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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 25, 2017

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(10.01.15) Treviglio. Contro la svendita delle case popolari, Rifondazione in lotta insieme agli inquilini

(10.01.15) Treviglio.  Contro la svendita delle case popolari, Rifondazione in lotta insieme agli inquilini

MACARIO: “RIFONDAZIONE COMUNISTA PARTECIPA AL PRESIDIO A TREVIGLIO, SABATO 10 GENNAIO 2015. LOTTIAMO IN OGNI PAESE E IN OGNI QUARTIERE PERCHE’ IL GOVERNO RENZI RITIRI IL DECRETO”

Le politiche di austerità, sollecitate dall’Unione Europea, portate avanti dai Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, ma anche dagli Enti Locali e ALER, hanno aggravato la situazione abitativa dei Bergamaschi. 

In Italia il recente decreto legge definito “Piano Casa” (o “Decreto Lupi”) varato dal governo Renzi, prevede un’ulteriore svendita del già misero patrimonio immobiliare pubblico italiano, la criminalizzazione delle occupazioni a fine abitativo, a fronte di un misero incremento del fondo sociale e di quello per la morosità incolpevole.

 Il Governo Renzi ha approvato un Decreto Legge che prevede che le case popolari, comunali e ALER,siano messe in vendita attraverso un’asta pubblica, un provvedimento incostituzionale in quanto il governo vuole dettare norme su un patrimonio che è proprietà delle regioni e degli enti locali su cui essi e non il governo esercitano una competenza esclusiva.

 I prezzi a cui saranno vendute sono quelli di mercato. La Legge non concede agli inquilini, che vivono attualmente nelle case popolari, nemmeno la priorità per l’acquisto. Inoltre gli attuali Assegnatari non potranno usufruire di un prezzo calmierato, infatti il prezzo di vendita sarà quello del mercato privato. In questo modo il Governo Renzi smantella le case popolari per lasciare libero spazio alla speculazione edilizia. Le case popolari saranno così vendute al migliore offerente. Il risultato sarà trasformare gli assegnatari, oggi relativamente sicuri e garantiti, in precari, visto che il loro alloggio sarà comprato da un privato che potrebbe a sua volta affittarlo a prezzi proibitivi. Oppure saranno costretti ad indebitarsi per l’acquisto di alloggi senza manutenzioni.

Ad aggravare la situazione abitativa generale ci ha poi pensato il Con­si­glio dei Mini­stri che ha negato alle fami­glie disa­giate il rin­novo della sospen­sione degli sfratti per finita loca­zione. Pub­bli­cato in Gaz­zetta uffi­ciale, il testo del «Mil­le­pro­ro­ghe» ha rece­pito infatti la deci­sione presa alla vigi­lia di Natale. Si tratta di un nuovo epi­so­dio della guerra ai poveri ini­ziata dal governo Renzi sin dal suo inse­dia­mento.

Anche a livello Lombardo la situazione dell’edilizia pubblica è la fotografia di un fallimento. E’ di fatto fallita anche l’Aler di Milano il cui buco di bilancio ammonta a 345 milioni. Un deficit stratosferico, provocato dalla mala gestione del centrodestra regionale (PdL e Lega), dagli insensati aumenti d’affitto e alle rovinose avventure immobiliari in Libia, passando per l’arresto dell’allora assessore alla casa della Giunta Formigoni-Lega, perché accusato di intrallazzare con la ‘ndrangheta.

Ora a Milano come a Treviglio tutte le colpe sono invece scaricate dalla stampa su inquilini e occupanti disperati legittimando l’uso della forza pubblica. La destra (PdL e Lega) invita alla lotta tra poveri e chi se ne frega degli appartamenti sfitti e dell’emergenza abitativa. D’altronde, è da quando nel lontano 1995 la Consulta dichiarò incostituzionali i fondi Gescal che nessun governo affronta seriamente il problema del finanziamento dell’edilizia popolare.

A Bergamo e provincia la situazione è particolarmente grave: la nostra provincia infatti può vantare il primato di maggior aumento percentuale degli sfratti da inizio crisi (+300%) di tutta Italia. Se da una parte sempre più persone vengono buttate in strada a causa dell’esecuzione dello sfratto dall’altra aumentano le case che vengono tenute vuote a fini puramente speculativi.

In una situazione come quella bergamasca in cui migliaia di famiglie sono collocate nelle graduatorie dei comuni, in vana attesa di una casa popolare di cui avrebbero diritto e di fronte a una onda anomala di sfratti, causati dalla crisi e dalla assenza di politiche pubbliche di sostegno, il disegno del governo Renzi sulla questione che prevede la vendita del patrimonio immobiliare pubblico si presenta come un vero e proprio crimine sociale.

Eppure, una strada alternativa sarebbe percorribile. Tre sono le mosse per renderla praticabile:

  • ritirare i processi di dismissione che mettono a rischio la coesione sociale,
  • investire sul recupero e riuso ai fini della residenza sociale del già costruito,
  • finanziare questa operazione cominciando a tagliare finalmente le unghie alla rendita immobiliare parassitaria.

La Federazione Bergamasca del Partito della Rifondazione Comunista e, in particolare, il circolo di Treviglio prende atto che le Regioni Lazio e Campania hanno chiesto il ritiro del decreto e che il governo si è impegnato a modificarlo per difendere gli Assegnatari.

Sostiene quindi la mobilitazione prevista dagli inquilini delle case popolari anche a Treviglio Sabato 10 Gennaio, da ore 16 davanti alla sede del Municipio in Piazza Manara per chiedere al comune di Treviglio che anch’esso si dichiari contrario al decreto Lupi e prenda una posizione chiara contro questo imbroglio. E affinché si impegni a spingere sulla regione Lombardia perché in sede di Conferenza Unificata si dichiari anch’essa contraria alle vendite. (Per la Federazione di Bergamo del Partito della Rifondazione Comunista, il Segretario provinciale Francesco Macario, Bergamo 7 gennaio 2015)

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