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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 19, 2018

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(04.12.18) Riace e RiMaflow: due percorsi di solidarietà e mutualismo come pratiche concrete di coesione sociale e conflitto

(04.12.18) Riace e RiMaflow: due percorsi di solidarietà e mutualismo come pratiche concrete di coesione sociale e conflitto

 di Vincenzo Vasciaveo

Riace e RiMaflow: due percorsi che promuovono e domandano solidarietà e mutualismo come pratiche concrete di coesione sociale e conflitto.

Il percorso di RiMaflow, fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio, mostra come il mutualismo, gestito con e a supporto del conflitto sociale, possa creare occupazione e dimostrare contestualmente la praticabilità di un modello economico e produttivo fondato sull’autogestione che allude e prefigura nuovi rapporti sociali attraverso l’autoproduzione senza padrone.

L’esperienza ormai pluriennale di Riace si configura come un percorso esemplare in Italia che ricompone il moderno proletariato formato dagli ultimi e dai penultimi nella società capitalistica, praticando concretamente solidarietà, mutualismo e modelli di gestione delle migrazioni alternativi a quelli securitari ed intolleranti.

Intorno a questi due progetti concreti si è realizzata un’importante ripresa di solidarietà sociale, specialmente quando sono state e sono sotto attacco da parte delle forze dominanti che, ideologicamente, ripropongono invece modelli economici visibilmente incapaci di uscire dalla crisi o modelli securitari, peraltro velleitari ed inefficaci, rispetto a fenomeni migratori di portata globale, prodotti dalla stessa globalizzazione neoliberista.

Ma come questa solidarietà diffusa che si è prodotta negli ultimi mesi su Riace e RiMaflow può evolvere dalla risposta solidaristica immediata, sicuramente importante, in direzione di un processo strutturale di sostegno quotidiano e concreto, capace di tentare di garantirne la prosecuzione?

In altri termini, la grande partecipazione cittadina alla serata in Sala Alessi a Milano su Riace, necessaria per costruire consapevolezza e solidarietà con Mimmo Lucano, o la istanza attraverso la raccolta di firme per richiedere al Comune di Milano la cittadinanza onoraria al sindaco della cittadina calabrese, come possono proseguire e progredire in sostegno concreto,  costante, hic et nunc, a quel percorso, per non rischiare la dispersione delle coscienze e delle consapevolezze individuali e organizzate o la delega ad altri del processo solidaristico?

Anche per RiMaflow vale esattamente lo stesso discorso.

Accanto a presidi, manifestazioni, attestazioni di solidarietà, come sostenere concretamente quell’esperienza, unica in Italia di una fabbrica recuperata che ricostruisce occupazione in ottica di riconversione ecologica dell’economia in alternativa ai rapporti di produzione dati?

Dopo la vittoria del 28 novembre scorso (ottenuta grazie alla risposta solidaristica immediata e alla mobilitazione prodotta), che ha costretto la seconda banca italiana a venire a patti con gli operai e che ha impedito lo sgombero, è di tutta evidenza che non dobbiamo e non possiamo fermarci lì.

I prossimi mesi, infatti, dovranno servire a consolidare una prospettiva all’autogestione a e all’autoproduzione alla RiMaflow, per dimostrare che è possibile produrre in modo diverso e alternativo al modello economico capitalistico e per provare a generalizzare progressivamente questa possibilità.

La risposta a questa domanda sta nelle pratiche mutualistiche concrete che si mettono in campo quotidianamente e strutturalmente, uscendo dall’inevitabile episodicità di pur necessarie manifestazioni, presidi, istanze istituzionali, prese di posizione del momento. Ma come il mutualismo si può esprimere e praticare allargando la base di sostegno a esperienza di questo tipo?

Entrambe queste realtà consentono, per loro natura, di progettare queste pratiche.

Partiamo da Riace.

Anche sulla scorta di esperienze in atto nel mondo dell’economia solidale, Mimmo Lucano aveva ideato una moneta locale che servisse per gli acquisti locali in attesa delle rimesse statali al comune a sostegno dei migranti accolti nel paese (SPRAR)

Questa moneta poi serviva per il sostegno all’insieme dell’economia locale, ripresasi in virtù del ripopolamento della cittadina derivante dall’accoglienza dei migranti e che riguardava anche giovani del posto, i quali hanno potuto mettere o rimettere in piedi attività lavorative che creano occupazione (cooperative, esercizi commerciali, attività artigianali, strutture ricettive, ristorazione, turismo responsabile, ecc).

Di conseguenza le banconote servivano anche per tutti gli scambi locali, sostenendoli.

Nel momento in cui arrivavano le risorse statali, era possibile la loro conversione in euro.

Da quando però sono iniziate le difficoltà che conosciamo, mancando o riducendosi il rifinanziamento della moneta, chi l’aveva “in casa” se l’è trovata svalorizzata e inutilizzabile!

La Cooperativa Chico Mendes (che gestisce molte botteghe del commercio equo  e solidale a Milano e in Lombardia e che durante le festività gestisce con Radio Popolare il tendone di Garabombo alla fermata MM1 di Pagano a Milano) ha lanciato la campagna “Solidali con Riace” (www.chicomendes.it/solidali-con-riace-donazioni/), con la quale si chiede alle persone potenzialmente sodali di acquistare quelle banconote a 5 euro l’una, per poi girarne gli introiti a Riace.

Il catalogo delle banconote lo si trova sul sito.

In questo modo il progetto si rifinanzia e l’economia solidale locale può ripartire.

Questa ratica, beninteso, non sostituisce, ma implementa così il conflitto verso il Governo che ridimensiona e liquida gli Sprar, agendo però contemporaneamente e concretamente a sostegno dell’accoglienza e della economia solidale locale.

Perchè non si pensa ad organizzare questa campagna allargandola oltre l’attuale circuito del commercio equo e solidale? Perchè non sostenere Riace attraverso acquisti e preacquisti periodici e strutturali dei prodotti dell’economia solidale locale?

La cooperativa Chico Mendes, che oggi cogestisce assieme alla rete dei comuni solidali (Re.Co.Sol. – www.comunisolidali.org)) e Riace il progetto, è disponibile peraltro in ogni momento ad incontri di approfondimento e conoscenza sulla situazione a Riace e sulla campagna, oltre a supportarne il sostegno da parte dei soggetti collettivi, politici e sociali, che vogliono farlo proprio,

Allo stesso modo, RiMaflow ha promosso 5 anni fa, assieme a SOS Rosarno e col supporto della rete Genuino Clandestino e del Distretto rurale di Economia solidale del Parco Sud (DESR), la rete Fuorimercato – Autogestione in movimento (www.fuorimercato.com)

che si occupa di ordinare, stoccare e distribuire i prodotti della rete di produttori che aderiscono e quelli direttamente autoprodotti dagli operai della fabbrica recuperata (Amaro Partigiano, Ri-moncello, dolci e biscotti vari, cassette per i cesti natalizi e altri in progetto come il liquore Ri-ACE o la Vodka antisessista).

Già una sessantina di Gas del milanese si approvigiona con questi prodotti con ordini mensili.

Perchè non proporre degli acquisti o dei preacquisti a quanti vogliano concretamente e strutturalmente sostenere RiMaflow con i propri consumi quotidiani?

Perchè non pensare alla costituzione di una particolare forma di supporto simile alle CSA agricole (Community Supported Agriculture, www.arvaia.it), chiamandola Comunità di supporto all’autogestione, all’autorganizzazione, all’autoproduzione attraverso, ora, acquisti o preacquisti periodici (vedi listino) e domani, con la massa critica che si potrà costruire, finanziare i costi di produzione della fabbrica e ritornando il prefinanziamento in prodotti, considerati così per il loro valore d’uso e non per il valore di scambio?

Pratiche di questo tipo possono progredire in una prima fase in sostegno ad un mercato alternativo e subito dopo, se rese costanti e strutturali, in un’alternativa al mercato, appunto “fuorimercato”, come è il progetto e l’obiettivo della rete.

In questo modo si sostanzia il concetto di mutualismo, allargandolo anche fuori dalla fabbrica a quanti/e vogliono supportare in concreto le esperienze. E’ da qui che bisogna ripartire!

Evolvendo dal sostegno solidaristico politico del momento (pur importante, intendiamoci!) al sostegno strutturato e costante nel tempo, sostituendo una parte dei nostri consumi oggi presso le catene distributive o dalla agricoltura industriale con questo consumo solidale.

Il concetto mutualistico si configura come storicamente è stato: un piccolo contributo dei singoli a favore di un’obiettivo comune più ampio di autosostegno. In questo caso, poi, il contributo non è a fondo perduto, ma sostituisce il consumo presso le grandi catene distributive col consumo responsabile.

Così facendo e sperimentando, daremmo un impulso sia al consumo critico attuale, facendolo progredire verso il sostegno a progetti di cambiamento sociale fuori dai circuiti tradizionali e daremmo connotazioni concrete alla solidarietà politica, destinata altrimenti a rischi di inefficacia e dispersione.

Oltre naturalmente a supportare e allargare i progetti di Riace e RiMaflow che, non dimentichiamolo, se rimanessero confinati in sé stessi, rischierebbero il fallimento.

Tutte le pratiche mutualistiche hanno bisogno di un respiro ampio e organizzato, sia per vivere che per dotarsi di un orizzonte trasformativo reale.

Rappresentano un “fare da sè” nell’immediato, mentre si lavora per un cambiamento politico, che non si produce con la sola denuncia e con la sola propaganda. Il consenso oggi non si forma dicendo “noi faremo così”, ma proponendo quello che già si fa in concreto, rendendo così credibile e plausibile il cambiamento.

Tempo fa tutto questo si chiamava “praticare l’obiettivo”. Oggi potremmo aggiungere: “concretizzare la solidarietà, strutturare il mutualismo, per un altro mondo possibile”. Come si dice in RiMaflow.  “Difendere il mutualismo, difendersi col mutualismo!”

(da www.rifondazionelombardia.it)

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