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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 1, 2020

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(05.03.20) Bergamo. “Il coronavirus avanza, sulla Bergamasca sventola bandiera bianca”

(05.03.20) Bergamo. “Il coronavirus avanza, sulla Bergamasca sventola bandiera bianca”

Il coronavirus avanza, sulla Bergamasca sventola bandiera bianca

Gli ultimi dati diffusi dalla regione Lombardia evidenziano come nella nostra provincia si sia ormai in forte difficoltà. La Val Seriana, in particolare, è a detta dell’assessore regionale al welfare Giulio Gallera ormai diventata il picco lombardo dei contagi, i rapporti economici intercorrenti tra le aziende della zona e la Cina ne hanno fatto un punto critico. Fin dall’inizio dell’epidemia era apparso chiaro che la zona tra Alzano, Nembro e Gandino presentava valori preoccupanti ben più gravi di quelli della zona rossa del Veneto, ma non è stato preso alcun provvedimento specifico (zona rossa) per limitare la diffusione del contagio. E ancora oggi il governo tentenna.

La causa è la rilevanza economica dell’area (e le pressioni del locale mondo imprenditoriale e politico) e la sua vicinaza alla grande Bergamo (400.000 abitanti con il PIL pari a quello dell’intera Calabria e con all’interno il terzo areoporto a livello nazionale). Insomma l’economia davanti alla salute dei cittadini.

Oggi il deputato bergamasco Alessandro Sorte di Cambiamo! (ex FI) afferma candidamente che “l’idea di fare di Bergamo e della sua provincia una zona rossa avrebbe avuto senso 10 giorni fa” e noi ci chiediamo allora perché non lo ha chiesto e soprattutto perché non si è fatto? La risposta la dà lo stesso Sorte: “Una simile decisione sarebbe solo un colpo mortale alla imprese”, per cui alla fine propone che venga istituita dal governo “una zona ‘arancione’ che non preveda lo stop alla produzione delle imprese ma che sia più restrittiva, in termini di mobilità e di controlli, rispetto alle zone gialle”.

Siamo alle solite: libertà alle imprese e limiti ai cittadini; e infatti Sorte è parte di quella larga schiera di politici che ha sostenuto per anni che la sanità andava privatizzata. Politiche di privatizzazione della sanità e di finanziamento della sanità privata a scapito di quella pubblica che hanno avuto nelle giunte regionali di Formigoni e Maroni (in cui Sorte è stato consigliere e assessore) i promotori più pervicaci. Oggi siamo di fronte a un evidente affanno della indebolita sanità pubblica che sembra reggersi solo grazie all’abnegazione dei lavoratori del settore mentre il contributo della sanità private e minimo; ma Sorte pare ancora solo più preoccupato della sorte delle finanze degli imprenditori privati che della salute pubblica dei cittadini. (Bergamo, 05.03.2020,Francesco Macario, segretario provinciale Rifondazione Comunista di Bergamo e prov.)

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