Archivi per la categoria ‘Iniziative’

Incontro con Fior di Loto

Mercoledì 24 maggio si è tenuto l’incontro con l’Associazione “Fior di Loto” presso lo Spazio Polaresco.

In un clima informale, cordiale e costruttivo, è stato molto importante non soltanto per conoscere più da vicino un’associazione impegnata, ogni giorno, nella lotta a fianco delle donne che subiscono violenze di genere, ma anche per fare il punto sulla lotta di genere, che completa la lotta di classe, quando si manifesta nelle situazioni concrete.
L’Associazione Fiordiloto ha sede a Gazzaniga, in Val Seriana, e opera a stretto contatto con le donne, italiane e straniere, che subiscono violenze di ogni tipo. La violenza contro le donne, infatti, non può restare inquadrata nel pur drammatico campo del femminicidio. Esistono tante forme di violenza, sessuale e di genere, sulle donne come ad esempio l’ineguale trattamento salariale e di diritti sul posto di lavoro.

L’Associazione ci ha raccontato come agisce, prestando supporto psicologico e legale alle donne che si mettono in contatto col gruppo di volontarie di Gazzaniga. L’aiuto portato alle donne va dal supporto psicologico al sostegno legale nei casi più drammatici.

L’incontro rappresenta un momento cruciale nello sviluppo del percorso che come  GC stiamo provando a costruire per approfondire e rilanciare la tematica della lotta di genere.

Vi ricordiamo i prossimi due appuntamenti, sabato 3 giugno (presso la sede del PRC in via Borgo Palazzo 84g), in cui sarà presente una Compagna curda, Ezel, per approfondire il legame tra lotta di classe ed emancipazione delle donne, e sabato 10 giugno (presso la libreria “Incrocio Quarenghi”), in cui con Paola Guazzo affronteremo la questione delle discriminazioni che la comunità lgbt e in particolare le donne, ancora oggi devono affrontare in Italia. 

Vi aspettiamo!
i/le Giovani Comunisti/e Bergamo.

Nessuno spazio ai fascisti in città!

Nel pomeriggio di oggi siamo stati a Torre Boldone per rimuovere la scritta infame ed intimidatoria contro Saverio Ferrari con cui qualche fascista aveva, nella notte tra il 26 e il 27 aprile scorso, imbrattato un muro poco distante dalla sede del PRC dove Saverio era stato da noi invitato proprio per un incontro in cui si è parlato dei gruppi neofascisti che agiscono in Lombardia e in Italia.

 

Come già detto, abbiamo voluto fare di questa azione semplice ma chiara, un gesto simbolico per rimarcare ancora di più la differenza tra chi come i fascisti, agisce di nascosto, con azioni vigliacche ed infami come le minacce anonime (quando non passano direttamente alle aggressioni fisiche), e noi che agiamo liberamente, di giorno, orgogliosi di chi siamo, delle nostre idee e delle nostre azioni senza doverci nascondere né camuffare con sigle e slogan anonimi.

Ringraziamo i/le Compagni dell’Anpi, del PRC e i vari altri che sono passati per ribadire che per i fascisti non c’è e non ci sarà mai nessuno spazio, nè a Torre Boldone nè in nessun’altra città.

¡NO PASARAN!


 

Incontro e discussione con Antonella Selva

Si è svolto ieri il primo dei 4 incontri che abbiamo organizzato per discutere di donne, diritti, lotte, emancipazione, autodeterminazione e rivoluzione.

Ringraziamo anzitutto l’autrice, Antonella Selva, per la disponibilità fin da subito mostrata verso di noi e l’iniziativa e tutte le persone che hanno preso parte all’iniziativa, partecipando in maniera attiva al dibattito.
Possiamo definirci più che soddisfatti da questo primo incontro.

La stupenda graphic novel di Antonella
Femministe. Una storia di oggi” partendo dalla vera storia di Hayat, ragazza marocchina, che attraverso un lungo e difficoltoso percorso lotta per la propria emancipazione, in Marocco come in Italia, prova a raccontare o quantomeno a problematizzare alcune questioni che sono destinate a diventare prioritarie nel dibattito femminista ma più in generale in quello politico e sociale, sull’integrazione delle nuove generazioni figli di immigrati e nei rapporti tra la comunità musulmana, cristiana e laica.

 

Il dibattito si è sviluppato intorno alcuni problemi come la difficoltà di comunicazione tra la generazione delle femministe anni ’60/’70 e le nuove generazioni di donne, specie se figlie di immigrati, magari di cultura musulmana.

Problemi come la scarsissima capacità (talvolta volontà) di studio e analisi sulle origini, sulle tradizioni e sul significato che per le giovani donne possono assumere hic et nunc simboli quali (primo tra tutti) il velo e altre tradizioni religiose che siamo abituati a giudicare come simboli di oppressione e che talvolta, invece, possono diventare per loro, “bandiere” di emancipazione.
Problemi di incapacità politica delle forze progressiste di intercettare il disagio, il malcontento e la disillusione delle classi popolari che quindi si trovano abbandonate a loro stesso o peggio in balia di forze fondamentaliste e reazionarie che si alime
ntano delle guerre tra poveri, tra culture e religioni.

Ovviamente a causa del tempo limitato non si è potuto approfondire come avrebbero meritato invece le diverse questioni, ma ne eravamo consapevoli fin da quando abbiamo pensato questo piccolo percorso, che vuole più che altro essere uno stimolo al dibattito e all’analisi collettiva, necessaria per affrontare le difficoltà e le sfide che la società ci pone e che saranno sempre più grandi proprio in base a quanto ci faremo trovare impreparati.

Sperando che l’incontro sia stato interessante per tutti quanto lo è stato per noi, vi invitiamo fin d’ora al prossimo appuntamento, che si terrà allo spazio Polaresco (mercoledì 24, ore 19) dove le Compagne dell’associazione “Fior di Loto – contro la violenza sulle donne” ci spiegheranno cosa fanno e qual’è la situazione nella bergamasca e cercheremo di aggiungere un’altro tassello al dibattito iniziato ieri, discutendo di violenza maschile, padronale e capitalista, sul corpo e sull’identità delle donne.

Per chi fosse interessato, QUI e QUI potete trovare il video dell’incontro.

 

Torre Boldone, minacce contro Saverio Ferrari

Ieri sera si è svolto l’incontro da noi organizzato con Saverio Ferrari nella sezione del PRC di Torre Boldone.

Una serata di formazione importante, come ce ne dovrebbero essere molte, molte di più, sia per i militanti antifascisti sia per il pubblico più distante dal dibattito politico.
Ringraziamo davvero Saverio per la disponibilità e per la precisione storica e politica con cui ha esposto la situazione attuale, non mancando di chiarire, soprattutto ai più giovani, il processo storico che fin dal secondo dopoguerra, passando attraverso gli “anni di piombo” a portato alla nascita dei gruppi neofascisti e neonazisti nella nostra Penisola.

Ps.
Nella notte precendente all’incontro, qualche vile quanto infame fascista ha imbrattato un muro poco distante dalla sezione del PRC con una scritta di minaccia a Saverio. A lui tutta la nostra solidarietà e la nostra stima per il prezioso lavoro che da anni porta avanti.
Ai fascisti il nostro odio e il nostro disprezzo.
Si sapeva sia l’ora che il luogo dell’iniziativa, il/i “cuor di leone” poteva/no presentarsi tranquillamente ma sappiamo bene che per i fascisti la vigliaccheria è tratto distintivo a meno di non trovarsi dietro lo schermo di un computer oppure ben protetti da numerosi cordoni di polizia.
Ce ne faremo una ragione, noi in strada, nelle piazze, nei cortei, alle iniziative ci siamo e ci saremo sempre, alla luce del sole, testa alta e bandiere rosse al vento.

Antifascisti sempre.

I/le Giovani Comunisti/e di Bergamo.

DONNE, DISUGUAGLIANZE ED EMANCIPAZIONE NEL 2017

 

 

Il 6 di maggio avrà luogo la prima di 4 iniziative (QUI l’evento FB) che, come giovani comunisti/e abbiamo deciso di proporre per provare a stimolare e approfondire su un tema, quello della parità di genere, che troppo spesso viene messo da parte per poi tirarlo fuori a scadenza annuale con solfe trite e ritrite, ipocrite e vuote, l’8 marzo e il 25 novembre (rispettivamente la Giornata Internazionale della donna e la Giornata contro la violenza sulle donne). Condividiamo qui una nostra riflessione sulla quella che è condizione della donna, tra oppressione e emancipazione, in Italia e nel mondo oggi, e vi invitiamo a partecipare attivamente alle iniziative, per poterne discutere assieme perchè l’oppressione di genere è un problema di tutti e attraverso la liberazione della donna, dal patriarcato e dal capitalismo, passa anche la liberazione della società tutta.

Ad una prima, superficiale, osservazione sembrerebbe che oggi, in Italia, la questione di genere, cioè della parità di diritti tra uomo e donna, sia cosa superata dalla ormai raggiunta uguaglianza. Purtroppo basta una rapida ricerca in tutti i contesti quotidiani,  dal lavoro, all’ambito domestico, al diritto di controllo sul proprio corpo, per rendersi conto che ancora oggi le donne sono vittime di gravi ed inaccettabili discriminazioni, in Italia come in tutto il mondo.
La violenza sulle donne non è solamente fisica, ma assume molte sfumature.

Può essere medica, se si pensa che in questi ultimi anni negli ospedali italiani il numero dei medici e paramedici obiettori è aumentato costantemente: oggi, in Italia, 7 ginecologi su 10 si oppongono alla legge 194 approvata nel 1978.
Questo comporta che su 94 ospedali con un reparto di ostetricia e ginecologia, solo 62 (cioè il 65,5%) effettuano interruzioni volontarie di gravidanza.
La drammatica situazione non è di certo migliore in Spagna e in Irlanda, dove il diritto all’aborto è spesso sotto attacco e troppo spesso impedito.
Non va meglio con i consultori, che in questi ultimi anni sono stati chiusi per mancanza di fondi e personale medico ginecologo ed ostetrico, o semplicemente ridotti a meri ambulatori a vantaggio dell’apertura di quelli privati prevalentemente cattolici. Tutto ciò mentre è in forte ripresa il drammatico fenomeno degli aborti clandestini( in Italia sono circa 20.000, 70.000 se si sommano quelli “mascherati”) rischiosi per le donne e vantaggiosi per le strutture che li praticano con la logica del massimo profitto e dell’assoluta noncuranza sanitaria.

La violenza sulle donne si manifesta anche nell’ambito lavorativo: dai colloqui, dove il mobbing per maternità colpisce mezzo milione di lavoratrici ogni anno, agli stipendi che vedono la paga per le donne, a parità di ruolo, essere più bassa del 10,9% rispetto a quella dei colleghi uomini, senza dimenticare le quotidiane molestie fisiche e verbali sul posto di lavoro.

Ma, con un preoccupante incremento in questi ultimi anni, la violenza sulla donna è ad oggi fisica. Nel 2015 il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza e la matrice può essere rintracciata ancora oggi nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. In Italia 6 milioni e 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, mentre il 62,7% degli stupri viene commesso da un partner attuale o precedente.

Anche i dati relativi ai femminicidi sono allarmanti: dal 2006 al 2016 le donne uccise in Italia sono state 1.740 , di queste il 71,95 in famiglia, il 67,6% all’interno della coppia e il 26,5% per mano di un ex compagno o marito.  Nonostante la crescita di questi dati allarmanti, è ancora molto frequente ricercare la colpa della violenza nella donna stessa, troppo volte incolpata di essersela cercata, a testimonianza del fatto di come la sua indipendenza ancora oggi non sia accettata agli occhi del mondo.

Proprio per questo non dobbiamo più accontentarci di parlarne solo in vicinanza del  25 novembre e dell’8 marzo, giornate in cui i temi della violenza sulle donne e della disparità di genere vengono sfruttati mediaticamente e politicamente, senza essere realmente approfonditi e per poi essere dimenticati nel giro di pochi giorni.  Non dobbiamo più accontentarci perché a giudicare dal sempre più ristretto diritto all’aborto, dai drastici tagli ai consultori, dalla differenza salariale tra uomo e donna e dalla mancanza di tutele per chi subisce violenze, è chiaro che il problema non è più solo  ignorato ma è destinato a peggiorare, soprattutto per le donne in maggiore difficoltà economiche e sociali, motivo, questo, per cui non si può separare la questione di genere dalla questione di classe.

Una società alternativa è più che possibile, come dimostra la parità e l’uguaglianza di genere del confederalismo democratico di cui ha parlato e scritto Ocalan e di cui si hanno esempi nelle comunità curde che ad oggi sono impegnate nella lotta contro il governo turco e contro l’Isis; o come dimostra Cuba , dove le donne non solo sono pari agli uomini ma spesso svolgono ruoli di prima importanza all’interno della società stessa e della politica.

Dalla manifestazione del 26 novembre scorso “Non una di meno”, alla quale hanno partecipato nelle varie piazze d’Italia migliaia di donne e di uomini, è nato un percorso tematico politico ed organizzativo che ha dato vita ad una nuova e fresca volontà di conquista dei diritti delle donne, sfociato in un 8 marzo vissuto all’insegna della lotta e non più solo della festa, che speriamo possa portare a concreti miglioramenti nella condizione della donna nella società che, di conseguenza, siamo sicuri, renderebbero migliore la società stessa.

Oggi più che mai è necessario affrontare in modo più approfondito e sincero le condizioni sociali delle donne in Italia e nel resto del mondo, analizzando e risolvendo quelle problematiche che per molti anni non solo sono state messe in secondo piano, ma spesse volte sono state volontariamente manipolate in nome di un controllo sulle opportunità, sul corpo e sui diritti delle donne stesse.
Superare le enormi disuguaglianze provocate dalla tradizionale visione dei ruoli di genere all’interno della società non significa solamente essere in grado di informarsi, ma anche saper fornire gli strumenti e le argomentazioni necessarie per creare coscienza collettiva contro una discriminazione ancora oggi affrontata superficialmente.
Siamo consapevoli che l’organizzazione di dibattiti pubblici o di presentazioni di libri sul tema siano in realtà piccoli passi, ma siamo altrettanto convinti che il primo fattore a generare disuguaglianza sia l’ignoranza, nel senso stretto di non conoscenza del problema, e creare occasioni di approfondimento è sicuramente un buon inizio. D’altronde, come diceva Rosa Luxemburg “Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene”, e anche la presentazione di un libro può essere un buon incentivo per iniziare a muoversi e reagire.

- Le Iniziative -

1) Incontro con Antonella Selva autrice della graphic novel “Femministe.Una storia di oggi” il sabato 06 maggio, ore 17.30 presso Libreria “@Incrocio Quarenghi” (via Quarenghi 32, BG)
EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/1170180196417480/

2) Incontro con l’ Associazione fiordiloto contro la violenza sulle donne presso lo “spazio Polaresco” – mercoledì 24 maggio dalle ore 19 alle 21
EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/779526512210992/

3) Incontro con Ezel, Compagna curda, sull’esperienza ed il ruolo delle donne nella rivoluzione in Rojava, – sabato 3 giugno ore 18 – presso la sede di Rifondazione Comunista – Circolo Città di Bergamo “Lidia Pelliccioli” (via Borgo Palazzo 84/G)

4) Incontro e discussione con Paola Guazzo , autrice di “Orgoglio e Pregiudizio, Le lesbiche in Italia nel 2010″ il sabato 10 giugno, ore 17.30, presso Libreria “Incrocio Quarenghi” (via Quarenghi 32, BG)

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