| Torino, la due giorni della conferenza dei lavoratori e delle lavoratrici |
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| Scritto da maurizio colleoni | |
| giovedě 04 febbraio 2010 | |
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Prc, «uscire dalla prigionia della sconfitta e unificare le lotte»
Chiudendo i lavori della conferenza dei lavoratori e delle lavoratrici che si è tenuta sabato e domenica a Torino, il segretario del Prc Paolo Ferrero ha insistito molto su questo legame. Gianni Alasia e Amadou, due snodi un percorso, che poi è il percorso della ripartenza, «fuori da quel sentimento di sconfitta che da una parte ci impedisce una attenta valutazione degli errori e dall'altra ci impedisce di vedere gli orizzonti possibili». In breve, «non rimanere prigionieri della sconfitta». La fase, del resto, non è di quelle in cui "star fermi" rappresenti una virtù. Da una parte si avvicina uno dei più grandi deficit occupazionali della storia d'Italia, dall'altra il progetto politico del centrodestra al governo pensa di usarlo come grimaldello per "chiudere i conti" con decenni di conquiste del movimento operaio. "Non un euro per la crisi", è lo slogan dell'esecutivo guidato da Berlusconi. Di fronte a ciò, se da una parte l'esperienza delle Brigate della Solidarietà ha permesso al Prc una visibilità nelle lotte, dall'altra non si può pensare che l'impegno si fermi lì. Il punto politico rimane tutto, sottolinea Ferrero, e interseca sia il ragionamento sulla scadenza elettorale che il rapporto con il sindacato e «lo sforzo del Prc di passare dal sostegno alle lotte alla costruzione di un progetto che individui il modello di uscita dalla crisi». Un' "uscita a sinistra", riempita dei contenuti che sono arrivati con molta nettezza dai lavori dei vari gruppi nel corso della conferenza: ruolo pubblico nell'economia, sviluppo sostenibile ed ecocompatibile, difesa dei beni comuni, welfare garantito, lotta "senza se e senza ma" alla precarietà. Per quanto riguarda la scadenza elettorale delle regionali e la strategia delle alleanze, per Ferrero la barra a dritta è «l'utilità del voto al Prc». Quindi, se non c'è condivisione del progetto politico non ci sarà alcun accordo che vada oltre il semplice accordo elettorale, il cui obiettivo è solo quello di tenere la destra fuori del governo delle amministrazioni locali. Accordo pieno, invece, in caso di condivisione del progetto. A Gian Paolo Patta, portavoce di Lavoro e Solidarietà, che era intervenuto lamentando difficoltà nella messa in pratica del progetto della Federazione della Sinistra, in relazione al fatto che «i compagni di base non dimostrano una adeguata maturità nei sentimenti», Ferrero ha risposto sottolineando che la Federazione non è un partito «sta in piedi per ciò che la unisce». E quindi non vale parlare delle differenze come elementi di impedimento allo svolgimento del percorso. Dentro le argomentazioni sollevate da Patta c'è molto delle polemiche sullo scontro all'interno della Cgil tra primo documento, sostenuto dall'area Lavoro e Società, da cui viene Patta, e secondo documento, sostenuto dalla Fiom, cui vanno le simpatie di molti compagni del Prc. Per Ferrero, Rifondazione comunista non si schiera con l'una o l'altra mozione, ma non può fare a meno di giudicare negativamente una Cgil che da una parte dice no all'accordo separato e, dall'altra, non si dà una strategia conseguente. «Più che a un sindacato per i lavoratori, Rifondazione pensa a un sindacato dei lavoratori», ha concluso Ferrero. Fonte: Fabio Sebastiani su "Liberazione" |
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