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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | September 25, 2018

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(01.03.18) Violenza di genere: attenzione e prevenzione

(01.03.18) Violenza di genere: attenzione e prevenzione

Contributo di Vittorio Armanni – Prc/Bergamo

E’ un grande problema che ha a che fare con tutte le persone, gruppi umani e istituzioni che condividono l’esistenza in specie storica , sociale e culturale concrete.

C’è chi pensa che sia una questione di donne o meglio di alcune donne. C’è chi pensa che non sia un grande problema.

Andiamo per parti e iniziamo dalle origini.

Prima di avere figli e figlie in generale le persone conformano immagini su come sarebbe il processo della vita. Ancora quando non si pensa coscientemente, o si pianifica ,nella testa si vanno attivando idee e sensazioni su come il figlio o la figlia, sarà, che nome dare , come lo/la si vestirà, che qualità avrà, quale sarà il suo lavoro, come saranno le sue relazioni di coppia, fino a quando loro stessi avranno figli.

Attraverso gli anni si costruisce un essere umano. Processo nel quale partecipano non solo la madre e il padre ma anche il resto delle persone della famiglia ( con le sue diverse credenze) , il vicinato, la scuola , le amicizie ,gli spazi lavorativi, le organizzazioni di appartenenza, i mezzi di comunicazione sociale e molto altro. In tutto questo insieme, gli insegnamenti, gli apprendimenti o tirocinio, come tendenza, vengono valutate le differenze in dipendenza da sé, secondo se l’infante sia maschio o femmina.

E’ comune segnare l’educazione o socializzazione conformi a credenze, preconcetti che si trasmettono di generazione in generazione. Il processo inizia in età precoce e si consolida lungo la vita.

In età prescolare si insegnano canzoni infantili che proibiscono alla bambina di fare certi giochi perché devono pulire , stirare , lavare ogni giorno.- “Lunedi prima di mangiare una bimba andò a giocare; ,lei non poteva giocare perché doveva lavorare….” . Lo stesso nella canzone della formica pazzerella “- …non faceva altro che giocare e la mamma le diceva vien ad aiutarmi a lavare”.

Con frequenza alle bambine si regalano giochi di cucina, tavole per stirare, vestiti da principessa e set di trucco.

Ai maschietti si destinano camion, macchinine, pistole, spade, ecc… tutto a misura che crescano se imparano abilità, lavori o professioni differenti tra “lei e lui”. Così come modo di pensare, sentire, comportarsi.

La società nel suo insieme va ritrasmettendo queste abitudini consolidate stimolando un modo unico di essere uomo o donna.

Le donne devono essere belle, delicate, obbedienti, passive, concilianti sottomesse, deboli, sacrificate , madri dedite al lavoro domestico, all’assistenza di persone inferme e anziane, dedite più al mondo privato della famiglia.

I maschi devono essere forti , indipendenti , competitivi, virili, attivi, dominanti, poderosi, fornitori delle entrate della famiglia,, intrepidi, audaci, dediti più al pubblico.

Questo modello include per entrambi l’eterosessualità. Più persone si allontanano da questi modelli sessisti, maggiore è la possibilità di essere respinti , discriminati e violentati. Questo tipo di società nella quale si promuove il dominio maschile e la subordinazione femminile si chiama patriarcato.

Se si trattasse solo di differenze non sarebbe molto impressionante .

La questione si complica quando una analisi più profonda ci porta a capire che queste differenze si convertono in diseguaglianze, con effetti negativi per gli uni e per gli altri. Se diventano camice di forza che imprigionano libertà e diritti delle persone , basate su false credenze di genere , in asimmetrie di potere tra il femminile e il maschile, che determinano la vita quotidiana ,la violenza di genere si radica nell’agire in forma di diseguaglianze di potere ancorate a quello che si considera valido per il femminile e maschile dal patriarcato, e che provoca danni fisici ,psicologici ,sessuali ed economici.

Le vittime delle violenze di genere possono incontrarsi tra persone di qualsiasi età, livello educativo, classe sociale, territorio, condizione economica o colore della pelle.

Nessuna di queste variabili esclude le persone dall’essere vittime o esecutori/trici della violenza e le loro soluzioni si complicano . Una persona può essere violentata per ragioni di genere e allo stesso tempo per il colore della pelle, per professare determinate religioni, per alcune discapacità , per avere poche risorse, e o vivere in uno specifico paese o territorio.

Alcune conseguenze del considerare il maschile sessista prevalente o egemone sono:

Difficoltà di esprimere emozioni dolorose e sentimenti; pressioni per mantenere il controllo della coppia ; maneggiare violentemente i conflitti; paternità non responsabile e privazione del godimento di questo ruolo; problemi nell’autocontrollo come la resistenza a sottoporsi ad esami per il controllo del cancro alla prostata; nascondere problemi di salute come eventuali disfunzioni sessuali ; promiscuità; pratiche sessuali rischiose; seduzione permanente; suicidio; alcolismo quando non si può corrispondere con il ruolo di fornitore; obbligo di procreare; contenimento dell’orientamento sessuale e identità di genere; accidentalità.

Sebbene esistano costi negativi del ruolo maschile , per gli uomini nel patriarcato il castigo verso le donne che sviano dalla norma stabilita da questo sistema è stato molto diffuso nella storia dell’umanità e nell’attualità.

La violenza di genere contro le donne è la più estesa e grave delle diseguaglianze . Tra le conseguenze di questa forma di violenza per le donne possono essere menzionate:

Conseguenze nella personalità come l’insicurezza, bassa autostima; poca prospettiva per il futuro; depressione; angustia; paura; agitazione del sonno; squilibri alimentari ; lesioni fisiche e psicologiche; isolamento dagli spazi sociali (famigliari, scuola, amicizie); limitazione di autonomia per difficoltà di inserimento alla vita lavorativa; infezioni di trasmissioni sessuali; gravidanza non desiderata; conseguenze di violenza sessuale; omicidio e morte.

Il bilancio dei danni trascende storie personali. Le implicazioni raggiungono un alto costo economico per le persone e per una società. L’altro spigolo di effetti è sociale.

Mentre esiste, la violenza di genere costituisce per sè stessa un referente per l’educazione di tutte le generazioni. Vuol dire che se non si presta importanza , se non si presta attenzione , se non si pone il limite , continueranno a riprodursi modelli sessisti di comportamenti e immaginari sociali che “giustificano” questo tipo di violenza verso le donne come qualche cosa di “normale” che è sempre esistito.

Esiste la violenza sessuale, fisica, economica. L’ultima di queste va unita alle altre due perché se si svalorizza, se si crede che non lasci impronte quando in realtà è necessario allenare gli occhi per identificarla con le sue conseguenze.

Alcune delle sue forme sono: le grida, i silenzi a modo di castigo e condanna, proibizioni, imposizioni, squalifiche , minacce , ricatti, emozionali.

Le violenze di genere specialmente quella perpetrata contro le donne costituiscono un problema sociale di salute e di diritti . Se si vivono situazioni di violenza , la prima raccomandazione è di chiedere aiuto .

Il problema non è privato anche se si presenta in famiglia o in altro spazio sociale. Le persone possono rivolgersi a polizia, istituzioni sanitarie, ad amici.

Le violenze di genere richiedono attenzione e prevenzione. Le soluzioni hanno bisogno di sguardi , di sistema, di analisi delle sue cause e della partecipazione non solo professionale di settori e istituzioni ma anche della coordinazione e monitoraggio pubblico.

Vanno attivate politiche sociali indicatrici di uguaglianza di genere; Investigazioni sociali, istituzioni di salute e istanze del sistema giudiziario. Perché questo sistema renda reali e sostenibili frutti , è imprescindibile che sia coinvolta tutta la società, nessuno escluso.

E’ così che vogliamo vedere , con me, con te, con gli uomini, con le donne una società giusta senza vittime di violenza di genere.

Scusate il ritardo. (Vittorio Armanni, Bergamo – febbraio 2018)

 

 

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