito potete leggerne il testo.

Il sottoscritto Maurizio Rovetta nato a San Gallo (Svizzera) il 28 luglio 1959, residente in Torre Boldone (BG) viale Lombardia n° 19, segretario del circolo di Torre Boldone del Partito della Rifondazione Comunista, in relazione al “PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA denominato intervento EX GTS”, nell’obiettivo di fornire un contributo positivo al piano stesso, presenta la seguente Osservazione.

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1) Premessa

Il PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA denominato interventon EX GTS attua una radicale modifica dell’assetto territoriale esistente con la trasformzione d’uso di un’area a destinazione industriale/artigianale in area residenziale con una potenzialità edificatoria di mq 11.500,00 di S.L.P. corrispondente a 250 abitanti teorici.
Una proposta di questo genere non trova alcuna rispondenza nelle dinamiche demografiche di Torre Boldone come più volte ribadito dal sottoscrittore della presente osservazione ed emerso anche dall’analisi dei dati ufficiali pubblicati dal Comune.
Si ritiene altresì una forzatura, foriera di successive problematiche, l’edificare palazzine residenziali attigue ad un’area industriale ed alla stazione ecologica, con i problemi di rumori ed odori che non sono compatibili con la destinazione residenziale.
Oltre a questi aspetti negativi va messo in rilievo che la trasformazione d’uso in residenziale sottrae un importante pezzo di territorio alla possibilità di sviluppo legato all’ambito produttivo. E’ noto che la “necessità” di reperire nuove aree artigianali/industriali è stata oggetto di dibattito tra le forze politiche e sociali del paese. Sia per la rilocalizzazione di attività già presenti sul territorio comunale e non più compatibili con il tessuto urbano circostante, che per l’insediamento di nuove attività viste come possibilità di offerta occupazionale e di sviluppo.
Un’area industriale dismessa è un’opportunità per il futuro del paese, perché consente di pensare a nuove forme insediative in grado di attrarre attività produttive innovative. Come accade nelle aree più avanzate del paese e d’Europa.
Dobbiamo constatare come un’occasione di sviluppo territoriale in grado di rispondere alle richieste della comtemporaneità sia andato perso.

Date queste premesse ed entrando nel merito del progetto di Piano Attuativo:

1- Piste ciclopedonali

Favorire la mobilità “dolce”, in particolare gli spostamenti in bicicletta, è uno degli assi portanti del futuro della mobilità sostenibile. Laddove si costruiscono nuove piste ciclopedonali, soprattutto in ambiti di nuovo impianto urbanistico, i percorsi ciclabili sono separati da quelli pedonali in quanto hanno esigenze e fruibilià diverse. Tenerli ancora unificati rimanda ad un’idea di mobilità dove la bicicletta è un mezzo di “svago” da fine settimana e non uno strumento fondamentale per lo spostamento quotidiano in tutti i contesti. Va da sé che minori sono le condizioni favorevoli all’uso della bicicletta minore ne sarà l’uso.
Per questo chiediamo che le piste ciclopedonali previste all’interno del Piano Attuativo siano realizzate con percorsi in ‘sede propria’ quindi separati tra biciclette e percorsi pedonali.

2- Corte centrale fruibile all’attraversamento
Il posizionamento degli edifici sul perimetro esterno dell’area (insediamento a corte) lascia libera l’area centrale. Quest’area, adeguatamente sistemata ed aperta alla fruizione della cittadinanza, perlomeno negli orari diurni, risulterebbe uno spazio vivo ed interrelato con il resto del paese. Con la possibilità di pensare nuovi collegamenti con i percorsi ciclabili e pedonali circostanti.
Si chiede di inserire in convenzione l’apertura diurna della corte centrale ed il suo utilizzo ad uso pubblico.

3- Art. 23 comma 3 della convenzione
Al comma 3 dell’art. 23 è prevista la possibilità di concentare la quota di residenza convenzionata, pari a 1.150 m2 di S.L.P., in un unico edificio. Si ritiene che la ‘mixitè’ ovvero la mescolanza di soggettività di differente estrazione sociale ed economica sia elemento di ‘ricchezza relazionale’. Condizione che ha da sempre contraddistinto le Città, in particolare quelle italiane. La separazione e la concentrazione sono contrari a questo spirito.
Si chiede l’eliminazio dal comma 3 dell’art. 23 della frase finale: “o in alternativa è consentito ai lottizzanti, previo accordo con l’Amministrazione Comunale, realizzare in unico edificio in misura parziale o totale la SLP convenzionata.”

4- Cittadinaza della Comunità Europea
La velocità e la facilità degli spostamenti e delle comunicazioni rendono il mondo sempre più interconnesso. La densità dei fattori economici (legati alla produzine di merci e servizi) e la qualità territoriale fanno della Lombardia una delle aree a maggiore attrattività a livello internazionale. Bergamo e la sua Provincia, anche attraverso l’aeroporto di Orio al Serio, è un territorio facilmente raggiungibile da tutti i paesi Europei.
Dati anche solo questi elementi e partendo da uno sguardo aperto ai flussi internazionali, appare riduttivo limitare la possibilità di accedere alle residenze, foss’anche per la quota convenzionata, ai cittadini della ‘Comunità Europea’. Già da ora un cittadino svizzero non avrebbe i requisiti, fra non molto anche un cittadino della Gran Bretagna.
Si chiede l’eliminazine dall’art. 27 paragrafo 1 del primo capoverso: ‘avere la cittadinanza italiana o di uno Stato che appartiene all’Unione Europea’.

5- Prezzo di cessione degli alloggi
Il prezzo di cessione degli alloggi è stabilito in €/mq 2.061,00 derivante dall’applicazione di una serie di parametri.
Al di là della valutazione generale per cui il prezzo risultante al mq per l’edilizia convenzionata non è in grado di rispondere alla domanda di alloggio in proprietà della fascia di popolazione a cui dovrebbe dare risposta, si rileva che al valore di €/mq 550,00 di cui al punto b) paragrafo 10 art. 24, si è arrivati attraverso il calcolo: “…si stabilisce il costo dell’area complessiva (- € 8.000.000/14550)…”. Si presume che € 8.000.000 sia il valore attribuito all’insediamento GTS, ma non si ha alcuna nota di come si sia arrivati a questa valutazione. Stante la perdurante crisi edilizia e la conseguente e progressiva diminuzione dei valori immobiliari, è ragionevole ipotizzabile che la stima, se di stima si tratta, del valore dell’area possa essere inferiore.
Per questo si chiede la ridefinizione della stima dell’area, con l’esplicitazione dei criteri adottati, al fine di abbassare il prezzo di vendita al mq della quota parte in edilizia convenzionata

6- Art. 13 comma 2 della convenzione
Il comma 2 dell’Art. 13 prevede che, anche dopo la cessione gratuita al comune delle aree per la realizzazione del nuovo centro di raccolta differenziata, sarà lasciato il possesso delle stesse agli attuatori. Si ritiene che l’esecuzione dei lavori previsti per la demolizione dei fabricati esistenti e la realizzazione del nuovo centro di raccolta differenziata non necessariamente debba lasciare il possesso delle aree agli attuatori, ma sia più corretto lasciare la disponibilità di dette aree
Si chiede pertanto di modificare il comma 2 con con “la disponibilità” al posto di “il possesso”, modificando conseguentemente anche i successivi commi 3 e 4.

Fiduciosi che la presente osservazione redatta nello spirito di contribuire efficacemente e positivamente al Piano Attuativo ex GTS sia tenuta nella debita considerazione, prima della definitiva approvazione,
con osservanza, ROVETTA MAURIZIO

Torre Boldone 15 maggio 2019

gts