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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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(15.02.16) Caravaggio. Proposta per una lista di sinistra, unitaria, plurale, antiliberista

(15.02.16) Caravaggio. Proposta per una lista di sinistra, unitaria, plurale, antiliberista

LUNEDI’ 15 febbraio ore 20,45 – INCONTRO PUBBLICO -  CENTRO CIVICO DI S. BERNARDINO (saletta primo piano)

PROPOSTA PER  UNA LISTA DI SINISTRA, UNITARIA, PLURALE, ANTILIBERISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI 2016. 

PARLIAMONE per

Fare un rendiconto e una valutazione dell’attività amministrativa di questi anni, dell’operato dell’Amministrazione comunale e del lavoro di SINISTRA PER CARAVAGGIO

Dare uno sguardo alla nostra città, vederne le necessità, i bisogni dei suoi cittadini

Raccogliere e condividere riflessioni, suggerimenti e proposte da concretizzare nei prossimi anni

Verificare la possibilità, e le disponibilità personali, per realizzarle, dando continuità al lavoro svolto da SINISTRA PER CARAVAGGIO  in questi anni

INCONTRO PUBBLICO  CENTRO CIVICO DI S. BERNARDINO (saletta primo piano)

LUNEDI’ 15 febbraio ore 20,45

L’attuale situazione sociale richiede un impegno per costruire dentro e fuori il Consiglio comunale :

  • Una convivenza sociale consapevole della dignità di ogni persona, che riconosce l’alterità dell’altro, che difende e promuove i diritti di ognuno, è partecipe e attenta alle sue necessità, ai più deboli in particolare.
  • Una comunità che, tramite i suoi organi amministrativi, offre servizi per tutti; non delega questo suo compito ai meccanismi privati di mercato, che escludono chi non ha disponibilità economiche.
  • Una comunità consapevole che il lavoro, dignitoso ed equamente retribuito e redistribuito, è un diritto e un dovere per i suoi cittadini e condizione per un’esistenza libera e dignitosa. Una comunità impegnata a promuoverlo per tutti perché è strumento per contribuire al progresso sociale, per la realizzazione di sé e il compimento dei propri doveri di solidarietà.
  • Una città che, progettando il suo futuro, garantisce sostenibilità e qualità sociale al suo sviluppo. Non “consuma” il territorio; rispetta l’ambiente; non inquina l’acqua e l’aria. Sono beni comuni, vitali non riproducibili che vanno sottratti alla speculazione mercantile come la salute, l’istruzione, l’abitare. Non ci soffoca nelle strade e nel cemento, riqualifica le periferie.
  • Una comunità che non si interessa alla moda effimera degli eventi, ma si preoccupa di accrescere la cultura e il senso civico, la capacità critica e l’autonomia personale, la consapevolezza di appartenere all’intera umanità.
  • Una convivenza ispirata dalle regole della giustizia sociale e dell’eguaglianza, della solidarietà e dell’accoglienza. Una città che non segue la logica individualista della competizione escludente e della sopraffazione, proprie del liberismo economico e dei meccanismi di mercato.
  • Una città che vuole partecipare, quindi essere consapevole e perciò informata; che chiede un’attività amministrativa trasparente, che valorizza il contributo dei cittadini e dei suoi rappresentanti.
  • Una città che, pensando al futuro, investe sui giovani, accetta il confronto e la critica, ne accoglie le aspirazioni e le richieste, sostiene la loro ricerca e voglia di protagonismo.

Tutto questo è richiesto dalle CONDIZIONI ATTUALI della società. Infatti la politica economica di austerità vigente ci ha regalato in questi anni: meno lavoro, più povero e precario; meno reddito, meno salario e pensione; meno servizi pubblici (sistematicamente privatizzati e regalati al mercato), più servizi a pagamento, degrado e svendita di beni comuni naturali non rinnovabili (come l’ambiente, il territorio, l’aria, l’acqua), dei servizi stessi che li distribuiscono; la vendita di patrimonio e aziende pubbliche; l’erosione continua di diritti faticosamente conquistati (quelli al lavoro, a un salario adeguato, alla salute e alla sanità, all’istruzione e all’abitare); l’aumento della povertà e dei poveri, e della ricchezza per pochi ricchi.

Si aggiunge la progressiva distruzione dei meccanismi di democrazia e partecipazione ancora presenti nell’organizzazione della società e nel funzionamento delle istituzioni, compresi i comuni. Questo accade perché nell’organizzazione sociale, nella politica e nelle istituzioni pubbliche, nelle relazioni interpersonali si sta imponendo il modello di funzionamento tipico dell’azienda. Tale modello è fatto di rapporti gerarchici e autoritari; misura il merito e il valore sull’interesse particolare e sulla resa economica, non certo col criterio della cooperazione.

Sono i frutti inevitabili dell’austerità e dureranno probabilmente a lungo. E’ lo stesso ministro Padoan a ritenere fondate le ragioni di chi teme un ristagno secolare dell’economia.

Il fatto è che l’austerità è uno dei modi con cui il liberismo economico, che governa l’economia mondiale, cerca di riavviare l’accumulazione dei profitti, interrotta dalla crisi dello stesso sistema capitalistico.

Secondo l’ideologia liberista i principi che devono guidare l’attività economica e lo sviluppo sono i seguenti: 1) tutto (natura, cose, persone, relazioni) è merce; il suo valore sta solo nel poter essere comprato o venduto secondo il meccanismo della concorrenza. 2) l’accumulazione del profitto non deve avere limiti né regole. 3) quindi anche i beni comuni, le proprietà e le risorse pubbliche possono e devono essere venduti. 4) anche la spesa pubblica sociale va tagliata; cioè ogni tipo di servizio pubblico (sanità, istruzione, assistenza sociale…) va privatizzato e lasciato al mercato.

A un meccanismo siffatto non servono la democrazia e la partecipazione, tantomeno la delega controllata. Sono tutti intralci. C’è già chi comanda.

Tutto questo ci riguarda, personalmente e come collettività.

E’ l’esperienza quotidiana. Proviamo a invertire la tendenza. Di questo c’è bisogno, dentro e fuori il Consiglio comunale. Invitiamo gli interessati a farsi avanti e a impegnarsi nei limiti delle proprie possibilità.

Febbraio 2016 – SINISTRA per CARAVAGGIO

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