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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | January 20, 2018

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(25.5.2016) CARAVAGGIO. ASSEMBLEA PER DIRITTO ALLA CASA: BRUNO CATTOLI e SILVANA CESANI

(25.5.2016) CARAVAGGIO. ASSEMBLEA PER DIRITTO ALLA CASA: BRUNO CATTOLI e SILVANA CESANI

Elezioni amministrative a Caravaggio

DIRITTO AI SERVIZI PUBBLICI e DIRITTO ALLA CASA

ASSEMBLEA PUBBLICA
MERCOLEDI’ 25 MAGGIO, ore 21
Centro Civico di San Bernardino CARAVAGGIO
(saletta primo piano)

Interventi:  SILVANA CESANI (politiche sociali); BRUNO CATTOLI (Unione Inquilini)

A cura di: Lista civica Sinistra per Caravaggio

IL DIRITTO AI SERVIZI PUBBLICI 
La crisi economica non è risolta. Al contrario si prospetta un duraturo ristagno dell’economia. L’austerità non funziona. Ha prodotto perdita e precarietà del lavoro, diminuzione del reddito, meno servizi pubblici e più servizi a pagamento, aumento della povertà e dei poveri, privazione di diritti.
Anche i Comuni perdono progressivamente e irrimediabilmente autonomia economica e amministrativa, cioè risorse e capacità di offrire servizi. I governi tagliano i fondi da trasferire ai comuni. Tagliano le risorse per gli interventi sociali ( la casa, la famiglia, i giovani, gli anziani, il sostegno al reddito, i Piani di Zona..) : sono 2,5 miliardi dal 2008. Il Pareggio di bilancio introdotto nella Costituzione (che vincola anche i Comuni) antepone i conti dello Stato ai bisogni sociali e renderà difficile un intervento per la “ripresa”. Il “Fiscal compact” (patto fiscale), che attua i Trattati europei, entrando in vigore, ridurrà pesantemente la spesa pubblica.
La chiusura e privatizzazione dei Servizi, già in stato avanzato, aumenterà. Non c’è alcun privato che voglia dare servizi senza che qualcuno ( l’ente pubblico o il cittadino) li paghi. Il Comune perde progressivamente risorse. L’utente avrà il servizio se potrà pagarselo. I Comuni sono ancora in grado di dare qualche risposta concreta ai bisogni sociali; ma sempre di meno.
Si perdono i servizi, cioè le risposte ai bisogni. Le persone sono costrette ad organizzarsi autonomamente per rispondere ai bisogni primari anche elementari (al cibo, all’assistenza sociale e sanitaria, per il sostegno all’Handicap, per l’istruzione, coi doposcuola sociali, con gli sportelli sui diritti sociali…).
La domanda a cui rispondere è : – come fare per mantenere i diritti/servizi pubblici ancora esistenti – e/o per sostituire gli interventi pubblici cancellati dalla diminuzione della spesa sociale.

IL DIRITTO ALL’ABITARE E ALLA CASA
Sono 700.000 le famiglie, aventi diritto a un alloggio pubblico, in attesa di assegnazione, iscritte nelle graduatorie comunali. 70.000 persone ogni anno subiscono sfratto, quasi sempre (90%) per morosità incolpevole. Serve 1 milione di alloggi pubblici.
La crisi taglia posti di lavoro, salari, e produce povertà e sfratti.
Il progetto della Giunta Regionale Maroni di Riforma della Legge 27/09 (edilizia residenziale pubblica) non migliora la situazione. Prevede
1. l’entrata dei privati nella gestione degli alloggi pubblici. Questo non risolve i problemi di inefficienza e di bilancio di Aler e Comuni
2. Il taglio del diritto alla casa popolare per le persone più disagiate, scaricando i costi dell’operazione sui Comuni
3. l’aumento dei canoni di affitto
4. l’ ulteriore riduzione del numero di alloggi popolari a canone sociale. Taglio delle risorse a sostegno delle famiglie in difficoltà su affitti e spese; taglio delle risorse per la manutenzione e il risparmio energetico, e per nuove case.

Il progetto regionale di riforma aggrava l’emergenza abitativa.
Alcune proposte per una politica della casa:
• Non vendere gli alloggi pubblici. Recuperare e assegnare quelli degradati.
• Aumentare il patrimonio di alloggi pubblici con acquisizioni, interventi di edilizia pubblica sociale o convenzionata, riconversione ad uso abitativo di strutture pubbliche inutilizzate
• Favorire l’affitto a canone concordato. Ribassare gli affitti e le spese condominiali degli alloggi pubblici a canone sociale
• Rilanciare la gestione pubblica delle case popolari a tutela delle famiglie in condizione di disagio; rilanciare il ruolo del Comune nella programmazione e gestione dell’offerta di alloggi pubblici
• Garantire l’assegnazione di alloggio in deroga per chi si trova in grave emergenza abitativa o sociale (sfrattati, senza tetto…) e il passaggio da casa a casa nei casi di sfratto per morosità incolpevole
• Rivendicare un finanziamento fisso annuo regionale per l’edilizia pubblica (manutenzione, recupero degli alloggi degradati, risparmio energetico, nuove costruzioni)

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