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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 18, 2017

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(26.02.14) BERGAMO. 1° INCONTRO COMITATO BG PER “LISTA TSIPRAS”

* Mercoledì 26 febbraio, ore 20.45, c/o, Arci di via Quarenghi 34, Bergamo

Fra pochi mesi si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo. Sarà un appuntamento importante perché è dal livello europeo che oggi discende la maggior parte delle politiche che determinano e condizionano la vita e il futuro dell’Italia e dell’Europa, da tempo attanagliate da una gravissima crisi economica e sociale.
In questo contesto è maturata la candidatura di Alexis Tsipras, leader del maggiore partito di opposizione in Grecia, a presidente della Commissione dell’Unione Europea, una candidatura che simboleggia il riconoscimento dei sacrifici del popolo greco, ma anche la solidarietà per tutti i popoli del Sud dell’Europa che hanno subito le catastrofiche conseguenze sociali dei Memoranda di austerità e recessione.
La candidatura di Tsipras, che – più che una candidatura – è un mandato di speranza e cambiamento in Europa, ha già conseguito anche in Italia un ampio sostegno e rappresenta la possibilità di costruire un percorso unitario alternativo alle politiche di austerità e ai governi di larghe intese in Europa ed in Italia. Un percorso che sia capace di rimettere al centro la necessità di un’alternativa al neoliberismo e al modello sociale che ha prodotto e che aggrava questa crisi, per rappresentare le ragioni del lavoro, della giustizia sociale, della pace. Per cambiare l’Europa, per un’ Europa del lavoro e non delle banche.
I promotori dell’appello – presentato mercoledì scorso presso l’Arci di Bergamo da Vittorio Armanni (già consigliere proviciale), Massimo Cortesi (presidente provnciale Arci), Giovanna Pedroni (militante antimafia sociale) e da Alberto Scanzi (Circolo Gramsci di Bergamo) – si rivolgono agli aderenti alle organizzazioni politiche e sindacali, al mondo associativo, ai movimenti e alle singole persone, della sinistra e progressiste, per invitarle ad aderire al comitato che proponiamo per avviare in tutto il territorio della nostra provincia un percorso unitario di costruzione della campagna elettorale, del programma, delle liste. Visti i tempi strettissimi, infatti, è essenziale avviare al più presto la raccolta delle firme a sostegno della lista, cosa che sottolinea l’autonomia dell’iniziativa che vogliamo costruire.
Tutti coloro che intendono aderire sono invitati a sottoscrivere l’appello e a partecipare alla prima riunione aperta a tutti gli interessati pressola sede provinciale dell’ARCI in via Quarenghi n 34, il giorno Mercoledi 26 febbraio 2014 alle ore 20,45.

Per info, comunicazioni, ulteriori adesioni: tel. 338.9759975 maurizio mazzucchetti – mail (provvisoria): alternainsieme@yahoo.it

Di seguito il testo completo dell’appello con l’elenco dei primi firmatari: qui

APPELLO PER LA COSTITUZIONE DEL

COMITATO DI BERGAMO A SOSTEGNO DELLA LISTA TSIPRAS”

Fra pochi mesi si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo. Sarà un appuntamento importante. E’ infatti dal livello europeo che oggi discende la maggior parte delle politiche che determinano e condizionano la vita e il futuro dell’Italia e dell’Europa, da tempo attanagliate da una gravissima crisi economica e sociale.

E’ in questo contesto che è maturata la candidatura di Alexis Tsipras, leader del maggiore partito di opposizione in Grecia, a presidente della Commissione dell’Unione Europea. Questa candidatura simboleggia il riconoscimento dei sacrifici del popolo greco. Simboleggia anche la solidarietà per tutti i popoli del Sud dell’Europa che hanno subito le catastrofiche conseguenze sociali dei Memoranda di austerità e recessione.

La candidatura di Tsipras, che – più che una candidatura – è un mandato di speranza e cambiamento in Europa, ha già conseguito anche in Italia un ampio sostegno da diverse realtà sociali, politiche, sindacali, culturali e di movimento, e rappresenta la possibilità di costruire un percorso unitario a sinistra, alternativo alle politiche di austerità e ai governi di larghe intese in Europa ed in Italia. Un percorso che sia capace di rimettere al centro del dibattito politico la necessità di un’alternativa al neoliberismo e al modello sociale che ha prodotto e che aggrava questa crisi, per rappresentare le ragioni del lavoro, della giustizia sociale, della pace. Per cambiare l’Europa, per un’ Europa del lavoro e non delle banche.

Siamo convinti che – come dice Tsipras – il cambiamento in Europa è possibile e avverrà! Coloro che dicono che l’Europa in cui viviamo non può cambiare, lo dicono perché non vogliono che l’Europa cambi. Perché hanno interessi a non voler cambiare l’Europa. Dobbiamo riunire l’Europa e ricostruirla su basi democratiche e progressive. Dobbiamo riconnettere l’Europa con le sue origini Illuministiche e dare priorità alla Democrazia. Perché l’Unione Europea sarà democratica o cesserà di esistere. E per noi, la Democrazia non è negoziabile.

Oggi per porre fine alla crisi Europea, è necessario un cambio drastico di direzione. Per fare ciò Tsipras ha indicato un piano politico articolato in dieci punti:

  1. Immediata fine dell’austerità. L’Austerità è una medicina nociva somministrata al momento sbagliato con devastanti conseguenze per la coesione della società, per la democrazia e per il futuro dell’Europa. Una delle cicatrici lasciate dall’austerità che non mostra segni di guarigione è la disoccupazione – in particolare tra i giovani.

  1. Un New Deal europeo. L’economia europea ha sofferto 6 anni di crisi, con disoccupazione media sopra il 12% e il rischio di una depressione pari a quella degli anni 30. l’Europa potrebbe e dovrebbe prendere in prestito denaro a basso interesse per finanziare un programma di ricostruzione economica focalizzato sull’impiego, sulla tecnologia e sull’infrastruttura. Il programma aiuterebbe le economie colpite dalla crisi ad emergere dal circolo vizioso di recessione e incremento del debito, creare posti di lavoro e sostenere il recupero economico. Gli Stati Uniti ce l’hanno fatta. Perché non noi?

  2. L’espansione dei prestiti alla piccola e media impresa. Le condizioni dei prestiti in Europa è nettamente deteriorata. Le piccole e medie imprese sono state colpite ancora più duramente. Migliaia di queste, soprattutto nelle economie in crisi del Sud dell’Europa sono state costrette a chiudere, non perché non erano sostenibili, ma perché il credito era esaurito. Le conseguenze per i posti di lavoro sono state terribili. I tempi straordinari richiedono misure straordinarie: la banca centrale europea dovrebbe seguire l’esempio delle Banche Centrali degli altri paesi e fornire prestiti a basso interesse alle banche se queste accettano di di fare credito a piccole e medie imprese.

  3. Sconfiggere la disoccupazione. La disoccupazione media europea è la più alta mai registrata. Molti dei disoccupati rimangono senza lavoro per più di un anno e molti giovano non hanno mai avuto l’opportunità di ricevere un salario per un impiego decente. La maggior parte della disoccupazione è il risalutato dello scarso o nullo sviluppo economico, ma anche se la crescita riprende, l’esperienza ci insegna che sarà necessario molto tempo perché la disoccupazione torni al livello di prima della crisi. L’Europa non può permettersi aspettare così a lungo. Lunghi periodi di disoccupazione sono devastanti per le abilità dei lavoratori, specialmente i giovani. Questo nutre l’estremismo di destra, indebolisce la democrazia e distrugge l’ideale europeo. L’Europa non dovrebbe perdere tempo, dovrebbe mobilitarsi e ridirigere i Fondi Strutturali per creare significative possibilità d’impiego per i cittadini. Laddove i limiti fiscali degli stati membri sono stretti, i contributi nazionali dovrebbero essere azzerati.

  4. Sospensione del nuovo sistema fiscale europeo: che richiede pareggio di bilancio anno per anno, indipendentemente dalle condizioni economiche dello stato membro. Di conseguenza rimuove la possibilità di usare le politiche fiscali come uno strumento di stabilità nei momenti di crisi, quando è più necessario, mettendo in pericolo la stabilità economica. In breve, è un’idea pericolosa. L’Europa necessita di un sistema fiscale che assicuri la responsabilità fiscale sul medio termine e allo stesso tempo permetta agli stati membri di usare lo stimolo fiscale durante una recessione. Una politica modificata ciclicamente che esenti gli investimenti pubblici è necessaria.

  5. Una vera e propria banca europea che possa prestare denaro come ultima risorsa per gli stati-membri e non solo per le banche. L’esperienza storica suggerisce che le unioni monetarie di successo necessitano di una banca centrale che adempia a tutte le funzioni di una banca e non serva solo a mantenere la stabilità dei prezzi. Il prestito a uno stato bisognoso dovrebbe essere incondizionato e non dipendente dall’accettazione di un programma di riforme come il Meccanismo di Stabilità Europea. Il fato dell’Euro e la prosperità dell’Europa dipende da questo.

  6. Aggiustamento macroeconomico: i paesi in surplus dovrebbero lavorare quanto i paesi in deficit per correggere il bilanciamento macroeconomico all’interno dell’Europa. L’Europa dovrebbe monitorare valutare e richiedere azione dai Paesi in surplus sotto forma di stimolo, per alleviare la pressione unilaterale sui Paesi in deficit. L’attuale asimmetria non danneggia solo i paesi in deficit. Danneggia l’intera Europa.

  7. Una Conferenza del Debito Europeo. La nostra proposta è ispirata ad uno dei più lungimiranti momenti nella storia politica Europea. Questo è l’Accordo di Londra sul Debito del 1953, che alleviò il peso economico della Germania, aiutando a ricostruire la nazione dopo la guerra aprendo la strada per il suo successo economico. L’Accordo richiedeva il pagamento di – al massimo – la metà dei debiti, sia privati che intergovernativi. Legava i tempi del pagamento all’abilità del Paese di ripagare, diluendoli su un periodo di 30 anni. Collegava il debito allo sviluppo economico, seguendo una implicita clausola di crescita: nel periodo tra il 1953 e 1959 gli unici pagamenti dovuti erano gli interessi del debito. Questo ritardo nei pagamenti aveva lo scopo di concedere alla Germania il tempo di recuperare. A partire dal 1958, l’Accordo prevedeva pagamenti annuali che diventarono sempre meno significativi con la crescita dell’economia. L’accordo prevedeva che la riduzione dei consumi della Germania, quello che oggi chiamiamo “devalutazione interna”, non era un metodo accettabile di assicurare il pagamento dei debiti. I pagamenti erano condizionati dalla possibilità di pagare. L’Accordo di Londra è in diretto contrasto con l’erronea logica dei pagamenti richiesti dal trattato di Versailles, che ostacolava la ricostruzione dell’economia tedesca e creava dubbi sulle intenzioni degli Alleati. L’Accordo di Londra rimane un piano d’azione utilizzabile anche oggi. Non vogliamo una Conferenza del Debito Europeo per il Sud dell’Europa. Vogliamo una Conferenza del Debito Europeo per l’Europa. In questo contesto, si dovrebbero usare tutti gli strumenti politici disponibili, inclusi i prestiti dalla Banca Europea come ultima risorsa oltre alla istituzione di un debito sociale europeo, come gli Eurobond, per sostituire i debiti nazionali.

  8. Un atto Glass-Steagall Europeo. L’obbiettivo è separare le attività commerciali e gli investimenti bancari per prevenire la loro unificazione in un’entità incontrollabile.

  9. Una legislazione Europea effettiva per tassare l’economia e le attività imprenditoriali offshore .

Anche a Bergamo, per sostenere queste proposte e la candidatura di Tsipras, vi è la necessità di costituire al più presto un comitato a sostegno della lista Tsipras.

La candidatura di Tsipras come appare evidente dai dieci punti proposti è chiaramente orientata contro le politiche di austerità europee, il fiscal compact, il pareggio di bilancio, la centralità della moneta e del sistema bancario, che hanno drenato risorse essenziali per lo sviluppo e alimentato la speculazione internazionale. Politiche recessive che hanno portato al taglio dei diritti aumentando la povertà e la disoccupazione per ampie fasce di popolazione.

La candidatura di Tsipras pone al centro della propria proposta l’esigenza di un nuovo modello di sviluppo e la difesa dei diritti sociali, ambientali e del lavoro. Da voce e rappresenta le molte lotte che sono nate in questi anni di crisi socio-economica. Dalle battaglie sui diritti civili, alle lotte contro l’energia nucleare, gli scempi ambientali, e le grandi opere inutili e dannose. Dalle iniziative contro la precarietà e per il lavoro tutelato – contro l’art. 8 e le modifiche dell’art. 18 – alla salvaguardia dei diritti sociali e la tutela della sanità, della scuola e della previdenza pubblica. Alla difesa dell’acqua pubblica e dei beni comuni.

La candidatura di Tsipras allude a una diversa Europa: democratica, sociale, solidale. Come ha detto Alexis Tsipras: un’Europa federale che superi i limiti del Trattato di Lisbona e operi per una politica di pace e di forte riduzione delle spese militari. Un’Europa che si impegni per la tutela dei diritti dei migranti e la libera circolazione delle persone, andando al superamento del regolamento Dublino 2.

In particolare in Italia la lista Tsipras si rivolge a chi si batte per la difesa dei principi della nostra Costituzione e dei valori della Resistenza, contro ogni rigurgito razzista e sessista e si impegna coerentemente a favore dell’autodeterminazione delle donne e contro ogni discriminazione derivante dall’orientamento sessuale.

La lista Tsipras deve porsi l’obiettivo di unire l’insieme delle forze politico-sociali della sinistra antiliberista e di alternativa del nostro Paese, coinvolgendo nel frattempo anche ampi settori della sinistra progressista italiana, da tempo sfiduciati e delusi, che si sono in questi anni ancorati al non voto o al voto sofferto alla sinistra moderata o ai movimenti con venature populiste.

E’ a partire da tutto questo, che condividiamo l’esigenza di costituire fin da subito il Comitato di Bergamo a sostegno di una Lista con la candidatura di Tsipras. Un comitato aperto, unitario, plurale, senza esclusioni, dove ognuno possa aderire individualmente e portare il proprio contributo di analisi e proposta e in cui le decisioni, gli obiettivi e le scelte politico-organizzative siano assunte collettivamente secondo il principio “una testa un voto”.

Pertanto ci rivolgiamo agli aderenti alle organizzazioni politiche e sindacali, al mondo associativo, ai movimenti e alle singole personalità, della sinistra e progressiste, per invitarle ad aderire al Comitato ed avviare insieme un percorso unitario di costruzione della campagna elettorale, del programma, delle liste e di sostenere tutto quanto occorra realizzare per il successo della Lista Tsipras, a partire dalla raccolta firme.

Infatti visti i tempi strettissimi è essenziale avviare al più presto la raccolta delle firme a sostegno della lista, cosa che sottolinea l’autonomia dell’iniziativa che vogliamo costruire e rappresenta un importante strumento di campagna elettorale nel rapporto diretto con i cittadini.

Inoltre, vista la dimensione e la distribuzione degli abitanti della nostra provincia (suddivisa in ben 240 comuni e con più di un milione di cui solo centomila residenti nella città), si propone di valutare la costituzione in ogni valle e zona della pianura specifici comitati di zona che affianchino il comitato cittadino lavorando sul territorio.

I sottoscritti invitano quindi tutti coloro che intendono aderire a sottoscrivere questo appello e convocano una prima riunione aperta a tutti gli interessati presso la sede provinciale dell’ARCI in via Quarenghi n 34, il giorno Mercoledi 26 febbraio 2014 .alle ore 20,45.

Sottoscrivono:

Alberto Scanzi (Presidente circolo Gramsci Bergamo)

Alessandro Bellosi (imprenditore)

Alessandro Esposito (direttivo ARCI Colognola)

Andrea Brighenti (Antifascista)

Corinna Preda

Edo Fachinetti (Cooperatore sociale)

Ettore Trozzi (presidente Biblioteca Peppino Impastato di Bergamo)

Fabio Cochis (segretario provinciale Unione Inquilini)

Gabrio Vitali (Docente di letteratura italiana e storia europea – Bratislava)

Giorgio Marcandelli (ARCI Grumello al piano – ricercatore)

Giorgio Zenoni (Architetto)

Giovanna Pedroni (Militante dell’antimafia sociale)

Maichol Schinello (Studente di Teologia)

Marco Noris (Cooperatore sociale)

Marco Brusa (Comitato Parco Agricolo Ecologico)

Massimiliano Ratti (Cgil)

Maurizio Spreafico (Architetto)

Mauro Fadini (Sindaco di Borgo di Terzo)

Massimo Cortesi (Segretario provinciale ARCI)

Michele di Bona (Coperatore sociale)

Myrna Cambianica (Attivista antisfratto)

Paolo d’Amico (consigliere provinciale Sinistra per Bergamo)

Paolo Boffelli (Collettivo Politico Alzano)

Stefano Zenoni (Architetto)

Vittorio Armanni (ex consigliere comunale e provinciale di Bergamo

 

Bergamo 19 febbraio 2014

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Comments

  1. Dario Lombino

    Per una nuova Sinistra, contro il capitale finanziario, per la riappropriazione di una giustizia sociale espropriata da anni di governi liberisti e antidemocratici, aderisco al Comitato BG per Tsipras.

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