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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | July 4, 2020

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(25.01.20) Bergamo. In piazza contro la guerra

(25.01.20) Bergamo. In piazza contro la guerra

Bergamo. Sabato 25 gennaio, ore 15,30 – Piazza Vittorio Veneto

Nell’ambito della giornata di mobilitazione internazionale contro la guerra del 25 gennaio, promossa anche in Italia da un folto gruppo di organizzazioni (cfr. https://ilmanifesto.it/spegniamo-la-guerra-il-25-gennaio-in-piazza/), invitiamo le/i cittadin*, le/i lavoratrici/-ori e le associazioni al presidio in centro città nel pomeriggio di sabato 25 gennaio, a Bergamo, ore 15.30, Piazza Vittorio Veneto.

L’Italia non è una rampa di lancio

Gli Stati Uniti stanno utilizzando il nostro territorio come tappa di un ponte aero-navale per uomini e mezzi, come deposito di materiale bellico (anche nucleare) e come snodo strategico delle comunicazioni satellitari.

Da Aviano e Vicenza passando per Pisa, Livorno, Napoli, Sigonella e Niscemi, tutto il Paese è coinvolto nel nuovo conflitto che si sta preparando con l’Iran…

Perché?

- Perché l’Italia è oggi il 5° avamposto militare statunitense a livello globale.

- Perché dal 1954 la presenza delle basi statunitensi è coperta da segreto di Stato.  L’Italia è un Paese a sovranità limitata.

- Perché la politica estera italiana continua ad essere al servizio di quella degli Stati Uniti e della Nato.

L’Italia è un Paese in guerra da almeno trent’anni

senza che mai abbia subito minacce o attacchi da nessuno.

ORA BASTA

E’ tempo che l’Italia muova passi concreti verso una propria politica estera di pace, ricostruendo relazioni internazionali basate sul dialogo e la cooperazione. Il governo “del cambiamento” cambi davvero rotta rispetto al passato:

1 – non conceda l’uso delle basi per l’ennesima guerra voluta dagli Stati uniti;

2 – ritiri i soldati italiani dall’Iraq e da tutti gli scenari in cui agiscono come forze di occupazione. Viceversa, li impieghi di supporto alla protezione civile per le devastanti emergenze ambientali del Paese;

3 – riduca drasticamente le spese militari: 70 milioni di euro al giorno sono una pazzia! Si investa in occupazione, istruzione pubblica, sanità, cultura e manutenzione del territorio;

4 – fermi immediatamente l’esportazione ed il transito d’armi verso i Paesi del Golfo e la Turchia, prendendo esempio dal coraggioso sciopero dei portuali di Genova;

5 – firmi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari” approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU, si renda indisponibile al paventato stoccaggio di altre 50 bombe nucleari provenienti dalla Turchia e si attivi per sloggiare quelle già presenti sul territorio nazionale ad Aviano (pn) e a Ghedi (bs).

6 – rimuova il segreto di Stato sulla presenza militare statunitense come primo passo per mettere pubblicamente in discussione l’adesione dell’Italia alla Nato.

Per info, adesioni, comunicazioni: tel. 3389759975 (maurizio)

 

 

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