Parte la raccolta firme per tre leggi di iniziativa popolare

Torniamo in piazza. Campagna di raccolta firme per i diritti, la Costituzione, l’antifascismo

Per la scuola della Costituzione; Per l’eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione; Per la legge elettorale proporzionale

Anche la Federazione di Bergamo di Rifondazione Comunista è pronta per dare inizio alla campagna di raccolta firme su tre proposte di legge di iniziativa popolare particolarmente significative: (continue reading…)


18 maggio incontro di Potere al Popolo a Torre Boldone

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PRIMO MAGGIO: Lottare contro lo sfruttamento del lavoro – Abolire Fornero e Jobs Act – Ridare sovranità e potere al popolo

PRIMO MAGGIO A BERGAMO

Concentramento dalle ore 9.00 al Piazzale della Stazione

spezzone Rifondazione Comunista e movimenti

Risultati immagini per 1 maggio 2018

RILANCIAMO IL MOVIMENTO DI LOTTA DEI LAVORATORI

Dagli anni ’80 è in corso a livello mondiale un attacco da parte dei “padroni del mondo” alle conquiste conseguite dal movimento dei lavoratori per migliorare le proprie condizioni di vita. In Italia, in particolare:

  • I grandi gruppi capitalistici e le banche hanno risucchiato enormi quote di quanto viene prodotto in tutto il Paese, a discapito del monte salari diretto e indiretto (il cosiddetto welfare). I soldi ci sono ma vanno ai ricchi che diventano sempre più ricchimentre i lavoratori sono sempre più poveri e una quota crescente della popolazione non è più in grado di soddisfare bisogni primari;

  • Con la legge Fornero, l’età pensionabile è ormai prossima ai 70 anni,e anche per questo la disoccupazione dei giovani è da tempo al 40%;

  • Con il Jobs Act, sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato, è aumentato il lavoro precario e sono aumentati i licenziamenti; le imprese hanno beneficiato di sgravi per 10 miliardi di euro in tre anni senza far realmente crescere l’occupazione.

  • Con l’aumento dei ritmi di lavoro sono tornati a crescere gli omicidi bianchi, in un quadro di un generale peggioramento delle condizioni di lavoro.

Insomma, i lavoratori e le lavoratrici sono diventati più poveri, più sfruttati, più ricattati, più precari. Questo stato di cose mostra il fallimento generalizzato delle politiche sindacali, che non sono state in grado di difendere il lavoro di fronte all’offensiva del capitale.

Mentre, da un lato, dobbiamo reclamare a gran voce che i partiti che hanno vinto le elezioni applichino la promessa di eliminare la Fornero e introdurre il reddito di cittadinanza, dall’altro sappiamo che:

l’unica speranza sta sempre in noi stessi, lavoratrici e lavoratori. Leconquiste delle lotte delle generazioni passate ci sono state portate via e nessuno ce le restituirà se non ce le riprendiamo noi stessi.

L’impegno che come lavoratrici e lavoratori dobbiamo assumerci insieme in questo 1° Maggio è, quindi, quello di riprendere un forte e radicale movimento di lotta abbandonando definitivamente strumenti perdenti come la concertazione e il  consociativismo tra padroni, governi e sindacati, che hanno portato ai lavoratori solo arretramenti.

VOLANTINO

LOTTARE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

ABOLIRE FORNERO E JOBS ACT

RIDARE SOVRANITA’ E POTERE AL POPOLO

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La parola guerra inebria gli idioti ….

guerra

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Basi militari e segreti di Stato. Non restiamo in silenzio

di Gregorio Piccin

L’Italia ospita 59 basi militari statunitensi, alcune delle quali risultano essere tra le più importanti dal punto di vista strategico/operativo a livello continentale (capacità nucleari comprese).

L’Italia ospita, il 15% (13.000 unità circa) del personale militare statunitense presente in Europa e con questi numeri il nostro Paese risulta essere il quinto avamposto statunitense a livello globale dopo Germania, Giappone, Afghanistan e Corea del Sud.

Negli ultimi venticinque gli Stati uniti (coadiuvati finanziariamente anche dai governi italiani) hanno investito ingenti risorse nelle basi italiane trasformandole in rampe di lancio per operazioni in Europa, Africa e Medio oriente.

Ogni volta che gli Stati Uniti annunciano ed eseguono un’aggressione militare verso Paesi terzi nel quadrante euro-mediterraneo, l’Italia viene sistematicamente coinvolta direttamente o indirettamente concedendo l’uso delle basi.

Oltre cha dal trasversale cieco atlantismo in politica estera, questo insensato automatismo deriva dal fatto che permane il segreto di stato sull’accordo bilaterale sulle basi militari alleate siglato nel 1954 dal governo Scelba e dall’allora ambasciatrice statunitense Clare Booth Luce (Bilateral Infrastructure Agreement meglio noto come “accordo ombrello”).

Il BIA, che si riferiva all’uso di 6 basi, è stato poi aggiornato e perfezionato negli anni per coprire tutte le installazioni successivamente insediate sul nostro territorio e trascinandosi dietro, di volta in volta, la consueta segretezza.

È solo grazie ad uno dei vari cablogrammi resi noti da Wikileaks  che oggi sappiamo che gli statunitensi sono seriamente preoccupati dalla declassificazione del BIA poiché in base all’articolo 2 del trattato stesso essi non potrebbero utilizzare le basi su suolo italiano per azioni di guerra a meno che non siano in osservanza a disposizioni NATO o concordate con il Governo italiano (come è stato per l’Iraq e come sarà per la Siria).

Ma se la prima guerra fredda si è conclusa nel 1989 e la sua versione 2.0 è in pieno svolgimento il nostro Paese non può più permettersi il segreto di stato sulla propria sovranità e sul fatto che diventa esso stesso, in quanto quinto avamposto statunitense, un obiettivo strategico per le ritorsioni degli altrui nemici.

L’Italia non ha bisogno di nemici, ma di pace, stabilità, e relazioni internazionali basate sulla cooperazione.

È tempo che il segreto di stato sulle basi statunitensi nel nostro Paese venga rimosso, come primo passo concreto per l’uscita dell’Italia dalla NATO, dalla belligeranza permanente che questa produce e dalla grave ipoteca che le basi statunitensi pongono sul nostro stesso futuro.

Fonte: http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33621

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Giovedì 12 aprile ore 20.30 assemblea pubblica di Potere al Popolo

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Dichiarazione redditi 2018: Il 2 X mille a Rifondazione Comunista!

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14/04/208 – Attivo generale degli iscritti e delle iscritte del PRC della federazione di Bergamo

Attivo generale degli iscritti del PRC della federazione di Bergamo

 Discussione su Potere al Popolo e sui suoi rapporti con il PRC

con il contributo del segretario regionale Nello Patta

Martedi 10 aprile 2018, ore 20,45 – Sala del Mutuo Soccorso

Bergamo, via Zambonate 33

NOTE INTRODUTTIVE

Dopo le recenti elezioni e lo sconfortante quadro istituzionale che ne è emerso si è aperto un dibattito sulle sorti della sinistra nel nostro paese. Marco Revelli ha scritto sul manifesto che “la sinistra se n’è andata da sé”, ma Favilli gli ha replicato che per andarsene da sé ha dovuto prima “andarsene da sé stessa”.

La sconfitta del PD a trazione renziana, prima nel referendum del dicembre 2016 e poi nelle elezioni del 2018, ci parla della fine di un ciclo durato qualche decennio, un ciclo apertosi con il ripudio dei principi solidaristici, passato per la terza via blairiana (la via di un liberismo moderato) sostenuta da Bersani e D’Alema per poi giungere alla esiziale fase renziana in cui la metamorfosi ha trasformato gli ex oppositori in alfieri del liberismo. Lo stesso insuccesso di LeU ci parla del fallimento di ogni ipotesi istituzionalista. Fallimento determinato dalla scelta di giocare sulla crisi del PD imbarcando personaggi che sino a qualche giorno prima hanno votato da esponenti del PD ogni nefandezza liberista

E’ stata una fase trasformativa lunghissima in cui la maggioranza della «sinistra» (perché così si è definita, è stata chiamata e soprattutto è stata percepita dai cittadini) ha svolto progressivamente un ruolo opposto rispetto a quello che aveva che l’aveva generata. Nelle ultime elezioni politiche le aree di consenso elettorale del PD e di LeU sono state i quartieri borghesi e non le periferie urbane. Un fatto che sancisce un fallimento che oggi coinvolge anche noi, che pure dentro la sinistra siamo stati contrari a questa deriva, ma che oggi veniamo assimilati al resto della sinistra e che quindi rischiamo di rimanere travolti dalle macerie causate da altri. (continue reading…)

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SABATO 14 APRILE – ORE 19.30 CENA DI AUTOFINANZIAMENTO PER LA FEDERAZIONE PROVINCIALE

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Comitato Politico Nazionale Rifondazione Comunista, 10 e 11 marzo 2018

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OdG unitario: Il CPN del Partito della Rifondazione Comunista invita tutti i compagnie le compagne di rifondazione comunista ad organizzare la partecipazione all’assemblea nazionale del 18 pv, ad organizzare le assemblee territoriali e a dare continuità all’esperienza di Potere al popolo con la sua piena democratizzazione e costruzione a partire dai territori.

Questo testo è stato approvato con 6 astenute/i

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Costruire l’opposizione alle politiche neoliberiste, trasformare la lista Potere al Popolo in un movimento politico e sociale, rafforzare Rifondazione Comunista

Innanzitutto salutiamo con gioia il successo dello sciopero globale delle donne in occasione dell’8 marzo. Il più grande movimento mondiale che giustamente avevamo posto al centro della riflessione nell’ultimo congresso di Spoleto riprende la parola e – a partire dalla lotta contro la violenza di genere – pone il tema del superamento della barbarie patriarcale e liberista in cui oggi è immersa l’umanità.

Salutiamo parimenti positivamente la mobilitazione antirazzista e antifascista che ieri si è svolta a Firenze a seguito dell’assassinio razzista di Idy Diene e che prosegue idealmente la mobilitazione di Macerata.

Le elezioni

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