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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | June 25, 2017

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(12.12.14) SCIOPERO GENERALE! Perché e per che cosa

12 DICEMBRE 2014 SCIOPERA ANCHE TU CONTRO IL GOVERNO RENZI ! PERCHE’ E PER CHE COSA

CAMBIARE SI DEVE !

Il governo Renzi attua la politica di austerità, di tagli e privatizzazioni, di distruzione dei redditi imposta dall’Europa liberista di Merkel e dalla Banca Centrale Europea (BCE) di Draghi. E’ in perfetta continuità con l’operato dei governi precedenti: Berlusconi-Bossi, Monti-Fornero, Letta. Non risolve, ma peggiora la crisi.

Ecco i “compiti” dati dalla BCE all’Italia (lettera Trichet – Draghi del 5-08-2011 al governo Berlusconi-Bossi):

  1. Puntare decisamente al pareggio di bilancio e a “riforme strutturali”, anticipando l’attuazione delle misure economiche adottate , e principalmente tagliando la spesa.

  2. Privatizzare su larga scala i servizi pubblici locali.

  3. Ulteriore riforma del sistema di contrattazione salariale collettiva. Privilegiare gli accordi aziendali rispetto ai contratti nazionali di lavoro, in modo da ritagliare salari e condizioni di lavoro sulle esigenze delle singole imprese.

  4. Accurata revisione delle norme sulle assunzioni e i licenziamenti dei dipendenti.

  5. Ulteriore riforma del sistema pensionistico, con innalzamento dell’età pensionabile.

  6. Ridurre i costi del pubblico impiego, tagliando il personale e riducendo gli stipendi.

  7. Compensare il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit pubblico con tagli automatici delle spese non obbligate.

  8. Stretto controllo della spesa degli organismi regionali e locali (comuni e province). Abolire o fondere alcuni livelli amministrativi intermedi (come le province).

  9. Fare queste riforme subito, per Decreto Legge. Il Parlamento le ratifichi entro settembre.

  10. E’ caldeggiato l’inserimento in Costituzione dell’obbligo di “pareggio di bilancio” dello Stato.

I governi precedenti hanno eseguito diligentemente con: austerità, tagli alla spesa e ai bilanci dello Stato e degli Enti locali, blocco dei contratti nel pubblico impiego, tagli alla scuola pubblica (dalla Gelmini in poi), alla sanità e ai servizi, conseguente aumento delle tariffe locali, controriforma delle pensioni e manomissione dell’art. 18 (Fornero), possibilità di derogare ai contratti nazionali (Sacconi – art. 8 ultima finanziaria Berlusconi), obbligo di “pareggio di bilancio” in Costituzione, privatizzazioni…

Il governo Renzi prosegue e porta a compimento il lavoro sporco incompiuto, così:

  • Riguardo al lavoro. Col decreto Poletti permette a ogni impresa di assumere un lavoratore per tre anni con più contratti successivi “a termine”, senza l’obbligo di motivare la mancata assunzione a tempo indeterminato, come prevedeva la legge. Trascorsi i tre anni, basterà all’azienda non rinnovare il contratto. Potrà ricominciare il giro, assumendo un altro lavoratore con la stessa mansione, precario come il primo, senza incappare in vertenze legali, e godendo degli stessi benefici fiscali.

  • Col Jobs act precarizza definitivamente il lavoro e la vita.

  • Vuole di fatto cancellare definitivamente l’art. 18, svuotandolo. Per tutti, non solo per i neo assunti, ai quali sarà comunque negato almeno nei primi anni di lavoro. Era una norma di civiltà. Vietava il licenziamento del lavoratore in assenza di giusta causa o giustificato motivo (es. verificate difficoltà economiche dell’azienda), e ne imponeva la riassunzione in seguito a sentenza del tribunale.

  • Per abbassare i salari, vuole cancellare le norme dello Statuto dei Lavoratori che impediscono il demansionamento, con conseguente perdita di salario e professionalità. Vuole cancellare le norme che impediscono la videosorveglianza (controllo a distanza) del lavoratore.

  • Vuole generalizzare l’uso dei Voucher (“buoni” con cui pagare i lavoratori), cioè la forma massima di lavoro “usa e getta”, oggi circoscritta a casi eccezionali.

  • Vuole ridurre ulteriormente gli “ammortizzatori sociali”. Oltre alla fine della “mobilità”, contenuta nella controriforma Fornero, prevede la fine della Cassa Integrazione per chiusura aziendale e della Cassa in Deroga. Vuole rivedere la durata della Cassa Ordinaria e Straordinaria; e anche dell’Aspi, legandola all’anzianità lavorativa.

  • Vuole rivedere le sanzioni amministrative per chi viola le norme di protezione del lavoro, introducendo misure “ premiali”, che incentivano l’impresa a non essere in regola.

  • Mentre si cancella gradualmente il contratto a tempo indeterminato, restano vigenti i 46 tipi di contratto a tempo determinato della Legge 30 ( ministro Maroni). Già si parla di abolire il Contratto Nazionale di Lavoro (del resto già derogabile con l’art. 8 della legge finanziaria Berlusconi-Bossi-Sacconi) a favore del Contratto d’Azienda, e anche il diritto di sciopero.

  • Anche il TFR (soldi già dei lavoratori) anticipato in busta paga, magari a tassazione maggiorata, serve a “rimpinguare” un salario sempre più misero, difficile da contrattare sotto il ricatto della precarietà e del taglio dei diritti.

Dà più discrezionalità alle imprese, toglie ai lavoratori capacità di contrattazione, salario e diritti. Tutti ricattabili e arbitrariamente licenziabili, tutti precari, ridotti a merce, come la natura, il welfare, la vita.

Anni e anni di questa politica non hanno prodotto occupazione. Hanno raddoppiato i disoccupati. E il lavoro “indipendente” non sta meglio, se un lavoratore autonomo su quattro è a rischio povertà.

Il governo Renzi obbedisce all’”austerità” imposta dalla BCE, dalla Merkel, dal Fondo Monetario, nonostante finga di litigarci. In questo modo:

Nella Legge di Stabilità (il “sogno” di Confindustria), nello Sblocca Italia, nella Spending Review (revisione di spesa) ci sono ancora: tagli lineari di spesa (15 miliardi) alle Regioni e agli Enti locali, sui servizi pubblici e i trasporti pubblici locali, sulla sanità e la scuola, con aumento di tariffe e costi per il cittadino; premi fiscali alle imprese con tagli al costo del lavoro (IRAP 6,5 mld); ancora tasse (11 mld), stabilite senza rapportarle alla possibilità di ognuno di contribuire e senza la progressività prevista dalla Costituzione. Rimane il blocco dei contratti pubblici. Ci sono la svendita del patrimonio pubblico (Eni, Enel, Ferrovie, Poste…) e la privatizzazione delle municipalizzate, dei servizi pubblici e sociali, dei servizi idrici, ambientali ed energetici. C’è una cementificazione devastante del paese, il rilancio delle Grandi Opere (4 mld), perforazioni per ricerca di petrolio, gasdotti. C’è deregolamentazione e allentamento dei controlli e delle norme di protezione dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico- architettonico.

Il governo Renzi nel contempo manomette la Costituzione e limita la democrazia. Con i “voti di fiducia” (30) e le “ leggi delega” in bianco, si appropria del potere del Parlamento di fare le leggi. Sopprime la eleggibilità del Senato e delle Province. Ripropone di fatto una legge elettorale già bocciata dalla Corte Costituzionale perché escludente la rappresentanza.

Punta al rapporto diretto, personale col popolo, distruggendo gli organismi intermedi rappresentativi della società (sindacati compresi), la stessa democrazia rappresentativa. Vuole trasformare la Repubblica parlamentare in Repubblica presidenziale. Sono i cambiamenti che chiedono esplicitamente le grandi banche e le istituzioni finanziarie internazionali come J.P. Morgan, padrone dell’economia globale.

Renzi concretizza le richieste della BCE e della Merkel. L’austerità, la precarizzazione e la deregolamentazione dei rapporti di lavoro, la vendita delle aziende, del patrimonio e dei beni pubblici non producono crescita né occupazione. Consegnano il lavoro, l’apparato produttivo e le risorse pubbliche alle attese e all’arbitrio delle imprese, del capitale e degli investitori internazionali. Preparano la delocalizzazione delle aziende. Producono bassi salari e disoccupazione, calo dei redditi, povertà, vera causa e alimento della crisi.

CAMBIARE SI DEVE E SI PUO’ ! LAVORO, REDDITO, DIGNITA’

Gli 80 Euro sono “un’elemosina” inefficace. Dobbiamo difendere i diritti del lavoro, di chi non può o non riesce a trovarlo. Rivogliamo l’art. 18 per tutti, il rinnovo dei contratti, la riduzione dell’orario di lavoro, un salario e una pensione decenti, un salario orario minimo legato ai contratti nazionali e un reddito minimo per i disoccupati. Vogliamo abolire la legge Fornero sulle pensioni per far spazio al lavoro giovanile. Vogliamo un piano di investimenti pubbliciper creare occupazione e una politica industriale di riconversione ecologica della produzione e dell’economia, per il riassetto idrogeologico, la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, la valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico. Vogliamo garantire il diritto alla salute, alla casa, allo studio.

Si può, disobbedendo al Fiscal Compact e ai Trattati europei, smettendo di regalare soldi alla speculazione, con una patrimoniale sulle grandi ricchezze, tagliando le spese militari , tutti gli F 35, la TAV in Val Susa e le grandi opere inutili.

RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA PER CARAVAGGIO – L’ALTRA EUROPA

Caravaggio 7-12-2014

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