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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 25, 2017

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(29.03.17) Bergamo. Ancora sepolcri imbiancati

(29.03.17) Bergamo. Ancora sepolcri imbiancati

Manifestare per i diritti dei migranti senza dire nulla contro un governo che attua nefandezze contro i profughi e tutta la povera gente? I comunisti non ci stanno.

La nuova legge sulla cittadinanza (tra cui lo “jus soli”), il ripristino dei canali legali di immigrazione, modifica della Bossi-Fini, il permesso umanitario per i profughi che non ottengono il diritto d’asilo saranno al centro del “presidio con conferenza stampa previsto  Bergamo giovedì 30 marzo. Sono obiettivi per i quali Rifondazione Comunista si batte da sempre, ma non ritiene di poter aderire a questa manifestazione.
Se non c’è ancora lo “jus soli”, se la Bossi-Fini è ancora il cardine della legislazione italiana sull’immigrazione, se c’è ancora il reato di clandestinità (di dubbia costituzionalità e, secondo gli addetti ai lavori, un inutile complicazione nella gestione del fenomeno migratorio) la responsabilità ricade in larga misura sugli ultimi governi. Se ai migranti non sono ancora stati riconosciuti né i diritti civili né i diritti sociali, lo dobbiamo anche agli ultimi governi, che si sono invece molto premurati di falcidiare redditi e garanzie sociali per tutti i lavoratori e i ceti popolari.
E il PD era la forza centrale delle ultime coalizioni di governo. Alla manifestazione di Bergamo ha invece aderito e parteciperà tra gli altri proprio il PD; non solo: interverranno in primissimo piano il sindaco e il presidente della provincia, entrambi in quota PD. E’ una loro posizione personale, ne prendiamo atto, era necessaria, ma se si limita a riconoscere ai migranti solo i diritti civili non è sufficiente.

Come è possibile indire una manifestazione per i migranti e tacere degli accordi Italia-Libia conclusi dal governo Gentiloni per respingere i profughi e condannarli a rimanere sull’altra sponda alla mercé  delle peggiori e incontrollabili violenze delle fazioni armate?
Come si può parlare di “permessi umanitari” senza dire che il governo (a guida PD!) ha appena varato (G.U. 17 febbraio) un decreto per accelerare le espulsioni e i rimpatri forzati anche a costo di violare i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione di Ginevra? E’ il decreto cosiddetto Minniti -Orlando, che prevede la moltiplicazione dei CIE ( ora chiamati “Centri Permanenti per il Rimpatrio”), l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto d’asilo e l’istituzione del lavoro gratuito per i richiedenti asilo, in contrasto con i pronunciamenti della Corte Europea e della nostra Costituzione.
E perché tacere anche del decreto per “la promozione della sicurezza integrata e della sicurezza urbana” (G.U. 21 febbraio)? Come non bastassero le già numerose e ridondanti disposizioni di legge sulla “sicurezza”, il governo vuole dare ai sindaci il potere di allontanare chiunque venga considerato “indecoroso”, anche in difetto di reati: un vero e proprio “daspo” contro il disagio sociale, contro chi pulisce i vetri o vende fiori ai semafori per sopravvivere o contro chi non ha casa e occupa uno stabile; un provvedimento che ha trovato il compiacimento delle destre razziste, di sapore ultra securitario fatto solo per blandire benestanti e benpensanti e dare un segnale di guerra non contro la povertà ma contro i poveri.

Non si può pensare di isolare gli imprenditori della paura e del razzismo, mettendo in atto le stesse politiche e gli stessi provvedimenti che piacciono a Salvini e alla Meloni. E non si può pensare che una manifestazione dei buoni sentimenti, ma sostanzialmente reticente, come quella prevista a Bergamo possa rappresentare un contributo significativo alla causa di chi è impegnato seriamente per l’accoglienza e contro l razzismo o per affermare i diritti e la dignità dei migranti e dei poveri. (29.03.17, Rifondazione Comunista – Federazione dei Bergamo)

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