(21.12.14) Torre Boldone. Il sindaco Sessa ha autorizzato un banchetto di Casapound

Questa mattina i cittadini di Torre Boldone hanno trovato ad accoglierli, nella piazza dietro la chiesa, un banchetto di Casapound autorizzato dal sindaco Sessa.

È la prima volta che Torre Boldone si trova a subire la presenza di un gruppo dichiaratamente neofascista. I leader di Casapound, in spregio ai valori della nostra Costituzione si dichiarano “fascisti del terzo millennio” e dichiarano di sviluppare in maniera organica un “progetto ed una struttura politica nuova che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il fascismo italiano ha costruito”. Ci voleva proprio un sindaco come Sessa perché questo potesse accadere.

La lotta al fascismo ora più che mai deve dispiegarsi attraverso un lavoro congiunto di tutte le forze sane di Torre Boldone: partiti, associazioni, sindacati, movimenti e semplici cittadini.

Un antifascismo che si declina concretamente nella solidarietà alle classi meno agiate, agli operai, ai cassaintegrati, ai precari, ai migranti e agli emarginati.

Un antifascismo che rifiuta e disprezza l’idea di chi invece propone la contrapposizioni tra le classi deboli, di chi alimenta una spregevole guerra tra i poveri e la caccia al “diverso”.

Ci sentiamo in dovere di denunciare e contrastare qualsiasi forma di fascismo, autoritarismo, intolleranza, razzismo, omofobia e maschilismo, in particolar modo per quanto accaduto nel consiglio comunale di fine novembre dedicato alle politiche di solidarietà nel nostro paese. La solidarietà purtroppo ha sbattuto contro il sindaco ed i suoi sostenitori che hanno trasformato la sala in una arena: interruzioni, urla e offese contro chiunque presentasse un pensiero diverso dalle loro convinzioni.

Per questo sollecitiamo una presa di posizione chiara alle forze politiche e sociali e di tutti i cittadini che si richiamano ai valori della solidarietà e dell’antifascismo espressi nella nostra Carta Costituzionale. (Torre Boldone, 21.12.14, Maurizio Rovetta, Segretario del circolo di Torre Boldone del Partito della Rifondazione Comunista)


(19-20.12.14) Prc-Comitato Politico Nazionale. Documento conclusivo

I compiti di Rifondazione Comunista nella ripresa delle lotte sociali.

Lo sciopero generale del 12 dicembre scorso segna un decisivo punto di passaggio per la vicenda politica e sociale del paese. Dopo anni in cui l’attitudine concertativa dei vertici sindacali aveva consegnato alla passività e alla rassegnazione milioni di lavoratrici e lavoratori, il successo dello sciopero generale e il suo essere inserito in un contesto di mobilitazioni articolato e generalizzato ci parla di una diffusa disponibilità al conflitto.
Lo sciopero generale ha una valenza sociale e sindacale, e al tempo stesso direttamente politica.
In primo luogo rimette il conflitto di classe al centro del dibattito del paese il conflitto di classe, presupposto indispensabile per la costruzione dell’alternativa.
In secondo luogo il fatto che lo sciopero generale sia avvenuto contro un governo presieduto dal segretario del principale partito del centro sinistra, è un evento del tutto inedito, che va nella direzione della ridefinizione dei soggetti sociali, politici e di classe. Negli ultimi decenni le lotte generali fatte contro governi di centro destra avevano sempre il sottinteso di una possibile soluzione dei problemi attraverso il cambio del governo nelle elezioni successive. Questa dinamica ha oggettivamente rafforzato il bipolarismo e messo in difficoltà chi come noi, sostiene da tempo che l’alternanza non è l’anticamera dell’alternativa. Questa volta, al contrario, sia il gruppo dirigente della Cgil che milioni di lavoratori e lavoratrici non possono affidare al meccanismo dell’alternanza la soluzione dei problemi. Diventa evidente a livello di massa che il PD fa parte del problema e non della soluzione e che è un alfiere delle politiche neoliberiste. (continue reading…)


10.01.2015, ALME (bg). Presentazione libro di Paolo FERRERO: “LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO”

Presentazione del libro: ”LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO”


Sabato 10 gennaio, ore 21.00
Sala civica del Centro socio-culturale
Piazza Lemine n° 5, Alme

Interverrà l’autore: PAOLO FERRERO, segretario nazionale di Rifondazione Comunista. Coordina: FRANCESCO MACARIO, segretario provinciale Rifondazione Comunista.

A cura di: Rifondazione Comunista- Federazione di Bergamo e Circoli Val Brembana – Imagna e Ponteranica. Per info: 3924795635 (Giampiero)

_____________presentazione del libro_______________

Il libro spiega in modo semplice e chiaro come il debito pubblico italiano non abbia nulla a che vedere con la spesa pubblica, e men che meno con la spesa sociale. Come il debito pubblico italiano sia gonfiato artificialmente a causa degli interessi da usura volutamente pagati dallo Stato agli speculatori. Il debito pubblico, infatti, è aumentato repentinamente a partire dal 1991, quando il ministro del Tesoro Andreatta decise, con l’allora governatore della Banca d’Italia Ciampi, di rendere autonoma la Banca d’Italia, obbligando così lo Stato a finanziare il proprio debito pubblico attraverso i mercati finanziari. A partire da quella data gli interessi pagati dallo Stato sono schizzati alle stelle e con essi il debito, che dal 60% è passato al 120% in pochi anni. L’esplosione del debito pubblico è diventata l’argomento per giustificare politiche di tagli e rigore. Così, dal 1992 la spesa pubblica è stata continuamente tagliata producendo un risultato straordinario: da quell’anno lo Stato registra un avanzo primario, cioè la spesa è regolarmente minore delle entrate, fatte salve le spese per interessi. In questo modo lo Stato è diventato in questi trent’anni una gigantesca idrovora che prende i soldi dalle tasche dei cittadini e li sposta nelle tasche degli speculatori e della rendita finanziaria. Il tutto è giustificato da un enorme debito pubblico che nulla ha che vedere con la spesa, perché è tutto integralmente dovuto agli interessi da usura che lo Stato paga agli speculatori. Il libro chiarisce i termini di questa gigantesca truffa e avanza proposte su come uscirne.


(22.12.14) Zingonia-Ciserano. “Prima le persone” – Comunicato stampa

Rifondazione Comunista sostiene la mobilitazione degli abitanti di Zingonia, che hanno annunciato per la giornata odierna (Bergamo, ore 15.00, davanti al Palazzo della Provicia di Via Tasso) la presentazione delle proprie proposte per la rinascita e la riqualificazione di Zingonia-Ciserano.

Come è noto, il Comune di Ciserano e la Regione Lombardia intendono procedere alla demolizione del quartiere preceduta dalla espropriazione e “deportazione” degli abitanti delle cosiddette “torri”, per fare posto – attraverso un ingente investimento di pubblico denaro – ad edifici commerciali.

Tale progetto, spacciato come riqualificazione, si presenta come una evidente speculazione che aggraverà i problemi di Zingonia, tanto che con la cacciata di fatto di una parte di abitanti, Zingonia resterà un quartiere ancora più disabitato, con il rischio che aumenti ancora di più la criminalità e lo spaccio di droga.

Auspichiamo pertanto che la nuova Amministrazione provinciale accolga con attenzione le proposte dei residenti di Zingonia, cioè di coloro che sono le prime vittime dello stato di degrado del quartiere. Un degrado che è da ascrivere principalmente alla responsabilità della Amministrazione locale, che ora pensa di risolvere i problemi calpestando i bisogni e gli interessi degli abitanti

Anche noi ci opponiamo all’abbattimento delle “torri” e pensiamo che si debba invece arrivare ad un reale progetto di riqualificazione alternativa, anche tramite la messa in campo di iniziative volte alla ricostruzione di servizi e spazi di socialità per le persone che abitano Zingonia.

Solo coinvolgendo i cittadini e le cittadine che vi abitano si può riqualificare un territorio, non cacciandoli via. (Bergamo, 22.12.14, Francesco Macario, segretario provinciale di Rifondazione Comunista)


(28.12.2014) BERGAMO. CENA SOCIALE dei GIOVANI*COMUNISTI

Anche questo anno i Giovani Comuniste/i Bergamo organizzano la cena di autofinanziamento. Il ricavato servirà per sostenere le pratiche mutualistiche e di resistenza contro la crisi e contro l’austerità: picchetti anti-sfratto, sportello migranti, sportelli sociali, ecc…

>>>>Resisti, Lotta, Ama<<<<<

Domenica 28 dicembre da ore 19.30 a ore 24
Circolo ARCI “Sputnik” Grumello al Piano
via Gorizia 17 – BERGAMO

Parteciperà e porterà un contributo con un breve intervento: Anna BELLIGERO (Coordinatrice nazionale dei Giovani Comunisti)

Tutta la sera DJ set con Cricro Dj

Menù: Torte salate, Verdure grigliate, Bruschette, Frittata vegetariana, Gnocchi alla romana, Cus Cus marocchino, Parmigiana alle melanzane, Patate al forno, Dolci natalizi. 1/4 Vino, Acqua, The marocchino alla menta.

///Cena >> 15€ (escluso caffe e superalcolici post cena)
///Cena + tessera2014 >> 20€

Prenotazione necessaria entro il 20 Dicembre 2014. Per info: 329.0431217 (Olmo), 349.5120487 (Giudi) oppure via mail a: giovanicomunistibergamo@gmail.com

Alla cena si potrà anche rinnovare la tessera per il 2014, per chi ancora non l’avesse fatto.


(19.12.14) Cuba. V. Armanni: Un evento storico che apre nuovi spazi di crescita per l’isola e che gioverà al mondo intero

“Un evento storico, che gioverà a tutto il mondo”. È con queste parole che Vittorio Armanni, rappresentante della delegazione a Cuba dell’Ente Bergamaschi nel mondo esprime gioia e soddisfazione per il disgelo tra Stati Uniti e Cuba, annunciata contemporaneamente dal Presidente cubano Raul Castro e dal presidente statunitense Barack Obama.

Una svolta di portata epocale, che segna la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e che, almeno nelle intenzioni del capo della Casa Bianca, dovrebbe portare all’abrogazione dell’embargo entro il 2016.

Segnali di disgelo tra i governi di Washington e L’Avana, nemici storici sin dalla metà del Novecento, sono frutto di un lungo percorso di mediazione, che si era potuto scorgere osservando la storica stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro in occasione dei funerali di Nelson Mandela nel 2013.

Si tratta di avvisaglie di distensione che erano già stati colti dalla gente a Cuba, come spiega Armanni: “È un evento storico, una notizia molto importante e positiva, una svolta attesa da tempo e che già si percepiva nell’isola sudamericana, una notizia che aveva già cominciato a circolare negli ultimi tempi e che nelle ultime settimane si era intensificata. Da sempre, infatti, Cuba ha cercato di superare il blocco economico e finanziario posto dagli Stati Uniti nei suoi confronti. Un blocco che è costato molti milioni di dollari al popolo cubano e che ne ha limitato lo sviluppo commerciale.

Porre fine a questa condizione, quindi, significa creare nuovi spazi per una crescita economica del territorio cubano.

Certo, Obama avrebbe potuto compiere questa scelta precedentemente, all’inizio del proprio mandato, a fronte delle simpatie, ricambiate, verso Cuba. Un ritardo dovuto ai tempi lunghi che tutti i grandi traguardi richiedono ma, dovuto anche agli ostacoli delle lobby conservatrici, e al peso elettorale degli esuli anticasatristi della Florida.

La tempistica, con ogni probabilità, non è casuale: l’avvicinamento è arrivato nel momento in cui il suo consenso elettorale ha toccato i minimi e si sta avvicinando la scadenza delle elezioni presidenziali del 2016. Ma è apprezzabile la sua determinazione nel compiere questa scelta economica e politica. Va peraltro considerato che, in qualità di presidente statunitense, Obama dispone di tutto il potere per stabilire la fine dell’embargo, e invece la decisione effettuerà il passaggio parlamentare, dove i Repubblicani hanno dichiarato la loro contrarietà, ma che non potrà non considerare un dato emerso dai sondaggi degli ultimi giorni: oltre il 50% dei cittadini americani si dichiara favorevole al superamento del blocco economico verso Cuba”.

A trarre beneficio da questa scelta, sottolinea Armanni, sarà il mondo intero: “L’abbattimento del muro che si era creato tra Stati Uniti e Cuba avrà effetti positivi sia per il popolo statunitense sia per il popolo cubano, ma più in generale, porterà vantaggi a livello mondiale.

È la dimostrazione che la politica dei blocchi ha fallito e non serve: colpisce tutte le realtà coinvolte e le danneggia entrambe. Per effetto dell’embargo, ad esempio, Cuba non poteva usufruire di tecnologie fondamentali a supporto del settore sanitario che rappresenta una vera e propria eccellenza per l’intera umanità. Auspico che il superamento delle ostilità possa essere un esempio per abbattere i muri issati alla frontiera con il Messico e in Palestina e che siano fatti passi concreti per una soluzione pacifica in Medio Oriente all’insegna di “due popoli due Stati” . Così come è importante giungere al superamento delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti ed Europa contro la Russia, considerando che a pagare pesantemente le misure sanzionatorie sono i paesi dell’Unione Europea, che in questo quadro vedono ridimensionate le proprie possibilità di scambi commerciali, mentre la Russia sta rafforzando i propri rapporti con i Paesi emergenti del ‘Brics’( Brasile,Russia, India, Cina e Sudafrica) .

Ritengo, perciò che non si possa uscire dall’attuale situazione di crisi economica chiudendosi, ma ampliando i propri orizzonti e favorendo la formazione di sinergie tra i diversi Paesi basato sui principi della sovrana uguaglianza e del rispetto dell’autodeterminazione dei popoli”.

Per giungere all’avvicinamento tra Stati Uniti e Cuba, Papa Francesco ha avuto un ruolo strategico e di mediazione. Il rappresentante dei bergamaschi a Cuba evidenzia: “Storicamente, la voce del Pontefice ha inciso e incide sulle dinamiche dei rapporti economici e politici tra i diversi Paesi. L’impegno di Papa Francesco è stato molto importante, arginando arroganti strapoteri che ostacolano le possibilità di costruire un mondo migliore”.


(19.12.14) Prc-Bergamo. Solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori delle province

La Federazione Provinciale di Bergamo del Partito della Rifondazione Comunista esprime massima solidarietà e sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori delle province.

Il riordino delle funzioni previsto tra Città metropolitane e Province non è stato attuato e le ricadute per il personale e per i cittadini sono preoccupanti. I  miliardi di tagli previsti dalla legge di stabilità condannano gli enti interessati (Comuni, Provincie e Regioni) al dissesto finanziario, alla drastica riduzioni dei servizi e all’aumento delle tasse locali. Per i cittadini significa avere sempre meno servizi ed è a rischio la protezione sociale. Tra la riforma Delrio e la legge di stabilità il governo PD taglia 20.000 posti di lavoro, per non parlare dei precari che non verranno stabilizzati.

Ribadiamo fermamente che tagliare il personale delle Provincie, creando esuberi, metterà in serio pericolo fondamentali servizi quali l’edilizia e la sicurezza delle scuole, i trasporti, la viabilità, i servizi ambientali. Un’operazione che rischia di precipitare nel caos servizi essenziali e che farà perdere anche a Bergamo centinaia di posti di lavoro

Questo è del tutto inaccettabile, il debito pubblico non lo creano i lavoratori! 

Questo governo a guida PD fa annunci populisti come l’abolizione delle Province, la cancellazione del Senato elettivo, per fini propagandistici e non si cura delle conseguenze sui cittadini e i lavoratori. Siamo di fronte in tutti i settori – pensiamo anche alla sanità – ad un piano di smantellamento dei servizi pubblici chiaramente a favore del settore privato che troverà strade spianate per inserirsi nei vuoti creati ad arte dal governo.

Da sempre, come comunisti, sosteniamo che i servizi per la cittadinanza debbano essere pubblici e certamente quanto sta accadendo va in direzione contraria.

Sosterremo tutte le iniziative che verranno messe in campo dai lavoratori e dalle parti sindacali per tentare di far rientrare questa ulteriore emergenza sociale. (Francesco Macario, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Bergamo, 19 dicembre 2014)


(21.12.14) Lovere. 71° anniversario della fucilazione dei TREDICI MARTIRI


(14.12.14) Valbrembana. Soldi alla Bre.be.mi ma niente alla variante di Zogno

TRA I DUE LITIGANTI, IL TERZO…. PRENDE I MILIONI

Sulla Valle Brembana si accendono i riflettori ogni qualvolta un’azienda chiude o un semplice incidente sulla provinciale 470 pregiudica il normale flusso viario e veicolare, riportando l’attenzione sulla tanto agognata variante di Zogno. In valle non mancano occasioni, l’ultima, l’assemblea con i lavoratori MVB, per ribadire l’enorme utilità dell’opera soprattutto per riportare gli investitori in valle, con politici e amministratori che si prodigano a chi la dirà più grossa per rassicurare i cittadini.

Insomma è venuto alla luce il grosso problema della mancanza di coperture economiche per poter terminare quest’opera pubblica. Problema che ricordiamo è dovuto per lo più ad errori di valutazione in fase di progettazione; errori non piccoli visto che mancano ben 24 milioni.

Una somma difficile da recuperare, a detta degli amministratori, infatti tra tagli del governo e altre spese, non ci sono fondi sufficienti e ognuno dovrà fare la propria parte, portando la discussione al livello di bega politica da pollaio.

E mentre il presidente della provincia Rossi (PD) e l’assessore regionale Terzi (Lega Nord) litigano rimpallandosi le responsabilità e promettendo, per adesso, solo sulla carta, i milioni necessari per poter terminare l’opera, Renzi (PD) e Maroni (Lega Nord)  in un baleno regalano TRECENTO MILIONI alla PRIVATA e tanto chiacchierata BreBeMi per risanare il bilancio.

I promotori della BreBeMi hanno proposto una nuova autostrada rivelatasi poi totalmente inutile, come da sempre hanno denunciato i comunisti, ma che non sarebbe costata NULLA ai cittadini. Ora la  società promotrice della BreBeMi versa in gravi difficoltà economiche, tanto che nemmeno riesce a terminare alcuni raccordi, e chiede quindi il sostegno della finanza pubblica, cioè i soldi delle tasse dei cittadini per non fallire. E il governo e la regione Lombardia subito trovano i trecento milioni per sostenere la società privata della BreBeMi mentre i 24 milioni per terminare la fatidica variante di Zogno si dice ai cittadini non si sa dove trovarli.

Come spesso accade in Italia negli ultimi anni, si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite a discapito di interventi molto più utili e indispensabili, come proprio la variante di Zogno e di opere per la prevenzione e il recupero dell’intero territorio vallare dal rischio idrogeologico.

Ma aldilà delle chiacchiere e delle promesse, i cittadini della Valle Brembana, e non solo, visti i gravi disagi dovuti alle frane in valle Imagna e val Serina, dovranno accodarsi alla soluzione dei problemi privatissimi dei potenti di turno e aspettare ancora per poter vedere realizzate le opere pubbliche necessarie, ma incompiute, con conseguenti disagi e danni economici. (14.12.14, Gianpiero Bonvicino, segretario PRC-SE Valle Brembana e Imagna)


(19.12.14) Trescore B. Dopo lo sciopero generale: INCONTRO PUBBLICO contro “Jobs Act” e per il lavoro

Riuscito lo sciopero generale del 12 dicembre. Il governo Renzi è il problema e i lavoratori hanno indicato le risposte. Basta con l’obbedienza alla Merkel; basta con le demolizione dei diritti; basta povertà, precarietà e disoccupazione; no Jobs Act. Dalla crisi si esce non con i tagli, ma con un piano per creare lavoro; non premiando i ricchi e colpendo i poveri, ma ristabilendo una politica di giustizia sociale; non limitando la democrazia, ma riaffermandola; non tagliando i diritti dei lavoratori, ma rafforzandoli ed estendendoli. Ora possiamo e dobbiamo andare avanti.

* Venerdì 19 dicembre, ore 20.45

ASSEMBLEA PUBBLICA presso Sala Centro anziani di Via Lotto 25 a Trescore Balneario

“CAMBIARE SI PUO’. CAMBIARE SI DEVE: LA LOTTA PER IL LAVORO CONTINUA”

Intervengono:

Eliana COMO (Comitato centrale Fiom-Cgil)

Augusto ROCCHI (Direzione nazionale Partito della Rifondazione Comunista)

Introduce: Tiziano GHIDELLI ( Rifondazione Comunista – Circolo della Valcavallina)

Locandina: Qui

L’incontro è promosso dal Circolo di Rifondazione Comunista della Valcavallina. Borgo di Terzo, Via Rivolta 1. Per comunicazioni: tel. 3498782624 – mail: alternainsieme@yahoo.it


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