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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | May 21, 2019

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(17.03.19) Caravaggio (bg). Omaggio ai Caduti della Resistenza

(17.03.19) Caravaggio (bg). Omaggio ai Caduti della Resistenza

Domenica 17 marzo, ore 10.00. Corteo da inizio Via Nazario Sauro al cimitero di Caravaggio

Omaggio alle tombe dei partigiani BARUFFI CARLO, GRASSI ANNUNZIO, PALA FRANCO, PEREGO GIOVANNI (uccisi dai fascisti a Capralba il 13/14 marzo 1945) e del partigiano deportato BANFI GIAN LUIGI (morto il 10 aprile 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen) (*)

Partecipano:

  • Giuliano Banfi - vice presidente vicario di ANE-MI (Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti), figlio di Gian Luigi Banfi

  • Rappresentanza del Comune di Caravaggio

Partenza all’inizio di Via Nazario Sauro ore 10.00

Promuove: ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) – Sezione di Caravaggio; Aderiscono: Anpi cremasca, Cisl di zona, Spi-Cgil di Caravaggio, Liberi e Uguali, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra per Caravaggio

(*) Sulla figura di GIAN LUIGI BANFI, la cui famiglia ha abitato per molti anni a Caravaggio e al quale la nostra città ha dedicato una via, cfr. la scheda di Wikipedia qui

LETTERA DI GIAN LUIGI BANFI ALLA MOGLIE JULIA

GIANGIO A JULIA      Fossoli [martedì] 25 [luglio 1944]

Juliussa mia, come ti ho detto la situazione si è improvvisamente aggravata ieri sera. La soluzione è quella che ti ho detto… se occorrerà affronterò con serenità i disagi che il destino mi preparerà. L’unica cosa viva e vera e che mi preme dentro è il lasciarti e per quanto tempo? Abbiamo avuto tanti anni belli dietro di noi, abbiamo vissuto così uniti…Tutto fino ad oggi è stato così bello così intenso di affetto così ricco da darmi dentro la forza di resistere quanto sarà necessario. Sono un po’ preoccupato per la tua vita, ma qui mi raccomando allo zio, al quale io resti di esempio e monito, al papà, alla zia, ad Aurel, a tutti di esserti vicini con il loro affetto e col loro aiuto. Temo anche per te momenti difficili che dovrai affrontare senza di me: ma sono così sicuro della mia mogliettina, essa è così coraggiosa, così forte. Per me può darsi si possa, anche in caso di partenza, fare qualche cosa: vi sono esempi (di) ritornati dal campo. Non mi faccio, naturalmente, illusioni, ma so che tu non lascerai nulla di intentato… E poi forse sarà meno lunga di quanto oggi non possa sperare. Tu mi sarai sempre vicina, come io ogni sera appena il sole scenderà dietro l’ignoto orizzonte che mi aspetta, sarò presso di te, darò un bacio al mio cucciolo e poi parlerò parlerò con te; tutto quello che mi passerà nella testa o nel cuore sarà per te. Te l’ho già detto, mi pare di non aver fatto ancora a tempo a dimostrarti quanto io ti ami, ho bisogno di tanti e tanti anni. Buttiamo il nostro avvenire al di là di questi mesi neri e solitari e ci ritroveremo tutti e tre con una gioia rinnovata e purificata.

Ti rivedo, tanti anni fa quando ci siamo incontrati e poi, man mano che ho imparato ad amarti, la strada che abbiamo fatto insieme e che ci ha fatti l’uno nell’altro, una cosa sola. Pensa la prima volta quando venisti all’Elba… e poi il nostro matrimonio a Sant’Ambrogio. Non ci disse allora Don Carlo «Ciò che Dio unisce gli uomini non potranno dividere»? E così, ne sono certo, nessuno potrà dividerci anche se temporaneamente mi hanno sequestrato. E poi il nostro passero che mi sembrava così bruttino ed è invece sbocciato un bel fiore, colorito e vispo. Siigli vicina che non mi dimentichi…. Non lasciarlo però solo, sai quanto adori la mamma, che non gli resti la bocca amara, che non si debba ringoiare il suo affetto: so ora quanto costi. Del resto non fare economie: …tutto quello che è mio è tuo. Non pensare, che poi lavoreremo, lavoreremo e non ci mancherà nulla… Il papà spero sarà comprensivo e lo prego di alleviarti il peso che il destino ha appoggiato sulle tue spalle; dillo da parte mia a lui ed alla zia che quanto faranno per te e per il Giuliano sarà benedetto. Ho avuto ora (ore 16) il tuo affetto, te ne sono grato. Non hai idea quanto coraggio mi dai. Sì si tratta di conservare l’esistenza per ridarcela l’una all’altro. Cara cara Juliussa mi pare di sentirti in ogni parte della mia pelle in ogni goccia di sangue. Sono disperato ma non mi lascerò abbattere. Cercherò di dosare le mie forze, di conservarle. Un certo conforto trovo nella compagnia di L[odo] e di tanti cari uomini che sono stati prescelti e nella speranza che non sia lungo; penso ancora a tanti casi analoghi, a tanti prigionieri lontani da anni dai bimbi, dalla casa loro e cerco di dare un valore reale alla mia situazione senza lasciar prendere il sopravvento allo scoraggiamento. E poi sono certo che fra qualche giorno mi riavrò…. Amore caro forse è un po’ sconclusionata questa mia lettera ma ho scritto a spizzichi tra una notizia e l’altra, e poi mi pare di poter continuare così un lungo discorso con te, a impressioni e ricordi, tenendoti stretta stretta quasi col terrore di perderti: e stretta ti avrò sempre in cuore, viva, ai miei occhi. Ti bacio anch’io a lungo a lungo che duri finché io torni. Potrò farti avere notizie? Temo sia difficile ma sono sicuro che l’amore che ci unisce sarà un legame quasi altrettanto vivo. Io saprò di te e tu di me perché io ti sentirò e tu mi sentirai. Ti abbraccio e ti bacio a non finire. G.

Lettera scritta dal Campo di concentramento di Fossoli alla vigilia della partenza per il Campo di transito di Bolzano. Da qui G.L.Banfi verrà trasferito al lager di Mauthausen

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