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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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8 Marzo 2017 Sciopero Globale Femminista

8 Marzo 2017 Sciopero Globale Femminista

CORTEO a Bergamo,  mercoledì 8 marzo ore 18, piazzale Malpensata

I femminismi che stanno emergendo a livello internazionale, nelle lotte di tutto il mondo hanno elementi nuovi ed inclusivi: nascono dal basso, sono finalmente appartenenti alle giovani donne e si caratterizzano per il contrasto alla violenza sulle donne, alla precarizzazione del lavoro e alla disparità salariale, alla patriarcale stereotipia del lavoro di cura e riproduzione e, nelcontempo si oppongono anche all’omofobia, alla transfobia e alle politiche xenofobiche sull’immigrazione.

Non una di meno è un movimento in continuità allo sciopero delle donne in Polonia contro l’abolizione dell’aborto; allo sciopero e alle marce in America Latina contro la violenza maschile; dalla grande manifestazione di donne dello scorso 26 Novembre in Italia, alle proteste in difesa dei diritti riproduttivi in Sud Corea e Irlanda e più recentemente negli Stati Uniti contro il le politiche reazionarie, sessiste, razziste, omofobe di Trump.

Sosteniamo lo sciopero internazionale contro la violenza maschile e in difesa dei diritti di riproduzione e produzione l’8 Marzo.

Ad oggi sono 40 i paesi del mondo che si mobiliteranno : Argentina, Australia, Belgium, Bolivia, Brasil, Canada, Chile, Colombia, Dominican Republic, South Korea, Costa Rica, Czech Republic, Ecuador, El Salvador, Finland, France, Guatemala, Germany, Honduras, North Ireland, Republic of Ireland, Israel, Italy, Mexico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Peru, Polonia, Portugal, Puerto Rico, Russia, Scotland, Spain, Sweden, Togo, Turkey, Uruguay, UK, USA.

A livello sindacale nel bel Paese sono pervenute le adesioni del sindacalismo di base (ad esempio SGB) dichiarando lo sciopero generale di 24 ore nel settore pubblico e privato mentre i confederali hanno assunto posizioni oppositive o attendiste, ad esclusione di Flc-Cgil

Per questo, vogliamo unirci con un giorno di sciopero, di manifestazioni, di blocchi di strade, ponti e piazze, di astensione dal lavoro domestico, di cura e sessuale, di boicottaggio, di proteste contro aziende e politici misogini, di scioperi nelle istituzioni educative per decostruire quel patriarcato etero sessuato dominante da cui prendono origine in maniera sistemica, le violenze nella sfera “privata” e del sistema economico liberista con il barbaro effetto riconoscibile nella sottrazione di diritti e democrazia.

La piattaforma costruita in Italia nei lavori assembleari di Bologna sono declinati nei seguenti focus:

Autonomia: quella dei centri antiviolenza, luoghi di trasformazione culturale e di supporto per le donne maltrattate, e quella delle donne stesse, che devono essere libere di decidere del proprio corpo, del proprio tempo e della propria sessualità.

Diritti: chiediamo l’applicazione piena della Convenzione di Istanbul, documento europeo che tutela le donne dalla violenza e dal sopruso maschile, e di tutte le leggi che già esistono per supportare e proteggere le donne maltrattate.

Sessismo massmediatico: basta con le parole sessiste, che discriminano e rappresentano le donne come oggetti o come vittime compiacenti e passive. Non esistono “delitti passionali” né “raptus di follia”, la violenza è un fenomeno sociale e come tale va raccontato.

Decostruzione della cultura patrilineare: l’educazione alle differenze deve diventare strumento fondamentale per il superamento degli stereotipi e della cultura della violenza. La scuola pubblica è lo spazio in cui insegnare il rispetto e un nuovo modo di intendere il femminile e il maschile.

Salute riproduttiva: La legge 194 va applicata, l’aborto è un diritto. L’obiezione di coscienza dei medici non può impedire alle donne di poter scegliere l’interruzione di gravidanza e le strutture sanitarie devono garantire che questo avvenga sempre e in modo libero e sicuro.

Per reddito e vita dignitosi: basta con salari da fame, lavoro di cura sottopagato e welfare inesistente. Il lavoro e la vita delle donne valgono e vanno riconosciuti. L’8 marzo ci fermiamo: al lavoro, a casa, nella società.

Libertà di movimento: le donne migranti non possono più subire la violenza di un sistema dell’accoglienza securitario e discriminatorio. Chiediamo permesso di soggiorno e asilo per le donne migranti che hanno subito maltrattamenti.

Localmente si sta preparando la giornata di mobilitazione a cui pervengono adesioni di collettivi, associazioni, sindacato di base, Centri anti Violenza (Cav) .

NON TORNIAMO INDIETRO, ADERIAMO AGENDO IL CAMBIAMENTO RADICALE !

CORTEO

Mercoledì 8 marzo ore 18, piazzale Malpensata

Cfr. anche vademecum sciopero – come scioperare l’8 marzo

 (23.02.17, a cura di Laura Tonoli della segreteria provinciale Rifondazione Comunista – Bg)

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