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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | August 18, 2017

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(10.11.15) Caravaggio. “Uno sguardo al passato per vedere e capire il futuro”

(10.11.15) Caravaggio. “Uno sguardo al passato per vedere e capire il futuro”

La presenza di “SINISTRA per CARAVAGGIO” nell’attività amministrativa

Riassumiamo in questo resoconto critico e ragionato l’attività svolta in questi anni in Consiglio comunale da “SINISTRA per CARAVAGGIO” (SxC), richiamando alcuni temi e argomenti significativi, sottoposti di iniziativa all’attenzione del Consiglio comunale e dell’Amministrazione, o comunque importanti per la vita della città. Essi danno anche l’idea del “punto di vista” che ne ha guidato la presenza e il lavoro consigliare.
Fra gli argomenti portati alla considerazione e/o al voto dell’Amministrazione e del Consiglio, tramite interrogazioni, interpellanze, proposte di ordine del giorno, sono da segnalare:

1) Il nuovo albergo a sud del Santuario, che è di fatto una speculazione urbanistica ed edilizia dell’Amministrazione, finalizzata a fare cassa, trasformando area agricola in edificabile e concedendo possibilità edificatoria in deroga alle norme in vigore.
2) La difficile situazione occupazionale della ex Invernizzi.
3) Le difficoltà economiche e le conseguenze sulle rette di degenza della Casa di Riposo Anni Sereni. 4) Bre.Be.Mi.: il possibile inquinamento del suolo e della falda d’acqua dovuto all’utilizzo, come sottofondo stradale, di scorie sospette di inquinamento. Richiesta di intervento della Amministrazione.
5) La proposta (bocciata) di istituire Consigli di zona o di quartiere per favorire la partecipazione alla vita civica e all’attività amministrativa.
6) La proposta (bocciata) di istituire un Fondo economico in aiuto all’occupazione e alle famiglie per contrastare gli effetti della crisi.
7) La proposta di richiedere al Governo la sostituzione dell’IMU, una mini patrimoniale indifferenziata, con una vera tassa patrimoniale proporzionale e progressiva sulle grandi ricchezze e l’intero patrimonio.
8) Bre.Be.MI.: verifica del possibile inquinamento del suolo a seguito della rimozione e smaltimento del materiale utilizzato per il fondo dell’autostrada.
9) Addizionale comunale IRPEF: la proposta (bocciata) di rendere la tassa proporzionale al reddito individuale.
10) Bonifica dall’amianto e messa in sicurezza dello stabile ex acquedotto di via Ferrario.
11) Piano di illuminazione del Comune, previsto per legge, ma inesistente: Inadempienze dell’Amministrazione.
12) La proposta di richiesta al Parlamento di definire un limite di “reddito minimo” al di sotto del quale venga attivato un intervento economico e di offerta di servizi a sostegno delle condizioni di povertà individuale o familiare.
13) In occasione della fine della missione “Mare nostrum”, queste richieste: continuazione a livello europeo del soccorso in mare – sospensione delle norme che obbligano i richiedenti asilo a fermarsi nel primo paese di approdo – la definizione di programmi di inclusione, di standard minimi di accoglienza e un permesso di soggiorno europei – l’attuazione del diritto costituzionale d’asilo e l’adeguamento della normativa italiana sull’immigrazione – la fine delle guerre economiche e militari nel Mediterraneo, che sono la principale causa di fuga dei migranti.
14) La proposta (approvata) di richiedere al Governo di sottrarre al Patto di Stabilità gli investimenti dei comuni destinati alla realizzazione e alla gestione dei servizi locali sociali e assistenziali e dei servizi primari (come l’acqua, i trasporti, i rifiuti…).

Ma ci sono argomenti, altrettanto e ancor più di rilievo per le loro implicazioni, sottoposti al vaglio del Consiglio comunale, che meritano di essere richiamati, su cui si è misurata la presenza di SxC con proprie proposte o in opposizione.

1) Fra gli interventi ambientali spicca l’adozione del Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile (PAES) e contro l’inquinamento, da mettere in atto entro il 2020. Sicuramente da sostenere, esso ha però questi limiti: aspetta i finanziamenti del Comune e degli enti esterni; non è pubblicizzato nè incentivato; soprattutto, anche se interamente attuato, limiterà l’inquinamento di anidride carbonica (co2) al livello attuale, senza abbassarlo. E’ un primo problema per il futuro.
2) Un’altra questione aperta di attualità riguarda la richiesta della ditta chimica DIACHEM (classificata “a rischio di incidente rilevante”) di ampliare lo stabilimento attuale con il raddoppio della superficie coperta, della produzione (da 10.000 a 20.000 t. anno) e un aumento delle sostanze pericolose. Il progetto della Diachem, sulla cui Valutazione Ambientale Strategica (VAS) SxC ha formulato Osservazioni, è da considerare attentamente nel merito e nei suoi sviluppi per proporre eventuali suggerimenti all’Amministrazione a salvaguardia della salute e dell’ambiente.
3) Uno dei temi trattati, in opposizione con l’Amministrazione comunale, è stata la Privatizzazione dei servizi socioassistenziali e/o “a rete” come il gas .

Il servizio del GAS. Il nostro Comune, assieme ad altri, ha ceduto alla società pubblica ANITA, compartecipata al 49% da privati (che pongono di fatto un’ipoteca determinante sulla gestione), la proprietà delle reti e degli impianti comunali per la distribuzione del gas nel comune. I Comuni hanno consentito a uno degli obiettivi perseguito da almeno un decennio da vari governi: mettere sul mercato i servizi essenziali (come il gas, ma anche l’acqua nonostante i referendum!, piuttosto che i trasporti, i rifiuti…), togliendoli ai Comuni e consegnandoli a grosse società di capitali in grado di competere a livello internazionale. E’ altra cosa da una ottimizzazione del servizio, che può essere utile anche economicamente. I servizi pubblici fanno gola. Vantano un numero di utenti grande e stabile. Danno entrate consistenti e sicure. Sono un businnes. In questo modo i servizi pubblici diventano una merce qualsiasi, con un aumento di costo e perdita di qualità per gli utenti (l’esperienza insegna!). E i Comuni perdono, con la gestione del servizio, anche la loro funzione e il loro ruolo. 4) Un altro punto di contrasto con l’Amministrazione ha riguardato l’Asilo Nido. Da servizio pubblico che era, l’Amministrazione l’ha di fatto privatizzato. L’ha passato al circuito imprenditoriale e messo sul mercato, tra l’altro con un canone d’affitto dello stabile ridotto da 120.000 a 14.000 Euro l’anno. Ha giustificato l’operazione con le difficoltà di bilancio per i mancati trasferimenti di denaro da Stato e Regione. Come per il gas, si è perso un altro servizio pubblico.
Le conseguenze delle privatizzazioni? Potrà avere i servizi, una volta pubblici, solo chi ha i soldi per comprarseli. Mentre il Comune, l’ente di democrazia più vicino al cittadino, privato della sua funzione di prestatore di servizi, diventa un ente inutile, anzi ridotto a esattore delle tasse e a controllore del disagio sociale. 5)

il Bilancio del Comune, la scarsità di risorse economiche, il Patto di Stabilità.
E’ vero. La disponibilità di risorse economiche si restringe in continuazione. I trasferimenti dallo Stato ai Comuni, tradizionale e robusta fonte di finanziamento, diminuiscono di anno in anno. I Comuni corrono ai ripari. Diminuiscono le spese per le opere pubbliche e per i servizi sociali e assistenziali (per l’infanzia, gli anziani, l’handicap, la cultura, le mense e il trasporto scolastico, i contributi per l’affitto…) . Aumentano le tariffe per i servizi e la quota a carico degli utenti, oppure li mettono sul mercato privatizzandoli. Aumentano le tasse e le imposte (addizionale IRPEF, casa, rifiuti…). Vendono il patrimonio (terreni, case di abitazione) e rendono edificabile il terreno agricolo per incassare introiti dalla nuova edificazione.
Ma la crisi c’è e non passerà in fretta. Limita la disponibilità economica delle famiglie, quindi la possibilità per il Comune di accrescere le entrate aumentando tariffe e imposte. Limita il numero dei potenziali acquirenti delle proprietà pubbliche e l’attività edilizia. In una parola le possibili entrate diminuiscono. E, crisi a parte, il patrimonio finisce e il terreno agricolo è comunque un bene limitato e non riproducibile.
Che fare? E’ chiaro che questo schema di gestione economica, usato da tutti i Comuni, è insostenibile. Non regge e va cambiato. E’ altrettanto chiaro che lo svuotamento della capacità di azione, dell’autonomia dei Comuni, e della democrazia rappresentativa che ancora esercitano, è un obiettivo del capitale economico finanziario; il quale non ammette limiti alla propria espansione e vede nella proprietà e nei beni pubblici un’allettante occasione di investimento. Per quanto urgente, una soluzione, su ambedue i fronti, non è in vista a breve. E neppure la fine della crisi, per non dire del liberismo economico.
Nel frattempo, che fare? Sempre, ma soprattutto in questi momenti di aumentate difficoltà per la popolazione, i Comuni devono comportarsi da “Ente prossimo” per il cittadino, anche mantenendo alto il più possibile il livello di offerta e la possibilità di accesso ai servizi per tutti, operando secondo un criterio di redistribuzione del reddito, di quanto è disponibile, verso le fasce sociali più deboli. E’ un criterio che SxC ha tenuto come riferimento nelle decisioni e nelle proposte durante l’attività amministrativa.
E il Patto di Stabilità? C’è e pesa! E’ lo strumento usato a livello europeo dal liberismo economico, imperante ormai a livello mondiale, per controllare le economie nazionali e, a cascata, anche i bilanci dei Comuni. Secondo l’ideologia liberista, tre sono i principi che devono governare lo sviluppo e l’attività economica, e precisamente : nessuna regola all’accumulazione del profitto; vendita di tutte le risorse e i beni pubblici profittevoli; taglio della spesa sociale. La politica economica di Austerità ne è l’attuazione e il Patto di Stabilità lo strumento operativo.
Il Patto per tanti, politici e non, è un alibi. Lo esorcizzano, ma non lo combattono. Ti fanno credere che la colpa è del debito pubblico e della spesa pubblica, che quindi bisogna accettare i sacrifici e la fine dei diritti faticosamente conquistati. Bugie! Dal 1992 lo Stato spende meno di quanto incassa; e il debito ha incominciato a crescere da quando (1981) i Governi hanno permesso alla finanza di speculare sui titoli e i bilanci dello Stato. La rovina dell’Italia non è il costo dei migranti; e non sono neanche i privilegi della casta, per quanto deprecati e pur assommati alle ruberie in circolazione . La fonte dei guai è, al contrario, l’incontrastata speculazione finanziaria che si prende ogni anno più di 80 miliardi di Euro di interessi sul debito pubblico. A loro volta gli stati europei, fra il 2008 e il 2011 hanno messo a disposizione delle banche 4500 miliardi di Euro, pari a tre volte la ricchezza prodotta ogni anno in Italia. Per questo chi contesta il Patto di Stabilità, se non vuole bleffare, deve mettere in discussione i meccanismi dell’economia neoliberista.

Il Piano di Governo del Territorio (PGT). E’ l’atto amministrativo più importante assunto in questi anni. E’ lo strumento che programma lo sviluppo urbanistico della città e del territorio in base a un’idea di sviluppo locale, sociale ed economico, per il futuro. Approvato nel 2013, fa tutt’uno e condizionerà per decenni il futuro di Caravaggio. Ipotizza un forte sviluppo produttivo e residenziale che l’Amministrazione presume verrà portato da TAV e Bre.Be.Mi., le due infrastrutture che essa ha fortemente voluto e caldeggiato.
Sinistra per Caravaggio ha contrastato il PGT proposto per queste ragioni: a) Le due infrastrutture non risolvono i problemi esistenti di viabilità, trasporto, modi di spostamento richiesti. Sono anche economicamente e finanziariamente non convenienti. Sono a servizio di un modello e di un progetto di sviluppo economico e sociale in cui è centrale la valorizzazione speculativa e lo sfruttamento del territorio. b) Questo modello consuma suolo, valuta esclusivamente col criterio del “quanto rende”. Prescinde dal limite delle risorse, dall’interesse e benessere generali. Utilizza e dipende da un modello di trasporto centrato sull’auto e il petrolio, le grandi opere stradali e ferroviarie, funzionali a un’organizzazione della produzione decentrata, che trasporta le merci da un capo all’altro del pianeta. Porta all’estremo il consumo di suolo, l’inquinamento, i danni alla salute. SxC ha contrastato il PGT perché esso vuole costruire il futuro della città su questa idea di sviluppo, che la stessa attuale crisi economica mondiale rende irrealistico, e che organismi autorevoli come l’ONU ritengono insostenibile perché porterà la terra al collasso in pochi decenni.

SxC è tra quelli che ritengono che il modo di sviluppo che ora conosciamo va ripensato, puntando su una economia a “filiera corta”, di produzione e consumi luogo per luogo, con il minimo di trasporto per le merci e il massimo di risparmio energetico e di materie prime, conseguente risanamento del territorio, benefici per l’ambiente e la qualità del vivere. Per questo ha presentato “Proposte” e “Osservazioni” durante tutto il percorso di stesura del Piano. Attualmente sono in esame due importanti Variazioni al PGT. Una riguarda l’ampliamento della Diachem. La seconda si propone di definire quali strutture commerciali (piccole, medie o grandi) potranno sorgere a Caravaggio. Anche su queste Varianti SxC ha presentato “Osservazioni” e sollecita l’attenzione della cittadinanza perché manifesti le proprie valutazioni. Sono due capitoli importanti del futuro della città.
E’ questo un racconto del lavoro svolto in Consiglio comunale da SINISTRA per CARAVAGGIO, conseguente all’impegno assunto con i cittadini nelle ultime elezioni comunali. Un racconto, più che un resoconto, costruito scorrendo alcuni “punti chiave” dell’attività amministrativa, con l’intenzione di dire l’orientamento che ha guidato la presenza e le scelte consigliari di SxC, ma anche di evidenziare le questioni che rimangono aperte per il futuro, che è quanto ora ha rilevanza!

SINISTRA PER CARAVAGGIO

sinistra caravaggio

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