Festa in Rosso di Liberazione – Domenica 20 agosto ore 12.30 pranzo su prenotazione

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(11 – 20.08.17) Torre Boldone (bg). FESTA IN ROSSO DI LIBERAZIONE 2017

Da venerdì 11 a domenica  20 agosto a Torre Boldone – Spazio feste presso gli impianti sportivi di Viale Lombardia..

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Tutte le sere: SERVIZIO RISTORANTE – PIZZERIA – BAR – TORTE – “REBELOT” SPAZIO GIOVANI COMUNISTI – LIBRERIA – SPAZIO ASSOCIAZIONI
* Mercatino del Libro usato
Per info: tel. 3495120487 (Andrea Giudici) – 3495511620 (Maurizio Rovetta) – www.prcbergamo.it
* La nostra patria è il mondo intero. NO a guerre, muri e razzismo. Rifondazione Comunista respinge e disubbidisce all’intervento in Libia e alla guerra contro le Ong e i migranti dichiarata dal governo Gentiloni – Minniti.
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VENERDI 11 AGOSTO
Spazio spettacoli, ore 21,00:RICKY GIANCO (con Stefano Covri) – Rock italiano
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SABATO 12 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00:ALESSIO LEGA – Rock Resistente
Spazio dibattiti, ore 20.45: “Dal popolo per il popolo. L’intervento delle Brigate di Solidarietà Attiva nell’emergenza terremoto”.Intervengono: Roberta Caprini(Brigate di Solidarietà di Bergamo) e Andrea Ferroni(coordinatore nazionale Giovani Comunisti e Brigate di Solidarietà)
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DOMENICA 13 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00: MORONDANGA – pizzica e taranta
Spazio dibattiti, ore 20.45: “Un progetto ambizioso: il film in costruzione sul ‘Partigiano Brach’ (Giuseppe Brighenti)”. Intervengono: Angelo Bendotti (Presidente ISREC-Bergamo), Andrea Brighenti (Presidente Anpi di Endine Gaiano), Marco Sironi (segreteria prov.le Prc/Se)
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LUNEDI 14 AGOSTO
Spazio dibattiti, ore 20.45: Pia Panseri presenta il libro “CARNE AL MURO”di Luisa Pagnoncelli. Un’occasione per parlare di violenza di genere, oltre che con l’autrice, con le operatrici del settore Federica Tucci (avvocata dell’Associazione “Fior di Loto” di Gazzaniga – associazione antiviolenza impegnata nel sostegno a donne maltrattate) e Antonella Frecchiami(psicologa e psicoterapeuta presso il centro antiviolenza della Coop. “Sirio” di Treviglio e presso il Consultorio Familiare “Mani di scorta” di Treviolo). Coordina: Edda Adiansi
* Per tutta la durata della festa nello spazio libri verrà esposta la mostra sulla tematica della violenza di genere gentilmente messa a disposizione dal Consultorio Familiare “Mani di scorta” di Treviolo.
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MARTEDI 15 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00: Burattini Brembani – spettacolo di burattini
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MERCOLEDI 16 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00: Asd “Il The alla Menta” – danze e culture orientali
Spazio dibattiti: ore 21,30: “Non c’è più tempo da perdere per fare l’alternativa rossa e popolare” – comunicazione sulla fase politica di Ezio Locatelli (segreteria nazionale di Rifondazione Comunista); “Boicottiamo il referendum truffa di Maroni” – comunicazione sul prossimo referendum consultivo in Lombardia di Francesco Macario (segretario provinciale di Rifondazione Comunista)
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GIOVEDI 17 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00: Daniele Biacchessi presenta “Una generazione scomparsa. I mondiali in Argentina del 1978 e i desaparecidos”
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VENERDI 18 AGOSTO
Palco centrale, ore 21,00: CORNOLTIS + The fighettas – Rock demenziale
Spazio dibattiti, ore 20.45: Presentazione del libro “DAS KAPITAL – La travagliata storia della presentazione del 1° volume del Capitale di Karl Marx”. Intervengono: Alberto Scanzi (autore, laboratorio di storia dell’Associazione Circolo Gramsci di Bergamo) e Francesco Macario(segretario provinciale di Rifondazione Comunista). Coordina: Cristiano Poluzzi, giornalista e pubblicista
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SABATO 19 AGOSTO
Palco centrale ore 21: SOSTER CIRCUS PROG – Rock Resistente
Spazio dibattiti, ore 20.45: “Per l’alternativa al G7 (agricolo) – I GAS (Gruppi di acquisto solidale) e i GAP (Gruppi di acquisto popolare) di Bergamo incontrano le buone pratiche di Milano”. Intervengono:Vincenzo Vasciaveo (Desr, Distretto parco sud di Milano e Csa), Gigi Malabarba (Rimaflow), Andrea Giudici (Gap Bergamo), Massimo Lameri(InterGas Bassa Valle Seriana). Coordina: Roberta Maltempi (Rete Bergamasca per l’alternativa al G7)
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DOMENICA 20 AGOSTO
Ore 12.15: Pranzo sociale. Menù completo a 15 euro; prenotarsi presso lo stand del Circolo di Torre Boldone all’entrata della festa
Dalle ore 16.00: Sara Patrizia Daina e Flavia Sironi presentano “I Follibosco. Piccoli, felici… e così vicini” – attività per bambini
Palco centrale, ore 21,00: Roby Valente due – liscio
Palco centrale, ore 21.30: Comizio conclusivo della Festa con MAURIZIO ACERBO – segretario nazionale di Rifondazione Comunista
Spazio ristorante, ore 23.00 (circa): estrazione biglietti della sottoscrizione a premi e chiusura della festa
INFOPOINT PRC-SE BERGAMO: Tutte le sere presso la Festa al banchetto d’ingresso:
* Iscrizione al Partito della Rifondazione Comunista e ai Giovani Comunisti
* Iscrizione alla mail-list Prc-Bergamo
Materiali e informazioni sull’attività e le iniziative di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti

FESTA IN ROSSO DI LIBERAZIONE – Programma

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FESTA IN ROSSI DI LIBERAZIONE – Torre Boldone 11 / 20 agosto

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Presentate questa mattina le osservazioni alla Variante n.1 del PGT di Torre Boldone

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Oggetto: Osservazione alla “Variante n.1 al Piano di Governo del Territorio” – Torre Boldone (BG)

Il sottoscritto Maurizio Rovetta, nato a San Gallo (Svizzera) il 28 luglio 1959, residente in Torre Boldone viale Lombardia n. 19,

p r e s a   v i s i o n e

della “Variante n.1 al PGT”, adottato dal Consiglio Comunale con delibera n° 17 del 12 aprile 2017; considerate le ipotesi progettuali contenute nella Variante stessa e nell’intento di perseguire il miglior vantaggio per gli abitanti del Comune di Torre Boldone,

p r es e n t a   l e   s e g u e n t i   o s s e r v a z i o n i

A)        PCC7 – PCC10 – Piano delle Regole N.T.A

AD3 – Piano dei Servizi N.T.A

L’intervento più significativo della “Variante n.1 al PGT” riguarda l’acquisizione al patrimonio Comunale “dell’area verde della Martinella”, area che da vent’anni è oggetto di proposte pianificatorie che avevano come obiettivo la trasformazione di questa porzione di territorio da agricolo ad edificabile. Questo passaggio sembrerebbe porre la parola fine a quest’annosa vicenda, ma alcune considerazioni si rendono necessarie.

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Hai dei libri vecchi di cui liberarti – portali al mercatino

mercatino2017

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Rifondazione Comunista sullo sbilancio di 4,5 milioni della Provincia di Bergamo

provincia-660x325Appare tragicamente surreale il dibattito (se tale è) che si sta svolgendo in questi giorni sullo sbilancio economico delle province italiane, Bergamo inclusa: surreale in quanto dimentica di riconoscere quanto demagogica e fallimentare sia stata l’intera impresa di “abolizione” delle province.

Nata sull’onda di uno squallido rastrellamento di voti al grido di “aboliamo gli enti inutili”, la farsa deve oggi cedere il passo alla realtà, con gli stessi protagonisti costretti a confessare che le province continuano ad avere più o meno le stesse funzioni di prima, ma molti soldi in meno per funzionare. Tutta l’operazione è stata concepita e messa in atto in modo a dir poco dilettantesco, iniziando dai “piedi”, cioè azzoppando gli enti prima di avere messo in funzione i soggetti destinati a sostituirli. E’ il classico esempio di riformismo de noialtri, con il solito corollario di incongruenze ed errori grossolani. Non si è voluto mai riconoscere che certe funzioni non sono per nulla “inutili” né sostituibili: anzi, il loro ambito “naturale” (nel senso di più adatto, più efficiente) è proprio quello che sta a un livello intermedio tra quello locale e quello regionale. Ma era molto più redditizio in termini elettorali parlare alla pancia dei cittadini tacciando le province di inutilità e i loro lavoratori di essere tutti dei fannulloni assenteisti: e così si è fatto. Non a caso i dipendenti delle province, a cui va tutta la nostra solidarietà, hanno passato mesi di lacerante incertezza sul proprio futuro, stretti tra l’indifferenza dei più e la protervia di quanti tenevano in mano il loro futuro personale.

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CENTRALINE IN VALLE VERTOVA? ANCORA NO GRAZIE!

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Elezioni amministrative: prime valutazioni sui risultati e un enorme grazie

bandiera_rifondazionedi Maurizio Acerbo (segretario nazionale PRC-SE) e Raffaele Tecce (responsabile nazionale Enti locali PRC-SE)

I risultati delle elezioni amministrative di ieri evidenziano un dato che l’informazione e le principali forze politiche fanno finta di non vedere: la significativa affermazione di liste civiche e di sinistra alternative al Pd quando si presentano con candidati credibili e sono frutto di lavoro, iniziative sociali  e programmi costruiti dal basso, capaci di aggregare movimenti, associazionismo, settori popolari e protagonismo giovanile. Pensiamo in particolare all’affermazione della coalizione civica a Padova, guidata da Lorenzoni che sfiora il 23% e all’affermazione a Catanzaro di Nicola Fiorita al 22%, per riferirci solo ai maggiori capoluoghi.

A L’Aquila Claudia Cimoroni che con la coalizione sociale, espressione dei comitati e di Rifondazione Comunista, è al 6,27% e il nostro compagno Enrico Perilli risulta il più votato. Importante è l’esperienza genovese della lista Chiamami Genova guidata da Paolo Putti che sfiora il 5% mentre i bersaniani dell’Mpd, alleati come quasi ovunque del Pd ottengono solo il 3%. Anche in questo caso un nostro compagno – il segretario di federazione Davide Ghiglione – risulta il più votato della lista.

E ancora liste e sindaci da noi sostenuti raggiungono buoni risultati: Piacenza 6%, Taranto 9%, Belluno 13%, Frosinone 5%. A Verona complessivamente il 4,6%. A Arzano (Na) la coalizione a sostegno della candidata Fiorella Esposito va al ballottaggio con il 41,69%.

In generale rilevanti sono le affermazioni delle liste di sinistra alternativa e movimenti, espressione di una sinistra popolare ed aperta ai nuovi soggetti espressione della crisi, con candidati a Sindaco di Rifondazione Comunista, come a Cuneo con Nello Fierro oltre il 9%, a Cernusco sul Naviglio con Rita Zecchini oltre  il 15% ed a Molfetta con Gianni Porta intorno al 16%, frutto anche di un rapporto unitario con le altre forze dalla sinistra alternativa al Pd come PRC, Possibile, Sinistra Italiana ed a Molfetta anche Mpd.

Anche laddove eravamo l’unico partito a sostenere una lista di alternativa e cittadinanza attiva – come per esempio a La Spezia con il nostro candidato sindaco Massimo Lombardi – abbiamo abbondantemente superato il 4%. Rifondazione è oscurata dai media ma nei territori è presente anche più di sigle che occupano permanentemente gli spazi televisivi.

Rilevante è anche il successo della lista di Sinistra Comune a Palermo, costruita col metodo unitario e dal basso sul modello delle esperienze spagnole (con un impegno generoso ed unitario del PRC, di SI, dell’Altra Europa, dei comitati e del sindacalismo di base), che supera il 7% in una coalizione guidata da Leoluca Orlando, che ottiene la riconferma  al primo turno su un programma basato, in particolare, sulla lotta alle privatizzazioni delle partecipate e l’accoglienza.

Ovviamente ci sono molti altri risultati interessanti e anche evidenti difficoltà e limiti su cui ci soffermeremo nelle prossime ore.

Dal voto, insomma, non emerge assolutamente una ripresa elettorale del PD (che si salva solo dove è in coalizione con verdi o forze civiche e della sinistra come Mpd) né tantomeno il ritorno al bipolarismo con la destra che, invece, effettivamente, quando si unisce (esempio Liguria)cresce.

Il movimento 5 stelle che arriva in pochi comuni al ballottaggio e complessivamente perde voti rispetto agli ultimi anni, registra i risultati peggiori proprio dove si affermano le liste e le coalizione di sinistra e civica che sanno dare una risposta concreta e radicale di partecipazione e di lotta ai bisogni popolari.

I risultati delle liste civiche e di sinistra e delle coalizioni alternative al Pd e il calo del  M5S incoraggiano la costruzione di una lista per le prossime politiche che si costruisca dal basso con un programma di netta rottura con le politiche neoliberiste portate avanti dal Pd.

Un enorme grazie alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista che in tutta Italia hanno promosso, animato, partecipato, sostenuto le liste e le coalizioni alternative al PD renziano e alla destra. I risultati sono di differente entità ma quasi sempre positivi, a volte persino esaltanti. Anche se invisibili per i media media in tutto il paese ci sono compagne e compagni di Rifondazione che lavorano con umiltà e pazienza unitaria a ricostruire una sinistra degna di questo nome.

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Legge elettorale: l’impostura è servita!

Legge elettorale: l’impostura è servita!
L’emendamento del deputato milanese Emanuele Fiano, depositato ieri sera alla I Commissione Camera, formalizza la proposta della nuova legge elettorale voluta da PD, Forza Italia, Lega e M5S. Il testo è stato annunciato con il coro dei giornaloni che ne cantano già le lodi perché la nuova legge coniugherebbe bene governabilità e rappresentanza in un modello elettorale simile a quello tedesco.

Il testo unificato, che da martedì sarà in discussione dell’Aula, è un compendio di norme che intervengono disorganicamente su altre leggi e, anche dal punto di vista della lettura, appare come un opera degna dell’avvocato Azzeccagarbugli. Si tratta di un corpo normativo per nulla chiaro, come dovrebbe essere una legge che disciplina la cessione della sovranità –pur parziale – dell’elettore all’eletto al quale demanda i poteri legislativo, di indirizzo politico e di sindacato ispettivo sul governo e sulla pubblica amministrazione.

La proposta di legge oscura e abborracciata contiene una duplice impostura: la prima consiste nell’aver camuffato una legge maggioritaria – quella dell’elezione diretta dei Presidenti della province – sotto l’abito di un sistema proporzionale, la seconda consiste nell’aver blindato l’elezione tra liste bloccate, collegi uninominali e pluricandidature.

La proposta non si fa mancare un plateale svarione di diritto costituzionale. Lo sbarramento unico al 5% al Senato è contrario alla lettera dell’art. 57 della Costituzione che dispone quella Camera sia eletta tutta su base regionale. L’interpretazione largamente maggioritaria dei costituzionalisti ha determinato il conferimento dei premi di maggioranza al Senato Regione per Regione e, nel passato più remoto del sistema proporzionale puro, una Camera alta in cui i partiti più forti su base regionale erano più rappresentati. Il nuovo testo, invece, introduce all’art. 16 bis, comma 1 lettera b) del d.lgs. n° 533/1993, il compito di definire le liste che accedono al riparto dei seggi senatoriali all’Ufficio elettorale centrale nazionale in esplicito contrasto alla Costituzione.

Ometto volutamente la questione relativa allo sbarramento al 5% del sistema proporzionale che, astrattamente, potrebbe apparire anche equo e giusto per sfavorire l’eccessiva polverizzazione delle liste e la creazione di liste civetta o ulteriori liste personali.

Il primo aspetto deleterio è voler far votare sulla stessa scheda il voto del collegio uninominale e il voto più politico alla lista: impedendo il voto disgiunto quindi facendo implicitamente prevalere il voto sul nome del singolo su quello della lista e favorendo il notabile locale e il partito che deve primeggiare nel collegio.

Un sistema simile c’era per le vecchie elezioni provinciali, con la differenza che – per quanto ingiusto – in Provincia veniva eletto il Presidente, capo dell’amministrazione, oltre al Consiglio.

L’altro aspetto, persino grottesco, è l’impossibilità assoluta da parte del cittadino elettore di votare per qualcuno con certezza. Su questo il M5S e tante anime belle democratiche dovrebbero essere smascherate.

La proposta oltre ai collegi uninominali, prevede liste circoscrizionali bloccate e la possibilità di pluricandidature, con opzioni, sia nei collegi che nelle circoscrizioni. La blindatura elettorale per sedicenti leader e loro lacchè è certa. L’articolo 84 del DPR n°361/1957 e l’articolo 17, comma 8 del d.lgs. n° 533/1993 riformati dalla proposta stabiliscono che l’ufficio elettorale proclama eletti in proporzione ai seggi ottenuti: i migliori primi nei collegi uninominali, i capilista nelle circoscrizioni o nelle regioni, di nuovo i primi nei collegi e gli altri candidati nelle liste circoscrizionali. Un sistema più complicato e incerto di selezione della classe dirigente era impossibile da trovare, quindi la norma giuridica voluta anche dall’oligarchia grillina ha fatto evaporare fiumi di retorica rousseiana e anticasta.

La legge elettorale non è un tema appassionante a fronte di problemi economici e lavorativi quotidiani. Essa, nondimeno, è un termometro dello stato della democrazia tanto quanto il vergognoso balletto sui voucher.

E la democrazia in Italia, nostante la vittoria del 4 dicembre, è sotto attacco per questo nelle prossime calde ore dovremo mobilitarci come comuniste e comunisti e come donne e uomini di sinistra per far migliorare il sistema elettorale in senso più democratico e rappresentativo.

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