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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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(19.12.14) Cuba. V. Armanni: Un evento storico che apre nuovi spazi di crescita per l’isola e che gioverà al mondo intero

(19.12.14) Cuba. V. Armanni:  Un evento storico che apre nuovi spazi di crescita per l’isola e che gioverà al mondo intero
red.
  • On 19 dicembre 2014

“Un evento storico, che gioverà a tutto il mondo”. È con queste parole che Vittorio Armanni, rappresentante della delegazione a Cuba dell’Ente Bergamaschi nel mondo esprime gioia e soddisfazione per il disgelo tra Stati Uniti e Cuba, annunciata contemporaneamente dal Presidente cubano Raul Castro e dal presidente statunitense Barack Obama.

Una svolta di portata epocale, che segna la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e che, almeno nelle intenzioni del capo della Casa Bianca, dovrebbe portare all’abrogazione dell’embargo entro il 2016.

Segnali di disgelo tra i governi di Washington e L’Avana, nemici storici sin dalla metà del Novecento, sono frutto di un lungo percorso di mediazione, che si era potuto scorgere osservando la storica stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro in occasione dei funerali di Nelson Mandela nel 2013.

Si tratta di avvisaglie di distensione che erano già stati colti dalla gente a Cuba, come spiega Armanni: “È un evento storico, una notizia molto importante e positiva, una svolta attesa da tempo e che già si percepiva nell’isola sudamericana, una notizia che aveva già cominciato a circolare negli ultimi tempi e che nelle ultime settimane si era intensificata. Da sempre, infatti, Cuba ha cercato di superare il blocco economico e finanziario posto dagli Stati Uniti nei suoi confronti. Un blocco che è costato molti milioni di dollari al popolo cubano e che ne ha limitato lo sviluppo commerciale.

Porre fine a questa condizione, quindi, significa creare nuovi spazi per una crescita economica del territorio cubano.

Certo, Obama avrebbe potuto compiere questa scelta precedentemente, all’inizio del proprio mandato, a fronte delle simpatie, ricambiate, verso Cuba. Un ritardo dovuto ai tempi lunghi che tutti i grandi traguardi richiedono ma, dovuto anche agli ostacoli delle lobby conservatrici, e al peso elettorale degli esuli anticasatristi della Florida.

La tempistica, con ogni probabilità, non è casuale: l’avvicinamento è arrivato nel momento in cui il suo consenso elettorale ha toccato i minimi e si sta avvicinando la scadenza delle elezioni presidenziali del 2016. Ma è apprezzabile la sua determinazione nel compiere questa scelta economica e politica. Va peraltro considerato che, in qualità di presidente statunitense, Obama dispone di tutto il potere per stabilire la fine dell’embargo, e invece la decisione effettuerà il passaggio parlamentare, dove i Repubblicani hanno dichiarato la loro contrarietà, ma che non potrà non considerare un dato emerso dai sondaggi degli ultimi giorni: oltre il 50% dei cittadini americani si dichiara favorevole al superamento del blocco economico verso Cuba”.

A trarre beneficio da questa scelta, sottolinea Armanni, sarà il mondo intero: “L’abbattimento del muro che si era creato tra Stati Uniti e Cuba avrà effetti positivi sia per il popolo statunitense sia per il popolo cubano, ma più in generale, porterà vantaggi a livello mondiale.

È la dimostrazione che la politica dei blocchi ha fallito e non serve: colpisce tutte le realtà coinvolte e le danneggia entrambe. Per effetto dell’embargo, ad esempio, Cuba non poteva usufruire di tecnologie fondamentali a supporto del settore sanitario che rappresenta una vera e propria eccellenza per l’intera umanità. Auspico che il superamento delle ostilità possa essere un esempio per abbattere i muri issati alla frontiera con il Messico e in Palestina e che siano fatti passi concreti per una soluzione pacifica in Medio Oriente all’insegna di “due popoli due Stati” . Così come è importante giungere al superamento delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti ed Europa contro la Russia, considerando che a pagare pesantemente le misure sanzionatorie sono i paesi dell’Unione Europea, che in questo quadro vedono ridimensionate le proprie possibilità di scambi commerciali, mentre la Russia sta rafforzando i propri rapporti con i Paesi emergenti del ‘Brics’( Brasile,Russia, India, Cina e Sudafrica) .

Ritengo, perciò che non si possa uscire dall’attuale situazione di crisi economica chiudendosi, ma ampliando i propri orizzonti e favorendo la formazione di sinergie tra i diversi Paesi basato sui principi della sovrana uguaglianza e del rispetto dell’autodeterminazione dei popoli”.

Per giungere all’avvicinamento tra Stati Uniti e Cuba, Papa Francesco ha avuto un ruolo strategico e di mediazione. Il rappresentante dei bergamaschi a Cuba evidenzia: “Storicamente, la voce del Pontefice ha inciso e incide sulle dinamiche dei rapporti economici e politici tra i diversi Paesi. L’impegno di Papa Francesco è stato molto importante, arginando arroganti strapoteri che ostacolano le possibilità di costruire un mondo migliore”.

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