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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | September 28, 2020

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(28.08.20) Referendum sul taglio dei parlamentari. Il 20 e 21 settembreVOTA NO

(28.08.20) Referendum sul taglio dei parlamentari. Il 20 e 21 settembreVOTA NO

 Volantino a cura Prc/Se Caravaggio e Sinistra per Caravaggio

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REFERENDUM SUL TAGLIO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI

La Legge di modifica della Costituzione sottoposta a referendum riduce i parlamentari da 630 a 400 alla Camera, da 315 a 200 al Senato. L’esito del voto sarà valido comunque, indipendentemente dal numero di elettori votanti.

C’è bisogno di più democrazia e partecipazione, di qualità della politica e di chi la fa. Ma così non la ottieni.

TAGLIANDO IL PARLAMENTO

TAGLI SOLO LA VOCE DI NOI ELETTORI

E LA TUA POSSIBILITA’ DI ESSERE RAPPRESENTATO.

PER QUESTO TI INVITIAMO A VOTARE NO IL 20 E 21 SETTEMBRE

IL PARLAMENTO. E’ un principio fondamentale della Costituzione della Repubblica che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita” in primo luogo con il voto col quale elegge i suoi rappresentanti nel Parlamento. Il Parlamento ha l’incarico di fare le leggi.

IL PARLAMENTO E’ MALATO. Ma non è questione di numeri, di costi, di poltrone da sforbiciare.

E’ in crisi perché è stato, privato di un suo ruolo e voce autonoma. L’intera sua attività di fare le leggi e quella delle Commissioni tramite cui lavora, sono succubi del Governo che avrebbe il compito di eseguirle, e che invece “detta l’agenda”, togliendo autonomia al lavoro dei parlamentari. Lo fa con decreti legge approvati senza reale urgenza, con voti di fiducia a raffica per imporre le sue decisioni, con il ricatto sui tempi di approvazione delle leggi, (a volte, come l’ultima Legge Finanziaria, votate senza essere lette!).

L’autonomia del Parlamento è minata dagli attuali meccanismi di elezione dei parlamentari, che trasformano gli eletti in “nominati” dai capi partito e spesso vengono scelti più per la loro fedeltà che per la loro qualità.

Il Parlamento è malato anche perché non rappresenta più la maggioranza degli elettori. Le attuali leggi elettorali “maggioritarie” lasciano senza rappresentanza milioni di cittadini e sottomettono i parlamentari al “volere” dei vertici di partito che li impongono agli elettori. Anche da qui viene il discredito, la sfiducia, il risentimento crescente degli elettori verso il comportamento dei parlamentari, percepiti come “casta” perché non rispondono più alle esigenze, alle aspirazioni, ai problemi reali dei rappresentati.

Indebolirà ulteriormente il legame tra UN RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE. Infatti :

° Indebolirà ulteriormente il legame tra gli elettori e chi li rappresenta. Il taglio dei parlamentari ridurrà a pochissimi i rappresentanti di alcune regioni. Impedirà a partiti col 5% alla Camera e il 10% al Senato di avere rappresentanti. Impedirà a chi ha pochi soldi di fare campagna elettorale in vasti territori. Farà di noi il popolo europeo meno rappresentato nel proprio Parlamento.

° Non aumenta l’efficienza, ma rende più precario e macchinoso il lavoro delle Camere, delle Commissioni e degli altri organi del Parlamento. La legge Fornero fu fatta in 16 giorni!

° Il risparmio (pari al costo di un cappuccino all’anno per ogni abitante) è irrilevante rispetto alle dimensioni del bilancio dello Stato. Ben maggiore sarebbe riducendo drasticamente privilegi e stipendi.

Avremo un Parlamento più piccolo, meno rappresentativo di noi elettori e, dato il meccanismo “maggioritario” di elezione, più obbediente alle segreterie di partito e meno attento alle nostre esigenze.

LA CURA CHE SERVE. Non è questione di numeri, di costi, di poltrone da tagliare.

Al contrario occorre riaffidare agli elettori la scelta dei candidati al Parlamento e quindi il controllo del loro operato, togliendola dalle mani dei capi dei partiti, che sono oggi diventati partiti “personali”, mentre un tempo erano organizzazioni popolari, strumenti di partecipazione democratica. Oggi votiamo solo “liste preconfezionate”.

Occorre ridare al Parlamento la capacità di rappresentare “tutti” i cittadini e i territori, ai quali deve rispondere delle decisioni assunte. Occorre quindi cambiare, con una legge elettorale “proporzionale senza sbarramento”, le attuali norme elettorali “maggioritarie”, che prima rendono possibile ai vertici di partito il controllo della scelta dei candidati e rendono poi possibile al Governo il controllo di un Parlamento ubbidiente.

Occorre ridare centralità e autonomia di azione al Parlamento, oggi subalterno al potere del Governo sempre più esteso e incontrollato, contrastando la pratica di spostare fuori dal Parlamento la sede del dibattito e delle decisioni proprie delle Camere.

> Il taglio dei parlamentari colpirà anche gli equilibri tra le istituzioni, perché avrà conseguenze negative sull’elezione del Capo dello Stato, della Corte Costituzionale, del Consiglio Superiore della Magistratura…

> Il taglio dei parlamentari è un ulteriore tentativo di modificare la natura democratica della Costituzione, dopo quelli falliti, tentati prima dalla P2 di Gelli, e poi coi referendum del 2006 (Berlusconi) e del 2016 (Renzi). Restringe la rappresentanza parlamentare, in linea con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il potere di legiferare del Parlamento e di sottomettere quest’ultimo al potere esecutivo del Governo.

E’ quello che pretendono a gran voce i gruppi economici e finanziari, ormai sovranazionali, che non “digeriscono” le Costituzioni democratiche, che prevedono parlamenti eletti e rappresentativi del popolo sovrano, nate dalla tragica esperienza del nazifascismo e della seconda guerra mondiale.

BASTA MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE !LAVORATE PER ATTUARLA nei suoi principiin merito al lavoro, alla salute, alla scuola e alla cultura, all’ambiente e al paesaggio, alla solidarietà, all’uguaglianza e alla pace.

TAGLIANDO IL PARLAMENTO TAGLIAMO SOLO LA VOCE DI NOI ELETTORI

NON FARTI IMBROGLIARE ! VOTA NO

A CURA DI : SINISTRA per CARAVAGGIO

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

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