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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | August 18, 2017

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(27.03.16) DEL “CAPOSALDO” E DEL PROFESSORE DIEGO FUSARO

(27.03.16) DEL “CAPOSALDO” E DEL PROFESSORE DIEGO FUSARO

Ormai da alcuni anni si svolgono a Bergamo le iniziative di un’associazione denominata Caposaldo. Nata come coordinamento di movimenti e associazioni “sia di destra che di sinistra” legati da una comune battaglia. Caposaldo costituisce oggi un’associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze, sostanzialmente mescolando provenienze di destra radicale e di sinistra. Scopo dichiarato dell’associazione è “la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale” I temi trattati vanno “dall’economia alla politica, dalla spiritualità all’ecologia.

L’ultima iniziativa nella nostra provincia prevede una conferenza sull’attacco a lavoro salariato e piccole imprese da parte del sistema capitalista sotto il titolo “Lavoro salariato, piccola impresa e capitalismo: la schiavitù del nuovo ordine mondiale“, relatori il professor Diego Fusaro, filosofo e docente universitario, e Paolo Bogni, presidente di Caposaldo.

La locandina dell’evento bene inquadra il punto di vista dell’associazione: “Negli ultimi decenni il sistema economico mondiale, sempre più centralizzato anche grazie a organismi che scavalcano le sovranità nazionali privando i paesi di ogni difesa delle proprie economie, ha attaccato salari, diritti e possibilità di occupazione per i lavoratori dipendenti. Ma ha anche definitivamente spinto fra i ceti sofferenti e sottomessi quella piccola impresa che, soprattutto in Italia, ha a lungo goduto di un certo benessere e, a livello culturale, della falsa coscienza di appartenere alla classe dominante. La concentrazione di sempre maggior ricchezza in sempre meno persone tutte egualmente a capo di banche e multinazionali sta via via rafforzando un’oligarchia mondiale che ha ormai in pugno un modello economico ingiusto capace di scavalcare ogni autorità politica in termini di decisioni”.

E’ evidente il tratto sovranista e neo-nazionalista dell’iniziativa, si tratta di posizioni politiche ancora circoscritte in Italia, anche perché oggi oscurate dal verbo di Matteo Salvini, ma che rimandano al  dilagare del Front National in Francia. Bisogna infatti ammettere che la nuova destra in Francia è stata capace, negli ultimi cinque anni, di costruirsi con abilità un «popolo oppresso dai potenti» a sua misura e uso, rimodellandolo dal vecchio movimento operaio.

Dovremmo quindi interrogarci sulle vere cause del fatto che “il popolo della sinistra cominci ad esprimersi –spesso inconsciamente- come fosse di destra”, cause che sono da rintracciarsi in un peccato originale che ha accomunato fin dall’inizio una certa destra e una certa sinistra: una critica del capitalismo che si potrebbe definire interrotta, limitata al neoliberismo, alla finanza e alle banche. Una critica che è sempre stata ed è sul punto di scivolare (come di fatto scivolò negli anni trenta) verso l’aperto antisemitismo, verso la critica del parassitismo degli speculatori, affamatori di un buon popolo fatto di uomini di quarant’anni, bianchi, eterosessuali, sposati, con figli, residenti in regioni in declino, minacciati dalla disoccupazione“. È questo il vero terreno sul quale cresce in Europa rigogliosa la nuova destra nazionalista e xenofoba, rafforzata anche da parte dell’elettorato della vecchia sinistra.

Un posto nelle avanguardie di questa deriva è stato occupato, soprattutto in Francia (con entusiasmo), dagli intellettuali, soprattutto filosofi, che nel generale calo di consensi del marxismo tradizionale si sono impegnati rapidamente, “attraverso grandi divagazioni filosofiche che rileggono in modo ardito i grandi pensatori politici, da Locke a Marx”, a dare un’alternativa al buon popolo, a inventare una “terza forza” che ammicca all’antipolitica del “né-di-destra-né-di-sinistra” già così amorevolmente profusa da mentecatti e mascalzoni di ogni risma.

Non facciamoci illusioni. Troppi pensano che in Italia c’è soltanto una sinistra del tutto avversa al nazionalismo, e che quindi il problema della deriva delle sinistre verso destra che attraversa l’Europa qui da noi non esiste affatto.

Ma qui casca l’asino; che dire infatti di quegli insospettabili antagonisti che appoggiarono, solo poco tempo fa, il movimento dei Forconi infarcito di complottisti, neofascisti e attivisti del movimento 5 stelle decisi a tutto pur di non pagare le tasse? Non dimentichiamoci delle notizie sui blocchi dei Forconi (infarcite da fascisti) diffuse anche a Bergamo da reti informative locali di estrema sinistra o del sostegno dato loro da alcuni anarchici.

Insomma si sta rimuovendo, come in un atto mancato, che il tratto comune di molte sinistre contemporanee “radicali” è proprio quella critica del capitalismo limitata alla sola speculazione finanziaria, alle politiche neoliberali e all’Euro che è ormai condivisa anche da Casa Pound. E dentro questa rimozione che la sinistra si smarrisce nel suo inconscio, sino all’esaltazione della Russia di Putin e della Siria di Assad contro la “plutocrazia” occidentale che accomuna in Italia una parte degli ex comunisti, degli anticapitalisti di sinistra, alcuni anarchici  e i fascisti del terzo millennio.

Non a caso in Italia spesso ci dimentichiamo o ammicchiamo a quella galassia di nuovi o vecchi intellettuali, se così si possono definire, che cominciano a fiorire, o a dar frutto, o a marcire anche in Italia, impegnandosi a fondo nello stesso compito d’avanguardia dei loro omologhi francesi: da Massimo Fini a Giulietto Chiesa, correndo fino appunto a Diego Fusaro.

Diego Fusaro, il filosofo dagli occhi azzurri” (come viene spesso presentato a La Gabbia), infatti, è riuscito per primo nel capolavoro di ottenere un grandissimo seguito mediatico, sui peggiori talk show italiani, vampirizzando fino all’ultima goccia gli slogan dell’ultimo Costanzo Preve, il povero Preve ormai consunto dell’endorsement al Front National, utilizzato dai personaggi più ambigui del neofascismo per sdoganarsi utilizzando la sua fama di ex “pensatore marxista” e ridotto a pubblicare per le case editrici dell’estrema destra, come le Edizioni all’insegna del Veltro (Di Claudio Mutti, ex aderente di Giovane Europa) e Settimo Sigillo.

Immune dal destino di emarginazione (pagato almeno di persona e senza sconti da Preve) del suo maestro-matrice, Fusaro è invece riuscito a sfondare a sinistra e a convincere Serge Latouche definendosi con la stessa disinvoltura marxiano e ammiratore di Dugin, allievo di Gramsci e rispettoso di Casa Pound, idolatra di Alain de Benoist, mostrandosi fiancheggiatore ambiguo di Marine Le Pen e Salvini e megafono della più becera critica del capitalismo tipica dell’estrema destra.

Di fronte all’emergere di questi fenomeni penso che sia arrivato il momento che l’«Io» della sinistra torni ad occupare il posto che è ora saldamente in mano al suo «Es»! Senza una critica veramente radicale alla totalità del capitalismo e alle sue categorie, l’inconscio potrebbe portare anche la sinistra su strade pericolose. D’altro canto “Io non ho creato il fascismo, – confidò ai posteri Benito Mussolini nella sua ultima intervista – l’ho tratto dall’inconscio degli italiani». (Bergamo, 27.03.16, Francesco Cocò Macario – segretario Prc- Bergamo)

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