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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 31, 2020

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(31.01.20) Lago d’Iseo. La narrazione tossica dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo

(31.01.20) Lago d’Iseo. La narrazione tossica dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo

di Paolo D’Amico (La Sinistra-Alto Sebino)

Il lago d’Iseo che sta bene, anzi benissimo, le acque incontaminate e i pesci sani e felici che ci sguazzano dentro, l’aria delle città lombarde che migliora sempre più con il passare degli anni, gli automobilisti vittime degli ambientalisti perchè le auto inquinano sì, ma poco: questo e altro ci è toccato ascoltare dalle parole dell’assessore regionale lombardo Ambiente Raffaele Cattaneo nel seminario su “Territorio, ambiente, salute del lago d’Iseo” tenutosi a Lovere il 29 gennaio e organizzato da Forza popolare, il centrodestra loverese.

Ci aspettavamo una lettura realistica della situazione ambientale del nostro territorio. Ci siamo trovati di fronte ad una comunicazione dell’assessore funzionale più ad una campagna elettorale che ad un seminario. Ci aspettavamo qualche proposta, qualche idea, nuovi finanziamenti per la salute del lago. Abbiamo ascoltato, invece, generiche banalità finalizzate ad evitare l’assunzione di impegni concreti. Proviamo allora a fare chiarezza.

LA SALUTE DEL LAGO
Cattaneo ha millantato miglioramenti (reali) legati alla balneabilità delle acque lacustri , alla sanità dei pesci (improbabile, forse perchè in via di estinzione), al collettamento fognario completato (ma piuttosto obsoleto) come fattori che determinano l’oggettivo buon stato di salute del lago.
Che la narrazione sia tossica lo dimostrano i risultati di una ricerca lunga tre anni a cura dell’Università milanese della Bicocca pubblicati nel 2018.
Cosa dice, in sintesi, lo studio curato dalla prof. Barbara Leoni, biologa dell’Università Bicocca di Milano? Tra i laghi profondi del Nord Italia, il Sebino è sicuramente quello che soffre di più. A causa del costante aumento dei nutrienti, della qualità delle acque medio-bassa, del calo consistente della presenza di ossigeno soprattutto nei fondali, della temperatura media dell’acqua negli ultimi anni in continuo aumento, dell’incremento della presenza di fosforo, uno dei principali rilevatori inquinanti per l’acqua dolce.
E ancora, tra le sostanze chimiche più diffuse sono stati rilevati i nitrati, la cui origine è principalmente umana perchè derivata dalla presenza di scarichi civili non monitorati e dall’utilizzo di fertilizzanti. Infine, dal “monitoraggio idrochimico” le principali sostanze misurate dall’Università sono ferro, isotopi d’acqua, manganese, nitrati e arsenico.
E, aggiungiamo noi, da un territorio che nell’ultimo secolo ha utilizzato il fiume Oglio come fognatura a cielo aperto e come discarica di materiali ferrosi dell’industria siderurgica che progressivamente scivolano ancora a lago. E che, ancora oggi, in parte, continua a utilizzare.

LA SALUBRITA’ DELL’ARIA L’assessore Cattaneo ha millantato qualche miglioramento (reale) nei dati dello storico sulla qualità dell’aria in Lombardia come evento che metterebbe in discussione il quadro effettivo denunciato dalla comunità scientifica e dal mondo ambientalista.
Le polveri sottili calano a Milano e Lombardia rispetto a dieci anni fa? Vero, ma se analizziamo bene i grafici Pm 10 e Pm 2,5 (2018, Il sole 24 ore) notiamo continue oscillazioni annuali che fanno pensare ad un andamento determinato non dai progressi delle scelte amministrative virtuose, ma dalla variabilità meteorologica.
Anche qui, se ci soffermiamo sull’ edizione 2020 di Mal’Aria, il dossier che Legambiente pubblica annualmente, emerge un 2019 nero dal punto di vista della qualità dell’aria, con un’emergenza smog sempre più cronica. Un quadro ben diverso dalla narrazione tossica di Cattaneo. Realtà urbane soffocate dallo smog, aria irrespirabile senza grosse differenze d’inverno e d’estate. Tra le principali fonti di emissione il traffico, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. In più, l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato e che provoca più del 20% dell’inquinamento globale in Lombardia, ma oltre il doppio nei contesti urbani.

Continua il dossier: “Secondo l’Agenzia Ambientale Europea (EEA) l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione. A pagarne le conseguenze, come sempre, sono i cittadini. Ogni anno sono infatti oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico E non sarà il rispetto dei limiti normativi imposti a tutelare la salute delle persone. Quello sarà solo un passaggio intermedio finché non si raggiungeranno i valori a tutela della salute segnalati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, molto più stringenti degli attuali limiti normativi. Ad oggi infatti i ¾ della popolazione urbana è esposta a concentrazioni troppo elevate rispetto a quanto indicato dall’OMS per le sole polveri sottili (Pm2,5). Decisamente troppo. In sostanza l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico”.

Con una sorpresa in più: l’aria che respiriamo sull’alto lago e in valle Camonica, a causa di fenomeni fisici e correnti atmosferiche, è la medesima pessima aria proveniente dalla pianura Padana!

CONCLUSIONE Dall’assessore Cattaneo ci aspettavamo qualche proposta operativa, al fine di segnare un cambio di passo rispetto allo stato ambientale delineato dalla comunità scientifica. L’assessore ha preferito interpretare il ruolo di politicante. Ci ha propinato qualche fake news, certamente molto meno vincolanti di un impegno concreto finalizzato ad affrontare lo stato di salute emergenziale del nostro lago e della nostra aria. (31.01.20, Paolo D’Amico, La Sinistra-Alto Sebino)

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