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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | September 23, 2018

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(03.09.18) La manifestazione antirazzista di ieri a Villa di Serio

(03.09.18) La manifestazione antirazzista di ieri a Villa di Serio

Intervento di Cristiano Poluzzi e M. Mazzucchetti, della segreteria provinciale Prc/Se-bg

Una ventata d’ossigeno di cui avevamo bisogno. Ieri la Bergamo antirazzista e solidale ha risposto in massa all’appello di Villa di Serio. All’odio razzista della Lega e di chiunque voglia fomentare una guerra fra poveri che richiama le pagine più nere della nostra storia, più di mille persone hanno risposto con un secco, fermo e pacifico NO.

Donne e uomini, giovani e meno giovani, tutti uniti nella lotta antirazzista. La bontà delle nostre idee non può e non deve però farci adagiare sugli allori. La risposta di Villa di Serio è un segnale forte che non va sottovalutato e che segue la bella, colorata e partecipatissima manifestazione di Milano. Le piazze devono tornare a riempirsi per contrastare il finto governo del cambiamento, tutto concentrato a fomentare l’odio verso i migranti per distrarre le persone dai problemi reali del Paese attorno a cui la Lega, va detto, ha costruito parte del proprio consenso.

È da qui che dobbiamo ripartire. Uniti, certo. L’antirazzismo è un valore di civiltà, come l’antifascismo. Ma l’unità non può e non deve essere un astratto indefinito né divenire oggetto di pallide, vuote e ormai grottesche tentazioni frontiste e uliviste.

Dobbiamo ripartire dal basso, dai molti giovani presenti al presidio e da chi, negli anni, ha sempre scelto, come il nostro partito, con coerenza da che parte stare. La sinistra, se vuole tornare a rappresentare una proposta politica alternativa e concreta a Salvini e alla Lega, non può prescindere da questo punto. La piazza deve essere ampia e piena di soggettività, libere nel manifestare ed esprimere la loro autonomia. Può anche capitare che su un tema come il razzismo, liberisti e antiliberisti si ritrovino nella stessa piazza, ma a condizione che gli uni e gli altri siano ben riconoscibili e che i motivi della mobilitazione non nascondano le profonde differenze politiche. Altrimenti, a prevalere saranno solo le posizioni di coloro che hanno più capacità di penetrazione mediatica, i liberisti, mentre quanti hanno posizioni diverse scompaiono rischiando di lasciare spazio alla resurrezione di soggetti politici screditati in conseguenza delle loro politiche antisociali.

L’alternativa infatti non si costruisce con chi è responsabile dell’impennata di consensi di cui oggi gode la Lega. Non dimentichiamoci che se Salvini è ministro dell’Interno molte responsabilità ricadono su chi ha promosso le peggiori leggi antipopolari: la Riforma Fornero, il Jobs Act, la Buona Scuola. Gli stessi che oggi, dai banchi dell’opposizione parlamentare, difendono quanto fatto e al tempo stesso cercano di appropriarsi della piazza antirazzista in ottica meramente elettorale.

A costoro, ai novelli fautori di un centrosinistra fuori dal tempo, ad un Pd che è fra le cause non secondarie dell’ascesa della Lega, diciamo NO. L’alternativa alla Lega, per poter essere credibile, deve essere radicale e popolare. Dobbiamo unire la lotta al razzismo a quella per i diritti dei lavoratori, in una grande battaglia per l’abolizione della Riforma Fornero, del Jobs Act e della Buona Scuola; per ridare un futuro e una dignità ai tanti e alle tante under 30 a convivere con la quotidianità drammatica del precariato, dell’instabilità lavorativa, dell’impossibilità di vivere una vita dignitosa.

Alla Lega, che parla solo di Flat Tax e odio verso i migranti, opponiamo un’idea diversa di Italia: solidale, accogliente, certo, ma che sappia parlare dei problemi reali delle persone. Un’Italia in cui il lavoro non si riduca a un contratto a termine di una manciata di settimane. Un’Italia in cui, per andare in pensione, non si debbano aspettare i 70 anni. Un’Italia in cui non si svendano ai privati, e alla loro fame di profitti, i settori strategici di infrastrutture e industria. Si può e si deve ripartire, ora e subito. Nella massima unità, ma nell’altrettanto massima chiarezza: né con Salvini né con Pd. (Bergamo, 03.09.18, Cristiano Poluzzi e Maurizio Mazzucchetti)

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