volantino-venezuela

 

Esprimiamo assoluta condanna del tentativo di colpo di Stato in Venezuela. Un tentativo sponsorizzato, sovvenzionato e istigato dall’amministrazione Trump, che cerca di imporre un “presidente in carica” adatto agli Usa. Questa azione, oltre a essere contraria alla Costituzione del Venezuela, non è altro che uno stratagemma per giustificare un intervento militare guidato dagli Stati Uniti, dopo le misure coercitive unilaterali (sanzioni).

Con tale manipolazione il governo degli Stati Uniti dimostra il suo assoluto disprezzo per il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite nonché la sua vocazione aggressiva.

Ricordiamo che le elezioni presidenziali in Venezuela sono state tenute in anticipo sulla base della richiesta dell’opposizione, con la partecipazione di 17 partiti e 4 candidati, con lo stesso sistema elettorale che ha permesso all’opposizione di vincere le elezioni parlamentari, anche se essa in seguito non ha accettato la convivenza. Nelle elezioni presidenziali erano presenti oltre 150 osservatori internazionali e 18 audit. Nicolás Maduro ha vinto le elezioni con il 67,4% dei voti espressi. Nessuno dei candidati perdenti ha presentato alcuna obiezione.

In venti anni di governo rivoluzionario si è votato più di 20 volte,  tutte elezioni ritenute assolutamente democratiche dagli osservatori Internazionali, tra cui la “fondazione Carter” dell’ex Presidente Nord Americano Jimmy Carter, mentre l’ex premier spagnolo Zapatero ha apertamente criticato la Ue di non aver voluto inviare osservatori. Nelle  uniche due elezioni perse, prima Chavez e poi Maduro hanno riconosciuto la sconfitta.

Nonostante le pressioni nordamericane, la maggioranza della Comunità internazionale riconosce Maduro come legittimo Presidente, a partire da Cina e Russia, dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e dalla Organizzazione degli Stati Americani (Osa). Perfino alcuni paesi dell’Unione Europea, come Italia, Grecia, Romania e altri non hanno riconosciuto l’autoproclamazione di Guaidó .

Sono pertanto gravissimi sia l’invito fatto dal golpista Guaidó  all’esercito a rivoltarsi contro il legittimo Presidente sia l’auspicio, pronunciato dallo stesso Guaidó, di un intervento militare dei marines statunitensi. Pronunciamenti che dimostrano come questo personaggio sia disposto a precipitare il Venezuela in una sanguinosa guerra civile pur di portare a compimento i suoi propositi golpisti. In Italia Guajdò sarebbe già in galera per alto tradimento.

Gli Usa vogliono rimettere le loro mani su quello che una volta veniva chiamato il loro “giardino di casa”, sulle enormi riserve petrolifere del Venezuela (primo produttore di greggio al mondo) e mettere fine alle importanti conquiste sociali attuate prima da Chavez e poi da Maduro in venti anni di Rivoluzione Bolivariana e di Sociallismo del XXI Secolo. Tali conquiste sono riconosciute da tutte le agenzie dell’Onu: la riduzione della povertà, la crescita dell’accesso all’istruzione, la riduzione dell’analfabetismo, le politiche sanitarie a favore dei ceti popolari. In 20 anni sono state costruite ben 2.500.000 di case popolari e assegnate a chi ne aveva bisogno (un record unico al mondo). Queste conquiste sono state possibili grazie all’utilizzo dei proventi del petrolio e alle riforme strutturali attuate dal governo. E’ questo che gli Usa vogliono cancellare, reintroducendo nel Paese le politiche liberiste alla cilena.

Il Venezuela ha bisogno di una mediazione pacifica, non di interferenza, e di rispetto per la sua autodeterminazione. Sosteniamo l’iniziativa del Messico e dell’Uruguay (accettata dal presidente Maduro) che si propongono come mediatori per il dialogo tra le parti. Riteniamo importante il ruolo di mediazione offerto da Papa Francesco, che non ha riconosciuto Guaidó .

Rifondazione Comunista riconosce Nicolás Maduro come unico e legittimo Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela ed esorta tutti i sinceri democratici a fare lo stesso.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo di Torre Boldone e Federazione di Bergamo