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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 19, 2018

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(06.07.18) “Il senso comune non è in grado di afferrare la realtà dello sterminio di migliaia di persone nel Mediterraneo…”

(06.07.18) “Il senso comune non è in grado di afferrare la realtà dello sterminio di migliaia di persone nel Mediterraneo…”

Contributo di Gianpiero Bonvicino – Prc/Se – Bergamo

La propaganda, come già successo durante il fascismo e il nazismo, è uno strumento fondamentale per conquistare quella maggioranza di cittadini che non sostengono immediatamente posizioni violente e razziste, sia per imporre programmi di odio razziale e di odio di classe, sia perché i programmi hanno bisogno del supporto attivo e della partecipazione diretta di alcuni e dell’accettazione passiva da parte di larghi settori della popolazione, per passare poi all’uso del terrore e della repressione come mezzo di intimidazione di coloro che si rifiutano di obbedire e accettare.

E’ esattamente quello che sta accadendo dall’insediamento del nuovo governo, una brusca accelerazione rispetto alle politiche neoliberiste e repressive dei governi precedenti. Da anni ormai le destre, e non solo, tendono a trasformare ogni problema sociale in problema posto dalla presenza degli immigrati. Da qui l’idea assurda e falsa che l’espulsione degli immigrati possa risolvere i problemi quotidiani. Ed è per questo che ancora una volta il razzismo si rivela amalgama e placebo di un’unica causa.

Ma il razzismo è strettamente legato ad un fenomeno più ampio, che prende il nome di odio di classe, fenomeno sempre più trascurato ma che bisognerebbe non stancarsi mai di sottolineare ed esplorare. Infatti quanto più elevata è la qualifica degli immigrati, tanto minori sono i pregiudizi nei loro riguardi; del resto dei ricchi in questo contesto non si parla mai, nessuno mette in dubbio la loro esistenza e permanenza, è quindi evidente che dove il conto in banca è a posto, l’odio per gli stranieri svanisce come per incanto, gli stranieri sono tanto più stranieri quanto più sono poveri.

Il razzismo anti-immigrati è legato strettamente al razzismo contro gli operai dei tempi dell’industrializzazione; l’incubo che oggi tormenta il razzista anti-immigrati evidenzia la paura delle classi povere, delle malattie e della miseria dei proletari. Per questi motivi la lotta al razzismo deve essere l’obiettivo fondante e qualificante, una lotta per difendere i diritti dell’uomo, le libertà fondamentali e i diritti delle minoranze.

Pur giusta e efficace che sia la sola opera di controinformazione non basta; è necessario lo sviluppo di un’azione che promuova l’unità di classe tra lavoratori italiani e immigrati; sono necessarie mobilitazioni per l’ abolizione del decreto Minniti, della Bossi-Fini e di tutte le leggi che discriminano gli immigrati, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e della logica dei flussi.

Solo così riusciremo sconfiggere le logiche di criminalizzazione della solidarietà e a respingere nuovi e vecchi fascismi, affinché siano salvi i più elementari diritti umani e la nostra convivenza (Gianpiero Bonvicino, 06.07.18)

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