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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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(15.09.16) GLS-PIACENZA. Il cordoglio e la rabbia dei comunisti bergamaschi.

(15.09.16) GLS-PIACENZA. Il cordoglio e la rabbia dei comunisti bergamaschi.

“Reagire con lo sciopero generale al peggioramento generalizzato delle condizioni di lavoro”

Quanto è successo questo notte a Piacenza, dove un lavoratore della logistica è stato travolto da un Tir e assassinato nel corso di un picchetto, è di una gravità inaudita che ci parla della barbarie in cui siamo ripiombati, come se fossimo tornati agli inizi del secolo scorso quando chi lottava per i propri diritti metteva in gioco la propria vita.

Tra la scarsa attenzione dei media e anche delle organizzazioni sindacali più importanti, da mesi i lavoratori della logistica sono in lotta contro le condizioni di lavoro durissime, per il salario e per i diritti più elementari, a fronte di un padronato che vuole massimizzare il profitto sulla loro pelle e non si fa scrupolo – fra frequenti intimidazioni e minacce – di aizzare apertamente la guerra fra i poveri.

C’è una responsabilità precisa del governo che ha lasciato che la situazione dei lavoratori, in particolare quella della logistica, precipitasse a questi livelli.

E’ lo stesso Governo che non fa nulla per portare alla firma dei Contratti Nazionali di lavoro che riguardano milioni di lavoratori, rifiutandosi addirittura di firmare i Contratti che lo riguardano.

E’ lo stesso Governo che ha imposto il Jobs Act e che ora punta apertamente alla riforma costituzionale per avere le mani ancora più libere per fare quello che dicono la Finanza, le Banche, il Padronato.

Rifondazione Comunista esprime il cordoglio e la rabbia per quanto è successo a Piacenza e sostiene le iniziative di mobilitazione e di solidarietà nei luoghi di lavoro che in queste ore, anche nella realtà di Bergamo (tra cui la Same di Treviglio), si stanno moltiplicando.

Tutte le organizzazioni sindacali hanno ben chiaro che la situazione che ha portato alla tragedia della Gls di Piacenza è solo la punta di un iceberg; a questo stato di cose occorre reagire con fermezza e determinazione ponendo all’ordine del giorno lo sciopero generale contro il peggioramento generalizzato delle condizioni di lavoro e per rinnovo dei contratti che i padroni vogliono invece cancellare. (Bergamo.15.09.16 – Vittorio Armanni, segreteria provinciale Prc)

 

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