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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 22, 2017

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(03.11.16) Bergamo. “America Latina: Quale futuro?” Incontro pubblico

(03.11.16) Bergamo. “America Latina: Quale futuro?” Incontro pubblico

Giovedì 03 Novembre ore 20,45, presso la sala della Fondazione Serughetti La Porta in viale Papa Giovanni XXIII 30 Bergamo

Interverranno:

Isaias Rodriguez (Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela)

Vittorio Armanni (Segreteria Prc-SE Bergamo)

Antolyn Ayaviri Gomez (Già Ambasciatore dello Stato plurinazionale della Bolivia)

Marco Consolo (Responsabile America Latina – Dipartimento Esteri PRC-SE)

Introduce: Gianpiero Bonvicino (Responsabile esteri Prc-SE Bergamo)

Era il Novembre del 2005 quando a Mar del Plata in uno storico vertice i presidenti di cinque Paesi (l’argentino Néstor Kirchner, il paraguayano Nicanor Duarte Frutos, l’uruguayano Tabaré Vázquez, il brasiliano Lula da Silva, il venezuelano Hugo Chávez) si ribellano alle pressioni statunitensi e dissero no alla formazione dell’Alca. Si fermò così lo strapotere degli USA in America Latina.

Ma dopo più di un decennio, in America Latina lo scenario politico è cambiato. Infatti da tempo è in atto da parte delle forze conservatrici e neoliberiste notoriamente guidate dagli Stati Uniti, una forte controffensiva per riconquistare il famoso “cortile di casa”, che ha ottenuto di fatto risultati importanti.

I casi più emblematici ed evidenti li abbiamo visti in Argentina con la risicata vittoria del reazionario neo-liberale Mauricio Macri ed in Venezuela, dove le forze di sinistra, nonostante i significativi risultati nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza, hanno subito una pesante sconfitta elettorale perdendo la maggioranza parlamentare.

A sua volta, in Brasile la democrazia è stata cancellata con un nuovo e moderno Plan Condor, ed oggi non sono più i militari a destabilizzare il Paese, ma giudici sottomessi e stampa corrotta.

Persino dalla Bolivia arrivano segnali poco rassicuranti, sia con il No alla riforma costituzionale che avrebbe permesso la ri-candidatura di Evo Morales, sia con l’episodio dell’uccisione del Vice-Ministro degli interni.

Situazione diversa invece a Cuba che dopo i proclami di Obama con “l’inizio di un giorno nuovo”

vede il riavvicinamento tra i due paesi molto lontano dall’essere completato,sia per il mancato superamento del blocco, sia per il mantenimento della base di Guantanamo.

E poi c’è la Colombia che si muove per una difficile pace che ponga fine a più di mezzo secolo di sanguinoso conflitto. Ma nonostante lo storico accordo firmato a Cuba tra il governo e i guerriglieri delle Farc-Ep, il referendum popolare consultivo non ha ratificato quell’accordo facendo piombare il Paese nell’incertezza.

Volantino: QUI

A cura: Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea / Federazione di Bergamo

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