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100 anni fa, il nostro futuro!

Perché dei giovani, di 16, 20, 25, 30 anni sono comunisti oggi?
E ancor di più, perché dovrebbero ricordare e festeggiare una Rivoluzione avvenuta 100 anni fa in Russia, un quarto di secolo dopo la fine di ciò che quella rivoluzione aveva fondato?

Perchè ciò che vogliamo oggi è lo stesso che volevano quei contadini e quegli operai russi un secolo fa e cioè pane, lavoro, pace.
Perchè oggi come allora mentre pochi, pochissimi, vivono nel lusso la gran parte del popolo sopravvive con quel poco che ha, in Italia e ovunque nel mondo.
Perchè oggi come allora governi, grandi industriali, banchieri provocano guerre sanguinose e utili sono ai loro sporchi profitti, mentre le popolazioni coinvolte perdono tutto e in migliaia muoiono nelle violenze.
Perchè oggi più di ieri, si potrebbe lavorare tutti quel poco che serve per contribuire alla crescita economica, sociale, politica del proprio Paese invece a causa di precarietà, sfruttamento, mafia, corruzione ancora c’è chi si ammazza di lavoro e chi si ammazza perchè il lavoro non lo trova, mentre chi sfrutta il nostro lavoro si divide i lauti profitti.
Perché oggi più di ieri dobbiamo distruggere il Capitalismo, prima che il Capitalismo finisca di distruggere il pianeta e le nostre vite.
Perché 25 anni dopo la fine dell’URSS abbiamo davanti agli occhi che tutto ciò che per 70 anni hanno raccontato, che con la fine del Comunismo si sarebbe avuta la pace e la prosperità, era una menzogna e grossa anche.
Perché negli ultimi 25 anni di monopolio capitalista, povertà, sfruttamento, guerre, miseria e ingiustizie non hanno fatto altro che aumentare.
Perchè negli ultimi 25 anni i padroni, grazie al capitalismo globale, hanno e continuano a rimuovere pezzo dopo pezzo, tutti quei diritti e quelle tutele che proprio grazie alle lotte operaie, studentesche, femministe promosse e organizzate proprio dal partito e dalla diverse organizzazioni comuniste, il popolo si era conquistato a caro prezzo.

Perciò nell’impresa del proletariato russo cento anni fa oggi noi leggiamo il nostro futuro, un futuro in cui giustizia sociale, pace, diritti, uguaglianza, benessere siano una realtà concreta per tutti, non solo vuote promesse elettorali di chi lo status quo lo vuole mantenere o al massimo riformare.
Perché, e qui sta il cardine della necessità comunista, il capitalismo non si può riformare, è il cancro del nostro mondo e lo si deve estirpare prima che sia tardi.

Per questo ricordiamo e celebriamo il coraggio e la forza del proletariato russo, di Lenin e dei comunisti russi che spezzarono le proprie catene, si emanciparono e dimostrarono al mondo che la Rivoluzione non è utopia, che costruire una società diversa è possibile.
E se in 70 anni di vita, indubbiamente furono commessi errori, per quanto grandi, nondimeno questi possono offuscare o far dimenticare le immense conquiste della Rivoluzione che sancì l‘eguaglianza tra i sessi, legalizzò divorzio e aborto, abolì le leggi contro gli omosessuali, le discriminazioni contro gli ebrei, garantì l’accesso universale alla sanità e all’istruzione, primeggiò nello sviluppo tecnologico-scientifico, proclamo’ il diritto all’auto-determinazione dei popoli, sostenne le lotte di liberazione dei popoli oppressi e colonizzati.

L’eredità di Lenin è quindi viva oggi più che mai, a noi il compito di studiare, agire e organizzarci per dare anche noi, 100 anni dopo, il nostro assalto al cielo.

Giovani Comunisti Bergamo.

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