BERGAMO É ANTIFASCISTA – COMMEMORAZIONE DI FERRUCCIO DELL’ORTO

L’8 febbraio 1945 moriva a Bergamo Ferruccio Dell’Orto, partigiano diciassettenne, ucciso per mano fascista.

Mercoledì 8 febbraio 2011 alle 20 ci troviamo per commemorarlo, per rendere onore alla sua scelta, la scelta di chi non ha avuto paura di lottare.

BERGAMO É ANTIFASCISTA

Mercoledì 8 Febbraio – ore 20
Piazzetta S. Spirito, Bg

 

Chi era Ferruccio dell’Orto

Nato a Milano il 22 dicembre 1927, trucidato a Bergamo l’8 febbraio 1945,
studente.

Aveva soltanto 17 anni quando (com’e inciso nella lapide che, al numero 10 di via
Pignolo a Bergamo, ricorda che “è caduto per la libertà”), fu raggiunto da un colpo di
pistola, sparato da un ufficiale repubblichino.

Dopo l’occupazione nazifascista di Bergamo, avvenuta nel settembre del 1943
aderisce alla S.A.P. (Squadra di Azione Patriottica) del Fronte della Gioventù, la
squadra dei Partigiani più giovani, che operava in città con un distaccamento alla
Dalmine. ll “Fronte della Gioventù”, è la più nota ed estesa organizzazione dei
giovani impegnati nella lotta di liberazione in Italia. La base ideale e programmatica
fu elaborata da Eugenio Curiel (1912-1945), giovane scienziato triestino, già
confinato dal Fascismo a Ventotene, ucciso a Milano il 24 febbraio 1945

Ferruccio dell’ Orto appartenne alla S.A.P. fin dalla nascita di quest’ultima, e dicono
i documenti che, sebbene fosse il più giovane, era di esempio agli altri per coraggio
e per spirito di iniziativa. Le azioni della squadra, suddivisa in G.A.P. (Gruppi di
Azione Patriottica) di quattro o cinque persone, era quella di procurare armi, viveri
e tutto quanto potesse servire ai gruppi partigiani che lottavano contro tedeschi e
fascisti. Una delle prime azioni fu quando la Brigata entrò nella caserma delle guardie
di finanza in via Matris Domini: dopo aver immobilizzato due sentinelle i partigiani
si impadronirono di due casse di munizioni per moschetto, usciti dalla caserma
attraversarono la città, portando a compimento la loro azione.

La seconda azione fu effettuata alla fine di giugno, quando otto appartenenti
alla “Ferruccio dell’ Orto” entrarono nel comando delle guardie notturne e vi
asportarono pistole, bombe a mano e un fucile. Seguì quella del novembre 1944,
quando la brigata si recava in un’osteria di Dalmine, dove i ragazzi riuscirono non
solo a disarmare ma anche a spogliare delle divise i fascisti, lasciandoli letteralmente
in mutande.

La tragica conclusione si ebbe durante un’azione di disarmo, organizzata dalle SAP,
che ebbe il suo epilogo nella vicina caserma “Colleoni”, presidiata dagli Alpini. Qui
lo studente ferito fu trasportato dai fascisti e torturato, perché facesse i nomi dei
suoi compagni del Fronte della Gioventù, diretti a Bergamo da Alfonso Scalpelli.
Dell’Orto morì senza parlare, dopo tre quarti d’ora di sevizie

Al nome di Ferruccio dell’Orto, a Bergamo, sono state intitolate una via, una sala del
Circolino della Malpensata e, in provincia, la Scuola media di Brembate di Sopra.

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