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Parlano di noi: La Libera Repubblica di Fossoli, dove gli sfollati si autogestiscono.

Tratto da: http://www.modenaqui.it/124402

«Ogni sera alle 22 facciamo un’assemblea pubblica durante la quale discutiamo e decidiamo. Non caliamo mai nulla dall’alto».
Alcuni ospiti del campo lo chiamano scherzosamente il sindaco, anche se Andrea Ferroni ci tiene a ribadire che il modello di gestione non prevede nessuna forma di gerarchia. «Il nostro modello è diverso da quello della Protezione civile perché noi non facciamo assistenzialismo. Noi diamo una mano alle persone ad organizzarsi. Facciamo solidarietà dal basso verso il basso».
I sette volontari che dal 29 maggio si turnano a Fossoli, nella zona del campo sportivo, dove hanno dato vita alla ‘Libera Repubblica di Fossoli’, hanno maturato la loro esperienza in vari scenari d’emergenza: sono nati come Brigate della solidarietà attiva nel 2009 all’Aquila e poi hanno continuato a mettere a frutto quelle competenze in altre circostanze. I campi autogestiti sono una realtà importante dell’emergenza post terremoto nel cratere sismico.  Leggi il resto di questo articolo »

Libera Repubblica di Fossoli. Un’altra gestione dell’emergenza è possibile.

I Giovani Comunisti e le Brigate di Solidarietà Attiva, da ormai 10 giorni, stanno autogestendo con la collaborazione della popolazione il campo spontaneo di Fossoli.

Martedì scorso, in seguito ad una segnalazione del prete della parrocchia locale, siamo intervenuti sul campo, sorto nel centro sportivo del paese, composto da una trentina di tende. Il primo intervento è stato volto a creare un contatto con la popolazione e a sondare l’agibilità del progetto politico di un campo basato sull’auto organizzazione e l’auto gestione; si è quindi installato uno spaccio stabile di beni di prima necessità ed un primo punto di informazione.

In dieci giorni siamo arrivati a 220 persone, 61 tende, una mensa attiva che distribuisce 600 pasti caldi al giorno, una ludoteca con 3 educatori, 3 lavatrici, un maxi schermo per la proiezione degli europei, un punto d’ascolto e di supporto psicologico per il superamento del trauma da terremoto e l’ansia da rientro in casa.

Tutte le sere alle 22, gli sfollati partecipano all’assemblea del campo; inizialmente l’intento era quello di risolvere i problemi di convivenza dovuti alla situazione, ora è divenuta un’assemblea di discussione proto politica, punto centrale dell’attività del campo. L’assemblea è sovrana, tutte le decisioni prese collegialmente diventano il decalogo delle regole di convivenza del campo e sono insindacabili. Il momento assembleare assume anche importanza fondamentale per la gestione dei problemi e per la risoluzione dei conflitti nati dalla convivenza forzata nel campo.

Il tessuto sociale del campo è molto variegato; il 90% è composto da nuovi e vecchi migranti (dal sud e dal sud del mondo, specialmente maghreb). Il quartiere circostante è un quartiere di case popolari gestite dal comune e dalla regione. Tutto questo non crea problemi alla comunità del campo, anzi, nella necessità della convivenza forzata, si stanno creando processi di solidarietà interetnica.

Il rapporto di fiducia che si è creato tra noi e la popolazione ci permette di gestire il campo con una marcata impostazione politica, senza nascondere le nostre provenienze e le nostre impostazioni di metodo, di contenuto e di pratiche. La solidarietà non è solo sentita, ma anche teorizzata e pratic­­­ata nell’ottica di una riorganizzazione sociale in previsione anche della fine dell’emergenza e della ricostruzione di reti sociali che potranno fungere da volano nella ripartenza della vita “normale”.

Il campo è la dimostrazione che un altro modello di gestione dell’emergenza non solo è possibile, ma anche necessario. Le psicologhe dell’ASL, l’amministrazione, il parroco e tante altre realtà che abbiamo incontrato, sottolineano la straordinaria esperienza del campo di Fossoli che sta diventando per tutti un modello di gestione dell’emergenza funzionante e auspicabile, con metodologie di gestione tutte nuove, sperimentali, ma ormai consolidate in questa straordinaria esperienza di auto organizzazione consapevole.

Avanti compagni.

Bergamo: dal basso per l’Emilia! Primo report

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche Bergamo si è attivata in aiuto alla popolazione emiliana colpita dal terremoto . Sabato 2 e Domenica 3 giugno una rete di realtà: Bsa Bergamo, Csa Pacì Paciana,Giovani Comunisti, Ass.Barrio e tanti singoli che si coordina ha fatto una prima raccolta di beni fuori da alcuni supermercati della città il quantitativo è stato di circa 2,5 tonnellate.

Brigate esplorative di volontari sono partite lunedì 4 giugno per monitorare le zone limitrofe a Cavezzo. In tutta l’area colpita dal terremoto sono infatti sorti piccoli accampamenti spontanei, dove la gente del posto preferisce dormire per paura di rientrare nelle case.

Nei 2 giorni successivi abbiamo constatato che Concordia, Fossoli, Rovereto, San Possidonio, Carpi erano completamente abbandonati a se stessi, la Protezione Civile non vi era ancora arrivata.

Un primo furgone carico è partito da Bergamo il 6 giugno e ha consegnato i beni tra il campo di Cavezzo e quello di Fossoli.

I beni sono destinati esclusivamente ai campi autogestiti.

La situazione nella quale interveniamo a oggi è la seguente:

A Cavezzo, è stata attivata una ludoteca/spazio gioco e le persone del luogo stanno gestendo uno spaccio popolare autorganizzato che aiutiamo a rifornire.

Fossoli, in collaborazione con la gente del posto, attraverso un’assemblea pubblica, è stato allestito un campo autogestito composto da uno spaccio popolare, una lavanderia e ci si sta muovendo per trovare una cucina a bombola.

A Carpi la situazione è più problematico.I “campi” autogestiti dalla popolazione, si tratta semplicemente di gruppi di tende poste in parchi, senza accesso ad acqua,  corrente elettrica, servizi igienici. Leggi il resto di questo articolo »

SABATO 26 MAGGIO | ore 9.00 | Piazzale FF.SS BERGAMO MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO MONTI

ADESSO BASTA!

Il 26 maggio Mario Monti è atteso a Bergamo per il giuramento della Guardia di Finanza, ospite d’onore insieme a evasori, speculatori, banchieri e potenti vari, ovvero coloro che questa crisi l’hanno provocata.

Monti è il fedele attuatore delle politiche prescritte dalla BCE, che impongono sacrifici sempre alle stesse persone: tasse totalmente inique, attacchi all’articolo 18 e ai diritti del lavoro, allungamento dell’età pensionabile, tagli ai servizi sociali, all’istruzione, alla sanità e alla cultura.

Il nostro debito sono loro, un debito che non vogliamo e non possiamo più pagare! Non siamo più disposti a sacrifici, rifiutiamo le politiche di austerità di un governo di “unità nazionale” che fa cadere sulle nostre spalle un debito che non abbiamo contratto noi.

Il governo non sottrae un centesimo a tutto ciò di cui potremmo certamente fare a meno: spese militari, grandi patrimoni, capitali finanziari, opere speculative e dannose (come le autostrade Bergamo-Treviglio e Bre.Be.Mi o il TAV), i costi di una classe politica che ormai non gode più di alcun credito.

LAVORO, CASA, REDDITO, WELFARE, SALUTE, ISTRUZIONE, TERRITORIO: RIVOGLIAMO TUTTO!
SABATO 26 MAGGIO | ore 9.00 | Piazzale FF.SS BERGAMO MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO MONTI verso uno sciopero generale dal basso

 

Comitato Adesso Basta!
#nomonti

 

Rifondazione Comunista Bergamo e Giovani Comunist* Bergamo aderiscono al comitato e invitano tutti a partecipare al corteo contro il governo Monti e le sue politiche di austerity.

★ 25 Aprile 2012 corteo antifascista ★

ore 09.00 – Piazzale della stazione – Bergamo

Ieri partigiani, oggi no tav.

Sempre ribelli.

 

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