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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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(28.09.17) Presidio a Bergamo: Per l’aborto libero, sicuro e gratuito

(28.09.17) Presidio a Bergamo: Per l’aborto libero, sicuro e gratuito

Giovedì 28 settembre 2017 dalle ore 18.00 – Presidio c/o palazzo della Regione- Bg Via XX Settembre

In piazza per l’aborto, ancora? Adesso obbiettiamo noi

La Federazione del PRC di Bergamo aderisce e alle mobilitazioni indette per la giornata globale #libere di# 28 settembre: non può esserci alcun processo politico che modifichi la realtà, senza l’autodeterminazione delle donne.

NEL MONDO

La campagna, lanciata dall’appello delle donne argentine, ha raccolto l’adesione di 1800 collettivi di 115 diversi paesi per rivendicare il diritto delle donne a scegliere sul proprio corpo. Ogni anno nel mondo sono infatti quasi 50mila le donne che perdono la vita a causa di un aborto non legale e quindi non sicuro, mentre 41 milioni di adolescenti portano a termine una gravidanza indesiderata o conseguente a uno stupro.

IN ITALIA

Premesso che per ogni donna l’aborto è una scelta estrema e sofferta, l’obiezione di coscienza è divenuta “sistema politico strutturale” con adesioni esponenziali: 70 – 90% (dato nazionale) da noi ritenute opportunistiche e strumentali, sicuramente non determinate da motivazioni esclusivamente “etiche”. E’ inesistente una mappa istituzionale aggiornata dei presidi sanitari che pratichino interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) come è inesistente un numero unico di prenotazione del servizio.

La formazione specialistica universitaria di ginecologi e ginecologhe non prevede attualmente lo studio della gestione delle interruzioni di gravidanza volontarie e terapeutiche .

I Centri di aiuto alla vita operano negli ospedali e nei consultori pubblici dunque laici, ma sono ammessi nonostante colpevolizzano e umiliano le donne che abortiscono. E’ perciò urgente che vengano controllati i reparti di ginecologia per evitare che le donne subiscano abusi e sofferenze da parte di chi si sente in diritto di giudicare le loro scelte.

E’ in forte ritardo un piano efficace di prevenzione che parta dalle scuole sulla educazione di genere e sulla contraccezione fino ai consultori nel tempo diminuiti per tagli alla spesa pubblica e medicalizzati oltremodo, allontanandosi dalla loro originaria funzione preventiva/educativa in materia di ed. Sessuale e di genere.

E’ violenza di stato quella in cui un governo da un lato organizza il fertility day e istituisce il dipartimento mamme, mentre dall’altro, tagliando lo Stato Sociale e precarizzando il lavoro, crea le condizioni per un aborto dettato da necessità di sopravvivenza e non da una libera scelta.

IN REGIONE LOMBARDIA

Il 68,2% i ginecologi obiettori (dato sottostimato) delle strutture pubbliche di Regione Lombardia ed il 35% gli ospedali con reparto di ostetricia e ginecologia non garantiscono IVG.

IL 70,7% delle e dei ginecologhe/i e 48,8% degli anestesisti sono obiettrici e obiettori di coscienza.

Sono 33 le strutture che non utilizzano la RU486 sulle 63 che effettuano interruzioni di gravidanza (il 52.4%)

5,1% la percentuale di IVG farmacologiche sul totale (Liguria=40,3%, Piemonte=32%)

337 i consultori in meno rispetto a quelli previsti dalla legge 34/96 secondo cui dovrebbero essere 1/20mila abitanti (Fonte Obiezione respinta).

E’ Inesistente la possibilità di scegliere se partorire in ospedale o in strutture specifiche per la nascita fisiologica e il parto naturale (case di maternità), inesistente il rimborso per parto a domicilio.

Nella bergamasca i dati sono inquietanti:

H. Papa Giovanni XXIII = 92,00%; H. Seriate = 72-73 %; H. Alzano Lombardo = 70,00%; H. Treviglio =72,00%; H. Calcinate = 100%; H. San Giovanni Bianco = 66,70%

Gli ospedali assenti dalla lista e le aziende sanitarie private/ convenzionate, NON erogano né “IGV chirurgica né IGV farmacologica” (RU486).

L’obiezione di coscienza è una posizione irresponsabile da chi la utilizza per propri scopi personali: carrirismo, lucro in libera professione privata , stigmatizzando ancora una volta, la scelta di abortire in una sorta oscurantista di caccia alle streghe mettendo a rischio lla salute fisica e psicologica delle donne giovani, adulte, native e non native. Smascheriamo ancora una volta le politiche della Regione Lombardia che, per decreto, consente l’obiezione di coscienza nei consultori. Questo non è tollerabile, oltre che illegale, che ci siano consultori in cui tutto il personale sia obiettore di coscienza. Poter scegliere l’aborto farmacologico (cosa impossibile in molti ospedali) dovrebbe essere fruibile nei consultori come avviene da decenni in molti paesi Europei (come ad esempio la Francia). Solo un sistema misogino e fondamentalista come quello italiano, consente e rafforza un fenomeno tanto aberrante, impedendo di fatto l’applicazione di una legge di stato frutto di battaglie atte a garantire l’autodeterminazione riproduttiva delle donne.

Ma fatta la legge……trovato l’inganno, che va denunciato per riprendere un diritto democratico

La negazione della libertà d’aborto rientra nel veto globale che viene fatto all’autonomia della donna” Manifesto di Rivolta Femminile

Bergamo – 26 settembre 2017,  Laura Tonoli – segreteria provinciale del Prc-Se/B

Link all’evento: QUI

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