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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 23, 2018

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(16.08.17) Bergamo. La parabola di Gori si avvia su un binario morto

(16.08.17) Bergamo. La parabola di Gori si avvia su un binario morto

Neppure il neoliberismo riesce a fare i coperchi alle pentole. Così la parabola di Gori si avvia su un binario morto

Fino a pochi mesi fa i sondaggi  indicavano Giorgio Gori come il sindaco più popolare d’Italia, un risultato ottenuto col silenzio imposto dai media alle voci critiche e con l’azzeramento della partecipazione popolare. Adesso però stanno impietosamente venendo al pettine numerosi nodi, cioè i problemi di questa città che sta subendo l’offensiva della borghesia neoliberista e predatoria che ha giocato le sue carte a favore di Gori.
L’
aeroporto, fiore all’occhiello di questa borghesia rampante, continua la sua marcia in spregio alle normative e senza limiti, in parallelo all’inquinamento acustico e atmosferico che grava sui quartieri e i paesi dell’hinterland. Il Comune non ha saputo opporsi a chi vuole aumentare indefinitamente i voli (che sfiorano i tetti delle case dei quartieri popolari), e i cittadini si sentono presi in giro.
Le Mura venete hanno appena ottenuto dall’Unesco il più prestigioso dei riconoscimenti,  ma l’amministrazione Gori si appresta a venderne un pezzo al
castello di  San Vigilio e ridà il via libera al gigantesco parcheggio (affaristico) della Fara. Mentre nel resto del mondo si opera per togliere le auto dai centri storici, a Bergamo Gori le vuole aumentare.
Auto anche al
Lazzaretto secentesco affittato come parcheggio per le partite di calcio, dopo che il comune ha ceduto all’onnipresente Percassi lo Stadio, un bene pubblico fondamentale della città.
Ancora qualche anno fa il Pd raccoglieva firme contro la svendita – avviata dalla giunta Tentorio – di Palazzo Suardi in Piazza Vecchia. Con Gori  però non si sono fatti scrupolo di deliberare l’alienazione del
Principe di Napoli, l’edificio storico di Via Pignolo bassa che ospitava un asilo e una dozzina di alloggi popolari, operazione temporaneamente sospesa viste le proteste e i dubbi di legittimità. Ci sono tante persone che dormono in stazione perché senza casa, ma il Comune cede alla speculazione gli alloggi pubblici invece di metterli a disposizione di chi ne ha bisogno.
In compenso Bergamo è stata la prima città ad applicare il vergognoso
“daspo urbano” (proprio contro i più poveri e disperati) voluto dal governo Gentiloni-Minniti.
Tutte le Amministrazioni che si sono succedute a Bergamo hanno avuto il cemento come  vera passione. Con Gori siamo arrivati al punto di “purgare” la colata di cemento prevista nelle
aree dismesse  di Redona delle opere compensative ottenute in precedenza a vantaggio del quartiere.
Quel poco che rimane ancora delle attività tradizionali e della vita popolare nel centro  città sarà spazzato via dalla
Variante 10, con la quale il Comune si appresta a consegnare il centro ai brand commerciali internazionali.
Le proteste di tanti settori della città, quelli colpiti dalla crisi, per anni ignorate sistematicamente, stanno crescendo e non si possono più nascondere, ma Gori ha ormai scelto di correre per la presidenza della Lombardia con l’appoggio di Renzi e pure di Pisapia. Il sindaco ha preso la città di Bergamo solo come un trampolino di lancio per la sua carriera politica.
Nelle elezioni del
2014Rifondazione Comunista con la lista Altrabergamo fummo i soli contro Gori, isolati anche dal resto della sinistra.
Ora tutti possono capire quanto avessimo ragione. 
(Rifondazione Comunista, Agosto 2017)


AltrabBergamo – anno xxiii – periodico della federazione di Rifondazione Comunsita: QUI

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