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10 Febbraio, NOI RICORDIAMO TUTTO.

La “giornata del Ricordo” (istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92) è un regalo ai fascisti, una sorta di “Giorno della Memoria” su misura per fare da contraltare al “27 gennaio” giornata dedicata alle vittime del nazifascismo, un abile tentativo di revisionismo storico per equiparare le vittime ai carnefici, per considerare uguali le vittime partigiane e quelle fasciste.

Pura propaganda, appunto, che si dissolve davanti ad un accurato lavoro di ricostruzione storica, portato avanti da diversi studiosi, italiani e jugoslavi, nell’arco di anni di ricerche, studi e documentazioni che hanno dimostrato come non sia esistito alcun massacro di “innocenti italiani” ad opera dei Comunisti jugoslavi, anzi, molti erano i partigiani Italiani che hanno combattuto contro l’occupante fascista, al fianco dei fratelli e Compagni Jugoslavi.

“La vicenda delle foibe” è una costruzione tutta mass mediatica, manipolata e gonfiata a sproposito dalla propaganda fascista per tentare di equiparare le vittime (antifascisti, libertari, comunisti, slavi ed italiani) ai carnefici fascisti (anch’essi sia slavi che italiani). L’unica pulizia etnica in quelle terre fu portata avanti dai fascisti nei vent’anni di oppressione politica,etnica e culturale delle minoranze slave. Durante la guerra di Liberazione non ci fu nessuna guerra nè “etnica” nè “nazionalista”, vi fu una guerra come quella Italiana, che contrapposte gli antifascisti, (qui jugoslavi ed italiani fianco a fianco) alle forze fasciste (slave ed italiane.) Volete la giornata del ricordo?
Ebbene, noi ricordiamo TUTTO.

QUI un po’ di pagine FB e siti utili per approfondire:
70 Resistenza e Liberazione – Kosmosdoc.org – Idmis
La Nuova Alabarda
Dieci Febbraio
Crimini italiani perpetrati nei confronti degli sloveni
Mostra “Testa per dente” crimini fascisti in Jugoslavia 1941/1945
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ONLUS
Partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana

SITI:
http://www.diecifebbraio.info/
http://www.nuovaalabarda.org/dossier.php
http://www.campifascisti.it/
http://www.wumingfoundation.com/giap/?s=foibe
http://www.ecommerce.kappavu.it/chi-siamo

Smrt fašizmu, sloboda narodu! Morte al fascismo, libertà al popolo!

Comunicato GC – Presidio per la Siria

Bergamo, 23/12/2016

Ieri abbiamo assistito al presidio per la Siria convocato dal Tavolo della Pace Bergamo e dal Comune di Bergamo. Un presidio molto breve in cui ha avuto spazio solo il Sindaco Gori (Pd) che ha letto il comunicato ufficiale con cui è stato chiamato il presidio e 3 esponenti di due associazioni (“Support Syria Children” e “Insieme per mano Onlus”) che hanno riportato le loro testimonianze sulla loro esperienza in Siria.
Durante il breve intervento Gori ha paragonato Aleppo a Sarajevo distrutte dalla guerra, un ottimo paragone in effetti, visto che entrambe le città (ed i Paesi) sono stati distrutti a seguito di guerre scoppiate sull’onda del fondamentalismo politico e religioso, in cui le responsabilità dei paesi occidentali sono tante quante quelle di oggi in Siria e ad Aleppo. Ma tutto questo Gori ovviamente si è guardato bene dal sottolinearlo.
Nel comunicato di convocazione e nel presidio stesso, non ha trovato spazio alcuna richiesta e-o proposta sostanziale e concreta che possa portare ad un miglioramento delle situazione in Siria ma solo una richiesta alle alte istituzioni di intervenire per una tregua e la realizzazione di canali umanitari: richieste blande e tardive che non sono certo ciò che è necessario per costruire davvero una pace seria e duratura; lasciando l’impressione di un presidio convocato più come vetrina per le istituzioni e per la cittadinanza di Bergamo.
Da evidenziare, inoltre, la presenza in piazza di due o tre bandiere simbolo dei “ribelli” siriani (le FSA), quantomeno di dubbio gusto ad un presidio per la pace, visto che queste ultime – finanziate da USA e paesi europei e Arabia Saudita – si sono spesso rese colpevoli di alcune delle peggiori nefandezze della guerra, denunciate persino da Human Watch Right (tutt’altro che un osservatorio filo-governativo).
IL NOSTRO COMUNICATO SULLA QUESTIONE SIRIANA.
“Dopo oltre 5 anni sembra, forse, intravedersi la fine del devastante conflitto che ha messo in ginocchio la Siria, visto morire migliaia di civili e distrutto un immenso patrimonio artistico millenario.Se è vero che la guerra è sempre un orrore ed errore, è altrettanto vero che le parti in causa non sono tutte uguali, saper distinguere aggrediti ed aggressore è importante. Anzitutto ci sono delle responsabilità chiare e definite, che dividono chi, aldilà delle diverse motivazioni, il fondamentalismo e l’isis li ha combattuti (e li combatte) e chi invece li ha armati, finanziati e sostenuti.
Tra i primi ci sono le forze curde (PKK, YPJ, YPG), le forze internazionaliste a loro unitesi, il governo Siriano, la Russia e le forze dei comunisti siriani e libanesi. Dall’altro lato troviamo chi, come USA, Turchia e Arabia Saudita li hanno sostenuti attraverso finanziamenti, campi di addestramento e la vendita di armi.
Tutto ciò è innegabile, dallo stesso governo USA ne è venuta la conferma quando, in seguito all’inizio delle attività militari russe in Siria (agosto-sett 2015), arrivarono lamentele secondo cui le forze russe bombardavano i “ribelli” addestrati dalla CIA.
L’US PEACE COUNCIL, insieme ad altri coraggiosi ma solitari giornalisti, tra cui Fulvio Scaglione (ex-direttore Fam.Cristiana) e EVA BARLETT, hanno denunciato le menzogne della propaganda governativa USA e alleata su ciò che avviene in Siria che definisce come “guerra civile” quella che in realtà è una lotta del popolo siriano contro milizie mercenarie fondamentaliste (Wahabite, Jihadiste…), che chiamano “ribelli” i fondamentalisti e denunciano violenze e massacri senza però mai darne prova se non attraverso ONG quantomeno di dubbia credibilità.
Oggi si parla della necessità di una tregua, che però non è mai stata chiesta durante i precedenti 4 anni di conflitto durante i quali i bombardamenti di USA, Francia e Giordania sulla Siria si sono rivelati inutili e l’IS avanzava ovunque tranne dove incontrava la resistenza curda. Chiedere ad oggi una tregua serve solo a dare possibilità ai fondamentalisti di riorganizzarsi e rilanciare il conflitto, portando altra violenza in Siria.
Se vogliamo davvero la pace dobbiamo avere il coraggio di chiedere al governo, al PD,
- di smetterla di fare affari con l’Arabia Saudita, oltretutto in maniera illegale (perché la legge 185 del 90 vieta l’esportazione di armi non solo ai paesi sotto embargo ma anche a quelli impegnati in una guerra e le cui politiche vanno contro l’articolo 11 della nostra Costituzione),
- di tagliare le spese militari (che per il 2017 saranno di 23,4mld – 26mln al giorno),
- di opporsi ai finanziamenti UE alla Turchia (3mld)
- chiedere che il PKK venga rimosso dall’elenco delle organizzazioni terroristiche
- di uscire dalla NATO, l’organizzazione principale responsabile delle guerre dagli anni ’90 ad oggi, in Europa e nel mondo.
Lottare per la pace è difficile e richiede coraggio, lo slogan “Né con gli uni né con gli altri” altrimenti è, solo nel migliore dei casi, una scusa per lavarsi la coscienza e sentirsi a posto con se stessi; nel peggiore rappresenta la precisa volontà di stare dalla parte del più forte a scapito del più debole, mentre le guerre proseguono e la situazione globale peggiora.
Noi sappiamo da che parte stare, ed è la parte della solidarietà internazionalista, dell’autodeterminazione popolare, a fianco e a sostegno di chi lotta per la pace, la giustizia sociale e la libertà dei popoli.
Contro ogni guerra, contro ogni imperialismo e fondamentalismo,
Socialismo o Barbarie, l’unica alternativa oggi più che mai.
Giovani Comuniste-i Bergamo.”

 

Fin quando non avremo risposte, continueremo a chiedere.

Alcuni giorni fa, i Giovani Comunist* di Bergamo, hanno chiesto spiegazioni a seguito di un comportamento a loro avviso quantomeno scorretto del portavoce nazionale Simone Oggionni.

A dieci giorni dal primo comunicato non ci è arrivata ancora una risposta, nonostante, il portavoce nazionale, e tutti quelli che gli hanno fatto quadrato intorno, continuinuando a bollare tutte le critiche pervenute come insulti, provocazioni e tranelli congressuali, continuano a dire che avrebbero preferito un confronto sano. Bene. Ancora una volta, senza insultare nessuno e fuori da chissà quale giochetti congressuali, siamo a chiedere spiegazioni e a cercare un confronto sano.

Abbiamo visto tante risposte alle dichiarazioni di solidarietà, ma neanche una alle nostre perplessità e a quelle di tanti altri compagne/i.

Continuiamo a credere che il comportamento tenuto e che sta continuanto a tenere Oggionni sia incompatibile con il suo ruolo di portavoce dell’organizzazione, e non, come è stato scritto in questi giorni, perchè siamo ottusi, ignoranti, finti compagni, ipocriti, persone non civili, regressi culturalmente e politicamente, carogne, persone insignificanti, antisemiti, ridotti a squllide pratiche etc.., ma perchè siamo fermamente convinti che sia stata una scelta inammissibile.

Sperando finalmente in una risposta costruttiva
Giovani Comunist* Bergamo

CON LA PALESTINA NEL CUORE. CHIEDIAMO LE DIMISSIONI IMMEDIATE DEL PORTAVOCE NAZIONALE.

Siamo venuti a conoscenza, da fonti on-line, del viaggio in Israele a cui il compagno Oggionni ha partecipato con altri esponenti della “politica giovane del nostro paese”.

“L’organizzatrice del viaggio, il Consigliere per gli Affari Pubblici e Politici dell’Ambasciata d’Israele, Livia Link e gli accompagnatori hanno spiegato che il viaggio è organizzato da Israele per far conoscere il paese non solo dal punto di vista prettamente politico ma soprattutto culturale e tecnologico. Oltre alle visite a Gerusalemme, Sderot e Tel Aviv, sono previste visite a centri accademici, la residenza dl presidente Weizmann, un asilo, un kibbutz, due musei, un centro di smaltimento rifiuti.”

Riteniamo inappropriato e profondamente ingiusto, verso il popolo palestinese in primis, ma anche nei confronti del nostro partito, che il portavoce nazionale dei Giovani Comunisti partecipi ad un viaggio organizzato dall’ambasciata Israeliana, proprio nei giorni del disperato tentativo della Freedom Flottilia di raggiungere Gaza, organizzato con il solo intento di far conoscere al mondo le “bellezze d’Israele”, chiudendosi gli occhi davanti alle crudeltà, le ingiustizie e le barbarie che ogni giorno vengono perpetrate nei confronti del popolo palestinese.

Vogliamo anche ricordare al compagno Oggionni che, in quanto coordinatore nazionale, dovrebbe mostrare più rispetto al lavoro svolto da centinaia di compagni che negli anni si sono battuti per una Palestina libera dalle ingiustizie Israeliane. Non riteniamo questo viaggio una svista o una leggerezza, ma un grave atto di irresponsabilità politica nei confronti della nostra organizzazione e di tutti i compagni, e di tutti quei partiti, associazioni, comitati che si sono battuti al nostro fianco, i questi anni, per costruire iniziative di pace in territori Palestinesi.

Riteniamo altresì grave che il Responsabile Esteri nazionale del Partito, che ha poi affermato: « [...]la decisione di partecipare a questa delegazione in Israele […] è stata una decisione individuale che non ha coinvolto in alcun modo il partito, il quale al contrario ribadisce la sua posizione a sostegno della campagna Bds […]» non sia stato avvisato, quasi a sottolineare la leggerezza con cui è stata presa la decisione di partecipare all’evento, non considerandolo un evento politico, ma chissà cosa.

Le/i Giovani Comunist* di Bergamo prendono le distanze da questo atteggiamento pressappochista nei confronti di una situazione così delicata e strettamente legata alla nostra storia di organizzazione, come quella Palestinese e chiedono che venga fatto altrettanto da tutte le Federazioni e dalla Dirigenza Nazionale, perchè un altro fatto così grave non possa mai più avvenire.
Fatte queste considerazioni, siamo qui a chiedere le immediate dimissioni del portavoce nazionale de* Giovani Comunist*, Simone Oggionni, responsabile con molta leggerezza di essersi fatto portavoce di posizioni non coincidenti con quelle del partito tutto, partito da sempre accanto al popolo palestinese e contro l’occupazione israeliana e chiarimenti a tutta la Direzione nazionale sull’avvenuto.

Con la Palestina nel cuore.
Giovani Comunist* Bergamo

Lunedì 27 giugno ore 18.30 piazza V.Veneto a Bergamo PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ COL MOVIMENTO NO TAV – siamo tutti valsusini!


Con un’operazione militare che ha visto impiegati più mezzi di quelli utilizzati in Afghanistan, governo e istituzioni economiche e politiche ad esso solidali (targate PDL come pure PD) hanno aggredito il popolo dei NoTav che da settimane presidiava Maddalena di Chiomonte in difesa di un territorio, quello della Val di Susa, minacciato dalla TAV, grande opera ad impatto ambientale devastante ed irreversibile utile solo ai viaggi ultraveloci ed ultracostosi dell’upper class. In contemporanea i pendolari delle grande aree metropolitane italiane si trovano ogni mattina a lottare per conquistarsi qualche centimetro quadrato per sopravvivere dentro ai carri bestiame utilizzati per il trasposto dalla periferia (cresciuta attraverso processi di gentrification) al luogo di lavoro.

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