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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 23, 2018

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(30.05.18) PRC/SE. Per il rilancio organizzativo del Partito

(30.05.18) PRC/SE. Per il rilancio organizzativo del Partito

Documento approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del 25 maggio 2018

La tre giorni di discussione Spoleto ha messo a fuoco alcuni nodi fondamentali per la riflessione sulla funzione storica e il ruolo del Partito della rifondazione comunista. Il comunismo è rifondazione: siamo dunque impegnate/i come partito a ripensare le forme efficaci di organizzazione del conflitto, di ricomposizione della classe e del blocco storico all’altezza di questa fase del capitalismo. La lotta al neoliberismo come forma distruttiva del capitale – che sfrutta l’intera sfera della vita, mettendo a profitto produzione e riproduzione, e allo stesso tempo disgrega e gerarchizza una classe sempre meno autocosciente della propria condizione – richiede una rifondazione del nostro modo di essere partito, a partire dalla necessità di assumere come prospettiva politica l’intersezionalità fra le attuali forme di dominio (di classe, di genere, di razza, eteronormative) e, quindi, il posizionamento femminista come necessario nella ricomposizione di una lotta di classe efficace; di radicarci nel movimento reale della forza lavoro migrante; di lavorare alla organizzazione di forme del conflitto efficaci nella modificazione degli attuali rapporti di potere, stante lo svuotamento delle forme rappresentative della democrazia agite dalla governance neoliberista; di assumere il fare società come forma del fare politica necessaria nel neoliberismo, e, dunque, il mutualismo come pratica politica connotativa del nostro modo di essere partito comunista.

Il Comitato Politico nazionale di Rifondazione Comunista, dunque, a conclusione della tre giorni di discussione di Spoleto, impegna tutte le articolazioni del Partito ad un lavoro di riorganizzazione politica con l’obiettivo di segnare un salto di qualità per quanto riguarda la capacità di proposta politica, di proiezione esterna, di iniziativa sociale e culturale, di apertura.

Non siamo da tempo un partito che vive di riflesso rispetto ai processi istituzionali, con le risorse che questi processi garantivano in termini di visibilità, di finanziamento pubblico. In questa situazione di difficoltà, ma dentro un contesto di crisi sociale e di forti domande di cambiamento, siamo chiamati a “contare sulle nostre forze e lottare con tenacia”.

A tal fine il Cpn individua le seguenti priorità operative e organizzative:

1) Il tesseramento. L’impegno a costruire un movimento popolare per un’alternativa di società ha come aspetto fondamentale, decisivo, contestuale, il rafforzamento del nostro partito. La campagna del tesseramento lungi dall’essere un fatto burocratico è l’occasione per discutere e confrontarsi con le iscritte e gli iscritti. Va rivolta, oltre alle iscritte e agli iscritti degli anni precedenti, anche all’esterno, alle tante persone che abbiamo incontrato in questi mesi di assemblee, iniziative, raccolta firme. Bisogna recuperare i non pochi ritardi che ci sono in diverse realtà alla conduzione della campagna di tesseramento 2018 con l’obiettivo di pubblicizzare i dati reali entro l’estate, previa verifica con i territori e aumentare gli iscritti 2018 del 10% rispetto al 2017.

2) L’autofinanziamento. Il sostentamento di Rifondazione Comunista necessita di un forte impegno nella campagna per la scelta del 2Xmille 2018. L’obiettivo proposto è di arrivare a 100 mila indicazioni “L19″in favore del PRC. Poniamo inoltre l’obiettivo del raddoppio dei RID, rivolgendosi all’esterno, a tutti i soggetti e singole/i con cui condividiamo iniziative e lotte.

Si impegna la Direzione Nazionale a definire un gruppo di lavoro sull’autofinanziamento per individuare possibili nuove forme di autofinanziamento.

Attraverso specifici incontri regionali/o di area territoriale si darà vita a piani economico/finanziari in accordo con la tesoreria nazionale con l’obiettivo di garantire l’autonomia finanziaria e il rientro dalle situazioni debitorie territoriali.

3) Formazione. Gran parte delle nostre difficoltà nascono per un problema di direzione politica, di formazione quadri e di ricambio generazionale. Investire sulla formazione e il rinnovamento di quadri capaci di direzione politica del partito significa investire sull’elemento prioritario di coesione politica del partito stesso. Un quadro di rifondazione comunista deve essere consapevole oggi più che mai della connessione fra il dare un volantino e l’internità a un movimento complessivo di trasformazione e con una concezione del mondo, di risignificare le tante buone pratiche concrete che mettiamo in atto come partito nella costruzione di una consapevolezza condivisa. Troppe volte le tante e generose iniziative che mettiamo in campo non diventano racconto e coscienza condivisa del nostro modo di essere partito, della nostra diversità comunista. Allo stesso tempo, un quadro di rifondazione comunista deve essere in grado di tradurre quella concezione del mondo nella organizzazione di pratiche efficaci nel contesto concreto. Da qui in avanti l’attività di formazione deve diventare una priorità. Le attività formative possono essere occasione di iniziativa esterna, coinvolgimento di competenze, costruzione di relazioni, valorizzazione e arricchimento anche della nostra militanza. A questo riguardo si assume l’impegno a dotarsi di una rivista telematica e costituire un gruppo di lavoro.

4) Informazione, comunicazioni interne e partecipazione. Necessitiamo di un miglioramento dei nostri strumenti di collegamento, di informazione e di attivazione politica, a cominciare dalla raccolta, aggiornamento, informatizzazione degli indirizzari degli iscritti e simpatizzanti, da un invio più largo della nostra newsletter, dalla produzione di video e ogni altra cosa utile a dare risalto alle nostre iniziative. Ma questo non basta ancora. A fronte dello spezzettamento della nostra presenza occorre stabilire un legame tra lavoro locale e nazionale. Utile il bollettino “dire fare Rifondazione”. Ma ancor più serve uno strumento anche cartaceo di orientamento, di attivazione delle compagne e dei compagni del partito con modalità cui diamo mandato alla segreteria di verificare.

5) Comunicazione. Pensiamo che, a partire dalla formazione che abbiamo avviato a Spoleto sull’uso delle piattaforme nella partecipazione politica e la social media intelligence, che oggi sia più che mai necessario costruire in maniera diffusa sui territori, anche attraverso momenti di formazione, una alfabetizzazione delle compagne e dei compagni sull’uso della comunicazione-organizzazione attraverso la rete. Allo stesso tempo vanno pensati usi delle piattaforme web per agevolare la partecipazione delle compagne e dei compagni.

Dobbiamo rendere il sito più fruibile, rendendolo responsive (ossia facendo sì che sia facilmente visionabile da cellulari e tablet), ed integrando in modo più proficuo la comunicazione istituzionale con quella social.

6) La nostra attività politica, le nostre sedi. Organizzare le nostre forze non significa in alcun modo scadere in una idea separata e autoreferenziale del partito organizzazione. Occorre ricostruire un contesto di confronto culturale, associativo, partecipativo che dia la possibilità di entrare in rapporto con diversi ambiti di impegno, con contributi di partecipazione esterna. Allo stesso tempo, oltre al conflitto, è necessario ricostruire relazioni e forme partecipative che contengano una critica vissuta al sistema delle disuguaglianze e al sistema di potere vigente e rispondano, per quanto attiene alla nostra presenza, ad una domanda di utilità sociale e politica. In questo senso le sedi di Rifondazione Comunista – e tali devono rimanere a tutti gli effetti – devono essere riorganizzate in maniera tale da attivare una circolarità politica, da rappresentare le nuove e diverse sfaccettature dell’impegno sociale e politico. Le sedi del Prc, dunque, devono essere aperte, come già in molti casi sono, secondo le regole già in adozione definite con l’approvazione dei bilanci dalla Direzione Nazionale, alla costruzione di case del popolo, momenti di autorganizzazione, di costruzione della confederalità sociale, punto di riferimento delle iniziative politico/sociali sul territorio.

7) Mutualismo. Sui temi riguardanti l’azione mutualistica come pratica politica che qualifica il nostro modo di essere partito è importante portare a termine l’inchiesta attraverso la compilazione e l’invio alla mail organizzazione.prc@rifondazione.it del questionario inviato alle federazioni. Un ‘inchiesta che ci offre la possibilità di avere una mappa reale del nostro impegno al fine di costruire una rete di valorizzazione piena del lavoro del partito sociale, di socializzare le pratiche. Il Partito della Rifondazione Comunista convocherà dal 6 all’8 luglio a Capaccio/Paestum in provincia di Salerno una tre giorni di discussione e proposta politica.

8) Un partito in movimento. È del tutto evidente che per recuperare difficoltà e ritardi occorre fare i conti con la realtà di un partito che non ha la dimensione di un partito di massa. Per questo bisogna cominciare a ragionare e a sperimentare un’organizzazione del partito meno ingessata. Un’organizzazione che valorizzi il lavoro dei territori, e le assemblee delle iscritte e degli iscritti, realizzi sinergie tra aree provinciali e accorpamenti per aree omogenee. Occorre prevedere un ruolo maggiore dei comitati regionali che consenta di intervenire nei territori dove si registrano maggiori difficoltà e l’articolazione/promozione delle campagne ed iniziative del partito, con compiti di coordinamento e direzione politica territoriali prevedendo appuntamenti programmatici periodici. Un’organizzazione sperimentale – la riorganizzazione del partito in strutture e funzioni per macroaree con sinergie e accorpamenti laddove necessario tra aree provinciali – in grado di intervenire e di ricostruire presenza in situazioni mal funzionanti o, là dove la presenza è venuta meno, riprendendo, in questo, proposte che vengono dai territori (vedi proposte emerse in occasione negli ultimi Congressi regionali della Sicilia e dell’Abruzzo che vanno recepite dalla Direzione Nazionale). Sperimentare nuclei territoriali che garantiscano l’insediamento e l’iniziativa diffusa, rilanciando anche la presenza nei luoghi di lavoro. Vanno valorizzare le competenze e le esperienze presenti nel partito attraverso lo sviluppo di un modello di partito a rete che le connetta sul piano regionale e nazionale. In una parola occorre rendere il partito più aderente alla presenza reale nei diversi territori. Occorre altresì andare ad uno snellimento, rinnovamento degli organismi dirigenti in maniera tale da rispondere con maggiore efficacia e tempestività all’idea di un partito in movimento. Coerentemente a questo processo di riorganizzazione occorrerà mettere mano ad una proposta di revisione/semplificazione dello Statuto del Partito attualmente in vigore.

9) Il partito e i territori. Occorre garantire un più puntuale rapporto con i territori a tutti i livelli, dalle istanze superiori alle istanze inferiori, in termini di costante flusso di proposte, di interscambio, di verifica del lavoro svolto. Un lavoro di relazione che deve diventare una costante anche per sopperire alla carenza di strumenti di orientamento politico. Importante è convocare incontri periodici con i segretari regionali e di federazione.

10) Le Feste di Rifondazione. In questi ultimi anni il numero delle feste in diversa forma – feste tradizionali o anche solo di uno o due giorni in occasione di ricorrenze varie – è andato aumentando. Al di là di essere una delle principali fonti di autofinanziamento a livello territoriale, le feste sono uno dei più importanti momenti di comunicazione e rapporto di massa che il partito è in grado di mettere in campo. È importante adoperarsi per estendere e qualificare lo svolgimento di queste feste mettendo a disposizione materiali di propaganda e ogni materiale utile a qualificare le feste stesse. Là dove non ci sono feste locali si faccia almeno una festa regionale. Al fine di favorire questo salto di qualità si assume l’impegno alla designazione di un responsabile nazionale feste e di un gruppo di lavoro.

11) Le Conferenze. Al fine di un suo maggiore radicamento nella società e nei luoghi di lavoro, nei luoghi del conflitto sociale, il Partito si impegna a convocare le conferenze delle lavoratrici e dei lavoratori, delle amministratrici e degli amministratori locali. A fronte di un partito ancora troppo segnato dal dominio e da pratichi maschili e patriarcali, il Partito ritiene utile convocare una conferenza degli uomini. Le compagne si autoconvocheranno in assemblea con le modalità che autonomamente decideranno.

I tempi, la programmazione e le modalità di convocazione verranno definite dalla Direzione Nazionale.

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