Sabato 6 aprile – convegno “La città ai tempi del neoliberismo”

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UNA DONNA CHIAMATA RIVOLUZIONE, ROSA LUXEMBURG

 

UNA DONNA CHIAMATA RIVOLUZIONE

VITA E OPERE DI ROSA LUXEMBURG

Conferenza con la presenza dell’autore del libro

SERGIO DALMASSO storico del movimento operaio

Torre Boldone – c/o sede Circolo Partito della Rifondazione Comunista

Giovedì 14 marzo – ore 20,45

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VENEZUELA: CONTRO IL GOLPE MADE IN USA ED I VENTI DI GUERRA. 5 marzo assemblea a Torre Boldone

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Esprimiamo assoluta condanna del tentativo di colpo di Stato in Venezuela. Un tentativo sponsorizzato, sovvenzionato e istigato dall’amministrazione Trump, che cerca di imporre un “presidente in carica” adatto agli Usa. Questa azione, oltre a essere contraria alla Costituzione del Venezuela, non è altro che uno stratagemma per giustificare un intervento militare guidato dagli Stati Uniti, dopo le misure coercitive unilaterali (sanzioni).

Con tale manipolazione il governo degli Stati Uniti dimostra il suo assoluto disprezzo per il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite nonché la sua vocazione aggressiva. (continue reading…)

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LA QUESTIONE ORIENTALE – IL FASCISMO – LE FOIBE

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Tesseramento 2019

Si è aperto in questi giorni il tesseramento al Partito della Rifondazione Comunista. La tessera quest’anno è dedicata, nel centenario della morte, a una delle più importanti e belle figure del movimento comunista e rivoluzionario: Rosa Luxemburg.

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Sabato 26 gennaio Bergamo – Presidio antifascista

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SABATO 26 GENNAIO 2019, ORE 15.00, PIAZZA MATTEOTTI, BERGAMO.

Il Comitato Bergamasco Antifascista e l’ANPI Provinciale di Bergamo convocano tutte le antifasciste e gli antifascisti, le democratiche e i democratici a scendere in piazza Sabato 26 gennaio 2019, ore 15.00, in Piazza Matteotti a Bergamo per ribadire il NO a tutti i fascismi.

appello

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11 gennaio – Proiezione del film “Il giovane Marx” e conferenza “K. Marx teorico della libertà”

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Buon 2019 resistente

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OMBRE ROSSE DICEMBRE 2018

strilloneE’ in distribuzione il numero di dicembre di Ombre Rosse, periodico del circolo PRC di Torre Boldone e Ranica

Il sommario:

  • No ai diktat della UE – Ma la manovra del governo non va bene

  • Oligarchia europea o sovranismi nazionalisti? Un’altra strada è possibile

  • Maternità: al lavoro fino al nono mese

Buona lettura

Leggi ombre-rosse-dicembre-2018

 

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Per una coalizione popolare, documento approvato dalla Direzione Nazionale del PRC-S.E. il 16/12/2018

Il movimento in Francia dei Gilet gialli contro Macron come le proteste in Ungheria contro la “legge sulla schiavitù” di Orban evidenziano che una medesima propensione neoliberista accomuna governi “europeisti” e “sovranisti”. L’atteggiamento dei governi che Salvini indica come alleati a sostegno della Commissione Europea contro la timida manovra del governo italiano conferma che l’impianto di fondo delle politiche economiche di queste forze non è differente quanto appare nella propaganda che le destre usano per legittimarsi come “populiste” e antiestablishment. La tragicomica contrapposizione tra i proclami guerreschi di Salvini e Di Maio e la Commissione Europea si è tradotta con una retromarcia e un sempre più evidente atteggiamento dei partiti del governo gialloverde a rassicurare sia l’UE che la borghesia dei prenditori italiani.

Confermiamo il nostro rifiuto dei diktat della Commissione e dei parametri fissati nei trattati e nel fiscal compact e riteniamo gravissimo che l’opposizione parlamentare sia riuscita a fare peggio del governo in questa vicenda schierandosi a sostegno delle richieste di Junker e Moscovici.

La nostra critica della manovra è di segno opposto a quella che hanno ossessivamente ripetuto media, Confindustria, PD e centrodestra. Questa è una manovra che come con i precedenti governi prevede anche per il triennio 2018-2020 un avanzo primario e investimenti assolutamente insufficienti. Ribadiamo che il rispetto dei folli vincoli di bilancio europei contrasta con gli obiettivi che la Costituzione assegnava alla Repubblica prima di essere manomessa con l’introduzione del pareggio durante il governo Monti. Ma questo quadro di crescente impoverimento, elevata disoccupazione, crisi dello stato sociale, declino del paese viene aggravato dalla scelta di questo governo di continuare – come i precedenti – a non perseguire una politica fiscale progressiva come imporrebbe il dettato costituzionale e a non introdurre la patrimoniale. E il governo sta dimostrando anche sul piano del taglio alle spese militari e del no alle grandi opere che il “cambiamento” annunciato si rivela sempre più inconsistente. La miseria politica e morale dei “sovranisti” gialloverdi si è evidenziata con la mancata firma del Global Compact e con il voto a favore del Jepta, il trattato di libero scambio col Giappone nel parlamento europeo. Perseguitare gli immigrati è più facile che dire no agli interessi capitalistici.

Purtroppo se i partiti di centrodestra e centrosinistra che hanno occupato in posizione egemone lo spazio del governo negli ultimi 25 anni sono in crisi perché responsabili in tutta Europa – e soprattutto nei paesi del sud del continente – delle politiche che hanno impoverito le classi popolari e precarizzato il lavoro e l’esistenza, la crescita della Lega e di altre forze di destra razzista dimostra che la logica degli immigrati come capro espiatorio funziona in termini di costruzione del consenso soprattutto se basta poco per accreditarsi come difensori degli interessi popolari. Il governo non abolisce la legge Fornero, come promesso in anni di campagna elettorale, ma i risicati “quota 100” e “reddito di cittadinanza” non per tutte/i diventano bandiere da sventolare rispetto a un’opposizione classista e antipopolare che parla con la lingua di Confindustria.  Dai temi economici alla tav abbiano visto saldarsi un’opposizione di sistema che vede insieme i partiti neoliberisti, la stampa, il mondo delle imprese e che a Torino si è ritrovata in piazza insieme alla Lega.

(continue reading…)

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