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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 17, 2017

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(23.11.14) Direzione nazionale di Rifondazione Comunista – Documento approvato

Oggi si è tenuta la Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista. Questo è il Documento proposto dalla segreteria e approvato dalla Direzione.

Il paese si è rimesso in movimento: i compiti di Rifondazione Comunista

La situazione sociale del paese si è rimessa in movimento. Dopo anni di “lotta di classe dall’alto”, nelle ultime settimane i lavoratori e le lavoratrici, le precarie e i precari,le/i pensionate/i sono nuovamente scesi in piazza. Le iniziative della Cgil, della Fiom, del sindacalismo di base e dell’autorganizzazione sociale hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone in opposizione alle politiche neoliberiste dell’Unione Europea e del governo Renzi. Questa ripresa di parola sociale e del mondo del lavoro ha notevolmente modificato il quadro politico: la dialettica tra le principali forze politiche tutta giocata all’interno delle diverse ricette neoliberiste ha visto l’emergere di un soggetto collettivo che ha posto la necessità e l’urgenza di abbandonare le politiche di austerità e di mettere al primo posto il tema del diritto al lavoro e al reddito. E’ così riemersa con forza la proposta dell’intervento pubblico nell’economia, la necessità di piegare il funzionamento dell’economia al soddisfacimento dei bisogni sociali. La ripresa del conflitto sociale è la più grande novità politica di questa fase e il lavoro per il suo allargamento, la sua qualificazione ed in definitiva la sua vittoria costituisce il principale terreno di intervento politico del Partito della Rifondazione Comunista.

A partire da queste lotte è avvenuta una rottura tra le forze del movimento operaio organizzato e il PD. E’ la prima volta dallo scioglimento del PCI che la CGIL dichiara uno sciopero generale contro un governo presieduto da un esponente di una forza di “centrosinistra” e che il conflitto sociale non può avere uno sbocco politico all’interno del quadro bipolare in termini di alternanza. Si tratta di un fatto assai rilevante che apre una grande opportunità e pone in modo diretto la necessità di costruire una sinistra unitaria esterna al centro sinistra, che risponda positivamente alla domanda di giustizia sociale e di alternativa che le lotte esprimono.

In questo quadro auspichiamo e ci impegniamo affinché dall’esperienza dell’Altra Europa con Tsipras nasca un percorso di costruzione di una soggettività politica che sappia dare una risposta al “bisogno di sinistra” che proprio le lotte hanno messo così platealmente in evidenza. Il nostro obiettivo è, dunque, la costruzione di un soggetto unitario e plurale, saldamente collocato nel GUE e alternativo alle forze delle larghe intese in Europa, in relazione con il progetto della Sinistra Europea; e in Italia radicalmente alternativo al Pd e al governo Renzi, capace di radicarsi nel conflitto sociale che si è riaperto nel paese e di connettere le lotte contro il Jobs Act, lo sblocca Italia, la controriforma della Costituzione, lo smantellamento della scuola pubblica e del pubblico impiego. Riteniamo finita la storia del centrosinistra. Il quadro sociale ci conferma che invece è possibile e necessario costruire la sinistra della alternativa in Italia e in Europa, proseguendo il percorso iniziato alle europee con la lista Altraeuropa, come già delineato dallo scorso congresso e ribadito nel Cpn del 31 maggio- 1 giugno e dalla DN del 19 settembre scorsi.

La ripresa delle lotte avviene a sei anni dall’inizio della crisi che è contemporaneamente una crisi strutturale del capitalismo globalizzato e una crisi sistemica dell’Europa di Maastricht. Da questa crisi non si uscirà rilanciando le politiche neoliberiste come tentano di fare le elites politiche ed economiche mondiali. Da questa crisi non si uscirà nemmeno con qualche aggiustamento o cercando di riprodurre un impossibile compromesso socialdemocratico. Questa crisi pone il problema dell’esaurirsi della spinta propulsiva del capitalismo e pone quindi la necessità di una risposta socialista, di un superamento della logica del profitto come motore della dinamica sociale.

Proprio la crisi pone quindi l’alternativa tra socialismo o barbarie e pone il tema dell’attualità del comunismo e della necessità di un partito della rifondazione comunista. Per questo riteniamo che il rilancio del Partito della Rifondazione Comunista rappresenti una necessità storica, un punto fondamentale per individuare la strada di uscita dalla crisi, di uscita dal capitalismo in crisi.
Il lavoro di costruzione di una sinistra unita antiliberista e di rafforzamento del Partito della Rifondazione Comunista sono quindi due facce della stessa medaglia, due processi tra loro intrecciati che rispondono alle esigenze di dare al movimento un punto di riferimento a sinistra e nel contempo di costruire nel movimento uno sbocco in senso socialista al fallimento del capitale.
Riteniamo necessario rilanciare il lavoro del partito anche attraverso la convocazione di una conferenza di organizzazione che abbia come principale obiettivo una riforma del Prc come partito capace di radicarsi nelle lotte, di esprimere direzione politica nel conflitto, di riattivare la lotta per l’egemonia e la trasformazione del senso comune.

In questo quadro la DN ritiene necessario che il partito tutto lavori per:

La piena riuscita della manifestazione del 29 novembre prossimo, contro il governo e le politiche neoliberiste dell’unione Europea, promossa dalla lista l’altra Europa con Tsipras.
La costruzione in ogni città di iniziative di dibattito e di confronto tra i soggetti protagonisti del conflitto in vista dello sciopero generale del 12 dicembre.
La piena riuscita dello sciopero generale del 12 dicembre .
La necessità di rilanciare con forza la nostra proposta di Piano per il lavoro da far vivere dentro le lotte come piattaforma di alternativa alle politiche neoliberiste.
La necessità di sviluppare una campagna di controinformazione e solidarietà con la lotta del popolo Palestinese, per la fine della occupazione e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
La necessità di sviluppare una campagna di sostegno al popolo Kurdo, il quale vede nella resistenza di Kobane il suo simbolo.

In questo quadro ed al fine di rafforzare il partito la DN decide di dar mandato alla segreteria di:

Organizzare attivi regionali in tutto il partito per discutere della fase politica, delle nostre proposte, del rilancio del partito.
Organizzare attivi regionali dei lavoratori e delle lavoratrici del partito.
Curare con attenzione la campagna del tesseramento appena partita.
Organizzare entro gennaio un seminario sui temi dell’euro come deciso dal Congresso nazionale.
Organizzare entro febbraio un convegno sul mutualismo e sulle pratiche sociali solidali.
Convocare la Conferenza di organizzazione per il 5 aprile 2015.

La Direzione nazionale decide, in previsione del Prossimo CPN che verrà convocato all’inizio di gennaio dell’anno prossimo e che dovrà – tra l’altro – varare il regolamento ed il gruppo di lavoro di gestione della Conferenza di organizzazione – di dar vita ad una commissione per la redazione del regolamento della Conferenza di organizzazione.

La Direzione nazionale ringrazia le centinaia di compagni e di compagne che hanno dato il loro contributo alla campagna di sottoscrizione per sostenere Dino Greco a fronte della multa che ha dovuto pagare per la sua attività svolta in qualità di Direttore di Liberazione. L’impegno e la solidarietà mostrata ci parlano della qualità del nostro tessuto umano e politico e della necessità della sua piena valorizzazione politica.

La direzione nazionale saluta positivamente la convocazione del Coordinamento nazionale allargato dei Giovan@ Comunist@ per il 7/12/2014 al fine di costruire il percorso di convocazione della conferenza nazionale e di reinserire positivamente i Giovan@ Comunist@ all’interno della ripresa del conflitto sociale.

Infine la direzione nazionale esprime un forte ringraziamento alle compagne e ai compagni che in queste settimane si sono spese/i per la costruzione delle liste Altra Emilia Romagna e altra Calabria , augurando a queste due esperienze una buona affermazione nella tornata elettorale in corso.

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