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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 23, 2018

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(15.02.18) Bergamo. Aeroporto: uno sviluppo abnorme e incompatibile

(15.02.18) Bergamo. Aeroporto: uno sviluppo abnorme e incompatibile

La risposta di MASSIMO GATTI (Sinistra per la Lombardia) all’appello dell’“Associazione Colognola per il suo futuro” ai candidati alla presidenza della Regione

“Rilevo preliminarmente il fatto che manca in Italia e in Lombardia un coerente piano di sviluppo aeroportuale; molte città si sono dotate di strutture aeroportuali che sono in concorrenza tra loro, spesso in perdita economica o sono estremamente problematiche nella convivenza con i centri abitati e i territori. Questo è frutto delle politiche liberiste che hanno limitato le capacità pianificatorie e regolatorie dello Stato a vantaggio dell’attività e dell’iniziativa speculativa dei soggetti privati o gestiti privatisticamente. Gli interessi economici degli investitori (privati e pubblici) ha ormai preso il sopravvento sull’interesse delle collettività. Inoltre va rilevato che a causa di queste scelte le stesse sorti di molti siti aeroportuali sono ormai intrecciate e dipendenti da quelle degli operatori privati la cui crisi, come ha dimostrato la recente crisi della Ryanair, può determinare la crisi economica e occupazionale di interi territori.

Per quanto riguarda l’aeroporto di Orio al Serio effettivamente era previsto il limite di 6.174.000 unità di traffico (comprensive di passeggeri e merci). Ma questo limite, per interessi specifici degli operatori e dei gestori, è stato tuttavia già superato nel 2010, dopo di che la situazione è ulteriormente peggiorata sino agli attuali oltre 12.000.000 di passeggeri.

Vi sono evidenti responsabilità gestionali e politiche. Le ultime amministrazioni di Bergamo nulla hanno concretamente fatto per limitare l’abnorme crescita di questa struttura aeroportuale. Anzi ancora nel 2016 il sindaco di Bergamo, l’attuale candidato alla presidenza della regione Lombardia Giorgio Gori, in un’assemblea pubblica, ha dichiarato di “non essere contrario a che l’aeroporto di Orio in linea di principio raggiunga e superi i 14 milioni di passeggeri anno”.

D’altro canto, come anche voi richiamate, già dal 2003, era stato demandato alla Regione Lombardia il compito di monitorare le fasi dello sviluppo e di controllare che le prescrizioni contenute nel decreto fossero osservate, ma ciò non è assolutamente avvenuto.

E’ evidente che quindi né il centro-sinistra ne il centro-destra hanno dimostrato alcun interesse a limitare, come previsto, la pericolosa crescita dell’aeroporto di Orio al Serio a scapito della tranquillità e della salute dei cittadini residenti. Eppure è noto che l’aeroporto di Orio è nato e cresciuto fuori da ogni regola di compatibilità per il lavoro, la sicurezza ambientale (per la sua vicinanza ad un agglomerato altamente urbanizzato), in difformità alle normative italiane e comunitarie, in spregio alle prescrizioni ministeriali circa il divieto dei voli notturni nonché la chiarezza e trasparenza informativa riguardo gli effetti indotti sul territorio e sulla salute dei cittadini.

Nel Piano di Sviluppo Aeroportuale era indicata la necessità di preservare la città e le aree più antropizzate dalle servitù aeroportuali. Invece nei primi anni del XXI° secolo la stampa ha dato grande rilievo al “sorpasso” di Orio su altri aeroporti nazionali. Ma nello stesso tempo Bergamo, anche a causa della “sfrenata” attività aeroportuale, si trova ai primi posti tra le città più inquinate e per patologie tumorali. Per ovviare ai disagi crescenti negli ultimi mesi ha preso corpo l’idea del Sindaco di Bergamo di rivedere le rotte. Senonché l’esperimento, come era ovvio prevedere, è risultato essere un palliativo e il continuo incremento dei voli (25 nuovi voli di transito con possibilità di arrivare a 300) ha in realtà peggiorato la situazione, sollevando le proteste di altri quartieri e paesi coinvolti.

Come lista Sinistra per laLombardia avanziamo le seguenti proposte:

- Ridimensionare il limite dei voli fino a quello fissato 6.174.000, secondo la prescrizione dall’autorizzazione ministeriale, per raggiungere l’obiettivo di un ragionevole equilibrio col territorio;

- Attivare una pratica costante di informazione alla popolazione circa le ricadute in termini di impatto ambientale informandola sui dati veri dell‘inquinamento acustico e atmosferico prodotti dall’attività aeroportuale.

- La Regione Lombardia non solo deve controllare il corretto svolgimento della VAS e la successiva definizione della zonizzazione acustica aeroportuale, ma anche verificare il rispetto dei diritti, delle condizioni di lavoro e remunerazione dei lavoratori dell’aeroporto e dell’indotto.

Solo raggiunti questi obiettivi si potranno fare le ulteriori necessarie valutazioni sia in materia di compatibilità ambientale, di tutela della salute e di visione equilibrata nell’interesse di tutta la collettività Bergamasca e Lombarda.”

Bergamo, 14.02.18

Massimo Gatti, candidato alla presidenza della Regione per la lista “Sinistra per la Lombardia”

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