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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 26, 2020

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(22.10.20) Dalmine. La destra quando si tratta di togliere la libertà a qualcuno perde il pelo ma non il vizio…

(22.10.20) Dalmine. La destra quando si tratta di togliere la libertà a qualcuno perde il pelo ma non il vizio…

Volantino Prc/Se

1. Dalmine. La destra quando si tratta di togliere la libertà a qualcuno perde il pelo ma non il vizio…

L’Amministrazione comunale di Dalmine ha votato per vietare gli spazi pubblici a chi non si dichiara anticomunista.

E’ una decisione che non sta in piedi, perché illegittima e anticostituzionale, col rischio quindi – se non verrà ritirata – di contenziosi legali e conseguente perdita di denaro pubblico.

Tutte le associazioni e le forze antifasciste della città hanno espresso la loro contrarietà ad un atto che tradisce l’intento di togliere il diritto di parola a chi dissente o si oppone, sia o non sia comunista.

Questa pretesa risulta particolarmente assurda in una città come Dalmine dove tante persone hanno lottato come comunisti e comuniste per la libertà, i diritti dei lavoratori, la democrazia, nei luoghi di lavoro, nella vita sociale e politica, nel sindacato, nell’amministrazione comunale.

Una città in cui il viale principale è stato dedicato alla grande figura di Natale Betelli, partigiano, torturato e assassinato dai fascisti nel marzo 1945, comunista.

Rifondazione Comunista, insieme alle altre associazione democratiche e antifasciste della città, è impegnata perché quanto deliberato nei giorni scorsi venga annullato.

La Lega e gli altri partiti del centro-destra si preoccupino piuttosto della buona amministrazione del comune che è stato loro affidato dai cittadini nelle ultime elezioni.

2. A Dalmine c’è altro a cui pensare. Il comune si preoccupi della devastante autostrada che rischia di piombarci addosso!

Il centro-destra ha voluto sollevare questo polverone per nascondere evidentemente le difficoltà che attraversa sia in conseguenza della pessima gestione del Covid in Lombardia sia per le inchieste sugli illeciti che stanno venendo alla luce riguardo il partito di Salvini in Lombardia e in bergamasca.

C’è purtroppo anche dell’altro che riguarda invece direttamente la città di Dalmine.

E’ di questi giorni la notizia che la cordata politico-finanziaria interessata a fare l’autostrada Treviglio-Bergamo avrebbe trovato un accordo – grazie ai 130 milioni di finanziamento pubblico dalla Regione – per realizzare tale opera devastante per il territorio.

I soldi pubblici per gli affari e la distruzione dell’ambiente ci sono. Non ce ne sono invece invece per rilanciare – dopo la catastrofe del Covid – la sanità pubblica e neppure per risolvere correttamente i problemi del trasporto rafforzando i sistemi alternativi, compatibili con il territorio, per liberarlo dall’assedio del traffico ed evitare altro consumo di suolo.

 La politica si piega ancora una volta alle richieste del mondo degli affari e della speculazione e incentiva un modello di sviluppo fallimentare e distruttivo in ossequio agli interessi della finanza e del nuovo business della logistica e dell’e-commerce.

 Si vuole risolvere il problema togliendo il diritto di parola ai comunisti e a coloro che si oppongono allo scempio?

3. In Italia i diritti del lavoro e la giustizia sociale sono arrivati al punto più basso dal dopoguerra. E’ il neo-liberismo.

La soluzione è mettere a tacere tutti coloro che si oppongono alle ingiustizie?

La nostra società sta vivendo una fase grave e drammatica in particolare per quanto riguarda per le condizioni dei lavoratori e dei ceti popolari.

Questo in un paese come l’Italia dove…

* ormai meno del 10% della popolazione detiene più del 50% delle ricchezze – come nel 1900 – ma dove la politica si preoccupa soprattutto di fa pagare meno tasse ai ricchi…

* con 5 milioni di poveri e tante persone costrette alla disocupazione o al lavoro precario, abbiamo l’età pensionabile più alta d’Europa, ma la politica e il padronato puntano l’indice solo contro il sussidi ai poveri, contro il reddito di cittadinanza o contro “quota cento”;

* abbiamo un livello di salari tra i più bassi d’Europa, ma il padronato – come ha fatto qualche giorno fa con i metalmeccanici – dichiara che di non voler concedere alcun aumento contrattuale;

* abbiamo un patrimonio di edilizia abitativa decisamente superiore a quanto basterebbe per garantire la casa a tutti, ma c’è un sacco di gente senza casa e nella totale precarietà abitativa;

* per decenni ci hanno detto che bisogna ridimensionare il settore pubblico e ora abbiamo un milione di dipendenti pubblici in meno: con una scuola pubblica e con la sanità pubblica depauperate, tanto che da tempo mancano medici e infermieri (come purtroppo si è visto con la crisi del Covid);

* Governo e Regione Lombardia – per non inimicarsi Confindustria – non hanno istituito la “zona rossa” in Valseriana provocando un numero spaventoso di vittime da Covid; e la Regione a guida leghista ha gestito la crisi sanitaria, in modo indecente;

* il padronato – col sostegno di governo e centro-destra – è intenzionato a gestire il Ricovery Fund secondo i propri interessi lasciando solo le briciole per i bisogni reali del Paese e dei lavoratori.

L’elenco dei tanti problemi – che gravano sulla vita quotidiana dei lavoratori, giovani, pensionati, donne – potrebbe continuare a lungo.

Purtroppo, come dimostrano le recenti risoluzioni europee, non è solo l’amministrazione comunale di Dalmine a pensare che la risposta è quella di togliere la parola ai ceti popolari e alle loro espressioni politiche che si battono contro questo stato di cose.

 Per questo le comuniste e i comunisti continueranno ancor di più a lottare: per l’unità dei lavoratori e di tutti coloro che stanno su-bendo questo sistema politico ed economico insostenibile.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Rifondazione Comunista, Circolo di Dalmine e Federazione di Bergamo e provincia – 15-22.10.20

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