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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 17, 2017

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(13.07.15) “GRECIA – UE”. Aggiornamenti

(13.07.15) “GRECIA – UE”. Aggiornamenti

* Comunicato de “L’Altra Europa con Tsipras”

*(ore 10.30) POST DI PAOLO FERRERO

* Dichiarazione del primo ministro Alexis Tsipras dopo la conclusione del vertice dell’Eurozona

* COMUNICATO DE “ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” Con Alexis Tsipras e il popolo greco. Continuiamo la lotta

In tutto il mondo si sono viste le immagini della vergogna. Un gruppo di oligarchi che usa ogni metodo e ogni tortura per piegare un leader e un governo democraticamente eletti e un popolo. Per questo le nostre prime parole sono di grandissimo affetto per Alexis Tsipras che combatte la più dura delle battaglie. Disse Allende che gli altri avevano la forza ma non la ragione. E’ ancora così. Si stanno tentando due colpi di Stato. Contro il Governo greco e contro cio’ che rimane dell’Europa. Altri colpi di Stato sono stati praticati in questi anni da quel vero regime che e’ il capitalismo finanziario e, purtroppo, l’Europa della Troika. Questa volta stanno incontrando una Resistenza, che e’ anche una speranza di Liberazione. Non si può chiamare trattativa cio’ che e’ stato appunto prima il tentativo di abbattere Governo Tsipras e poi, fallito il colpo per lo straordinario esito del referendum, di buttare fuori la Grecia dall’Europa.

Dopo l’ostentazione di crudeltà (e di ottusità) di queste settimane e, in crescendo, di queste ore possiamo dire con certezza che NON E’ LA GRECIA DI TSIPRAS, MA LA GERMANIA DI SCHAUBLE E MERKEL, INCOMPATIBILE CON L’EUROPA. Tsipras e il popolo greco stanno lottando per tutto ciò in cui credettero i padri fondatori dell’Europa e che questa leadeship europea politicamente e moralmente miserabile sta quotidianamente tradendo. Un’Europa tedesca è una contraddizione in termini. Oltre che una costruzione impossibile, inaccettabile per qualunque popolo dotato di un briciolo di dignità, economicamente squilibrata a favore di uno solo e per questo votata alla stagnazione e al fallimento, incompatibile con i principii di democrazia, equità e solidarietà.

Di ciò che contiene l’accordo lo stesso Tsipras – a cui va il ringraziamento di tutti noi, per aver dimostrato che cosa significa la DEMOCRAZIA – ha scritto in modo lucidissimo. E dice chiaramente che occorre continuare la lotta. Queste parole ci interrogano tutte e tutti. Quanto siamo stati capaci di fare la nostra parte, che non e’ solo per la Grecia ma per noi stessi? Sarebbe sbagliato ora dividersi tra chi invece deve lottare insieme. La battaglia va rilanciata, contro l’austerità, la Troika e gli oligarchi, l’”ordoliberismus” della dogmatica teutonica (l’assunzione dell’austerità e del rigore come principii costituzionali). Grandi sono le responsabilità del governo tedesco, popolari e socialisti, che sono mossi da un nazionalismo esasperato e feroce e che esercitano un ruolo politicamente nefasto oltre a violare quotidianamente, ormai da anni, con il loro surplus esortativo, le stesse regole europee che accusano gli altri di non rispettare.

Allo stesso modo grandi le responsabilità di tutti i socialisti europei che hanno semplicemente balbettato rimanendo corresponsabili di questa vergogna. E grandi le responsabilità dei governi Mediterranei che dovrebbero contrastare le politiche di egemonismo tedesco e non lo fanno.
Questa Europa, così, non ha futuro. Non e’ il sogno di Spinelli ma un incubo. Noi questa Europa la vogliamo rovesciare. Dobbiamo cacciare la austerità e il liberismo. Affermare la democrazia. Fare una lotta durissima per strappare la moneta dalle mani degli oligarchi. Costruire una centralità mediterranea alternativa e dotata di strumenti per promuovere nuova economia. Nell’immediato indiciamo una SETTIMANA DELLA VERGOGNA EUROPEA. Manifestiamo davanti ai simboli delle forze del caos e dell’arroganza, a cominciare dalla Deutsche Bank. Facciamo sentire al popolo tedesco e a quelli che vi si accodano tutta l’indignazione del popolo europeo e l’isolamento dei loro governi, con tutti i mezzi dell’azione nonviolenta, dal bombing telematico fino al boicottaggio dei servizi e dei prodotti. Diciamo al nostro governo che con il suo atteggiamento inerte e di fatto colluso non ci rappresenta.

Ribadiamo il nostro affetto e il nostro apprezzamento per Alexis Tsipras e per il popolo greco che con la loro generosa azione hanno mostrato a tutto il mondo la vera natura di questa Europa: Grazie al loro coraggio la Grecia e l’intera Europa non sono precipitate in una crisi finanziaria senza precedenti.

PAOLO FERRERO. E’ stato trovato un punto di compromesso sulla Grecia. Difficile parlare di accordo data la sproporzione delle forze in atto. Da un lato lo stato greco, con una economia distrutta dalle politiche della troika che da 5 anni si accanisce sul paese. Uno stato reso dipendente dagli aiuti esteri proprio dalle politiche di austerità. Dall’altra il gruppo dominante del terrorismo finanziario europeo guidato dalla Merkel. Un gruppo potentissimo con mezzi economici e finanziari enormi, che controlla tutte le leve del potere. In questo gruppo esistono poliziotti buoni e poliziotti cattivi ma la sostanza non cambia: fondamentalismo neoliberista a gogò. Non ho ancora potuto vedere il testo firmato. Immagino che non sia magnifico. Proprio per questo voglio esprimere ancora una volta la piena solidarietà e il pieno sostegno ad Alexis Tsipras che ha fatto quanto poteva per portare a casa un risultato degno, La responsabilità di cambiare i rapporti di forza per permettere la costruzione di compromessi migliori non sta sulle spalle di Tsipras e di Syriza, che hanno già fatto tutto quello che potevano. La responsabilità della modifica dei rapporti di forza in Europa sta sulle nostre spalle, degli italiani, dei francesi, dei tedeschi, degli spagnoli. Syriza è la punta più avanzata del movimento antiliberista europeo e per questo è maggiormente sotto attacco e subisce le maggiori perdite e contraddizioni. Le Merkel e i Renzi greci, Syriza li ha già sconfitti: tocca a noi sconfiggere i nostri Merkel e Renzi. Se lasciata sola Syriza non può reggere e non può cambiare l’Europa da sola, non ne ha la forza materiale: per questo se il compromesso greco è assai distante dalle proposte di Syriza, non critichiamo Tsipras ma rimbocchiamoci le maniche e vediamo cosa possiamo fare qui in Italia per sconfiggere il terrorismo finanziario dell’Unione Europea.

* Dichiarazione del primo ministro Alexis Tsipras dopo la conclusione del vertice dell’Eurozona. Abbiamo lottato duramente per sei mesi e abbiamo lottato fino alla fine, al fine di ottenere il miglior risultato possibile, per un accordo che potesse consentire al Paese di stare in piedi e per il popolo greco per essere in grado di continuare a combattere.
Abbiamo affrontato decisioni difficili, dilemmi difficili. Abbiamo assunto la responsabilità della decisione al fine di impedire la realizzazione degli obiettivi più estremi dei circoli conservatori più estremisti dell’Unione europea.
L’accordo è duro. Tuttavia, abbiamo impedito l’obiettivo di trasferire proprietà pubblica all’estero, abbiamo fermato il piano per l’asfissia finanziaria e il crollo del sistema finanziario, un piano che era pronto- fino all’ultimo dettaglio – recentemente progettato alla perfezione, e che aveva già cominciato a essere attuato .
Infine, in questa battaglia dura, siamo riusciti a ottenere la ricostruzione, la ristrutturazione del debito e di un certo processo di finanziamento a medio termine.
Eravamo consapevoli che non sarebbe stato un compito facile, ma abbiamo lasciato un’eredità molto importante dietro di noi. Un lascito importante ed un cambiamento tanto necessario in tutta Europa. La Grecia continuerà a lottare e che continueremo a combattere, in modo da poter tornare a crescere e recuperare la nostra sovranità nazionale persa. Abbiamo guadagnato la nostra sovranità popolare. Abbiamo inviato in tutta Europa e nel mondo il messaggio della democrazia, un messaggio di dignità. Questa è l’eredità più importante.
Infine, vorrei ringraziare tutti i miei colleghi, i ministri, i colleghi e collaboratori che hanno fatto con me questa lotta molto dura fino alla fine. Una lotta che alla fine della giornata sarà rivendicata.
La decisione di oggi sostiene la Grecia in condizioni di stabilità finanziaria, fornisce il potenziale di recupero, ma allo stesso tempo sapevamo in anticipo che sarebbe stato un accordo la cui attuazione è difficile. Le misure comprendono le misure che sono state votate in Parlamento. Le misure che inevitabilmente creeranno tendenze recessive. Tuttavia, ho la sensazione, la convinzione e la speranza che il pacchetto per la crescita di 35 miliardi che abbiamo raggiunto, la ristrutturazione del debito, così come il finanziamento garantito per i prossimi tre anni sarà possibile creare la consapevolezza nei mercati e fra gli investitori che una Grexit appartiene al passato. E questo sentimento potrà essere in grado di creare un’ondata di investimenti che compenserà le tendenze recessive.
Allo stesso tempo, credo che la grande maggioranza del popolo greco sosterrà lo sforzo di tornare a crescere come, da un lato, essi riconoscono che abbiamo combattuto per una causa giusta, abbiamo lottato fino alla fine, abbiamo fatto un negoziato difficile per tutta la notte, e d’altra parte, perché indipendentemente da quelli che sono i sacrifici , essi saranno assegnati – e la nostra presenza garantisce questo – con giustizia sociale. E non sarà che il conto sarà ancora una volta pagato solo da coloro che nel corso degli ultimi anni hanno avuto sulle loro spalle questo fardello. Questa volta, coloro che nel periodo precedente erano riusciti a sfuggire o avevano trovato una via di fuga, perché protetti dai governi precedenti, pagherà e inoltre, saranno loro ad assumersi sacrifici.
Infine, voglio fare una promessa: Dobbiamo combattere altrettanto fortemente come abbiamo combattuto per ottenere il miglior risultato all’estero, in Europa, al fine di sbarazzarsi di interessi costituiti all’interno del paese. La Grecia ha bisogno di riforme radicali in favore delle forze sociali e contro l’oligarchia che ha portato a questo punto. E questa è la promessa relativa al nuovo sforzo che comincia domani.

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