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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 17, 2017

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(09.08.17) Aeroporto di Orio al Serio 2017. Volere o volare?

(09.08.17) Aeroporto di Orio al Serio 2017. Volere o volare?

Note di Vittorio Armanni della segreteria provinciale Prc-Se di Bergamo.

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1. L’Aeroporto di Orio è all’attenzione di una sempre più vasta fascia di popolazione residente in Città e nei diversi Comuni dell’hinterland per il continuo peggioramento delle loro condizioni di vivibilità provocato dall’attività aeroportuale.

E’ noto che l’aeroporto di Orio è nato e cresciuto, fuori da ogni regola di compatibilità per il lavoro, la sicurezza ambientale (per la sua vicinanza ad un agglomerato altamente urbanizzato), in difformità alle normative italiane e comunitarie, in spregio alle prescrizioni ministeriali circa il divieto dei voli notturni nonchè la chiarezza e trasparenza informativa riguardo gli effetti indotti sul territorio e sulla salute dei cittadini.

L’Aeroporto gestito da SACBO registra, tra altri, la presenza azionaria del Comune di Bergamo, il cui ruolo istituzionale dovrebbe essere in via prioritaria la tutela della salute dei cittadini e del territorio, mentre è prevalso da parte dei diversi sindaci succedutisi (Zaccarelli, Vicentini, Veneziani, Bruni, Tentorio e per ultimo il rampante Gori) l’interesse per i risultati economici dei dividendi azionari.

I cittadini attraverso innumerevoli assemble, mobilitazioni, denunce, sollecitazioni, hanno ripetutamente documentato alle “cosidette autorità” i loro disagi, le loro paure, le possibili soluzioni, ricevendo in risposta l’assicurazione che loro, le autorità, si sarebbero battute affinchè “ il limite fissato di 6.174.000 di unità di traffico/anno non si sarebbe superato”.

Attualmente il volume di traffico ha superato i 12 milioni e il sindaco Gori in assemblea pubblica ha dichiarato di “non essere contrario a che l’aeroporto di Orio in linea di principio raggiunga e superi i 14 milioni di passeggeri anno”.

Le inadempienze dei responsabili dell’attività aeroportuale se ne possono contemplare centinaia.

Non ci si dimentica delle prime mobilitazioni che rivendicavano l’installazione di centraline per il rilevamento dell’inquinamento acustico e atmosferico, salvo riscontrare che le centraline non erano idonee, non erano a norma e nemmeno posizionate in luoghi appropriati. Non si dimentica che Sacbo non ottempera alle prescrizioni previste dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Né va dimenticato che Sacbo risultava (risulta ancora?) controllore di sé stessa e si rifiutava di fornire i dati di dettaglio dell’inquinamento, violando la legge sulla trasparenza e le prescrizioni ministeriali circa il divieto dei voli notturni.

I sostenitori di queste “buone pratiche” da almeno 10 anni fanno circolare la novella che sono in arrivo nuovi aerei con ridotta produzione di rumore e scarico di inquinamento, ma chi li ha visti?

Nei primi anni del 21° secolo la stampa ha dato grande rilievo al “sorpasso” di Orio su altri Aeroporti. Alcuni conterranei, sfoggiando l’orgoglio di essere terzi nella scala aeroportuale italiana, dopo Fiumicino e Malpensa, ignorano che Bergamo , anche a causa della “sfrenata” attività aeroportuale, si trova ai primi posti tra le città più inquinate e per patologie tumorali, che non sono certamente un valore di cui vantarsi.

Nei quartieri e paesi interessati dai sorvoli aerei l’incremento del numero dei voli un superamento dei 60 decibel di rumore, fino ad arrivare e superare i 90. Il senso caritatevole di Sacbo ritiene di affrontare il problema finanziando i doppi vetri nelle abitazioni più esposte al rumore, riducendo la casa ad una sorta di prigione, perché un conto sono i doppi vetri per il riscaldamento, un altro quelli per il rumore degli aerei)

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2. Negli ultimi mesi ha preso corpo l’idea del Sindaco di Bergamo che per limitare i disagi andavano riviste le rotte per venire incontro ad almeno alcune centinaia di persone.

Senonchè l’esperimento, come era ovvio prevedere, è risultato essere un palliativo e il continuo incremento dei voli (25 nuovi voli di transito con possibilità di arrivare a 300) ha peggiorato la situazione. Migliaia di cittadini alzando gli occhi al cielo sentono e vedono aerei diretti in ogni direzione e ad altezze minime, perché – “volere e volare” – il problema non si risolve distribuendo il rumore. Per queste e altre ragioni riteniamo urgente e prioritario:

- Ridimensionare il limite dei voli fino a quello fissato 6.174.000, secondo la prescrizione dall’autorizzazione ministeriale, per raggiungere l’obiettivo di un ragionevole equilibrio col territorio;

- Rivedere la distribuzione del traffico aereo in una prospettiva Regionale e Nazionale ;

- Stop ai voli notturni;

- Attivare una pratica costante di informazione alla popolazione circa le ricadute in termini di impatto ambientale informandola sui dati veri dell‘inquinamento acustico e atmosferico prodotti dall’attività aeroportuale.

Raggiunti questi obiettivi si potranno fare le necessarie valutazioni sia in materia di compatibilità ambientale, di tutela della salute e di visione equilibrata nell’interesse di tutta la collettività.

Di seguito riteniamo utile puntualizzare alcuni aspetti dei danni alla salute causati dall’attività aeroportuale in relazione all’inquinamento acustico ed atmosferico.

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3. Si fa riferimento allo studio internazionale finanziato dalla Comunità Europea nel 2008 che tra altro dice: “L’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico causato dall’attività aeroportuale, danneggia gravemente la salute delle persone che vivono nelle aree prossime all’aeroporto”.

- Inquinamento atmosferico

Le emissioni prodotte dai motori degli aerei sono simili per composizione a quelle generate dalla combustione di altri carburanti fossili e contribuiscono fortemente all’effetto serra. Esse generano gas nocivi: Anidride carbonica (Co2), Monossido di carbonio (Co), Ossidi di zolfo(Sox), Ossidi di azoto(Nox), Idrocarburi(Hc)come il benzene noto cancerogeno, particolato (Pm) con polveri di diverse dimensioni, anche nell’ordine dei micron e dei nanometri. Il quantitativo maggiore di particolato viene prodotto proprio nelle fasi di rullaggio, di decollo e atterraggio, quindi rilasciato soprattutto nelle aree più prossime all’aeroporto.

Queste polveri in virtù delle loro dimensioni possono penetrare attraverso tutte le barriere e le membrane dell’organismo e direttamente anche nei nervi cranici. Possono superare la barriera ematocelebrale, la placenta, le membrane plasmatiche, raggiungendo i nuclei delle cellule portandovi il proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni, interferendo così con i sistemi di riparazione del DNA e con i complessi meccanismi dell’espressione genica. Esistono evidenze sempre più consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducono processi infiammatori cronici che determinano stress cellulare progressivi a carico di tutti gli organi e tessuti ,aprendo la strada a patologie gravi come arteriosclerosi e cancro. Innumerevoli studi scientifici mostrano l’evidente correlazione tra l’esposizione alle polveri sottili ed ultra sottili e l’aumento dei ricoveri ospedalieri, della mortalità, di malattie cardiovascolari, respiratorie, croniche degenerative (Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, endocrine, neoplastiche.

E’ noto da tempo che i cittadini abitanti nelle zone prossime all’aeroporto sono esposte al rischio di contrarre gravi patologie cardiovascolari, disturbi delle fasi del sonno, irritabilità, astenia, disturbi del sistema endocrino, disturbi del sistema digestivo e dell‘udito.

- Inquinamento acustico

Diversamente dall’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico è immediatamente percepito e in modalità differenti tra le persone secondo le proprie condizioni di salute e di età. Lo studio per studiare la correlazione tra inquinamento acustico prodotto dal traffico aereo e lo sviluppo di ipertensione arteriosa, ha mostrato una relazione significativa tra l’esposizione al rumore prodotta da traffico aereo e il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa e il conseguente aumento di rischio di infarto del miocardio e ictus. Nello studio pubblicato sulla rivista Lancet sono stati analizzati gli effetti del rumore prodotti dal traffico automobilistico e dal traffico aereo sullo sviluppo cognitivo dei bambini.

Oltre 2.800 bambini di età tra i 9 e 10 anni frequentanti 89 scuole situate nei pressi di 3 aeroporti sono stati coinvolti nello studio. I ricercatori hanno misurato i livelli di inquinamento acustico e li hanno rapportati ai risultati di una serie di test cognitivi sottoposti ai bambini. L’analisi dei dati hanno rilevato che l’esposizione all’inquinamento acustico pregiudica la capacità di leggere correttamente. Gli autori dello studio concludono il loro lavoro affermando che le scuole situate nei pressi degli aeroporti non sono ambienti salutari né adatti all’educazione e alla crescita dei bambini.

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4. Due ultime considerazioni.

- Visto che dall’inizio della crisi economica e finanziaria i Governi di questo bel paese hanno approvato pesanti controriforme come la Riforma Fornero, Il Fiscal Compact, il Job Act e quant’altro, il tutto giustificato dal fatto che Ce lo ha chiesto l’Europa”, perché Sacbo, e in primo luogo i rappresentanti pubblici al suo interno, non assumono il contenuto dello studio citato e si impegnano a tenerne conto nei livelli, istituzionali e non, nei quali sono chiamati e pagati per svolgere il ruolo di tutela della salute dei cittadini ? O l’Europa in questo caso non ve lo ha chiesto?

- Si ha la sensazione che dopo che Sacbo ha sviluppato sviluppato l’aeroporto affidando l’attività in maniera preponderante a Ryanair, questa multinazionale di fronte a decisioni di riduzione dei voli minaccia (ricatta?) di andarsene. Se si è arrivati a questa dipendenza da Ryanair, che da tempo si permette di fare il bello e cattivo tempo, significa che la visione strategica dell’imprenditoria bergamasca che si è occupata dall’aeroporto è stata davvero pari a zero. (Bergamo,  agosto 2017, Vittorio Armanni – segreteria provinciale Prc-Se)

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