Incontro di approfondimento: “La Libia, il movimento pacifista e le guerra per il saccheggio del petrolio”


Sabato 16 Aprile, ore 15.00 Sede di Rifondazione Comunista – Via Borgo Palazzo 84/G Bergamo

Intervengono: Fabrizio Eva (docente di geografia politica), Roberto Giudici (FIOM Milano), Francesco Macario (Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra Bergamo)

Perché fino ad ora il movimento per la pace fatica a prendere voce di fronte alla guerra contro la Libia? Perché la “storia” raccontata dai mass media occidentali, di un intervento militare in Libia per difendere il diritti di un popolo che chiede democrazia e liberta, è risultata cosi efficace? Perchè il governo italiano strumentalizzando l’emergenza rinchiude i profughi in nuovi campi di detenzione?

Sia chiaro, non abbiamo alcuna simpatia per il regime dispotico di Gheddafi contrariamente a quanto dimostrato nei mesi scorsi dal governo italiano. Ma con altrettanta forza diciamo che l’intervento militare in Libia è un atto criminale. Ancora una volta si parla di protezione della popolazione civile, di imposizione della libertà e della democrazia attraverso i bombardamenti, proprio come nel caso delle due guerre disastrose in Iraq e in Afghanistan. Menzogne per mascherare una strategia di potenza e di affermazione degli interessi economici delle superpotenze mondiali!

Agli Stati Uniti, all’Unione Europea, alle potenze coloniali non interessa nulla del popolo libico così come degli altri popoli, per esempio di quello palestinese lasciato da sempre in balia delle aggressioni israeliane. La nuova guerra in corso ha come unico obbiettivo il controllo del petrolio e delle risorse energetiche.

Gli effetti drammatici di questa guerra sono immediatamente visibili, da una parte nuove distruzioni e morti, dall’altra nuovi flussi di profughi alla ricerca di pace e libertà. Il governo italiano non si è attrezzato per dare alcuna accoglienza ma, con la solita scusa dell’emergenza, sta rinchiudendo persone che fuggono da guerre e povertà in vere e proprie prigioni, che causano disagi e sofferenze e inaspriscono la tensione e il razzismo.

A fronte della nuova guerra che è iniziata a cui partecipa attivamente l’Italia, in contrasto con lo spirito della nostra Costituzione, bisogna tornare a scendere in piazza, a fare controinformazione, a mobilitarsi. Contro le politiche di detenzione ai danni dei profughi arrivati dal Magherb dobbiamo avviare una campagna di solidarietà attiva e accoglienza.

A tutti quanti condividono questo impegno, la proposta è quella di incontrarci per discutere ed approfondire la complicata situazione del conflitto in Libia e le strategie del movimento pacifista e antirazzista.

Giovani Comunisti
Movimento Studentesco

Per informazioni e adesioni: 349.5120487 (Giudi)

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