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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | August 21, 2017

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R@P – Pratiche di resistenza dentro la crisi: seminari a Bergamo e Catanzaro

Tratto da: www.controlacrisi.org

Due seminari ed una festa a fine luglio. Un approfondimento teorico del lavoro fino a qui fatto ed un ragionamento su come compiere un salto di qualità necessario per l’unica struttura che a livello nazionale prova con le proprie gambe a costruire uno spazio comune per le pratiche sociali di autorganizzazione in una visione anticapitalista. Partiremo il 25 maggio da Bergamo dove discuteremo ed analizzeremo come la dinamica capitalista impoverisce le classi popolari e come queste si riorganizzano per rispondere. Lavoreremo sul terreno della nuove forme di intervento ecosocialista sul modello municipale di Marinaleda e su come nello specifico costruire nuove forme di solidarietà attiva in grado di connettersi su tutto il territorio nazionale. Cooperative agricole per disoccupati, spacci comunali autogestiti, gruppi di acquisto collettivo sono infatti i primi segnali di un possibile programma comune per intervenire in questa direzione, un programma pratico e teorico che si accompagna e si sviluppa a partire dall’opposizione alle politiche della Troika e del Governo Letta-Alfano. Al tempo stesso analizzeremo il tema del diritto all’abitare, a come difendere e costruire conflitto e solidarietà su questo campo d’intervento dove si  sperimenta occupazione di case e resistenza agli sfratti. Dopo Bergamo arriveremo a Catanzaro dove affronteremo ed analizzeremo le “piccole e grandi Valsusa del sud”, approfondendo come la specificità meridionale possa divenire un elemento paradigmatico rispetto alla ristrutturazione capitalistica europea.
A fine Luglio invece ci troveremo a Viareggio alla festa nazionale della R@P per continuare la nostra discussione nel primo Summer camp della Rete per l’Autorganizzazione Popolare.

Per info reterap@libero.it

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* Bergamo – Sabato 25 maggio – dalle ore 10.30 a ore 18.30 – Via Borgo Palazzo 84/g (c/o sede Unione Inquilini – Rifondazione Comunista).

Seminario formativo di R@P – Rete per l’Autorganizzazione Popolare

Programma:

Ore 10.30-13.30: Seminario teorico. Analisi dello scontro di classe dentro la crisi economica del capitalismo neo-liberista. Conduce: Andrea Viani (Gruppi Acquisto Popolare – Lodi) La relazione tratterà dei seguenti temi: Come fa lotta di classe il Capitale? Come risponde il proletariato all’attacco del Capitale? Qual’è la risposta economica spontanea? Qual è la risposta economica organizzata? Qual è la risposta politica? Che fare come pratiche di resistenza contro la crisi?

Ore 13.30-14.30: Pausa pranzo

Ore 15.00 – 18.00: Workshop tematici

1. Come consolidare dal punto di vista organizzativo le forme di mutualismo e resistenza sociale in atto nel Centro-Nord Italia? Dai Gruppi di acquisto popolare alle Società di Mutuo Soccorso, per un progetto di municipalismo eco-socialista che mette al centro il tema del valore d’uso dei prodotti. Conduce: Francesco Piobbichi (Rete per l’Autorganizzazione Popolare).

2. Le pratiche di resistenza e mutualismo contro la crisi e le politiche abitative neo-liberiste. Quali prospettive per i movimenti di lotta per il diritto all’abitare. Conducono: Fabio Cochis, Marco de Guio, Bruno Cattoli (Unione Inquilini).

L’intero seminario sarà trasmesso in diretta streaming. Per info: 349.5120487 (Giudi); 339.7728683
(Fabio)

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Il Pane e le Rose. Autorganizzazione e neo- mutualismo: Pratiche di resistenza contro la crisi al sud.

Decollatura (CZ)
Sabato 8 Giugno – dalle ore 10.30 a ore 18.30: Seminario formativo della R@P – Rete per l’Autorganizzazione Popolare

L’’organizzazione dei subalterni nel meridione- Ore 10.30-13.30

Negli ultimi dieci anni, dalle rivolte di Scanzano Jonico fino ad oggi, nel sud Italia sono esplose centinaia di piccole e grandi “Val di Susa” ma con estrema difficoltà sono riuscite a sedimentare percorsi di autorganizzazione e di lotta in grado di andare oltre la fiammata tanto episodica quanto radicale.
Eppure resta un elemento sfuggente di rivolta che sistematicamente si riverbera in modo spontaneo nei nostri territori: sono i precari e le famiglie che occupano le case sfitte, sono i migranti e i disoccupati organizzati che scendono in piazza per rivendicare un salario, sono le comunità che difendono il proprio territorio, sono gli operai in lotta per difendere il proprio posto di lavoro.
Rivendicano e rovesciano l’eccezionalità della propria condizione: non più solo elemento di controllo, ma anche leva di emancipazione.
E’ un linguaggio di resistenza collettiva che non si esplicita lungo le coordinate tradizionali della partecipazione e della rappresentanza politica, ma si producono e riproducono nella materialità delle culture popolari nelle quali sono inserite. Culture altre che non appartengono alle articolazioni egemoniche e formali della tanto decantata società civile, ma che esprimono la loro dimensione politica nell’illegalità della rivendicazione “di una parte per i senza parte” e che determinano, attraverso la loro stessa irruzione, lo smascheramento della falsa uguaglianza formalistica e amministrativa alla base delle strategie governamentali di controllo e di gestione della popolazione e dei territori.
Sono i disoccupati che strappano con la lotta corsi di formazione e posti di lavoro, sono i migranti che conquistano con la lotta i permessi di soggiorno, sono le comunità che impediscono attraverso la resistenza popolare l’avvelenamento delle proprie terre, sono gli sfrattati che conquistano il diritto alla casa con le occupazioni e le mobilitazioni.
Sono lotte parziali e particolari, che rispondono spesso non alla risoluzione universalistica di un problema e di un’istanza sociale, non all’esplicitazione formale di un diritto, ma piuttosto al soddisfacimento concreto e materiale di un bisogno per i protagonisti stessi di queste lotte.
Piuttosto che il disprezzo per queste lotte arretrate degli “incivili”, bisogna avere la capacità di ripartire da queste per trovare percorsi innovativi di crescita, di sedimentazione e generalizzazione delle stesse, in grado di rompere anche le gabbie della subalternità nelle quali sono imprigionate.
Vorremmo provare a ragionare a partire da questi elementi di specificità “meridionali” indagando i nodi che potrebbero saltare come prodotto della ristrutturazione europea.

Ore 13.30-14.30: Pausa pranzo

Ore 14.30-18.30
Pratiche mutualistiche e autoproduzione di reddito. L’autorganizzazione dal basso è il terreno della riappropriazione diretta di reddito ma può diventare anche il terreno dell’autoproduzione di reddito. Discuteremo della necessità di costruire una rete di autorganizzazione popolare che, sulla scia delle pratiche già presenti nel centro nord, provi a mettere in rete anche al sud le pratiche resistenti, molto volte già presenti ma isolate, soffermandoci particolarmente sulla possibilità di costruire forme di autoproduzione di reddito capaci di rilanciare il tema della sovranità alimentare dei nostri territori.

Per info ospitalità 3404702004

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