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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 21, 2017

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(5.11.2016) NAPOLI. ASSEMBLEA PER UN’ALTERNATIVA ALL’AUSTERITA DAL SUD EUROPA

(5.11.2016) NAPOLI. ASSEMBLEA PER UN’ALTERNATIVA ALL’AUSTERITA DAL SUD EUROPA

SudÈuropa: un’alternativa all’austerità dal Sud Europa

Assemblea nazionale
Sabato 5 novembre 2016
Hotel Oriente – Via Armando Diaz, NAPOLI

Programma

9:30 – Accoglienza, registrazione
10:00 – Una Carovana si aggira per il Sud: introduzione di Eleonora Forenza (MEP GUE/NGL – Altra Europa)

10:30 – 12:00 La questione meridionale come questione continentale: soggetti, conflitti, movimenti, autodeterminazione
Coordina: Tiziana Barillà (Left)
Intervengono: Pasquale Voza (Università di Bari); Giso Amendola (Università di Salerno); Costanza Boccardi (Altra Europa); Giorgio Cremaschi (Forum diritti lavoro); Assunta Signorelli (Altra Europa)

12.00- 13.30 L’Europa in comune. Autogoverno, Comune sociale, mutualismo e confederalità sociale: per una rete delle città ribelli nell’Europa mediterranea
Coordina: Antonio Perillo (Prc Napoli)
Intervengono: Elena Coccia (consigliera Città Metropolitana Napoli); Silvana Cesani (Rete per l’Autorganizzazione Popolare, Lodi); Pietro Rinaldi (consigliere Napoli in Comune a Sinistra); Josi Della Ragione (già Sindaco di Bacoli – Attivista Free Bacoli); Eyup Doru (curdo, rappresentante in Europa HDP, Partito Democratico dei Popoli, Turchia); Rappresentanza municipalità di Barcellona

13:30 – 15:00 – Pausa pranzo

15:00 – 17:30 Torniamo partigian@: la liberazione dall’austerità, la difesa delle Costituzioni antifasciste
Coordina: Daniele Maffione (Prc Napoli)
Intervengono:Lidia Menapace (partigiana, ex senatrice Prc); Giovanni Russo Spena (resp. Nazionale Giustizia Rifondazione comunista); Curzio Maltese (eurodeputato GUE/NGL, Altra Europa); Danilo Risi (presidente Giuristi Democratici Napoli); Eugenio Donise (presidenza nazionale Associazione per il Rinnovamento della Sinistra); Renato Briganti (prof. Istituzioni di Diritto Pubblico, Federico II); Nicoletta Dosio (No Tav – via skype); Marica di Pierri (A Sud); Anna Riccardi (insegnante)

17:30- 18.30 – Report delle assemblee e dibattito
18:30 – 20:30 – Plenaria conclusiva: “Rivoltiamo l’Europa: da Sud, movimenti in Comune per l’alternativa all’austerità”
Introduzione: Gabriele Gesso (segretario provinciale Prc Napoli)
Saluti dei 5 operai ex Fiat licenziati e reintegrati in fabbrica
Lidia Menapace (partigiana); Eyup Doru (curdo, rappresentante in Europa HDP, Partito Democratico dei Popoli, Turchia); Rappresentanza di Ahora Madrid, Podemos, Spagna; Miguel Viegas (Partito Comunisa Portoghese – parlamentare europeo GUE/NGL); Henar Moreno Martinez (Direzione Nazionale Izquierda Unida, Spagna)
Luigi de Magistris – Sindaco per Napoli
Eleonora Forenza (Altra Europa – parlamentare europea GUE/NGL)

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Appello
SudÈuropa – Una carovana si aggira per il Sud

SudÈuropa Parte da Napoli, con un’intera giornata di confronto fra esperienze sociali e politiche dell’Europa mediterranea, la Carovana del Sud, promossa dal gruppo parlamentare della Sinistra Europea, il Gue/Ngl. Un percorso politico che ci porterà a toccare i luoghi simbolo del disastro che le politiche europee di austerità hanno prodotto in questi anni nel Sud Europa e in particolare nel Mezzogiorno d’Italia; ma soprattutto ad incontrare e connettere le soggettività ribelli e protagoniste dei conflitti per il diritto al lavoro e al reddito, per la giustizia ambientale, per l’accoglienza di donne e uomini migranti e contro la nuova migrazione forzata di tante intelligenze dal Sud al Nord Italia e Europa.
L’Europa neoliberista ha prodotto il calo dell’occupazione e del potere d’acquisto delle classi subalterne, lo sfruttamento e inquinamento ambientale dei territori e lo svuotamento di potere delle istituzioni democratiche di prossimità. Le politiche di austerità hanno aumentato il divario economico tra Nord e Sud Europa e tra Nord e Sud Italia; hanno acuito ulteriormente lo squilibrio economico, sociale e ambientale ai danni di aree già storicamente penalizzate da uno sviluppo capitalistico che assumeva il Sud come oggetto di una annessione predatoria.
La questione meridionale è stata storicamente tradotta nelle retoriche dell’arretratezza o di una necessaria modernizzazione, del ritardo o della lentezza, o interpretata in chiave neo-identitaria. Per noi oggi il Sud è un posizionamento politico: è il luogo in cui il conflitto fra capitalismo e vite prende corpo con maggiore intensità e, dunque, dove si può incarnare una alternativa al neoliberismo per l’Europa e il Mediterraneo. Porre oggi la questione meridionale come questione continentale significa pensare al Sud come luogo di soggettivazione politica nei conflitti e nelle resistenze, nelle pratiche di solidarietà sociale, nelle forme di autogoverno messe in atto nelle città ribelli; lavorare a connettere e a ricostruire un blocco sociale lì dove il capitalismo ha maggiormente lavorato a costruire disgregazione. Il Sud è la posizione politica da cui ripensare la “rivoluzione in Occidente” nello spazio euro-mediterraneo.
Pensiamo che non si possa costituire un demos se non nella lotta di liberazione del neoliberismo. E qui sentiamo un nesso fortissimo fra la difesa e la piena attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza e, dunque, la necessità di tornare partigian@, e la costruzione di un movimento di massa di liberazione dal neoliberismo e contro le politiche di austerità: un movimento in grado di rivoltare l’Europa di Maastrischt e ridefinire il “significante-Europa”.
Se il neoliberismo lavora a separare politico e sociale, noi dobbiamo lavorare a connetterli, ripensando le forme dell’agire collettivo: fare società per fare politica, costruire reti e connessioni fra le città ribelli, i conflitti sociali e per la giustizia ambientale, le reti che praticano il mutualismo. Far emergere nuove forme dell’organizzazione e nuove pratiche politiche, come ci insegano a fare le compagne e i compagne curdi con le esperienze di confederalismo democratico co-rappresentanza: nuovi processi di autodeterminazione per donne e uomini. Unire più che i temi, i soggetti della nuova questione meridionale e mediterranea, delineare insieme ai movimenti sociali e a chi anima i conflitti in difesa dell’ambiente e del lavoro le linee politiche alternative necessarie alla riqualificazione sociale e ambientale dei territori.
Partiamo da Napoli perché Napoli è diventata un simbolo di possibile riscatto. L’anomalia politica che la caratterizza, con un’amministrazione comunale che è stata eletta e rieletta con un programma anti-austerità e contrario alle politiche del governo, rappresenta la speranza e la possibilità dell’alternativa radicale che abbiamo in mente.
Sabato 5 novembre, in questa prima tappa di apertura della carovana, parleremo di questa alternativa. Ragioneremo della questione meridionale come questione continentale, a partire dalle soggettività che interpretano il conflitto per il lavoro e la giustizia ambientale, per la cultura come condizione per la democrazia. Leggeremo la questione meridionale attraverso gli sguardi differenti di donne e uomini. Proveremo a intrecciare e mettere in rete le esperienze di autogoverno e le pratiche di autodeterminazione: le città ribelli e le redi mutualistiche. Le città ribelli dell’Europa mediterranea, da Barcellona a Napoli, parlano di un rapporto completamente diverso fra istituzioni e lotte sociali. Incroceremo l’esperienza di confederalismo democratico e corappresentanza del popolo kurdo. Diremo che la difesa della Costituzione italiana antifascista è una parte di una battaglia complessiva per l’abbattimento delle politiche liberiste.

Nell’assemblea finale metteremo quindi a confronto diverse esperienze politiche che lottano per la costruzione di un’altra Europa a partire dal Mediterraneo: metteremo a confronto l’amministrazione comunale di Napoli, con l’intervento del sindaco Luigi de Magistris, con rappresentati delle esperienze spagnole e portoghesi, realtà ammnistrative locali e immediatamente europee. Presenteremo inoltre l’itinerario della carovana e le tappe successive. Nel radicamento delle esperienze ribelli e nella connessione nello spazio europeo di chi resiste al neoliberismo possiamo costruire un processo collettivo di liberazione: tradurre, nel nostro tempo, la parola rivoluzione.

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