Covid: Presentazione del libro “SENZA RESPIRO” di Vittorio Agnoletto (in diretta facebook)

125204951_2815557075387275_8188867518394788703_o-700x325Venerdì 20 novembre ore 21.00 diretta sulla pagina facebook “Rifondazione Comunista Bergamo e provincia” oppure “Prc Lombardia

Un’inchiesta indipendente sulla pandemia coronavirus in Lombardia, Italia, Europa.

INTERVERRANNO:
VITTORIO AGNOLETTO – autore del libro
CONSUELO LOCATI – legale del comitato “Noi Denunceremo” di Bergamo
MARCO NORIS – Attac Italia
Modera la serata il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Bergamo FRANCESCO MACARIO

IL LIBRO. Vittorio Agnoletto, “Senza respiro. Un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa. Come ripensare un modello di sanità pubblica”

Prefazione di Lula, Presidente del Brasile dal 2005 al 2010.

Introduzione di Heinz Bierbaum e Paolo Ferrero (presidente e vice presidente del Partito della Sinistra Europea)

Altreconomia –Milano ottobre 2020“Senza respiro” è una vera e propria “scatola nera” della pandemia da Coronavirus. Non un instant book, ma un’inchiesta indipendente del medico, ricercatore e attivista Vittorio Agnoletto, una delle voci più autorevoli che in questi mesi ha raccontato e documentato ogni aspetto dell’epidemia Covid 19 e in particolare che cosa non ha funzionato, soprattutto in Lombardia.

La sanità pubblica deve essere rifinanziata e tornare a produrre salute per tutti. Non profitto per pochi”.

L’inchiesta è supportata dall’“Osservatorio Coronavirus”, un’equipe collegata a “Medicina Democratica” e alla tramissione “37e2” di Radio Popolare. Un lavoro rigoroso e senza precedenti, che coniuga la ricerca scientifica con l’inchiesta giornalistica e che raccoglie nel libro la sintesi di migliaia di testimonianze di cittadini e di operatori sanitari e la rielaborazione dei dati della pandemia.

Il libro alza il velo sulle responsabilità di una politica che negli anni ha smantellato e indebolito la sanità pubblica a favore dei profitti privati. Il focus si concentra sulla Lombardia perché -oltre a essere stata il cuore del contagio- rappresenta la punta avanzata delle politiche di privatizzazione della sanità: un sistema spesso indicato come “eccellenza” da soggetti politici ed economici, ma che non è stato in grado di affrontare la situazione di emergenza. Il libro lancia anche proposte concrete per evitare che una simile tragedia possa accadere di nuovo e per rifondare un servizio sanitario universale, gratuito e soprattutto pubblico. La salute – infatti – deve essere un bene comune, a partire dai LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, dalla medicina di territorio e dalla prevenzione.

Un saggio che ha l’obiettivo di non disperdere la memoria di quanto avvenuto, sviluppare riflessioni e proposte – scientifiche e politiche – sul sistema sanitario del Paese e su quello lombardo in primis.

I diritti d’autore saranno devoluti all’Ospedale Sacco di Milano, struttura pubblica che ha svolto un importante lavoro sul Covid-19. (altreconomia)

L’AUTORE. Vittorio Agnoletto è medico specializzato in medicina del lavoro. Insegna “Globalizzazione e politiche della salute” all’Università degli Studi di Milano. Lavora come medico nella commissione per l’invalidità civile e conduce la trasmissione sulla salute “37e2” su Radio Popolare. E’ nel direttivo di Medicina Democratica e di Costituzione Beni Comuni. E’ stato fondatore e presidente della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids. Ha lavorato sull’Aids in progetti nel Sud del mondo e nei Balcani. Dal 2001 nel consiglio internazionale del Forum Sociale Mondiale. Nel luglio 2001 in occasione del G8 è stato portavoce del Genoa Social Forum. Parlamentare europeo 2004-2009 nella Sinistra Europea. Autore di numerosi articoli scientifici su riviste italiane e internazionali. Ha scritto tra gli altri: “La società dell’Aids” (Baldini&Castoldi), “L’eclisse della democrazia” con L. Guadagnucci (Feltrinelli), “Aids. Lo scandalo del vaccino italiano” con C. Gnetti (Feltrinelli), “Sanità in salute” con A. Braga (Radio Popolare).


BAGGI/CAPELLI (PRC-SE): “Gallera, procura i vaccini antinfluenzali o vattene”.

Mentre i contagi del coronavirus aumentano in tutto il paese e la Lombardia è una delle Regioni più in pericolo si scopre che Regione Lombardia non è in grado di fornire dosi sufficienti  di vaccino antinfluenzale, che da tutti gli esperti è considerato necessario per bambini , anziani ,persone fragili , operatori sanitari e scolastici Il vaccino infatti, bloccando l’influenza stagionale diminuirebbe l’insorgenza di sintomi che all’inizio si possono sovrapporre e confondere con quelli del Covid 19 e comporterebbero isolamento, tamponi, e comunque un lavoro di assistenza sanitaria che sarebbe meglio evitare per concentrarsi sul fronteggiamento del  Covid 19.

I particolari e le implicite giustificazioni tecniche della ARIA, l’agenzia regionale per l’innovazione e gli acquisti, rendono ancora più grave il quadro che porta a prevedere la impossibilità di avere i vaccini sufficienti nelle date stabilite che non sono casuali, ma relative al momento in cui ritorna a diffondersi l’influenza.

Il Ministero della salute ha indicato che la campagna antinfluenzale doveva iniziare ad ottobre. Apprendiamo che le gare sono state nove, con le 4 andate a buon fine sono stati acquisiti 430 mila vaccini per bambini e 1milione 868mila per adulti. Solo gli anziani sopra i 60 anni sono 2 milioni e 200mila. Mancano almeno 1 milione e mezzo di dosi. Ma l’ultima gara non è stata aggiudicata perché il prezzo offerto dalla Regione era troppo basso rispetto all’unica concorrente, un’azienda cinese, la Life ‘On.

Tutti questi particolari inchiodano Gallera ai suoi errori, alla sua irresponsabilità, alla sua incapacità . Ci si doveva muovere molto prima, senza cercare di risparmiare sulla salute dei cittadini.

Rimane sempre più motivata la nostra richiesta al Governo di Commissariare la Sanità Lombarda, di liberarci da Gallera e da una gestione della sanità che ha portato la Lombardia al disastro sanitario.

Non vogliamo che si ripeta. Sono in gioco le vite e il benessere dei cittadini e delle cittadine.

Milano, 05/10/2020

Fabrizio Baggi Segretario Regionale Lombardia

Giovanna Capelli Responsabile Sanità Lombardia

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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Dalmine (Bg). Via la mozione della vergogna!!

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PRESIDIO DALLE ORE 17.30 DI LUNEDI’ 28 SETTEMBRE DAVANTI AL COMUNE (Piazza della Libertà 1) IN CONCOMITANZA CON IL CONSIGLIO COMUNALE (*)

Rifondazione Comunista invita tutti i democratici e gli antifascisti alla mobilitazione contro la mozione con quale la Lega e la maggioranza consiliare del comune di Dalmine pretendono di vietare luoghi e spazi pubblici a chiunque non faccia dichiarazione di anticomunismo. VIA LA MOZIONE DELLA VERGOGNA! Appuntamento: lunedì 28 settembre presidio davanti al comune di Dalmine dalle ore 17.30 in concomitanza con la seduta del consiglio comunale. *Al presidio parteciperà il segretario regionale del Prc/SE Lombardia Fabrizio Baggi.

***

Riteniamo impresentabile la mozione che la maggioranza di Dalmine intende invece presentare e approvare [cfr.https://www.bergamonews.it/2020/09/24/dalmine-spazi-pubblici-solo-a-chi-si-dichiara-anticomunista-e-contro-i-radicalismi-religiosi/395058/]. Un atto amministrativo e politico che se approvato subordinerebbe le autorizzazioni all’uso del suolo pubblico e degli spazi di proprietà comunale ad una dichiarazione di condanna di tutti i regimi e delle ideologie ispirate non solo al nazismo e al fascismo – come impone la nostra Costituzione – ma anche “al comunismo nonché ai radicalismi religiosi”. Una mozione che tende quindi a limitare la libertà dei cittadini di esprimere le opinioni politiche e religiose.

Questa mozione ricalca dichiaratamente il senso – tra l’altro – della pericolosa risoluzione che, approvata a maggioranza dal Parlamento Europeo nel settembre 2019, ha voluto equiparare anch’essa nazifascismo e comunismo e dimenticare che il nazifascismo – nato e cresciuto nell’Europa occidentale – è stata la più disumana espressione dell’imperialismo, del razzismo e della volontà di oppressione, mentre il comunismo è stato e continua ancora ad essere uno straordinario movimento di emancipazione delle classi lavoratrici e oppresse in tutto il mondo. Infatti il movimento comunista e i movimenti di emancipazione delle classi lavoratrici hanno preceduto e sono proseguiti ben oltre i discutibili regimi istituiti in Russia o in altri Paesi dell’Est.

L’Europa, mentre si diffondono come non mai dalla fine della seconda guerra mondiale i peggiori rigurgiti di ispirazione nazista-fascista e razzista con il loro seguito di violenze non solo verbali, ha pensato bene di assolversi delle sue responsabilità storiche e di azzerare al contempo gli immani sacrifici di interi popoli e di milioni di comuniste e comunisti che, con altri, ci hanno permesso di riconquistare libertà e democrazia.

Non è parso vero evidentemente ai partiti di maggioranza al Comune di Dalmine di approfittare degli strafalcioni revisionisti della maggioranza del Parlamento Europeo per una proposta che finirebbe per equiparare agli squadristi fascisti, suoi carnefici, la figura del dalminese Natale Betelli, operaio, combattente della 171a Brigata Garibaldi e rappresentante del Partito Comunista in seno al Cln aziendale. Dalmine gli ha giustamente dedicato il Viale principale e, ancora nel 2012, l’allora sindaca Claudia Terzi, esponente della Lega, ha voluto essere presente di persona alla cerimonia di consegna ai familiari di Natale Betelli della Medaglia d’Oro conferita dal Presidente della Repubblica.

Si vuole ora cambiare e riscrivere la storia, anche quella locale? Si vuole cancellare il contributo che hanno dato i comunisti alle lotte sindacali, sociali e civili anche in questa città e nella sua fabbrica?

Per decenni si è tentato sistematicamente di fermare, con ogni mezzo, e di sopprimere le aspirazioni ad un’Italia più giusta col pretesto che queste avrebbero fatto il gioco del blocco anti-occidentale. Si sono repressi i movimenti che chiedevano maggiore giustizia sociale utilizzando ogni mezzo, dalla calunnia alle bombe; in nome della libertà si è imposto invece lo sfruttamento indiscriminato degli uomini e dell’ambiente. Ora, scordandosi della libertà, si vuole andare oltre e interdire gli spazi e gli edifici pubblici a chiunque ritenga di dover motivare il suo impegno sindacale, politico e sociale lottando contro le diseguaglianze, magari ispirandosi alla parola d’ordine di Marx “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”, o a quanti aspirano, come affermava Lenin, ad un mondo in cui le fabbriche e la terra siano di chi le lavora, o a chi ritiene che – ancora Marx – i proletari, cioè gli oppressi, di tutti paesi si debbano unire? Sappiamo che i ribelli hanno sempre dato fastidio, ma i loro oppressori spesso rappresentano la parte peggiore dell’umanità.

E a quando la messa al bando dei testi di Rosa Luxemburg, di Antonio Gramsci o Rossana Rossanda, recentemente scomparsa? A quando il divieto di esecuzione dell’Internazionale o magari anche di Imagine di John Lennon?

Capiamo che la Lega e i suoi alleati di questi tempi abbiano bisogno di sollevare polveroni per creare una cortina fumogena attorno agli scandali che, a partire proprio dalla Lombardia e dalla bergamasca, stanno venendo alla luce. Capiamo tutto, ma non le bugie, la prepotenza e tanto meno il ridicolo a cui si espone un’istituzione democratica.

Il Re è nudo, è la verità, e noi da comunisti non smetteremo mai di denunciarlo!

25 settembre 2020

Fabrizio Baggi segretario regionale Prc/Se

Francesco Macario, segretario della Federazione di Bergamo Prc/Se

Renato Daminelli, Rfondazione Comunista Dalmine e già consigliere comunale

(*) Durante tutto il presidio sarà garantito il rispetto della normativa anti-covid

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COVID-19: ORA FACCIAMO I CONTI

sabato

 

Non bastano poche parole ipocrite per farci credere che l’hanno gestita bene. Non basta la nomina di un commissario per farci stare zitti e tranquilli. Non basta la candidatura a miglior sindaco del mondo per farci cambiare prospettiva. Sappiamo chi sono i responsabili. È tempo di fare i conti con un potere vigliacco e affarista, che lucra e specula sulla salute di tutte e di tutti.

Il 13 giugno alle 16.00 sotto gli uffici di Regione Lombardia, via XX settembre 18, riempiamo la piazza (rispettando le indicazioni per la sicurezza antiCovid: mascherina e distanziamento) e facciamo sentire la nostra rabbia!

-Microfono aperto per tutto il presidio
-Porta il tuo cartello che chiede verità e giustizia
-Costruiamo insieme i prossimi passi

1 – Fontana e Gallera siete responsabili della strage di morti del Covid-19 in Lombardia

2 – Tamponi gratuiti per tutti e tutte, non si privatizza la salute delle persone!

3 – Pretendiamo i soldi delle nostre Casse Integrazioni, questo ritardo e la proposta di anticipo delle banche sono una vergogna!

4 – Sanzioni verso Confindustria perché responsabile delle pressioni per non istituire la zona rossa in Val Seriana e per il continuo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori

5 – Costruire un sostegno al reddito corposo, ampio e trasversale, piuttosto che un inefficiente RDE che senza dubbio lascia scoperte migliaia di persone già oggi in situazioni precarie

6 – Per un reale diritto alla salute serve una concreta giustizia climatica e sociale

7 – Responsabilità di Gori in merito alle folle politica di “Bergamo non si ferma”, così facendo non ha messo al centro la salute dei cittadini.

8 – AGGIUNGIAMO IN PIAZZA ALTRE RIVENDICAZIONI E COSTRUIAMO INSIEME UN PERCORSO AMPIO E CONDIVISO DI MOBILITAZIONE

Le prime adesioni (ordine alfabetico e in aggiornamento)

Associazione Naturalmente
Bergamo Antifa United
Bergamo in Comune
Bergamo Migrante Antirazzista
C.S.A Paci Paciana
Collettivo degli Studenti Ferruccio dell’Orto
Comitato Popolare Verità e Giustizia per le vittime da Covid-19
Fuzion Frenzy
Kascina Autogestita Popolare Angelica “Cocca” Casile
Rifondazione Comunista Bergamo e Provincia
Sindacato ASIA Bergamo
Sindacato Generale di Base Lombardia
Sinistra per un’altra Seriate
Spazio Jurka
Sportello Lavoro Bergamo
UDS Bergamo
Unione Inquilini Bergamo
UkClub Martinengo

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Indagine della Procura sulla mancata “zona rossa”. Si faccia giustizia

Indagine della Procura sulla mancata “zona rossa”. Si faccia giustizia

Comunicato stampa.

Apprendiamo dalla stampa che il procuratore facente funzione Maria Cristina Rota ha avviato un’inchiesta, per ora contro ignoti, con l’ipotesi di epidemia colposa.
L’inchiesta vuole fare luce sulla gestione dell’emergenza Covid-19 all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo e per capire se la mancata zona rossa abbia in qualche modo permesso al virus di diffondersi e di compiere la strage che ha così pesantemente colpito la provincia di Bergamo e in particolare in bassa Val Seriana, e dunque se ci siano anche corresponsabilità politiche.

Noi che abbiamo denunciato subito quanto stava accadendo consideriamo positiva questa iniziativa che deve fare luce sui molti lati oscuri e responsabilità nascoste che hanno contraddistinto questa drammatica vicenda. Non ultimo su come il coronavirus sia giunto e si sia diffuso in Val Seriana.

Viste le dichiarazioni di Marco Bonometti, leader degli industriali lombardi, che in una recente intervista ha dichiarato che “Con la Regione ci siamo confrontati e per fortuna non abbiamo fermato le attività essenziali” (…), perché “eravamo contrari a fare una chiusura tout court così senza senso”, riteniamo utile che oltre ai livelli sanitari, amministrativi e politici siano sottoposti a indagine anche le responsabilità di coloro che per interessi economici hanno fatto pressione affinché la zona rossa della Val Seriana non fosse dichiarata, rendendosi così corresponsabili della diffusione del contagio.

Che questa volta per rispetto ai troppi morti sia fatta giustizia!

Bergamo/Milano, 08.04.2020

Antonello Patta, Segretario Regionale Lombardia PRC-S.E.

Francesco Macario, Segretario Provinciale Bergamo PRC-S.E.

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Coronavirus, noi comunisti lo diciamo chiaramente: bisogna far scucire i soldi alla Bce

di Paolo Ferrero - Vicepresidente Partito della Sinistra Europea, dal Fatto Quotidiano 3 aprile 2020

Seneca diceva: “Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.” Di fronte all’enorme crisi economica e sociale che sta aprendosi davanti a noi, questa è esattamente la situazione del governo italiano e dell’opposizione leghista. Passano dalla richiesta di un Mes senza condizioni (impossibile) alla richiesta degli Eurobond (e chi li restituisce i soldi che arriverebbero?) all’invocazione di Mario Draghi come presidente del consiglio. Con un solo problemino. Che il grande banchiere ha spiegato che bisogna spendere un mucchio di soldi ma non ha detto una parola su dove prenderli.

E’ del tutto evidente che se i soldi che spendiamo oggi li dovessimo restituire domani – o aumentando le tasse o svendendo il poco di pubblico che è rimasto – l’Italia andrebbe a gambe all’aria comunque. Bisogna quindi seguire un’altra strada.

E’ dal 19 marzo che sto proponendo una cosa semplicissima che però governo e opposizione fanno finta di non sentire: i soldi per affrontare l’emergenza Coronavirus e per uscire positivamente dalla crisi li deve mettere la Bce, in forme tali che non debbano essere restituiti successivamente con aumenti delle tasse o svendita del patrimonio pubblico. I soldi necessari per affrontare le crisi devono cioè essere aggiuntivi a quelli che oggi circolano in Europa e non debbono essere ripagati dai cittadini, italiani o tedeschi che siano.

(continue reading…)

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NASCE “SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale”

ASCE “SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale”

Con l’aiuto generoso di un folto numero di professionisti parte una grande impresa: uno sportello sociale virtuale per costruire solidarietà ed autorganizzazione per l’emergenza sanitaria, perché non ci siano pazienti di serie A e pazienti di serie B, ma una sanità per tutte e tutti. Lo #sportello si rivolge a chi ha perso lavoro e reddito, a chi soffre di solitudine e di ansia, alle donne che subiscono violenza. Aiutateci a farlo conoscere, a farlo vivere come punto di riferimento per coloro che sono stati colpiti dalle politiche neo liberiste e che la crisi futura rischia di colpire con maggiore violenza.
Passate la voce è il tempo della solidarietà e della autorganizzazione.

SOS Diritti Covid 19 – sportello sociale

 

SOS Diritti COVID 19:Uno sportello virtuale, una voce solidale per rispondere alle tue esigenze, perché i diritti non vanno in quarantena:

  • sei stata/o licenziata/o, o lasciata/o a casa senza stipendio, o in ferie obbligate, hai dovuto sospendere la tua professione? Hai il problema immediato di un reddito?
  • devi lavorare, ma non ti danno i dispositivi di protezione individuale?
  • sei a casa da tempo e ti assale l’ansia per la tua salute e dei tuoi cari e in genere per il futuro?
  • sei una/o malata/o cronica/o e ti sembra che l’emergenza sanitaria marginalizzi le tue cure e le tue visite?
  • nella tua casa ci sono disabili e non ce la fai più a gestire la quotidianità nell’obbligo di stare a casa?
  • la coabitazione obbligatoria in famiglia crea tensioni e contrasti insopportabili e pericolosi? Temi il tuo compagno e la sua violenza?

SOS Diritti COVID 19Chi siamoUn gruppo di avvocati/e, medici, psicologi/e, consulenti, attivisti/e sociali con una grande passione per il proprio lavoro e consapevoli del disastro umano e sociale che arriverà a causa dello smantellamento del benessere e dei diritti del lavoroLa difficoltà che il sistema ha avuto nell’affrontare il COVID 19 è una dimostrazione drammatica. Il futuro riapre questa partita ma nulla ci verrà regalato. In un momento cruciale della storia del nostro paese decidiamo di impegnarci in prima persona per costruire solidarietà e autorganizzazione sociale.Nessuna / o deve restare solo.-

Telefona a: 347 685 3729 – 339 739 4825 – 338 828 9089 – 392 459 7791
Scrivi a: sos.diritti.covi19@gmail.com

Ti rispondiamo e insieme cercheremo di risolvere il tuo problema.

SOS Diritti Covid 19

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Decreto “chiusure” – Il governo cede ai ricatti di confindustria, i profitti “contano” più della salute

La speranza di milioni di lavoratori e lavoratrici impiegati in attività economiche non essenziali di poter restare a casa a tutela della salute propria e dei loro cari, è stata frustrata.

Gravissime le decisioni del governo che appena sabato aveva promesso, dopo colpevoli ritardi, provvedimenti centrati sulla difesa della salute e della vita prima di tutto e invece ha ceduto su tutta la linea alle pressioni degli industriali.

Il concetto di “essenziale” è stato letto dal punto di vista degli affari e così l’elenco delle attività consentite si gonfiato in modo abnorme e ingiustificabile: dall’aerospazio agli studi professionali, dagli alberghi alla gomma, dall’industria militare all’estrazione del carbone.

Così milioni di persone si trovano a vivere una doppia vita: il sabato e la domenica, come cittadini, per difendersi dal contagio non possono nemmeno fare due passi nel parco, il lunedì come lavoratori affolleranno autobus e tram e andranno a lavorare esponendo sé stessi e vanificando le misure ci contenimento del contagio sull’insieme della popolazione.

Non ha insegnato niente il caso di Bergamo in cui proprio per il prevalere della logica del profitto ad ogni costo si è lasciato crescere irresponsabilmente il numero dei contagi  prima istituendo la zona rossa e poi continuando le attività produttive come nulla fosse?

Il Presidente Fontana, corresponsabile della strage di Bergamo, lascia agli industriali lombardi la decisione su come autoregolamentarsi.

Di fronte a tanta interessata irresponsabilità invitiamo i lavoratori delle produzioni non indispensabili per la salute e l’esistenza nel nostro paese a scioperare per obbligare al governo a mettere davvero al primo posto il diritto costituzionale alla salute e alla vita e fermare definitivamente le attività.

Il servizio sanitario nazionale, il cui ruolo tutti oggi celebrano dopo aver passato anni a smantellarlo, fu conquistato con anni di scioperi dalla classe lavoratrice.

Contro la presa in giro auspichiamo che tutti i sindacati indicano lo sciopero. 30 anni di arroganza di Confindustria ci hanno fatto regredire.

La salute, la sicurezza, la vita prima dei profitti!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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CHIUDERE IN TUTTA LA BERGAMASCA LE ATTIVITA’ NON ESSENZIALI!!!

CHIUDERE IN TUTTA LA PROVINCIA LE ATTIVITA’ NON ESSENZIALI!!!

Il coronavirus si sta manifestando nella bergamasca in maniera disastrosa: siamo al top (mondiale!) della diffusione del virus.

Molteplici sono le responsabilità, ma certo non avere istituito una zona rossa in tempo utile nella Val Seriana (quando era chiaro che la situazione locale era paragonabile a quella lodigiana), e avere indotto nei cittadini una sottovalutazione dei rischi (invitandoli ad andare nei ristoranti e a fare spese) è stato fatale.

Ora la situazione in Bergamasca precipita: i casi dichiarati sono una piccola parte dei reali contagiati che sono semplicemente confinati in casa e che non rientrano nelle statistiche. Basta guardare quello che succede nei vari paesi o anche sfogliando gli annunci mortuari dell’Eco di Bergamo: è una Caporetto, siamo diventati un enorme lazzaretto.
A seguito del Dpcm dell’8 marzo, siamo tutti chiusi in casa, ma il governo non ha chiuso le produzioni e solo alcune aziende bergamasche lo hanno fatto spontaneamente. Molti imprenditori si sono isolati nelle loro ville in montagna o al mare da cui ordinano che nei reparti la produzione prosegua. Siccome molti dei contagiati non lo sono ufficialmente, o lo sono in forma asintomatica, le fabbriche sono diventate ora l’ambiente principale di diffusione del virus. I lavoratori, le lavoratrici tornano nelle abitazioni in cui sono confinati i parenti diffondendo ulteriormente il contagio tra anziani, ragazzi, bambini.

In questo contesto la politica si rimpalla la colpa tra Governo ed enti locali sulla mancata zona rossa in val Seriana. Ma nessuno fa nulla di concreto. Oggi, più seriamente, la Regione Emilia Romagna ha dichiarato il paese di Medicina zona rossa chiudendo obbligatoriamente le produziopni non essenziali.

E’ ora che il governo intervenga sulla bergamasca dichiarando anche qui la zona rossa in tutta la provincia, e se non lo fa il governo lo faccia subito la Regione Lombardia seguendo l’esempio emiliano. Basta polemiche sterili e balletti sulle responsabilità, le responsabilità un amministratore non le deve rinfacciare ma se le deve assumere. I bergamaschi cosi duramente colpiti non vogliono più sentire piagnistei e filastrocche, ma da persone concrete quali sono vogliono i fatti.

Bergamo, 16.03.20  

Rifondazione Comunista

Federazione della provincia di Bergamo

 

Francesco Macario, segretario provinciale Prc/Se di Bergamo

Per comunicazioni: f. macario 3922963429

Trasmette: ufficio stampa, tel. 3389759975 (maurizio mazzucchetti)

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La vita delle persone e dei lavoratori vale più dei profitti dei padroni! Se ci costringono a lavorare nonostante tutto cosa aspetta il sindacato a dichiarare sciopero generale?

In assenza di risposte volte alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori si deve andare ad una protesta generale.

Lo chiedono in queste ore molte realtà di fabbrica. Le ultime misure del governo che riguardano le attività produttive e di ufficio, sono a dir poco insufficienti perché, in materia di lavoro, lasciano l’ultima parola ai padroni: i lavoratori prendano le ferie o siano costretti a lavorare a loro rischio e pericolo.Nei confronti dei lavoratori mancano misure di protezione.

Assurdo e criminale che in alcune aree a forte industrializzazione e contagio come la bassa Valseriana (Bergamo) i lavoratori siano stati costretti a lavorare e si continui ancor oggi a lavorare privilegiando gli interessi delle aziende. Lo si è fatto con l’assenso di tutte quelle forze, Lega di Salvini in testa, che un giorno dicono una cosa e un giorno ne dicono un’altra.

Intanto gli infettati e i decessi aumentano in tutto il Paese. Interrompete le attività in tutti i settori che non hanno a che fare con la lotta al coronavirus, con i servizi essenziali, la sussistenza delle persone. Lo si faccia in piena garanzia del reddito per chi lavora. La vita delle persone e dei lavoratori vale più dei profitti dei padroni! Se ci costringono a lavorare nonostante tutto cosa aspetta il sindacato a dichiarare sciopero generale?

Ezio Locatelli – Segretario Federazione PRC Torino

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