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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 17, 2017

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(12.12.15) Segreteria nazionale Rifondazione Comunista. Importante!

(12.12.15) Segreteria nazionale Rifondazione Comunista. Importante!

Care compagne e cari compagni,

la riunione di venerdi 11 u.s. del tavolo delle forze di sinistra che avevano sottoscritto il documento “noi ci siamo. Lanciamo la sfida” si è risolta con una rottura che ha impedito di procedere alla convocazione dell’Assemblea unitaria del 15/17 gennaio, come era previsto dal documento unitario e come noi abbiamo riproposto.
Dopo settimane di discussioni ci siamo infatti trovati dinnanzi alla comunicazione dell’intenzione da parte di coloro che fanno parte di Sinistra Italiana di anteporre la costruzione di un nuovo partito di sinistra – con la richiesta di sciogliere tutti i partiti esistenti come condizione di partecipazione alla costruzione del nuovo partito – alla proposta su cui avevamo lavorato per mesi di dar vita ad un processo unitario per un nuovo soggetto politico.
In questo contesto non ci siamo opposti al fatto che le forze che hanno dato vita a Sinistra italiana decidessero di trasformarsi in un partito. Abbiamo detto con forza che questa eventualità non doveva cancellare o spostare alle calende greche l’esigenza prioritaria e centrale di costruire un soggetto unitario di tutte e tutti. Per questo abbiamo riproposto la necessità di dar vita all’assemblea del 15/17 gennaio – come previsto dal documento sottoscritto unitariamente da tutte le forze della sinistra – al fine di far partire un soggetto unitario della sinistra che comprendesse tutte e tutti: singoli uomini e donne come partiti, associazioni, comitati. Non è stato però possibile trovare un punto di mediazione vista la volontà di chiudere il percorso in un nuovo partito. In quel contesto anche il documento che Act ha presentato all’inizio della riunione non poteva svolgere il ruolo di mediazione che pure si prefiggeva.
La riunione si è quindi divisa sull’alternativa tra fare un nuovo partito o invece costruire un soggetto unitario di cui possano far parte tutte e tutti coloro ritengano necessario sconfiggere il neoliberismo.
Perché non condividiamo l’idea di fare un nuovo partito.
Oggi l’urgenza è quella di aggregare forze per sconfiggere il neoliberismo che viene impersonato sul piano politico tanto dal centro destra quanto dal centro sinistra. Il neoliberismo sta portando l’Italia, l’Europa e il mondo alla catastrofe sociale ed ambientale e sta tragicamente riproponendo la guerra come modalità di soluzione dei problemi della crisi economica. E’ un neoliberismo barbarico contro cui occorre costruire un fronte ampio in grado di individuare obiettivi concreti ed auspicabili per la maggioranza delle popolazione. Per questo serve un soggetto politico a “bassa soglia di ingresso”, che unisca ciò che il neoliberismo divide. Per questo abbiamo addirittura parlato di un CLN contro il liberismo: occorre aggregare forze, lotte e volontà senza pensare di mettersi a fare l’analisi del sangue a chi dobbiamo aggregare. Questo per avere la forza sufficiente per fermare il neoliberismo. Occorre costruire un punto di riferimento che sia in grado di essere percepito come proprio da coloro che vengono danneggiati dalle politiche neoliberiste. Dagli operai che perdono il posto di lavoro ai giovani condannati ad una vita di precarietà e disoccupazione, ai risparmiatori truffati dalla banche.
In questo contesto l’idea di fare un nuovo partito al posto del soggetto unitario è sbagliata e non risponde alla necessità di costruire una alternativa di governo al disastro che Renzi a Salvini stanno producendo.
Le forze che si oppongono da sinistra al neoliberismo sono assai variegate e articolate. Questo non solo in Italia ma in tutta Europa. Nella stessa America Latina molte esperienze – dall’Uruguay alla Bolivia – sono basate proprio sulla capacità di unire in un percorso comune singole persone e il complesso delle aggregazioni sociali, culturali e politiche che in forme di verse combattono il neoliberismo. Questa situazione la si può valutare come si vuole ma costituisce un fatto con cui fare i conti. Per costruire una forza politica efficace per sconfiggere il neoliberismo occorre quindi darsi una struttura organizzativa che permetta la partecipazione di tutti i soggetti – individuali e collettivi – e che adotti forme di organizzazione in grado di aprirsi alle diverse esperienze.
Inoltre non esiste alcun presupposto per fare un partito unico della sinistra. I partiti sono nati storicamente su ipotesi forti, storicamente fondate. E’ stato così per le grandi correnti storiche: per i comunisti, i socialisti, i democristiani, i liberali, etc. E’ stato così per lo stesso PDS di Occhetto nato dall’idea che il comunismo era finito o per Rifondazione Comunista, nata dall’idea di rifondare la prospettiva politica comunista nel nuovo capitalismo neoliberista e facendo fino in fondo i conti con lo stalinismo. Oggi non esiste già bella pronta un’idea forza unificante di tutti coloro che vogliono sconfiggere il neoliberismo. Esiste una ricca pluralità di pratiche, aggregazioni e volontà individuali che devono trovare un comune campo di iniziativa politica e uno spazio pubblico di confronto per costruire una nuova idea forza che faccia i conti con gli enormi disastri prodotti dal capitalismo neoliberista. Per questo abbiamo proposto un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista che si concentrasse e facesse iniziativa politica sul 90% delle cose che ci uniscono e lasciasse fuori dalla porta il 10% che ci divide.
Per questo la nostra proposta in questi anni come oggi è sempre stata quella di dare vita ad un soggetto politico unitario della sinistra che si ponesse l’obiettivo di diventare un soggetto di popolo, che si rivolgesse a quella maggioranza della popolazione che viene oggi defraudata dalle politiche di Draghi e della Merkel. Per questo motivo abbiamo partecipato convintamente all’Altra Europa con Tsipras, a partire dalle elezioni europee e in tutta la fase successiva, ne abbiamo condiviso le prese di posizioni e le proposte e consideriamo indispensabile e centrale il suo ruolo nella fase attuale.
Per esplicitare concretamente come pensiamo di costruire questo soggetto abbiamo inviato mercoledì 9 dicembre u.s. a tutti gli esponenti del tavolo della sinistra una proposta concreta che qui di seguito riproduciamo. Come si vedrà non si tratta della proposta di fare una federazione o un cartello elettorale, ma della proposta di un soggetto unitario vero e plurale, di tutta la sinistra antiliberista.
PER UNA SINISTRA UNITARIA
“Questa nota ha l’obiettivo di affrontare alcuni nodi politico organizzativi, non trattati esplicitamente nel testo “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, che per il resto viene integralmente richiamato e considerato il punto fermo da cui far partire il percorso unitario. L’obiettivo che ci guida è quello di superare in avanti la polarizzazione che ha contraddistinto il nostro confronto nell’ultimo periodo, convinti come siamo della necessità e dell’urgenza di dar vita al percorso costituente di un soggetto unitario della sinistra.
Come abbiamo comunemente affermato è necessario costruire un soggetto politico di sinistra, antiliberista, che si ponga l’obiettivo di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un obiettivo di questa natura richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con mere coalizioni elettorali o federative: Queste non costruiscono uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di dar vita ad una azione politica continuativa e non sono capaci di valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario a “bassa soglia d’accesso”, capace di costruire uno spazio pubblico: la casa comune della molteplicità delle forme dell’agire politico e della molteplicità delle culture politiche esistenti nel campo antiliberista di sinistra. Un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, capace di aggregare forze, agire il conflitto e creare consenso al fine di produrre- qui ed ora – un’alternativa politica e sociale per il Paese.
Inoltre non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Si tratta di un terreno di ricerca aperto non solo nel nostro paese, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.

Il soggetto politico della sinistra dunque per noi:
-si definisce sul terreno politico-programmatico e non ideologico-identitario;
-costruisce un nuovo spazio pubblico per tutte e tutti coloro che vorranno farne parte – non un accordo pattizio tra soggetti organizzati – definito dal principio “una testa, un voto”;
-sviluppa un’iniziativa costante sui propri obiettivi, non circoscritta al momento elettorale, al fine di determinare l’accumulazione di forze necessarie al loro raggiungimento;

Per questo il soggetto politico:
– si dà un manifesto politico (carta dei valori o degli impegni) che declina il testo che abbiamo condiviso, definendo la propria identità, il proprio modo di essere ed il proprio campo di azione sul terreno politico-programmatico. Questo dovrebbe avvenire già a partire dalla prossima assemblea, validato da tutti i partecipanti e costituire il fondamento del soggetto politico unitario.
– si dà un nome ed un simbolo decisi attraverso il referendum tra tutte e tutti coloro che aderiranno al progetto
– decide in maniera partecipata uno statuto per regolare la sua vita interna, tale da essere il più possibile inclusivo, partecipativo, aperto alle relazioni con i soggetti individuali e collettivi che ne condividano il progetto
– si dota di un programma di governo da costruire processualmente dentro una discussione partecipata. La costruzione del programma potrà avere una prima tappa di verifica nell’assise in cui il soggetto verrà effettivamente costituito.
Si tratta dunque di un soggetto politico che sviluppa a tutti i livelli una azione finalizzata all’allargamento del consenso per realizzare il proprio programma e che conseguentemente si struttura sui diversi livelli in cui si svolge normalmente il lavoro e il confronto politico.

Per quel che riguarda lo Statuto riteniamo che esso dovrebbe:
-fissare che l’adesione sia individuale;
-definire la piena autonomia e sovranità delle iscritte e degli iscritti sull’indirizzo politico e programmatico, secondo il principio una testa un voto;
-definire la piena sovranità delle iscritte e degli iscritti sulla definizione degli organismi dirigenti ad ogni livello, fissando eventualmente un mix di derivazione congressuale e di derivazione territoriale:
-definire gli ambiti in cui assumere le decisioni con maggioranze qualificate, declinando in questo modo il metodo del consenso;
-prevedere esplicitamente il ricorso all’istituto del referendum tra le iscritte e gli iscritti – sia propositivo che confermativo – attivabile sia dal gruppo dirigente che dalle iscritte e iscritti medesimi. In particolare l’istituto referendario dovrebbe essere previsto come strumento per dirimere i dissensi all’interno del gruppo dirigente qualora questi si presentino.
-prevedere strumenti e momenti di partecipazione on line mediante la costruzione di una piattaforma digitale, definendone ruolo e poteri decisionali sui livelli istituzionali e sul programma politico.
-attivare Forum tematici permanenti aperti a soggetti esterni individuali e collettivi (a solo titolo esemplificativo: Economia, lavoro, welfare; Ambiente, territorio, beni comuni; Mezzogiorno; Europa e relazioni intra Ue; Migranti e mediterraneo; Conoscenza e Cultura; Democrazia, diritti civili; Nuove forme della politica e pratiche mutualistiche; Pace e relazioni con le più significative esperienze internazionali extra UE)
-riconoscere i soggetti collettivi che si riconoscano nell’azione del soggetto unitario e la non incompatibilità della doppia appartenenza. Tali soggetti collettivi – di qualsiasi natura essi siano (partiti, associazioni, comitati, sindacati, etc.) – devono impegnarsi a non presentarsi autonomamente alle elezioni e a non assumere posizioni politiche pubbliche contrastanti i principi etici e fondativi del soggetto unitario.
-definire l’incompatibilità per coloro che fanno parte di organismi esecutivi (segreterie) dei soggetti collettivi che si riconoscono nel soggetto unitario, con la presenza negli esecutivi e nel ruolo di rappresentanza istituzionale del soggetto unitario.
Senza entrare in ulteriori elementi di dettaglio, terminiamo qui queste brevi note con l’augurio che possano delineare un positivo terreno di confronto attraverso cui individuare una strada innovativa per costruire il soggetto unitario della sinistra.”
Com’è evidente dall’esito delle riunione di venerdì questa base di discussione è stata rifiutata in nome dell’esigenza di fare un altro partito.

Che fare.
Noi riteniamo che l’esigenza di dar vita ad un soggetto unitario della sinistra antiliberista non solo non venga meno dopo questa battuta d’arresto ma sia oggi più necessaria che mai. Riteniamo che il lavoro fatto in questi anni e in questi mesi vada proseguito e rilanciato perché si tratta di una prospettiva strategica che riguarda l’efficacia della nostra azione politica e cioè la possibilità di aggregare le forze sufficienti a sconfiggere il neoliberismo.
Noi proponiamo quindi che la proposta di costruire un soggetto unitario autonomo ed alternativo al PD sia rilanciata sui territori e nella nostra azione politica. Pensiamo che questa proposta riguardi in primo luogo l’Altra Europa che fino in fondo si è spesa per una soluzione unitaria, le forze presenti al tavolo, coloro che ne sono usciti – come Civati – e che riguardi soprattutto il complesso delle persone che in mille modi diversi e con mille aggregazioni diverse si stanno opponendo alla barbarie neoliberista.
Per questo riteniamo che la consultazione in corso in queste settimane non solo vada confermata ma abbia ragioni in più. Dobbiamo discutere nel partito e indicare chiaramente la prospettiva politica in cui ci vogliamo muovere: rafforzare Rifondazione Comunista nel contesto della costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista.
Per questo proponiamo di rilanciare dal basso la costruzione di questa strada a partire dalle città in cui si andrà al voto dando vita a liste unitarie di sinistra alternative al PD, costruite in forme democratiche e partecipate, che aggreghino il complesso delle donne e degli uomini, e dei soggetti politici organizzati disponibili a praticare sul territori questa prospettiva.
Parallelamente avanziamo a tutte le donne e gli uomini interessati, a tutti i soggetti sociali, politici e culturali interessati, la proposta politica di costruire un percorso di aggregazione della sinistra antiliberista che abbia le caratteristiche sopra delineate di unità, pluralità, apertura.
Questa proposta riguarda tutti e tutte, anche coloro che ieri hanno anteposto un loro progetto politico particolare alla prospettiva unitaria. Riguarda tutti e tutte perché solo un soggetto unitario e plurale potrà determinare quel salto di qualità, quel punto di riferimento per chi oggi vive nella solitudine e nella disperazione i drammatici effetti delle politiche liberiste.

La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista
12/12/15

Comments

  1. antonio muscas

    Come si fa a proporre un’alternativa al PD continuando a restare suoi alleati e a fare da stampella ogni qualvolta sia necessario?
    PRC non ha credibilità, l’ha persa già da anni e non da segni di cambiamento, poiché alle parole non seguono i fatti.
    In Sardegna, nella mia terra, PRC è al governo col PD, col quale non ha nessuna intenzione di rompere. Il governo attuale sardo è il peggiore mai sperimentato, il più neoliberista e servo del governo centrale delle lobbies e del PD nazionale.
    Di quale sinistra parlate quindi, se non avete neppure il coraggio di abbandonare la cadrega per non rinunciare a quella seppur residua fetta di potere?

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